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Serie A, volata per l’Europa: la Champions League vale un tesoro da 45 milioni

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Non è solo una questione di gloria, brividi sotto le stelle e prestigio internazionale. A tre giornate dalla fine del campionato, la corsa a un posto nella prossima Champions League rappresenta, per i club di Serie A, la differenza tra un bilancio in equilibrio e uno in rosso profondo. Con il nuovo formato del torneo, la sola partecipazione garantisce un “paracadute” economico senza precedenti: un gettone di presenza che oscilla tra i 35 e i 45 milioni di euro a squadra.

I calcoli effettuati sulle proiezioni dei ricavi per la stagione 2026/2027 delineano uno scenario dove anche l’ipotesi peggiore — chiudere la fase campionato all’ultimo posto e senza aver collezionato nemmeno un punto — garantisce entrate pesantissime. A fare la differenza nella ripartizione iniziale sono i coefficienti storici e i mercati di riferimento: se il Como, sorpresa della stagione, incasserebbe circa 35 milioni minimi, il Milan si avvicinerebbe ai 40, mentre Juventus e Roma toccherebbero quota 45 milioni di euro.

Queste cifre sono però solo la base di partenza, destinate a lievitare sensibilmente in base ai risultati sul campo. Guardando alla stagione che sta per concludersi, i numeri parlano chiaro: il Napoli, pur eliminato prematuramente, ha portato a casa circa 50 milioni, mentre Inter e Juventus si sono attestate tra i 65 e i 70 milioni nonostante l’uscita ai playoff. L’Atalanta, arrivata fino agli ottavi di finale, ha visto i propri ricavi toccare la soglia dei 70 milioni.

La riforma della competizione ha parzialmente ridotto gli incassi fissi iniziali per i top club, ma ha introdotto un sistema di premi legati ai risultati che può trasformare il percorso europeo in una miniera d’oro. Per club come Roma, Juventus e Milan, centrare l’obiettivo significa poter pianificare il mercato estivo con una liquidità che l’Europa League o la Conference semplicemente non possono offrire. In queste ultime tre partite di Serie A, ogni gol e ogni punto conquistato sposta non solo l’orgoglio dei tifosi, ma decine di milioni di euro che peseranno sul futuro delle società.

Torre Annunziata, si dimette il sindaco Corrado Cuccurullo dopo le «parole» del Procuratore Capo

Si dimette il sindaco di Torre Annunziata, Corrado Cuccurullo. La decisione arriva a poche ore dalla cerimonia di avvio dei lavori di demolizione di Palazzo Fienga, edificio simbolo e storica roccaforte del clan Gionta.

Un evento dal forte valore istituzionale e simbolico, segnato però da un duro intervento del procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, che ha parlato apertamente di criticità ancora presenti sul territorio.

Le parole della Procura

Nel corso della cerimonia, Fragliasso ha espresso una valutazione severa sulla situazione cittadina e sull’azione amministrativa: si aspettava “uno scatto in avanti” dopo il commissariamento del Comune, sottolineando invece la presenza di “troppe ombre e poche luci”, oltre a presunte contiguità con la criminalità organizzata e fenomeni di illegalità anche all’interno dell’amministrazione.

Dichiarazioni pronunciate alla presenza dello stesso Cuccurullo, seduto in prima fila con la fascia tricolore.

La replica del sindaco

Immediata la reazione del primo cittadino, che in una lunga nota ha definito le parole del procuratore “gravi e profondamente ingiuste”, ritenendo che colpiscano non solo l’amministrazione ma l’intera comunità di Torre Annunziata.

Cuccurullo ha respinto ogni rappresentazione generalizzata della città, sostenendo che una narrazione indistinta rischia di “mortificare” gli sforzi di chi lavora per il cambiamento e per il rafforzamento della legalità.

Il bilancio dell’amministrazione

Nel suo intervento, il sindaco uscente ha rivendicato l’attività svolta durante il mandato, ricordando di aver trovato un Comune in condizioni difficili, con carenze strutturali, organizzative e di personale.

Tra le azioni elencate:

il potenziamento della polizia municipale
l’ampliamento dei sistemi di videosorveglianza
il recupero e l’assegnazione dei beni confiscati
interventi su scuole e servizi per l’infanzia
il reperimento e il rilancio di finanziamenti pubblici
il supporto a progetti strategici, tra cui la demolizione di Palazzo Fienga

Cuccurullo ha inoltre sottolineato la collaborazione istituzionale con Tribunale e Procura, garantendo priorità alle richieste provenienti dagli uffici giudiziari.

“Serve responsabilità individuale, non accuse generalizzate”

Nel passaggio centrale della sua dichiarazione, l’ex sindaco ha evidenziato che eventuali criticità o irregolarità devono essere ricondotte a responsabilità personali e accertate nelle sedi competenti, evitando generalizzazioni che coinvolgano un’intera amministrazione o comunità.

La decisione di lasciare

Da qui la scelta di dimettersi: una decisione che Cuccurullo lega alla necessità di tutelare la propria dignità istituzionale e personale, in un contesto che – a suo dire – rischia di compromettere il rapporto tra istituzioni e cittadini.

“Non è accettabile la delegittimazione dell’amministrazione agli occhi dei cittadini”, scrive, annunciando il ritorno alla propria attività professionale.

Sapri, tenta di accoltellare comandante della Polfer: arrestato un 64enne

Poteva trasformarsi in tragedia quello che doveva essere un giorno di festa e di saluti. Invece, solo la prontezza di riflessi e il sangue freddo hanno evitato il peggio nel piazzale della stazione ferroviaria di Sapri, dove il comandante del posto di Polizia Ferroviaria è stato bersaglio di un brutale tentativo di aggressione a colpi di coltello.

Protagonista della vicenda un uomo di 64 anni, originario di Lagonegro ma residente nel Nord Italia, che improvvisamente si è scagliato contro l’ispettore impugnando un coltello da macellaio. L’aggressore ha sferrato un fendente diretto al comandante che, per un soffio, è riuscito a schivare la lama. L’intervento immediato degli altri agenti presenti ha permesso di disarmare l’uomo, immobilizzarlo e trarlo in arresto prima che potesse colpire di nuovo.

