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Luciano Tarullo, cantautore rock, torna con la ballad ‘Di rosso e di viole’

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luciano tarullo ballad


Luciano Tarullo, il cantautore rock originario di Agropoli (SA), torna con una ballad dal titolo “Di rosso e di viole”.
«In un momento di grande confusione, ho deciso di fermarmi e chiudere gli occhi. La storia che ho scelto di raccontare mi è arrivata inaspettatamente. Non ho fatto altro che mettere subito nero su bianco le scene che la mia mente aveva immaginato in quel momento»

 

 

 

A distanza di pochi mesi dall’ uscita del singolo “Benvenuto”, il cantautore rock Luciano Tarullo torna sulla scena con una ballad dal forte forte impatto emotivo: “Di rosso e di viole”.

«“Di rosso e di viole” è il racconto di una grande storia d’amore appartenuta ad un tempo lontano. La canzone descrive prima di tutto un luogo. Un paesaggio antico, inviolato, all’oscuro dalle dinamiche che controllano il mondo moderno. Ed è in questo contesto incontaminato che nasce questa storia d’amore che ad un certo punto dovrà confrontarsi con una realtà ben più inesorabile. L’idea era quella di scrivere un testo come una sceneggiatura di un film. Ci sono luoghi, personaggi, dialoghi, oggetti, colori, sensazioni. Il mio desiderio è che l’ascoltatore venga catapultato totalmente nell’immaginario descritto, riuscendo così a vedere con i propri occhi tutte le scene come una serie di dipinti o come, appunto, frame di una pellicola».

La tematica più importante del brano è quella dell’attesa.

«In un mondo così frenetico, in cui tutti noi sentiamo il bisogno incessante di andare sempre a mille all’ora, anche i rapporti sono diventati più superficiali e a volte inconsistenti. Questo perché abbiamo perso la capacità e la volontà di saper aspettare. La canzone rappresenta un viaggio nel tempo usato come pretesto per parlare di questa nostra condizione attuale».

Seguilo su Facebook: https://www.facebook.com/LTarullo/

Scritta e prodotta dallo stesso cantautore agropolese, “Di rosso è di viole” è stata registrata, mixata e masterizzata da Tonino Valletta presso il Tva Studio di Ascea (SA). Ad affiancare Luciano Tarullo (voce, chitarra acustica, pianoforte), i musicisti Frank Cara e Ivan Tornese (chitarre), Roberto Guariglia (basso), Michelangelo Sarnicola (batteria) e Piera Lombardi (cori).

“Di rosso e di viole” esce in contemporanea alla lavorazione del nuovo album in studio del cantautore.

«“Di rosso è di viole” è una canzone che il mio pubblico non troverà mai all’interno di nessun album. Rappresenta un po’ il “ponte” tra il mio primo album, “L’isola”, e il prossimo disco a cui sto già lavorando da qualche tempo. Si tratta di un progetto che artisticamente mi entusiasma molto. Non mi sono dato delle scadenze, mi sto solo divertendo molto a registrare, sperimentare e cercare nuove strade sonore e stilistiche. Tutto il resto poi verrà da sé con il tempo».

Ascolta su Spotify: https://open.spotify.com/album/3YiZu84RcILo6f7lDqyru5?highlight=spotify:track:1Grh0CDZy81KzUgKwngSU0

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‘Sulle note di Elvis’, il nuovo brano di Cristiano Turrini

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cristiano turrini

Dal 27 novembre sarà disponibile in rotazione radiofonica “Sulle note di Elvis” (Cantieri Sonori), il nuovo brano di Cristiano Turrini disponibile su tutte le piattaforme di streaming dal 13 novembre.

“E ballavi rock’n roll sulle note di Elvis, con un maglione di cashmere, dimmi se lo ricordi o se l’hai buttato via così”: così canta la voce di Cristiano Turrini nel suo ultimo brano dal titolo “Sulle note di Elvis”. Continuando sul filone del precedente singolo “Kuala Lumpur”, il nuovo singolo del giovane cantautore romano è un amarcord dalle sonorità elettroniche ambientato nella splendida cornice dell’Islanda. Il brano è scritto dallo stesso Cristiano in collaborazione con Marco Canigiula (già autore per Annalisa, Emma Muscat, Biondo, Suor Cristina, Alessandro Casillo); per l’arrangiamento del singolo ha contribuito anche il producer Skywalker (Marta Daddato).
Spiega Cristiano Turrini a proposito del suo nuovo inedito: «“Sulle Note Di Elvis” continua quello che è stato il lavoro fatto con “Kuala Lumpur”, sperimentando sempre nuove sonorità che credo oggi mi rappresentino maggiormente».
Il videoclip ufficiale del brano, diretto da Giuseppe Foglia, include una sequenza di immagini che vede la partecipazione della giovanissima attrice Roberta Sardella (della serie “Don Matteo 11”).

