chef capasso



A cento anni dalla morte del grande tenore Caruso nasce “Il mito”, e i bucatini che portano il nome del grande tenore diventano gourmet

Un acuto. E, allo stesso tempo, un omaggio d’autore. Si chiama Il mito, il piatto dello chef Francesco Capasso realizzato in occasione del centenario dalla morte, il 2 agosto 2021, di uno dei più grandi tenori di sempre: Enrico Caruso.

La ricetta rielabora un primo che notoriamente viene attribuito, come quello preferito, dal grande Enrico, e che anzi, ne porta con sé il nome.

I “bucatini alla Caruso”, secondo alcuni anche spaghetti, ma da Capasso ripresi nella versione con bucatini, sono semplici. Anche troppo se pensiamo che erano nei gusti di una star internazionale che girava costantemente in tutto il mondo osannato ed acclamato ed avrebbe potuto chiedere piatti sofisticati ed elaborati. Nella interpretazione dello chef Capasso un piatto normale per quanto succulento diventa gourmet.

I bucatini si sposano con pomodori San Marzano marinati cruditè, zucchine fritte e disidratate quindi in polvere, olio all’aglio anch’esso in polvere, crema di peperoni gialli, basilico croccante, prezzemolo, peperoncino in polvere affumicato, una cialda di riso soffiato al pecorino. Ed inoltre una affumicatura all’origano. Un’armonia di sapori, ottenuta grazie alla mano dell’uomo, dello chef, il quale da anni rielabora le ricette della tradizione napoletana in chiave contemporanea. Capasso si avvale di anni di gavetta nei quali ha sviluppato e capito il proprio talento. Ricorda i difficili momenti iniziali.

Cercavo sempre di carpire i segreti degli chef, trascrivendo ogni singolo passo, mi documentavo, cercavo di capire il perché di ogni passaggio ed ero sempre alla ricerca di nuovi abbinamenti e combinazioni che sperimentavo.
Dopo aver fatto numerose esperienze nei ristoranti, senza mai tirarmi indietro, ho deciso di lasciare il mio lavoro e intraprendere la carriera da cuoco.
Volevo fare un percorso che mi formasse, anche caratterialmente, e l’occasione si è presentata quando mi sono imbarcato come aiuto cuoco”.

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I primi tempi “tragici”, poi all’attivo numerose esperienze in Italia e in giro per il mondo. È uno degli chef sull’isola del Giglio, durante i lavori per la rimozione della Concordia.

Quando ho visto in quella occasione – sottolinea – il mio nome sui giornali citato tra gli chef sono scoppiato in lacrime”. Era il primo riconoscimento tangibile ad una formazione, impegno e ricerca costanti. Chef in due villaggi a quattro stelle, poi diventa executive chef in tre ristoranti rinomati e club. Collabora con chef stellati, “senza mai perdere l’umiltà e la semplicità”.

Oggi, con il suo brand Arte&Cucina organizza anche eventi oltre a seguire la sua indole nel campo della ristorazione. “Sono onorato di aver realizzato il piatto dedicato a Caruso, e per questo l’ho chiamato Il mito. Il grande tenore è uno dei simboli di Napoli e dell’Italia nel mondo, famoso anche in quanto appassionato interprete. In questa passione, mi rivedo in lui”.


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