Il dettaglio che rende l’episodio ancora più inquietante è di natura temporale: per l’agente preso di mira, infatti, quello di oggi era l’ultimo giorno di servizio prima del meritato pensionamento. Un congedo che ha rischiato di essere macchiato dal sangue a causa di un gesto la cui matrice resta ancora avvolta nel mistero.

L’aggressore deve ora rispondere delle pesantissime accuse di tentato omicidio e porto abusivo di arma bianca in luogo pubblico. Il grosso coltello utilizzato per l’agguato è stato posto sotto sequestro, mentre gli inquirenti sono al lavoro per scavare nel passato del 64enne e capire se dietro il folle gesto ci siano vecchi rancori o il raptus di una mente instabile. Per il momento, resta il sollievo per un servitore dello Stato che potrà godersi la pensione dopo aver superato, indenne, l’ultimo e più pericoloso ostacolo della sua carriera.

Rapina in farmacia a Benevento: presi i colpevoli, sono due trasfertisti napoletani

La caccia ai responsabili della violenta rapina dello scorso 8 aprile si è conclusa all’alba di oggi. Due uomini residenti a Napoli sono stati arrestati dagli agenti della Squadra Mobile di Benevento, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale sannita. Per i due, gravemente indiziati di rapina pluriaggravata in concorso, si sono aperte le porte del penitenziario dopo una serrata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica guidata da Nicola D’Angelo.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il colpo non sarebbe stato un gesto improvvisato, bensì il frutto di una strategia criminale pianificata nei minimi dettagli. La banda avrebbe effettuato un primo sopralluogo per studiare i tempi e i movimenti della farmacia, attendendo il momento più propizio per entrare in azione. Poche ore dopo il controllo, i malviventi hanno fatto irruzione nel locale armati di un taglierino, seminando il panico tra i presenti.

Nonostante la minaccia dell’arma bianca, i dipendenti in servizio non si sono arresi immediatamente, mettendo in atto un coraggioso tentativo di opposizione per difendere l’incasso. Una resistenza che però non ha impedito ai due banditi di impossessarsi del denaro contenuto nella cassa e di dileguarsi rapidamente, facendo perdere le proprie tracce per quasi un mese. Le indagini tecniche e l’analisi dei filmati di sorveglianza hanno permesso alla Mobile di risalire all’identità dei trasfertisti partiti dal capoluogo partenopeo.

«La scelta di applicare la custodia cautelare in carcere risponde alla necessità di prevenire la reiterazione di episodi simili», si legge in una nota ufficiale della Procura. I magistrati hanno sottolineato la spiccata pericolosità sociale degli indagati, già noti alle forze dell’ordine per precedenti specifici. L’intervento delle autorità punta non solo a punire i colpevoli, ma a restituire un senso di sicurezza ai commercianti e ai cittadini di Benevento, scossi da un episodio di violenza che aveva turbato la quotidiana tranquillità cittadina.

Sangue al Cardarelli, infermiere accoltellato per un portafogli: il Prefetto dispone il pugno di ferro

Una mattina di ordinario servizio si è trasformata in un incubo di sangue e paura nel cuore del più grande ospedale del Mezzogiorno. Erano circa le 8:50 di oggi quando un infermiere dell’ospedale Cardarelli è stato brutalmente aggredito nel parcheggio riservato al personale, a pochi passi dal Pronto Soccorso. L’uomo è stato vittima di un tentativo di rapina: per difendere il proprio portafogli dalle mani di un malvivente, è stato ferito e costretto a ricorrere alle cure dei colleghi della prima linea.

L’episodio ha scosso profondamente i vertici di Palazzo di Governo. Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha espresso una condanna durissima, parlando di un atto «inaccettabile» che colpisce l’intera comunità. «Non possiamo accettare che un servitore della comunità, impegnato quotidianamente nella tutela della salute altrui, debba subire violenza per aver difeso la propria integrità», ha dichiarato il Prefetto, sottolineando come questa aggressione rappresenti un’offesa intollerabile per tutti i lavoratori che operano quotidianamente negli ospedali campani.

La risposta istituzionale non si è fatta attendere. Nell’immediato è stato disposto un drastico rafforzamento dei servizi di vigilanza nell’area limitrofa al nosocomio. L’obiettivo è blindare il presidio ospedaliero e garantire la massima sicurezza a medici e infermieri che, troppo spesso, si trovano a fare i conti con un degrado sociale che sconfina nel crimine violento proprio all’interno delle mura ospedaliere.

Il Prefetto ha inoltre voluto rivolgere un messaggio diretto alla vittima, augurandogli una pronta guarigione e ringraziandolo per il coraggio dimostrato nel tentare di opporsi al rapinatore. Resta però altissima la tensione tra il personale sanitario del Cardarelli: l’episodio riaccende drammaticamente i riflettori sulla necessità di un presidio fisso delle forze dell’ordine e di una protezione costante per chi, per mestiere, salva la vita degli altri.

Visita di Papa Leone XIV, l’Eav potenzia i trasporti: treni speciali all’alba per i fedeli

La macchina organizzativa per l’arrivo di Papa Leone XIV, previsto per il prossimo 8 maggio, entra nella fase operativa più delicata. Per far fronte alla marea di fedeli attesa nel capoluogo e, soprattutto, nell’area mariana, l’Eav ha varato un piano straordinario di potenziamento del servizio ferroviario e automobilistico. In stretta collaborazione con la Prefettura, l’azienda di trasporti ha disposto corse speciali che inizieranno a solcare i binari della Circumvesuviana nel cuore della notte, con le prime partenze fissate alle ore 03:50 del mattino.

Il programma di esercizio straordinario prevede l’impiego di 13 treni speciali che andranno a integrarsi all’offerta ordinaria. Il fulcro del potenziamento riguarderà la fascia mattutina, tra le 03:50 e le 06:30, per consentire l’arrivo dei pellegrini a Pompei Santuario e Pompei Scavi. Nello specifico, sono previste tre corse speciali da Napoli verso Poggiomarino (via Scafati), collegamenti dedicati da Sorrento a Torre Annunziata e navette su ferro tra Poggiomarino e la città mariana. Per il deflusso pomeridiano, l’Eav ha invece garantito treni aggiuntivi verso Napoli nella fascia oraria tra le 13:00 e le 14:30.

