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Al Cardarelli di Napoli arriva la tenda dell’esercito con 20 posti letto

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Al Cardarelli di Napoli arriva la tenda dell’esercito con 20 posti letto.

 

“Alle spalle del pronto soccorso sara’ allestita nei prossimi giorni una tenda dell’esercito da 240 metri quadrati con venti posti letto, che ospiteranno pazienti covid che necessitano di osservazione ma non hanno gravi sintomi”. Lo ha spiegato  il direttore generale del Cardarelli di Napoli, Giuseppe Longo. “La struttura – spiega – sara’ riscaldata e ci permettera’ di decomprimere il pronto soccorso dove arrivano molti pazienti. Il momento e’ di forte pressione ma noi assisteremo tutti, non rifiuteremo mai un paziente”.

Longo poi spiega che la tenda sara’ allestita nell’area tradizionalmente dedicata al parcheggio delle auto alle spalle del pronto soccorso. “Oggi i tecnici sono al lavoro per pianificarne l’istallazione. Credo potra’ essere montata entro martedi’-mercoledì. Al suo interno – spiega – lavoreranno i medici del Cardarelli. Nella nota della protezione civile nazionale e’ indicato che potra’ essere fornito anche del personale, vedremo, per ora ci saranno i nostri medici e infermieri che stanno sostenendo uno stress molto forte ma lavorano con grande impegno, sanno di essere in un fronte di guerra”.

La tenda contribuira’ a decomprimere la pressione in particolare sul reparto di osservazione breve nel pronto soccorso (obi): “In questo momento i pronto soccorso sono sottoposti a una forte pressione – conferma Longo – soprattutto la sera capita che arrivino anche 7-8 ambulanze contemporaneamente e quattro auto private. Noi accettiamo tutti, ho detto al personale che possiamo avere anche 50 pazienti insieme e non smetteremo di dare assistenza. Ma servono gli spazi per sopportare questa pressione e questa tenda ci aiutera’ per i pazienti da tenere in osservazione con sintomi ma non gravi. Il programma e’ nazionale, riguarda diverse Regioni come il Piemonte, la Liguria e anche la Campania e noi del Cardarelli siamo stati individuati per la fornitura della struttura”.

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Il medico di Maradona accusato di omicidio colposo

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foto da tyc sports

Il medico di Maradona accusato di omicidio colposo. Il fuoriclasse argentino ‘non sarebbe stato curato adeguatamente’ .

Leopoldo Luque, medico di Diego Armando Maradona, e’ stato accusato di omicidio colposo con l’ipotesi che il fuoriclasse argentino non sia stato curato adeguatamente: lo dicono fonti di polizia e giudiziarie all’agenzia argentina Telam. Al dottore sono stati letti i suoi diritti nel corso della perquisizione al suo domicilio, stamattina.

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La notifica, precisano le fonti all’agenzia, non significa una convocazione da parte dei magistrati, ne’ fa scattare un arresto: viene solo informato che si indaga su di lui per il presunto reato. La Procura del sobborgo argentino di San Isidro, a Buenos Aires, ha ordinato di perquisire le proprieta’ del medico personale di Diego Armando Maradona, Leopoldo Luque, nel quadro delle indagini in corso sulla morte del calciatore. Secondo il comunicato del procuratore, “in virtu’ delle prove raccolte, si e’ ritenuto necessario richiedere perquisizioni presso l’abitazione e e l’ufficio del dottor Leopoldo Luque”.

I magistrati aggiungono che nel quadro delle indagini sono stati sentite diverse persone, compresi i parenti stretti del defunto. Nessun’altra precisazione e’ stata rilasciata sul motivo delle indagini, benche’ la morte della stella calcistica abbia scatenato polemiche sul ritardo dei soccorsi. Maradona e’ deceduto mercoledi’ 25 novembre all’eta’ di 60 anni per un attacco di cuore.

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