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Cessione del quinto: aumentano le richieste tra i pensionati

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cessione del quinto


La cessione del quinto si conferma una delle forme di finanziamento più popolari tra i pensionati. Forti di tassi vantaggiosi, questi prestiti di recente hanno beneficiato di condizioni di finanziamento favorevoli, che potrebbero innescare un effetto accelerante anche sulle richieste dei prossimi mesi.

I motivi che fanno della cessione del quinto una delle forma di prestito personale più richieste sono diversi. Uno fra tutti è la prospettiva di poter rimborsare la rata con il 20% della pensione netta, una trattenuta che viene effettuata a monte dall’ente pensionistico e che non richiede alcun versamento da parte del sottoscrittore.

Un’altra ragione, è quella di poter ottenere una certa somma senza un garante e senza la necessità di dover presentare un preventivo di spesa: a differenza di ciò che accade con un classico finanziamento, una cessione del quinto è un prestito non finalizzato. L’importo non viene quindi erogato per il pagamento di un servizio, ma direttamente al sottoscrittore, il quale può disporne a proprio piacimento.

Una cessione del quinto, infatti, dà accesso a una liquidità che può essere impiegata per diverse finalità. Può coprire l’importo di un viaggio, di una ristrutturazione o l’acquisto di un immobile o, più semplicemente, può essere richiesta per disporre di fondi extra.

Cessione del quinto: le migliori opportunità per pensionati

Una delle società più attive nel mercato del credito al consumo è Pitagora, realtà fondata nel 1995 e oggi presente sul territorio italiano con più di 70 filiali. La formula che l’azienda ha elaborato per le cessioni del quinto, nel tempo ha beneficiato di importanti rinnovamenti, prevedendo modelli aderenti al mercato di riferimento e alle necessità dei singoli sottoscrittori.

Le cessioni del quinto per i pensionati di Pitagora, in particolare, hanno tassi molto vantaggiosi poiché godono di una convenzione stipulata con l’INPS. Come in tutte le altre cessioni, i tassi restano stabili fino al termine dell’ammortamento, così come la rata, che non supera mai il quinto del netto della pensione.

La somma è erogata dalla società mediante assegno o bonifico bancario. È sempre personalizzata e permette di richiedere fino a 75.000 euro, con un rimborso la cui durata può raggiungere anche i 120 mesi. In aggiunta, la cessione del quinto può essere estinta in qualsiasi momento e, all’occorrenza, può essere rinnovata con una nuova sottoscrizione.

Come ottenere una cessione del quinto per pensionati

Richiedere una cessione del quinto con Pitagora è molto semplice. Basta avere una pensione, essere residenti in Italia e avere un’età che, alla fine del prestito, non superi gli 84 anni.

Si può presentare una richiesta preventiva direttamente sul portale online della società e richiedere un appuntamento in filiale, dove un consulente valuterà tutti i requisiti necessari per dare il via alla pratica.

Per quanto riguarda l’iter di richiesta, la cessione del quinto con Pitagora prevede una procedura piuttosto snella. I documenti necessari sono quelli di identità in corso di validità, la tessera sanitaria e il cedolino pensione dell’ultima mensilità.

In aggiunta, può essere richiesta anche da coloro che hanno una segnalazione nell’anagrafe della centrale rischi, poiché in questo caso, a fare da garanzia è il cedolino pensione; tuttavia, non è accessibile ad alcune categorie di pensionati, come i percettori di pensioni sociali o di invalidità civile.

Cessione del quinto della pensione e polizza vita

Dato che la cessione del quinto è una forma di finanziamento inquadrata nella tipologia di prestiti garantiti, la società finanziaria richiede alla sottoscrizione una polizza vita. Questa forma di assicurazione consente di tutelare gli eredi dal versamento della quota residua in caso di morte anticipata del contraente.

L’assicurazione vita ha un costo che non è fisso, ma dipende da alcune variabili, la più importante delle quali, nel caso di cessione del quinto della pensione, è l’età del contraente. In ogni caso, non si tratta mai di una spesa aggiuntiva, bensì di un importo conteggiato nella cessione del quinto che viene coperto totalmente dal versamento delle rate.

 

 

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De Luca scrive a Conte: ‘Ignorate le nostre richieste’

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Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, ha scritto una lettera al premier Giuseppe Conte nella quale segnala “con preoccupazione e sconcerto il fatto che a 15 giorni da incontri da me avuti con esponenti di governo, le principali richieste avanzate dalla Regione Campania per affrontare l’epidemia Covid rimangono tutt’oggi senza risposta”.

 

Ecco il testo della lettera:

“Signor Presidente, le segnalo con preoccupazione e sconcerto il fatto che a 15 giorni da incontri da me avuti con esponenti di Governo, le principali richieste avanzate dalla Regione Campania per affrontare l’epidemia Covid rimangono tutt’oggi senza risposta.
Le ricordo che avevamo chiesto l’invio immediato da parte della Protezione Civile di 600 medici (con particolare attenzione agli anestesisti) e 800 infermieri. Ad oggi sono arrivati solo 22 medici e 81 infermieri. È una situazione sconcertante e intollerabile se si tiene conto del fatto che la Regione Campania ha una sottodotazione drammatica di personale.
Colgo l’occasione per sottolineare le sconcertanti affermazioni di consulenti sanitari nazionali relative alla Campania e che risultano assolutamente intollerabili a fronte dei ritardi gravissimi con cui il governo ha affrontato le questioni che riguardano la nostra Regione. Continuo a registrare in particolare posizioni tanto irresponsabili quanto scollegate da ogni valutazione epidemiologica in relazione al mondo della scuola. Attendiamo che il Governo dica parole chiare ed esca dai balbettii e si assuma responsabilità piene.
Dopo mesi di sottovalutazioni, di ottimismi forzati e di mezze misure, ci troviamo di fronte a decisioni improvvisate, male preparate e peggio motivate, e in un contesto nel quale molti operatori economici hanno visto non attuati gli impegni del Governo.
Nei prossimi giorni verificheremo rigorosamente e puntigliosamente il rispetto degli impegni assunti dal Governo in relazione ai comparti economici colpiti dal Dpcm. Riteniamo grave il ritardo del Governo nella definizione di un piano socio economico nazionale di sostegno non per un mese, ma per tutta la fase di presenza dell’epidemia. Chiedo formalmente che il Governo decida di convocare un tavolo con la Regione per la messa a punto in tempi immediati di questo piano di sostegno per i prossimi mesi”.

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