Oltre ai binari, il piano coinvolge massicciamente anche il trasporto su gomma. Per prevenire qualsiasi criticità o guasto improvviso, l’azienda ha predisposto otto bus in «riserva calda», pronti a intervenire come servizi sostitutivi immediati. I mezzi saranno stazionati nel deposito di Napoli Galileo Ferraris durante la mattinata e in quello di Torre Annunziata nel pomeriggio, coprendo le tratte Napoli-Sorrento e Napoli-Poggiomarino, considerate le linee a più alto rischio di sovraffollamento.

La visita del Pontefice comporterà inevitabilmente pesanti modifiche alla viabilità ordinaria. In ottemperanza alle ordinanze dei Comuni di Napoli e Pompei, diverse linee automobilistiche (tra cui la Scafati-Napoli e la Pompei-Vesuvio) subiranno variazioni di percorso temporanee. Sospesi, inoltre, i transiti in piazza Municipio per le corse provenienti da Napoli della linea 922. L’Eav raccomanda ai viaggiatori di consultare i canali ufficiali per monitorare in tempo reale lo stato del servizio in quella che si preannuncia come una giornata storica per la mobilità regionale.

Torre Annunziata, demolizione Palazzo Fienga: nasceranno parco urbano e piazza dedicata a Giancarlo Siani

È iniziata a Torre Annunziata la demolizione di Palazzo Fienga, per decenni considerato una delle principali basi operative del clan Gionta e simbolo del potere criminale sul territorio. L’edificio, situato in via Castello e noto anche come “Fortapàsc” nelle cronache giudiziarie, sarà completamente abbattuto per lasciare spazio a un parco urbano e a una piazza della legalità.

Il progetto, finanziato con 12,3 milioni di euro di fondi statali approvati dal Cipess, arriva a distanza di quindici anni dallo sgombero concluso il 15 gennaio 2015, al termine di un’operazione congiunta della Direzione distrettuale antimafia e della Procura locale. I ritardi accumulati nel tempo sono stati legati, tra l’altro, alla necessità di espropriare alcune unità immobiliari appartenenti a soggetti estranei alla criminalità.

La memoria di Giancarlo Siani

L’area che sorgerà al posto del palazzo potrebbe essere intitolata a Giancarlo Siani, giovane cronista de Il Mattino assassinato nel 1985 proprio su ordine del clan.

Durante la cerimonia, il fratello Paolo Siani ha espresso emozione e cautela: “Attraverso i miei occhi vorrei che Giancarlo lo vedesse. Aveva già raccontato tutto: i 200 vani, la scuola materna. Oggi non c’è più nulla. Va giù un sito, non la camorra”.E ha aggiunto: “È una piccola rivincita, ma la vera sfida è convincere i mafiosi a non esserlo più”.

Le istituzioni: “Un segnale dello Stato”

Alla cerimonia hanno partecipato rappresentanti di governo e autorità locali, tra cui il vicepremier Matteo Salvini, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, la presidente della Commissione Antimafia Chiara Colosimo, il sindaco metropolitano Gaetano Manfredi e il sindaco di Torre Annunziata Corrado Cuccurullo.

Il ministro Piantedosi ha sottolineato il valore simbolico dell’intervento: “Oggi viene raso al suolo un luogo che ha rappresentato la presenza pervasiva e sanguinaria della camorra. Diventerà una piazza aperta, che mi auguro possa essere intitolata a Giancarlo Siani, il cui sacrificio resta emblematico”.

Sulla stessa linea Salvini, che ha richiamato l’unità istituzionale: “La lotta alle mafie si vince solo se c’è unità da parte di tutti, non con la polemica politica. Su questi temi serve coesione”.

Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un messaggio sui social, ha definito l’operazione “un messaggio chiaro: i simboli del potere criminale possono e devono essere abbattuti”, evidenziando come al loro posto debbano nascere “luoghi di vita, comunità e legalità”.

L’avvertimento della Procura

Toni più cauti arrivano dalla magistratura. Il procuratore capo di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso ha evidenziato criticità ancora presenti sul territorio: “Non è il giorno della svolta. Ci sono ancora troppe contiguità con la criminalità organizzata, troppe ombre e illegalità anche all’interno della stessa amministrazione comunale”.
Fragliasso ha invitato a superare la dimensione simbolica:
“Servono meno cerimonie e più azioni concrete, coerenti con le dichiarazioni. Solo così potremo parlare di un reale cambiamento”.

Una trasformazione ancora in corso

La demolizione di Palazzo Fienga rappresenta un passaggio significativo nel processo di rigenerazione urbana e di contrasto alla criminalità organizzata nel territorio vesuviano. Tuttavia, come evidenziato dalle stesse istituzioni, il valore simbolico dell’abbattimento dovrà tradursi in interventi strutturali e continuità amministrativa per incidere realmente sul tessuto sociale.
Il futuro parco urbano e la piazza della legalità si candidano a diventare nuovi punti di riferimento per la comunità, in un’area per decenni segnata da controllo e violenza criminale.

Napoli, il clan di San Giovanniello era guidato da Patrizio Bosti jr: sono 22 gli indagati

Napoli – È scattata alle prime luci dell’alba un’importante operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che ha portato all’emissione di un’ordinanza cautelare, firmata dal gip Sabato Abagnale, nei confronti di 22 persone. Gli indagati sono accusati di far parte di un gruppo criminale di giovanissimi, attivo nella zona di San Giovanniello e ritenuto pienamente integrato nel clan camorristico dei Contini.

Il gip ha disposto la misura del carcere per sei persone, mentre per altri due indagati è scattato il divieto di dimora in Campania. Tra le figure di spicco colpite dall’ordinanza figura Patrizio Bosti Jr., di soli 23 anni, considerato dagli inquirenti il vertice e il decisore del gruppo, e nipote omonimo del boss detenuto al 41bis e tra i fondatori dell’Alleanza di Secondigliano.