“Sulle note di Elvis” è disponibile su Spotify al seguente link: https://spoti.fi/35A0XYK

Segui su Fb: https://www.facebook.com/CristianoTurriniOfficial1

Cristiano Turrini è un cantautore romano classe ‘89. Nel marzo 2013 partecipa in qualità di doppiatore al telefilm “Violetta” per Walt Disney. Lo stesso anno, in trio con Roberto D’Addio e Alessandro Corsi, partecipa al “Festival di Castrocaro” su Rai 2 con gli inediti “Tempesta solare” e “Dicono che le cose” scritti e prodotti da Marco Canigiula (autore per Annalisa, Emma Muscat, Biondo, Suor Cristina, Alessandro Casillo). Nel 2015 firma un contratto con Cantieri Sonori e pubblica i singoli “Tutto Quello Che Non Siamo” (60 finalisti Sanremo Giovani 2016) e “Irrazionale” (60 finalisti Sanremo Giovani 2018). Nel 2018 è coautore, unitamente a Marco Canigiula, del brano “Sconnessi” (interpretato da Carolina Rey), colonna sonora dell’omonimo film di Christian Marazziti. Il brano riceve la candidatura ai Nastri D’Argento come “Miglior Brano Originale”. Nel 2019 vince “Play! Storie Che Cantano” con il brano “Guernica” (Canigiula, Turrini). Il 20 febbraio 2020 esce “Bla Bla Bla” (Sneider, Turrini) feat con il cantautore Bolo Mai e il 13 marzo pubblica il brano “Nutella Sul Pane” (Canigiula, Turrini). Il 22 agosto 2020 vince il concorso “Deejay On Stage” con il brano dal titolo “Kuala Lumpur” (Canigiula, Turrini, La Terza), prodotto da Cantieri Sonori, che vanta la collaborazione di importanti musicisti come il pianista Jacopo Carlini (Giorgia, Fiorella Mannioia, Sanremo 2020), Davide Gobello (Fabrizio Moro, Loredana Bertè, Tricarico, Paolo Vallesi) e il bassista Matteo Carlini (Alex Britti, Martina Attili). Il 13 novembre esce su tutti i digital stores il suo ultimo lavoro “Sulle Note Di Elvis” scritto insieme a Marco Canigiula e che vede la collaborazione del producer Skywalker (Marta Daddato). Il brano sarà disponibile in radio dal 27 novembre.

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‘Finirà’ il nuovo singolo di Blackzi contro la violenza sulle donne. Il video

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Blackzi

E’ disponibile su YouTube il videoclip ufficiale di “Finirà”, il nuovo toccante singolo di Blackzi, prodotto da Martin Buricchi ed Emanuele Filippi (prom. Red Owl), estratto dall’EP “Traum”.

 

[Comunicato stampa]
Istituita nel 1999, il 25 novembre è la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Una data rappresentativa di un dramma quotidiano che tocca milioni di persone, anche nel 2020.

Riuscire ad esprimere in concetti una tematica così delicata, profondamente tragica ed al tempo stesso ancora radicata nella mentalità di alcuni uomini e farlo con intelligenza, assoluto rispetto e consapevolezza di ciò di cui si sta parlando, non è affatto semplice.

Portare a galla sentimenti repressi per anni, mettere alla mercé degli altri il proprio vissuto, ma soprattutto, farsi guidare dalla musica per trovare un faro dopo lunghi periodi di buio, di sensi di colpa che non hanno motivo di esistere ma che, purtroppo, continuano ad essere presenti nella vita di chi subisce, richiede coraggio, anima e grande sensibilità, soprattutto nei confronti delle vittime. Vittime, una parola che deve prendere il distacco dall’essere sinonimo di pietà, assumendo il significato che le spetta, quello di persone che hanno subito ingiustamente un abuso, una sopraffazione fisica e psicologica, un reato gravissimo.

Essere vittima non significa essere debole, non significa nemmeno essere eroe, significa semplicemente essere un individuo, con una dignità, un’identità, un valore, dei sentimenti e delle emozioni, calpestati per giorni, mesi anni.

La complessità e le tante facce, le molteplici maschere della violenza, portano ancora oggi chi è vittima di abusi a temere di parlarne, per la paura di non essere creduti, ma anche per quella sensazione di aver meritato quelle ferite sul corpo, ma soprattutto sull’anima, che lacerano le loro esistenze.

La sensazione di essere sbagliate, il voler difendere un amore, l’andare avanti per i propri figli, il giustificare sempre tutto a sé stesse ed agli altri, inventare scuse, fingere sorrisi, benessere e vita.

