Il provvedimento

Violenza, l’Inps riconosce la Naspi per chi è costretto a dimettersi per salvarsi

Per la disoccupazione involontaria l'istituto riconosce il sussidio nei casi in cui le dimissioni sono inevitabili per la salvaguardia della propria incolumità
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Napoli – L’inps riconosce l’indennità di disoccupazione per chi è costretto a dimettersi per salvaguardare la propria incolumità.

Le nuove disposizioni emanate dall’istituto di previdenza sociale tendono a garantire la sicurezza e l’autonomia di chi si trova in condizioni di vulnerabilità e la possibilità di accedere alla NASpI, l’indennità di disoccupazione, anche nei casi in cui le dimissioni si rendano inevitabili per la salvaguardia della propria incolumità vanno in questa direzione.

Lstituto chiarisce in un comunicato che “le violenze e le condotte persecutorie – anche se provenienti da soggetti estranei all’ambiente professionale – possono determinare un’oggettiva impossibilità di proseguire l’attività lavorativa. Per ogni lavoratrice o lavoratore che subisce tali episodi, la scelta di interrompere il rapporto di lavoro non costituisce una libera decisione, bensì un atto di autodifesa. La legge e l’INPS riconoscono questa condizione come disoccupazione involontaria, equiparandola a tutti gli effetti alle dimissioni per giusta causa per fatto del terzo, garantendo così il diritto al sostegno economico senza penalità”.

Per il riconoscimento della prestazione occorre verificare che le azioni subite abbiano compromesso l’equilibrio psicofisico della persona o la sua sicurezza quotidiana, come nell’ipotesi di molestie o minacce lungo il tragitto casa-lavoro che rendano impossibile raggiungere la sede lavorativa in sicurezza.

“Considerata la centralità del contrasto alla violenza sulle donne, l’INPS ha interpellato il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il quale, richiamando la Raccomandazione del Consiglio d’Europa per la protezione delle vittime, ha confermato che le dimissioni per violenza di genere rientrano a pieno titolo nelle tutele della disoccupazione incolpevole.

Tale riconoscimento si applica in presenza di un effettivo collegamento tra i comportamenti vessatori subiti e il contesto lavorativo, garantendo una protezione concreta alla salute, alla dignità e alla tutela di lavoratrici e lavoratori”.

Le pratiche relative a questo tipo di ipotesi avranno – fa sapere l’Inps – corsie prioritarie e la massima riservatezza, “confermando l’impegno dell’Istituto a coniugare il corretto rispetto delle norme con l’attenzione umana necessaria a salvaguardare la vita di tutti i cittadini”.

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