Le attività illecite e il presidio del territorio

Secondo quanto emerso dalle indagini e riportato in una nota stampa delle forze dell’ordine, l’organizzazione era dedita a una pluralità di attività illecite nei quartieri Vasto, Arenaccia e San Carlo all’Arena. Il gruppo non si limitava al controllo del territorio, ma finanziava le proprie casse attraverso reati predatori – come rapine, scippi e truffe ai danni di anziani – commessi non solo in diverse città italiane, ma anche in Spagna.

I proventi di queste attività, secondo le accuse, venivano reinvestiti per l’acquisto di armi da guerra e per garantire il mantenimento in carcere degli affiliati. Gli investigatori sottolineano l’elevata pericolosità degli indagati, evidenziata dalla “costante ricerca di ulteriori armamenti necessari per l’affermazione della propria egemonia sul territorio” e dalla spregiudicatezza delle loro azioni.

Il ruolo di Bosti Jr. e i recenti sviluppi giudiziari

La figura di Patrizio Bosti Jr., nipote omonimo del fondatore del clan era già nota alle cronache giudiziarie. Già detenuto per altre cause, nell’ottobre del 2024 era stato raggiunto da una misura cautelare per l’utilizzo indebito di un telefono cellulare durante la reclusione nel carcere di Poggioreale. Le indagini della Squadra Mobile avevano infatti accertato che, tra marzo e novembre 2023, il giovane aveva pubblicato video sulla piattaforma TikTok ostentando la propria appartenenza al clan in segno di sfida alle istituzioni.

Il 23enne era stato inoltre arrestato in seguito a un grave episodio di violenza privata avvenuto nel maggio 2022 presso un ristorante in via dei Tribunali. Per quei fatti, posto ai domiciliari, si era reso irreperibile per un breve periodo prima di essere rintracciato nell’agosto del 2024. Pochi giorni fa, in merito alla vicenda del telefono cellulare in cella e all’evasione dai domiciliari, il Tribunale di Sorveglianza di Napoli gli ha concesso di scontare il residuo di pena (sei mesi, dopo una condanna a due anni in cui il gip ha escluso l’aggravante mafiosa) agli arresti domiciliari.

L’elenco degli indagati

A. C. (nato a Napoli nel 2008) – Minorenne

Bosti Patrizio Jr. (nato a Napoli il 23.10.2003) CARCERE

Cataldo Donato (nato a Napoli il 25.4.1974)

D’Agostino Emanuele (nato a Napoli il 16.8.1997)

De Rosa Giuseppe (nato a Napoli l’8.8.1970)

Di Gennaro Salvatore (nato a Napoli il 20.10.2003)

Diano Gennaro (nato a Napoli il 2.2.2004) CARCERE

Galiero Gaetano (nato a Napoli il 18.5.1994) DIVIETO DI DIMORA

G. C. (nato a Napoli nel 2008) – Minorenne

L. M. (nato a Napoli nel 2008) – Minorenne

M. G. (nato a Napoli nel 2008) – Minorenne

Marasco Violante (nato a Napoli il 25.12.1982) CARCERE

Matteo Francesco (nato a Napoli il 21.4.2005)

Messina Franco (nato a Napoli il 9.9.2005) CARCERE

Nicosia Samuele. (nato a Napoli il 16.06.2003) – DIVIETO DI DIMORA

Pepillo Paolo (nato a Napoli il 28.11.1974)

Raia Antonio (nato a Napoli il 28.7.2004) CARCERE

Riccitiello Mario (nato a Napoli il 6.6.1987)

Rizzo Francesco Pio (nato a Napoli il 9.11.2004)

Rubino Emanuele (nato a Napoli il 7.8.1997) CARCERE

Russo Ferdinando (nato il 5.3.2002)

Serlenga Mario (nato a Napoli il 10.9.2003) DIVIETO DI DIMORA

Stadio Collana: storia di uno stadio storico napoletano

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Nel cuore del Vomero, tra le strade che raccontano l’evoluzione urbana di Napoli nel Novecento, si erge lo Stadio Arturo Collana, uno degli impianti sportivi più iconici della città. Ripercorrere la storia dello stadio collana significa attraversare quasi cento anni di eventi sportivi, cambiamenti politici e trasformazioni sociali.

Lo stadio non è solo un’infrastruttura: è un simbolo identitario del quartiere, un luogo che ha accompagnato intere generazioni e che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento per lo sport napoletano.

Le origini: dalla costruzione al contesto storico degli anni ’30

La nascita dello stadio Collana si inserisce in un periodo di forte espansione urbanistica della città di Napoli. Negli anni ’20, il Vomero stava diventando un quartiere residenziale moderno, e la realizzazione di un grande impianto sportivo rispondeva all’esigenza di dotare la zona di servizi all’avanguardia.

Inaugurato nel 1929 con il nome di “Stadio XXVIII Ottobre”, l’impianto fu progettato dall’architetto Amedeo D’Albora secondo criteri innovativi per l’epoca. La struttura, realizzata in cemento armato, rappresentava un esempio di architettura sportiva moderna e funzionale.

Un elemento distintivo era la presenza della pista di atletica intorno al campo da calcio, che rendeva lo stadio adatto a diverse discipline. Questa caratteristica lo ha accompagnato per tutta la sua storia, contribuendo alla sua natura polivalente.

Fin dai primi anni, lo stadio Collana ospitò eventi sportivi di rilievo e manifestazioni pubbliche, consolidando il suo ruolo come centro nevralgico della vita sociale del Vomero.

Il Collana tra guerra, calcio e rinascita cittadina

Uno dei capitoli più intensi della stadio collana storia riguarda il periodo della Seconda Guerra Mondiale. Durante il conflitto, lo stadio fu utilizzato anche per scopi non sportivi, diventando un luogo legato a vicende drammatiche, tra occupazioni militari e utilizzi emergenziali.

Nel dopoguerra, il Collana assunse un ruolo fondamentale per la rinascita della città. Con altri impianti danneggiati o inutilizzabili, lo stadio del Vomero divenne temporaneamente la casa del calcio napoletano, ospitando partite molto partecipate.

Negli anni ’40 e ’50, migliaia di tifosi affollavano le tribune, trasformando lo stadio in un luogo di passione e aggregazione. In questo periodo si consolidò il legame emotivo tra il Collana e i cittadini, che lo consideravano un simbolo di ripartenza dopo le difficoltà della guerra.

