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Attualità

Percepivano il reddito di cittadinanza nonostante fossero detenuti: 30 denunciati

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reddito di cittadinanza


Percepivano il nonostante fossero detenuti: 30 persone denunciate dalla Guardia di Finanza a Foggia.

 

E’ quanto accertato dai militari della Guardia di finanza di Foggia che al termine delle indagini, hanno denunciato 30 persone, tra cui alcuni detenuti per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, tentato omicidio, rapina, evasione. I 30 sono stati segnalati immediatamente all’Inps per la sospensione dell’erogazione del reddito di cittadinanza e il recupero delle somme indebitamente percepite che ammontano, complessivamente, a 200mila euro circa.

Nello specifico, tre di loro hanno presentato la domanda per ottenere il beneficio mentre erano gia’ detenuti; 12 non hanno comunicato di essere stati arrestati; 6 hanno omesso di indicare, nelle istanze per ottenere il reddito di cittadinanza, la detenzione del familiare; 8 non hanno comunicato l’arresto del familiare, continuando a percepire indebitamente il sussidio in forma piena. Ed infine, una posizione ha riguardato l’allontanamento dalla casa di famiglia, su ordine dell’Autorita’ giudiziaria, del componente di un nucleo familiare destinatario del sussidio

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I fatti del giorno

Truffa nell’esame di italiano per Suarez: indagati all’Università . LE INTERECETTAZIONI

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La cittadinanza italiana di Luis Suarez e’ stata ottenuta con una truffa.

In una intercettazione agli atti dell’indagine si legge: “Ha uno stipendio da 10 milioni di euro all’anno, deve passare l’esame”. E l’interlocutore risponde: ‘Ma non coniuga neanche i verbi, parla all’infinito”. E Ancora: ‘Lo abbiamo instradato bene, sta memorizzando parte dell’esame…”. “Se lo bocciate ci fanno attentati…”. “Ma Ti pare che lo bocciamo?”. “Il mio timore è che i giornalisti fanno due domande e quello va in crisi…”. “Mi dici tu quale voto ci do e via…”.

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E’ quanto ha accertato un’inchiesta della Gdf e della Procura di Perugia, con i militari delle Fiamme Gialle che stanno acquisendo documentazione nell’universita’ del capoluogo umbro e notificando una serie di avvisi di garanzia. Dalle indagini e’ emerso che gli argomenti della prova d’italiano sostenuta dall’attaccante del Barcellona e dalla nazionale uruguaiana erano stati concordati prima e i punteggi assegnati prima ancora della svolgimento della prova.

Notificate informazioni di garanzia per rivelazione di segreti d’ufficio, falsita’ ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e altro. Nell’inchiesta sarebbero indagati – secondo indiscrezioni – i vertici di palazzo Gallenga.

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Attualità

Incendio nel carcere di Rebibbia, evacuati 20 detenuti

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“Ieri, nel reparto G12 di Rebibbia, un detenuto sordo muto che aveva già creato problemi in tutti gli altri reparti del penitenziario, ha appiccato un incendio alla sua cella intossicando l’intera sezione. Evacuati nel cortile passeggi 20 detenuti in isolamento precauzionale Covid-19”.

 

Lo rende noto Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio del Sappe. ”Il detenuto disabile, in poco tempo, ha collezionato una serie di gravi episodi, tutti segnalati al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria per un trasferimento, ma continua a permanere inspiegabilmente a Rebibbia. Nessun detenuto o poliziotto intossicato, per fortuna, ma per spegnere il fuoco sono stati necessari 2 estintori e l’utilizzo massivo della manichetta – continua il sindacalista – Indispensabile appare un intervento dei competenti uffici dipartimentali per ristabilire un clima di serenità tra gli operatori scomparso da tempo”.

“Poteva essere una tragedia, sventata dal tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari di servizio nel Reparto e dal successivo impiego degli altri poliziotti penitenziari in servizio nel carcere – aggiunge il segretario generale del sindacato, Donato Capece – Quanto accaduto nel carcere di Rebibbia è sintomatico del fatto che le tensioni e le criticità nel sistema dell’esecuzione della pena in Italia sono costanti, ma è evidente che l’Amministrazione Penitenziaria deve trovare serie e urgenti soluzioni alla grave situazione riferita all’organico del Reparto di Polizia Penitenziaria del carcere di Rebibbia”.

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