Tanto si è detto, ma ancora molto va trattato per sconfiggere, o quantomeno provare a farlo, con le forze di tutti, un nemico invisibile che può infiltrarsi ovunque, che può bussare alla porta di ogni donna in qualsiasi momento del suo percorso, sotto volti differenti, tra gli sguardi e le mani di qualsiasi persona.

In 6 minuti intensissimi di clip, che iniziano con una citazione di William Shakespeare, Blackzi racconta la storia di una persona a lui molto vicina, una storia difficile che ha toccato l’artista in primis per molto tempo. Un video che va ben oltre l’essere un filmato d’accompagnamento ad un brano emozionante, crudo, riflessivo e denso di significato, un video che vuole trasmettere attraverso le immagini l’esperienza di una protagonista di quel disagio, di quella sofferenza spiazzante e straziante che lascia un vuoto dentro, un vuoto che trasforma l’esistenza. La clip non ha l’obiettivo di farsi portavoce di un movimento a se stante, ma di essere un piccolo appiglio per chi sta vivendo determinate situazioni e, soprattutto, un invito a liberarsi delle proprie paure, dei propri ingiusti sensi di colpa e denunciare.

Raccontare la violenza sulle donne con gli occhi di un uomo, un giovane ragazzo che ha visto senza filtri gli effetti degli abusi su una persona a lui molto vicino e che vuole lanciare un messaggio non soltanto alle donne, ma anche a tutti i ragazzi, giovani e meno giovani, per mettere la parola fine ad un tragico capitolo che attraversa tutto il mondo, sfiorando con la forza bruta dell’ignoranza e della cattiveria milioni di persone. «La mente imprigiona la realtà e la fantasia» canta l’artista, «ma libera l’odio se penso al mio blocco», prosegue, sfogando in musica anni di dolore, con la consapevolezza che «non basta scrivere o piangere per cambiare il futuro», perché ci vuole ben altro. Occorre una presa di coscienza universale, leggi severe e chiare, private della possibilità di percorrere strade alternative e soprattutto, una cultura che trasmetta l’effettiva parità dei sessi, distante da forme di maschilismo e femminismo, che porti realmente ciascun essere umano, indipendentemente da quelle peculiarità che lo rendono unico, ad essere al pari dei suoi simili, con gli stessi diritti e gli stessi doveri, senza distinzione alcuna.

https://www.instagram.com/blackthablackzi/

Blackzi, nome d’arte di Claudio Castagnozzi, è un artista di Prato classe 1998. La musica lo accompagna da sempre, consentendogli di evadere da una realtà difficile e problematica: attraverso le note e la sua penna, riesce ad esprimere appieno se stesso e le sue emozioni. La scrittura diventa presto protezione e difesa, un luogo sicuro in cui rifugiarsi ed un punto fermo al quale aggrapparsi nei momenti più difficili. Inizia a stilare i primi testi, per sé stesso, senza cercare di emulare altri artisti e senza abbracciare un genere musicale particolare e ben definito. I suoi brani, specchio dei suoi sentimenti, raccontano a cuore aperto la sua quotidianità, il suo vissuto. Dopo il fortuito e fortunato incontro con Emanuele Filippi e Martin Buricchi, che, come afferma l’artista stesso, hanno preso i suoi “testi come dei colori e ne hanno creato un quadro espressionista”, Blackzi dà il via al suo percorso artistico. Nel 2019 escono le sue prime release e l’EP “Quello Che Nessuno Dice” in collaborazione con Lacourt e nel 2020 pubblica “Traum”, EP da cui viene estratto il singolo “Finirà”, un toccante brano che tratta la delicatissima tematica della violenza sulle donne, un argomento di cui il giovane cantautore ha visto i devastanti effetti con i suoi stessi occhi, senza filtri, un dramma vissuto in prima persona da una donna a lui molto vicina. Il brano non vuole farsi bandiera di nessun movimento specifico, ma soltanto di una reale parità tra i sessi, lontana da ogni forma di maschilismo e femminismo, che ponga, effettivamente, ogni essere umano, con le sue straordinarie caratteristiche e peculiarità, sullo stesso piano, con pari diritti e pari doveri. Un artista in grado di cogliere le sfumature dell’animo umano e della quotidianità e di portarle in musica con una rara capacità autorale; un artista che sa raccontare, con raffinatezza intellettuale, rispetto e sincerità, il suo punto di vista a chi lo ascolta; un artista che si allontana dai trend del momento, per riportare la musica alla sua dimensione più alta, quella di urgenza espressiva, esternazione dei sentimenti, amplificatore di momenti di gioia ed appiglio nei periodi bui, ma soprattutto di condivisione.

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