Non mancarono episodi critici, come incidenti strutturali e problemi legati alla sicurezza, che evidenziarono i limiti di un impianto costruito in un’epoca diversa. Tuttavia, lo stadio continuò a essere utilizzato intensamente per diversi decenni.

Trasformazioni, declino e riqualificazione dello stadio Collana

A partire dagli anni ’60, con l’apertura di nuovi impianti più moderni, il ruolo centrale dello stadio Collana iniziò progressivamente a ridimensionarsi. Tuttavia, l’impianto continuò a vivere grazie alla sua vocazione polifunzionale.

Nel corso degli anni, ha ospitato:

  • competizioni di atletica leggera
  • partite di rugby
  • attività sportive scolastiche e dilettantistiche
  • eventi locali e manifestazioni

Questa versatilità ha permesso allo stadio di restare un punto di riferimento per il territorio, anche se con minore visibilità rispetto al passato.

Con il tempo, però, la mancanza di interventi strutturali significativi ha portato a un deterioramento progressivo. La situazione è culminata nel 2017 con la chiusura dell’impianto per motivi di sicurezza, segnando uno dei momenti più critici della sua storia.

Da quel momento, la riqualificazione stadio collana è diventata una priorità per istituzioni e cittadini. Il progetto di recupero ha puntato su diversi aspetti:

  • messa in sicurezza delle strutture
  • ristrutturazione delle tribune
  • ammodernamento degli spazi sportivi
  • valorizzazione dell’impianto come centro polifunzionale

La riapertura nei primi anni 2020 ha rappresentato un segnale importante di rinascita. Oggi lo stadio Collana si presenta come uno spazio rinnovato, pronto ad accogliere nuove generazioni di sportivi.

Il valore culturale e sociale oggi

Oggi, parlare di stadio collana significa anche riflettere sul suo valore culturale. Non è solo un luogo fisico, ma un elemento della memoria collettiva napoletana.

Per il quartiere Vomero, lo stadio rappresenta:

  • un presidio sportivo
  • uno spazio di aggregazione
  • un simbolo storico

La sua riqualificazione non è soltanto un intervento edilizio, ma un’operazione di recupero identitario. Restituire alla città uno spazio come il Collana significa valorizzare il passato e, allo stesso tempo, investire nel futuro.

La sfida, oggi, è quella di mantenere vivo questo patrimonio, integrandolo sempre di più nella vita quotidiana della città e rendendolo accessibile a tutti.

Napoli, inaugurata nuova area giochi al Parco Fratelli De Filippo: spazio inclusivo per tutte le età

Ponticelli ha un nuovo luogo di incontro. Questa mattina, martedì 5 maggio 2026, è stata inaugurata ufficialmente l’area giochi all’interno del Parco Fratelli De Filippo, nel quartiere orientale di Napoli. A tagliare simbolicamente il nastro è stato l’assessore alla Salute e al Verde del Comune di Napoli, Vincenzo Santagada, che ha consegnato ai cittadini uno spazio ripensato per rispondere alle esigenze di grandi e piccoli.

L’intervento si inserisce in un più ampio progetto di riqualificazione dell’intera area verde, portato avanti dall’Amministrazione guidata dal sindaco Gaetano Manfredi con l’obiettivo di restituire dignità e funzionalità a uno dei parchi urbani del territorio metropolitano.

Inclusività e sicurezza al centro del progetto

L’area giochi è stata progettata per accogliere bambini di diverse fasce d’età, con particolare attenzione alle esigenze di chi presenta difficoltà motorie. Tutte le attrezzature ludiche sono state installate su una pavimentazione antitrauma in gomma colata colorata, nel pieno rispetto degli standard di sicurezza previsti dal progetto esecutivo curato dal Servizio Progettazione e Gestione Grandi Parchi Urbani del Comune.

Lo spazio è stato arricchito anche da un campo dedicato al gioco delle bocce, pensato per favorire la socialità tra gli adulti e gli anziani del quartiere, e da nuove sedute dal design moderno che rendono l’area più confortevole e accogliente.

Verde, irrigazione e nuovi servizi igienici

Sul fronte ambientale, le aiuole perimetrali sono state arricchite con arbusti per la creazione di una siepe continua, mentre l’intero sistema del verde è stato dotato di un impianto di irrigazione statico con controllo da remoto, a servizio sia delle alberature esistenti sia di quelle di nuovo impianto.

Tra le novità più significative figura la realizzazione ex novo di due servizi igienici accessibili e attrezzati per persone con difficoltà motorie, aperti al pubblico contestualmente all’inaugurazione. I lavori sono stati interamente finanziati dal Piano Strategico della Città Metropolitana di Napoli.

I prossimi interventi previsti

L’inaugurazione di oggi rappresenta solo la prima fase di un programma di interventi più esteso. Sono attualmente in corso la verifica e il potenziamento dell’impianto di illuminazione, con l’installazione di nuovi corpi illuminanti. È inoltre prevista la realizzazione di una fontana a pavimento con tecnologia innovativa e getti d’acqua intermittenti, che contribuirà a rendere il parco un punto di riferimento per l’intera comunità.

«Restituire dignità e bellezza al Parco Fratelli De Filippo significa offrire ai cittadini uno spazio sicuro, inclusivo e tecnologicamente all’avanguardia», ha dichiarato l’assessore Santagada. «Questo è solo il primo passo di una riqualificazione più ampia che vedrà il parco trasformarsi in un modello di gestione intelligente e sostenibile».

Al via la VI edizione di Napoli InCanta: voci bianche tra sogno e immaginazione al Conservatorio

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Napoli –  Il talento delle voci bianche torna a risuonare nella Sala Scarlatti del Conservatorio “San Pietro a Majella”. Sabato 9 maggio, a partire dalle ore 15.00, prende il via la sesta edizione di Napoli InCanta, la rassegna promossa dalla Fondazione Pietà de’ Turchini con la consulenza artistica di Salvatore Murru. Un appuntamento che conferma la propria vocazione formativa e artistica, intrecciando ascolto, composizione contemporanea e crescita educativa.
La giornata si articola in due momenti distinti e complementari, uniti dal titolo evocativo “Custodire il sogno”.

