La Corte di Appello di Napoli, ha disposto l'annullamento, per insussistenza delle esigenze cautelari, di ogni restrizione alla libertà


Lo ha deciso la Corte di Appello di Napoli, davanti alla quale si sta svolgendo il processo di secondo grado. I giudici hanno disposto l’annullamento, per insussistenza delle esigenze cautelari, di ogni restrizione alla liberta’ personale per l’ex prete, difeso dall’avvocato Maurizio Zuccaro.
Barone fu arrestato nel febbraio 2018 dalla Squadra Mobile di Caserta all’aeroporto di Napoli-Capodichino, di ritorno da un viaggio religioso in Polonia, a Cracovia; era insieme ai genitori della ragazza di 13 anni, anch’essi arrestati. E’ rimasto in carcere fino al marzo del 2020, quindi e’ andato ai domiciliari, dove si trovata quando ha ricevuto la notizia della decisione dei giudici d’Appello.
Dal processo di primo grado e’ emerso che Barone e i genitori della 13enne – anch’essi condannati – credevano che quest’ultima fosse indemoniata, e cosi’ decisero di sottoporla a riti di esorcismo, che furono praticati dal prete allora in servizio al Tempio di Casapesenna, senza pero’ alcuna autorizzazione.
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La Procura di Santa Maria Capua Vetere che coordino’ l’indagine aveva contestato a Michele Barone anche la violenza sessuale ai danni di due donne maggiorenni (i pm chiesero 22 anni), ma il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere lo ha assolto (sentenza del 7 febbraio 2020) da questa accusa condannandolo per le lesioni provocate alla piccola 13enne e per maltrattamenti.
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