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Coronavirus

Lo Smi: “I tamponi negli studi non si possono fare”

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smi,tamponi negli studi


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“L’accordo stralcio  sui tamponi non è applicabile nel 90% degli studi medici di medicina generale della Campania”

 “Il Comitato  Regionale ex art. 24 per la Medicina Generale della Campania prenda atto che i tamponi non si possano effettuare negli studi dei medici di famiglia> così Luigi De Lucia,  Segretario Regionale della Campania commenta l’ultima riunione che si è tenuta presso la Regione Campania del tema dell’accordo stralcio per i tamponi.

“Non si può pretendere di voler far  firmare un accordo regionale  a chi, come lo SMI,  ha scelto di opporsi a livello nazionale.  Sarebbe un atteggiamento incoerente verso i medici e i pazienti. In Campania si riscontrano ancora di più le difficoltà  per l’effettuazione dei tamponi negli studi dei medici di famiglia allocati in condomini privati”, aggiunge De Lucia.

“Lo spiegasse ai medici di famiglia campani, invece, come si possono effettuare i tamponi nei propri studi, il sindacato che ha  sottoscritto l’accordo nazionale e che nella riunione ha spinto, senza nessun dubbio, alla presa d’atto regionale. Bisognerebbe, però, tener conto delle vere e proprie  rivolte  che si stanno verificando nei privati condomini e di come sono allocati gli studi medici, fino al rischio di assembramento che l’effettuazione di tamponi per i covid può portare. E’ quindi inutile che  la FIMMG, d’accordo con la parte pubblica,  insista per farci firmare”, aggiunge De Lucia.

“Lo SMI rinnova il suo impegno a favore dell’effettuazione  dei tamponi da parte dei medici di  medicina generale  su base volontaria e solo in strutture pubbliche delle ASL e dei Comuni. Siamo convinti che la tutela della salute dei medici, dei pazienti e dei cittadini debba essere sempre garantita soprattutto nell’era del Covid 19”, conclude De Lucia.

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Coronavirus

Altre 3 vittime covid a Torre del Greco: sono 24 dalla seconda ondata della pandemia

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vittime covid Torre del Greco
foto di repertorio

Tre vittime da covid a Torre del Greco nelle ultime 48 ore. complessivamente nella seconda ondata della pandemia i decessi sono saliti a 24.

A perdere la vita il noto commerciante di mobili Pasquale Polese di 66 anni, dell’artigiano del corallo Ciro Di Donna di  58 anni e di un uomo anziano di 85 anni. Sono invece novantotto le guarigioni registrate nella giornata sola giornata di ieri. Comunicati anche 40 nuovi casi di positività al COVID-19, in isolamento domiciliare. Infine anche il passaggio di 1 soggetto positivo dall’isolamento domiciliare al regime ospedaliero.

“Continua, così, a mutare il bilancio – si legge nel comunicato- della​ duecentosessantaduesima giornata consecutiva di attività del ​ C.O.C.:​
Totale ospedalizzati:​ 25;
Totale in isolamento domiciliare:​ 670;
Totale guariti dal COVID 1322;
Totale decessi:​ 45;
Totale tamponi giornalieri: 348, i cui esiti saranno comunicati nei prossimi giorni.
“Esprimo massima vicinanza – le parole del sindaco, Giovanni Palomba – alle famiglie dei nostri concittadini scomparsi. Il mio sincero cordoglio, unito a quello dell’intera Amministrazione comunale, va ai parenti tutti”.
Istituito, inoltre, dall’ ASL, un ulteriore numero verde al quale è possibile rivolgersi – tutti i giorni – dalle ore 8.00 alle ore 20.00: 800936630.
Il C.O.C. precisa, altresì – ai fini di una più agevole ed immediata comunicazione con i cittadini – che coloro ai quali è stato praticato il tampone e che restano, al momento, in attesa di conoscerne l’esito possono – nel pieno rispetto e tutela della privacy – rivolgersi al numero telefonico 0818830736
reperibile tutti i giorni dal Lunedì al Venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 13.30 e dalle ore 14.00 alle ore 15.45.
Predisposto anche un secondo numero di linea: 0818497030 reperibile nei medesimi giorni ed orari.
Si segnala – anche – che con nota prot. n. 2882 del 12.11.2020 da parte dell’Unità di Crisi della Regione Campania è stato disposto che per poter effettuare il tampone molecolare, ovvero, per la ricerca di SARS-CoV-2 presso un laboratorio privato è necessaria la prescrizione medica su cosiddetta “ricetta bianca” con l’indicazione dell’effettuazione della prestazione.
Ciò si rende necessario al fine di garantire una maggiore appropriatezza dei percorsi di Sanità Pubblica.

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