Alle 15.00 è in programma una tavola rotonda coordinata da Murru, che vedrà confrontarsi compositori, direttori di coro e studiosi sul valore pedagogico della voce dei bambini, sulla scrittura musicale per l’infanzia e sul coro come esperienza di relazione e sviluppo. Un’occasione per riflettere su come il sapere e il fare si integrino nel “saper essere”.

A seguire, alle 16.30, il concerto animerà la sala con le esibizioni di formazioni di eccellenza provenienti da diverse regioni italiane: il Coro del Conservatorio di Napoli, i Piccoli Cantori Barcellona P. G., il Coro Garda Trentino, Il Calicanto e Scuole in Coro – Studium Canticum. Il repertorio contemporaneo proporrà scritture originali, giochi vocali e narrazioni musicali sospese tra realtà e immaginazione, con nuove composizioni firmate da Piero Caraba, Andrea Basevi Gambarana, Tullio Visioli, Enrico Miaroma e Giampiero Castagna.

Il tema del sogno attraversa l’intera manifestazione non come evasione, ma come esercizio di possibilità. In un contesto storico complesso, l’immaginazione si rivela strumento essenziale per attivare linguaggi, relazioni e consapevolezze nelle nuove generazioni. La pratica corale, in particolare, si conferma terreno privilegiato di inclusione e ascolto reciproco, capace di valorizzare le differenze e costruire comunità.

Napoli InCanta si inserisce così nel più ampio impegno della Fondazione Pietà de’ Turchini a favore della musica come esperienza formativa e umana, attraverso la produzione di nuovi lavori e il sostegno ai giovani musicisti.

Napoli Linea 1, a Capodichino apre la stazione ma il collegamento sarà su gomma

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Napoli – Una soluzione ponte per accorciare le distanze tra il centro città e l’aeroporto internazionale. In attesa che i treni della Linea 1 raggiungano fisicamente lo scalo di Capodichino nel 2027, l’Amministrazione comunale ha varato un piano strategico di intermodalità: l’apertura immediata della stazione aeroportuale, servita provvisoriamente da un sistema di navette dedicate.

Il “Piano B” per l’accessibilità

La strategia, illustrata dal Sindaco Gaetano Manfredi, prevede l’attivazione di un collegamento bus gestito da ANM che farà da spola tra la stazione Tribunale (prossima all’apertura, in attesa del via libera definitivo di Ansfisa) e la stazione di Capodichino.

Sebbene la tratta ferroviaria sia ancora in fase di completamento tecnico per quanto riguarda segnalamento e binari, la stazione dell’aeroporto aprirà comunque le porte al pubblico. “Vogliamo che la stazione inizi a vivere da subito”, ha spiegato il primo cittadino, sottolineando come la navetta replicherà fedelmente il futuro percorso su ferro, garantendo tempi di percorrenza stimati tra gli 8 e i 10 minuti.

Obiettivo 2027: il traguardo della Coppa America

Il cronoprogramma ufficiale punta dritto al giugno 2027, data in cui Napoli sarà protagonista della Coppa America. Per quella scadenza, l’obiettivo è rendere operativa la tratta ferroviaria completa. Nel frattempo, i lavori procedono: se la stazione Tribunale è ormai ultimata, quella di Poggioreale seguirà nel 2028, sebbene sia già previsto un piano per consentire ai treni di transitare verso Capodichino saltando temporaneamente la fermata intermedia.

Investimenti e futuro: la Linea 10 e i cantieri

Oltre al potenziamento della Linea 1, lo sguardo è rivolto alla futura Linea 10, il collegamento driverless verso la stazione Alta Velocità di Afragola. Con la firma del contratto per la realizzazione, affidata al consorzio spagnolo Caf, si apre la strada a un’opera dal valore complessivo di 3 miliardi di euro.

“Il nostro obiettivo è inaugurare la Linea 10 entro i prossimi cinque anni”, ha dichiarato Manfredi, sottolineando come l’infrastruttura servirà le aree a nord della città, storicamente bisognose di collegamenti rapidi ed efficienti.

Il ritorno agli orari ordinari

Buone notizie arrivano anche per l’esercizio attuale della Linea 1: le manutenzioni straordinarie ai binari sulla tratta storica volgeranno al termine entro l’estate. Da settembre, dunque, si prevede il ripristino del servizio a pieno regime con il prolungamento dell’orario di esercizio fino alle 23:00, superando le attuali chiusure anticipate necessarie per i lavori notturni.

Infine, dal Comune parte un sollecito al Governo centrale: la richiesta di un fondo integrativo per i trasporti che allinei Napoli alle altre grandi metropoli italiane come Roma e Milano, garantendo la sostenibilità economica di una rete in costante espansione.

Napoli, infermiere accoltellato nel parcheggio del Cardarelli: ferito durante un tentativo di rapina

Napoli -Un infermiere in servizio presso l’ospedale Cardarelli è stato ferito con un’arma da taglio nel parcheggio della struttura sanitaria, al termine del proprio turno di lavoro.

L’episodio si è verificato nelle prime ore della mattinata di oggi, quando il sanitario si stava dirigendo verso la propria auto per rientrare a casa. Secondo una prima ricostruzione, sarebbe stato avvicinato da tre individui che gli avrebbero intimato di consegnare il portafogli.

Al rifiuto della vittima, uno degli aggressori avrebbe estratto un coltello, colpendolo più volte. Nonostante le ferite, l’uomo è riuscito a raggiungere autonomamente il pronto soccorso dello stesso ospedale, dove è stato medicato. Le sue condizioni non destano preoccupazione e non risulta in pericolo di vita.

Sull’accaduto sono in corso accertamenti da parte degli agenti del commissariato Arenella, impegnati nella ricostruzione della dinamica e nell’identificazione dei responsabili.

Raggiri agli anziani e furti per 53mila euro a Bologna: arrestato 21enne di Caivano

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Bologna – Si è conclusa con l’arresto di un giovane di 21 anni l’indagine condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di San Lazzaro di Savena, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bologna. Il giovane, residente a Caivano, è gravemente indiziato di truffa e furto aggravato in concorso ai danni di cittadini anziani.

