

“Quest’esame va completamente rivisto, scardinato dalle sue ormai vetuste fondamenta. I tempi sono maturi, infatti, per rivedere l’intero assetto dell’esame.
Nei mesi scorsi, infatti, abbiamo sottoposto al governo il nostro progetto di riforma. Il nostro intento è di ottenere un esame più snello e meno farraginoso dal punto di vista burocratico, sostituendo le tre attuali prove scritte con un unico atto giudiziario in materia civile, penale o amministrativa, a scelta del candidato, cui seguirà un esame orale basato sulla conoscenza dell’ordinamento forense e del codice deontologico, del diritto sostanziale e processuale. Solo in questo modo si avrà finalmente un esame più equo, che arrivi a premiare il merito”.
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