Il “metodo” del finto controllo

Secondo quanto ricostruito dai militari, il raggio d’azione del giovane si sarebbe sviluppato attraverso una tecnica di raggiro ormai nota, ma sempre insidiosa. I contatti iniziavano con una telefonata in cui le vittime venivano convinte di essere coinvolte in una non meglio precisata vicenda giudiziaria.

Per “risolvere” la situazione, i malcapitati venivano indotti a esporre i propri preziosi sul tavolo di casa, in attesa di un incaricato che avrebbe dovuto analizzarli per escluderli da una presunta lista di refurtiva legata a un furto in gioielleria. In realtà, l’obiettivo era la sottrazione dei beni.

Due episodi tra Bologna e San Lazzaro

Le indagini si sono concentrate su due episodi avvenuti lo scorso 2 marzo: A Bologna, una coppia di coniugi (81 e 75 anni) è caduta nel tranello, subendo l’asportazione di gioielli e preziosi per un valore stimato di circa 50.000 euro.

A San Lazzaro di Savena, una donna di 65 anni ha intuito il pericolo prima che il furto fosse portato a termine integralmente. Nonostante la sua reazione abbia messo in fuga il soggetto, quest’ultimo è riuscito a impossessarsi di monili per un valore di circa 3.000 euro.

Le indagini e l’arresto

L’attività investigativa si è avvalsa di strumenti tecnologici e testimonianze dirette. In particolare, le immagini registrate da un videocitofono hanno permesso agli inquirenti di dare un volto al sospettato.

Raccolti gli elementi probatori, il Giudice per le Indagini Preliminari ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Il 21enne è stato rintracciato a Sesto San Giovanni, in provincia di Milano, dove i Carabinieri della Sezione Operativa di San Lazzaro hanno dato esecuzione al provvedimento, trasferendo l’indagato presso la struttura detentiva competente.

Tassisti in corteo a Napoli: protesta contro abusivismo e concorrenza irregolare

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Giornata di sciopero e protesta per i tassisti a Napoli, dove questa mattina è partito da Piazza Garibaldi il corteo organizzato dalle principali sigle sindacali del settore. La mobilitazione, iniziata alle 8, proseguirà fino alle 22.

I manifestanti stanno attraversando Corso Umberto I per raggiungere Piazza del Plebiscito, dove è previsto il concentramento finale davanti alla sede della Prefettura.

Al centro della protesta ci sono la concorrenza ritenuta irregolare e il fenomeno dell’abusivismo nel trasporto pubblico non di linea. I rappresentanti della categoria segnalano, in particolare, l’utilizzo improprio di vetture private come “auto di cortesia” e l’organizzazione di servizi di trasporto non autorizzati da parte di alcune strutture ricettive.

L’astensione dal lavoro è stata indetta da diverse organizzazioni di categoria, tra cui OR.S.A. Taxi Napoli, Uti-Consortaxi, Atn-Unimpresa, Fast Confsal, Uritaxi, Federtaxi e Ugl.

Nonostante l’ampia adesione allo sciopero, è stato predisposto un servizio minimo essenziale: una decina di vetture resta operativa per garantire assistenza a persone con disabilità e per far fronte a situazioni di emergenza.

Su Canale 21 diretta no stop dalle 6.15 per seguire il Pontefice tra Pompei e Napoli

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Canale 21 annuncia per venerdì una programmazione straordinaria in occasione della Visita Pastorale di Papa Leone XIV a Pompei e a Napoli, con una lunga diretta no stop dalle 6.15 del mattino che accompagnerà i telespettatori per tutta la giornata. Le telecamere dell’emittente garantiranno collegamenti continui e dirette dai punti strategici, per offrire una copertura capillare e permettere al pubblico di vivere ogni istante di questa giornata speciale: la partenza dell’elicottero da Roma, l’arrivo a Pompei, l’incontro con le fragilità, la Santa Messa e la Supplica, il viaggio verso Napoli, la preghiera nel Duomo, l’abbraccio con la Città e la ripartenza verso il Vaticano dalla città partenopea.

Ad un anno esatto dalla sua elezione, il Papa atterrerà a Pompei accolto dall’arcivescovo, Tommaso Caputo, per celebrare la Messa e la Supplica alla Beata Vergine del Rosario. Poi ancora in volo verso Napoli: alla Rotonda Diaz l’Arcivescovo di Napoli, il Cardinale don Mimmo Battaglia, darà il benvenuto al Pontefice. Poi il trasferimento in papamobile al Duomo di Napoli per l’incontro con il clero e le consacrate e subito dopo in piazza del Plebiscito per un incontro con la Città.

Per cominciare a vivere la grande attesa, giovedì dalle 19, anteprima speciale “Aspettando Papa Leone” su Canale 21 con due ore di diretta da Roma, Pompei, Duomo di Napoli e piazza del Plebiscito. Anche il VG21 delle 23 sarà interamente dedicato ad una notte speciale che precede una storica giornata.

“Per Canale 21, a cinquant’anni dalla fondazione – dichiara l’editore Paolo Torino – questa diretta rappresenta non solo un grande impegno editoriale, ma anche la conferma di essere al servizio dei cittadini, raccontando in tempo reale gli eventi che segnano la vita della comunità”.

La diretta sarà visibile in Campania sul 10 dgt, sul 19 nel Lazio e in tutto il mondo con lo streaming www.canale21.it.

Napoli, contro il Bologna torna capitan Di Lorenzo

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Il Napoli si prepara alla gara casalinga di lunedì sera contro il Bologna, appuntamento chiave per chiudere il discorso Champions e archiviare qualsiasi preoccupazione di fine stagione. Una vittoria renderebbe la qualificazione aritmetica, ma anche un pareggio potrebbe bastare in base ai risultati contemporanei di Como e Roma.Dopo il doppio giorno di riposo concesso da Antonio Conte, la squadra riprenderà gli allenamenti oggi al centro sportivo di Castel Volturno.

Lo staff tecnico seguirà con attenzione le condizioni di alcuni elementi che hanno accusato problemi fisici nelle ultime settimane.Antonio Vergara, fermo dal 6 marzo per una lesione distrattiva della fascia plantare del piede destro, ha quasi completato il percorso di recupero.

La sua convocazione resta in bilico tra la sfida di lunedì contro il Bologna e quella successiva in trasferta sul campo del Pisa.Diversa la situazione di Mathias Olivera, che ha saltato la trasferta di Como per un affaticamento muscolare alla gamba. Le sue condizioni saranno valutate giorno per giorno e al momento il giocatore è considerato a rischio per il match contro i felsinei.

Finalmente buone notizie per Giovanni Di Lorenzo. Il capitano, reduce da un lungo stop per infortunio, è rimasto in panchina nell’ultima uscita contro il Como. Ora punta con decisione a ritrovare la maglia da titolare fin dal primo minuto lunedì sera al Maradona.

Sequestrati a Torre Annunziata due cantieri navali per presunte irregolarità ambientali

Nella mattinata di ieri le attività ispettive hanno riguardato le strutture di DF Nautica S.r.l.s. e Costruzioni Navali Meridionali S.r.l., entrambe ubicate nel comune di Torre Annunziata. Gli accertamenti, condotti dalla Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia e dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Napoli con il supporto tecnico dell’ARPAC, hanno evidenziato presunte criticità nella gestione dei reflui industriali e delle emissioni in atmosfera.

In particolare, le verifiche hanno permesso di constatare che le attività di cantiere e di rimessaggio delle imbarcazioni erano in corso in assenza delle autorizzazioni previste dalla normativa ambientale. Inoltre, è emerso che le acque di dilavamento delle aree interne ed esterne defluivano direttamente sul suolo, senza l’adozione di sistemi di raccolta per le acque di prima pioggia. I presunti illeciti rientrano nelle fattispecie di cui agli artt. 124, 137 e 279 del decreto legislativo 152/2006.

L’intervento di sequestro

Alla luce delle violazioni rilevate, i militari hanno disposto il sequestro preventivo d’urgenza dei due cantieri, esteso per una superficie complessiva di circa 5.000 metri quadrati. La misura è stata adottata per impedire la protrazione delle condotte presuntamente illecite e per prevenire un aggravamento degli effetti ambientali. L’attività lavorativa risultava svolta senza i necessari titoli abilitativi, con possibili ripercussioni sul territorio circostante.

Il quadro investigativo

L’operazione si inserisce nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata volte a individuare e a rimuovere le cause di inquinamento del fiume Sarno. I controlli rappresentano un tassello della capillare campagna di verifiche lungo il tratto costiero della penisola sorrentina, finalizzata a contrastare fenomeni di degrado ambientale e a salvaguardare la risorsa naturale del mare.

Le indagini si svolgono nell’ambito del protocollo d’intesa sottoscritto il 17 dicembre 2025 dalle Procure di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, dai Procuratori Generali di Napoli e Salerno, dall’ARPAC e dagli organi di polizia giudiziaria competenti in materia ambientale. L’accordo ha istituito un sistema di collaborazione per la repressione dei fenomeni inquinanti nel bacino idrografico del Sarno e dei suoi affluenti.

Dino De Angelis torna a Castellammare con un dialogo tra Van Gogh e Hopper

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Dino De Angelis approda nuovamente a Castellammare regalando all’affezionato pubblico un altro dei suoi viaggi narrati, senza mai ripetersi. Lo storyteller lucano, infatti, ad ogni appuntamento spalanca un universo nuovo, adottando linguaggi e modalità di racconto sempre inediti. Nella sua ultima narrazionespettacolo in città, aveva emozionato la platea portando sul palco l’adrenalina della Formula 1 e le vite leggendarie di due miti come Nuvolari e Senna.

Il 9 maggio, alle ore 18:00, nella raffinata cornice di Villa Liberty, De Angelis proporrà un nuovo parallelo, cambiando radicalmente prospettiva. Dal rombo dei motori passerà alla luce dei colori: il viaggio si sposterà nel mondo artistico di Van Gogh e Hopper. Con la sua dialettica appassionata, e la curiosità di chi ama esplorare, De Angelis attraverserà la febbre creativa di Van Gogh e la quiete sospesa dei paesaggi di Hopper. Un percorso che incrocerà le loro passioni, inquietudini e genialità, fino a rivelare l’elemento che li unisce: la luce. Quella vivida, pulsante, quasi febbrile di Van Gogh; e quella più rarefatta, silenziosa, cinematografica di Hopper.

Per il narratore, Van Gogh e Hopper – sebbene così lontani per epoca, stile e sensibilità – risultano uniti da un unico orizzonte: il viaggio come forma d’arte e come modo di esistere. È proprio questo nesso indissolubile che l’artista lucano intende offrire al pubblico nel corso della rappresentazione di sabato 9 maggio, guidandolo nella geniale creatività dei due giganti della pittura senza trascurarne il profondo tratto umano.

Il viaggio narrativo di Dino De Angelis si preannuncia un concentrato di arte, emozione e conoscenza. Un’esperienza che conferma una sua speciale attitudine: quella di spingersi verso mondi lontani con autentica passione e di restituirli al pubblico attraverso monologhi potenti e intense immagini, capaci di illuminare vite straordinarie. E questa volta, nel silenzio dei colori, le parole sprigioneranno una luce nuova, ma come sempre vibrante di emozioni.

Auto del comandante della polizia locale incendiata a Casalnuovo: scatta l’allarme sicurezza

La notte scorsa a Casalnuov, un episodio di particolare gravità ha scosso le istituzioni locali. L’automobile del comandante della Polizia locale di Casandrino è stata data alle fiamme da ignoti, in un evento che presenta tutti i caratteri di un atto intimidatorio rivolto contro un rappresentante delle forze dell’ordine.

Una risposta decisa del Prefetto

Dinanzi a questo accadimento, il Prefetto di Napoli Michele di Bari ha tempestivamente disposto una significativa intensificazione dei servizi di vigilanza e di controllo da parte delle Forze dell’ordine nelle aree interessate. L’obiettivo dichiarato è quello di prevenire e contrastare ulteriori episodi criminosi e ogni forma di illegalità che possa costituire una minaccia all’ordine pubblico.

L’impegno istituzionale

L’amministrazione prefettizia ha inoltre reso noto che l’incendio sarà sottoposto a un’attenta analisi nel corso di una prossima riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, dove verranno valutate misure ulteriori per garantire la sicurezza nel territorio e la tutela dei pubblici ufficiali.