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Attualità

In fuga con la figlia dalla Costa Smeralda: ‘Io aggredita dal mio ex’

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In fuga con figlia da C.Smeralda, “io aggredita da mio ex” “Nessun bodyguard”. Si infittisce giallo su bimba contesa

Si infittisce il giallo della , che vede al centro della vicenda una bambina di 9 anni contesa tra due facoltosi manager, lui romano e lei russa, che si scambiano reciproche accuse ora al vaglio della Procura di Tempio. “Ho visto mia figlia e sono andata ad abbracciarla, cosi’ come ha fatto anche lei. In quel momento ho sentito due mani stringermi il collo, era il padre. Bodyguard russo con me?Nessun bodyguard. C’era tanta altra gente, non so chi lo abbia fermato”, ha raccontato la madre della bimba alla Nuova Sardegna, dopo che il padre l’ha accusata di avere sottratto la figlia dalla propria custodia con l’aiuto di una guardia di corpo che lo ha immobilizzato.

La donna, che si trova a Montecarlo con la bambina dopo la fuga dal residence di Liscia di Vacca, ha raccontato invece al quotidiano di essere stata aggredita dal padre della piccola e di essere “caduta sui gradini e, spaventata, sono corsa verso l’auto con lei, per andare via, lontano da li'”. L’avvocata della manager, Sabrina Mura, conferma all’ANSA che la donna ha presentato una denuncia alla questura di Imperia, in Liguria, la piu’ vicina alla sua residenza di Montecarlo, dove e’ stata rintracciata ieri sera dai carabinieri della stazione di Porto Cervo, che stanno seguendo le indagini sotto il coordinamento della Procura, dopo la denuncia del padre. Il legale precisa anche che esiste anche un fascicolo – che sarebbe passato dal tribunale dei minori di Sassari alla Procura di Tempio – dopo che la donna ha denunciato l’ex per avere contravvenuto agli accordi sull’affidamento congiunto della piccola. Una vicenda intricata, insomma, che dovranno essere i giudici a sbrogliare.

 

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Economia

Investire sulle azioni Amazon: conviene? E come funziona?

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Nei mesi primaverili abbiamo vissuto a livello collettivo uno dei momenti più duri degli ultimi 50 anni, per via dell’emergenza Covid 19, che ci ha costretto a stare casa per più di due mesi e che ci ha messo a dura prova sotto tutti punti di vista: economico, fisico e mentale.

Ma come ogni crisi, e questa ancora non è finita, anche questa relativa al Covid 19 ci ha insegnato tante cose, ci ha fatto intuire varie possibilità e soprattutto ci ha suggerito a cosa dobbiamo prepararci per i prossimi anni.

Una delle cose che abbiamo capito, e sulle quali riteniamo non si possono avere dubbi, è relativa al mondo degli e commerce e degli acquisti on line, che si sono rivelati fondamentali per tutti noi e in particolare Amazon si è confermato un colosso, nonostante tutte le contraddizioni, sotto tutti gli aspetti.

Una notizia di poco tempo fa riguarda le tante assunzioni che Amazon ha deciso di fare in America e che conferma la sua espansione: sulla base di questo assunto in questo articolo vogliamo spiegare perché puntare sulle azioni di questo colosso può rivelarsi un’ottima idea e vedremo l’importanza di trovare investimenti più remunerativi, specie in questo momento storico che è anche dal punto di vista economico è decisamente complesso.

Iniziamo con il dire che il titolo Amazon è quotato in Borsa ed è uno di quelli che ha ottenuto tantissimi risultati positivi negli ultimi decenni. Gli esperti dei mercati finanziari quindi hanno messo Amazon tra gli investimenti più convenienti insieme a Netflix e a Disney.

Non dimentichiamo che prima di investire su un’azienda e su una realtà è molto importante informarsi su di essa, sulla sua storia, sui suoi risultati e sulla sua affidabilità.

Amazon: storia e punti di forza

Questa importante realtà ha inizio nel 1994 da un’intuizione e idea del bravissimo e abile Jeff Bezos che aveva deciso nel suo piccolo garage di creare un ricco e commerce pieno di libri e che aveva scopo di offrire ai suoi clienti una scelta molto più vasta di una normale libreria.

L’obiettivo fu raggiunto in breve tempo e nel corso degli anni la sua offerta si è arricchita moltissimo, andando a coprire tantissime categorie quali la tecnologia, gioielli, abbigliamento, prodotti per la casa e tanto altro.

La sua importanza si è allargata a dismisura fino a farla diventare l’azienda nel mondo ad offrire il numero più alto di prodotti; inoltre è anche entrata in maniera prepotente dell’intrattenimento digitale grazie ad Amazon Prime, canale streaming pieno di contenuti e che viene proposto ai clienti a prezzi bassi e convenienti.

Tra i punti di forza abbiamo la semplicità dell’utilizzo; infatti bastano pochi click per concludere un acquisto e inoltre il servizio clienti è molto rapido, efficace e si pone in maniera molto positiva con i clienti che hanno bisogno di supporto.

Inoltre la diversificazione dei ricavi, il buon fatturato e i tanti clienti fanno di essa un’azienda stabile e sulla quale puntare. Unico punto debole è lo scarso successo in Asia, forse dovuto alla concorrenza di colossi quali Wish e Alibaba ,ma comunque ad oggi possiamo dire che le azioni di Amazon sono quotate circa 200 volte gli utili.

Comprare azioni Amazon: i consigli

Innanzitutto ricordiamo che Amazon è stata quotata in borsa nel 1995 e nei primi 10 anni il valore delle sue azioni si è triplicato:le due ondate di successo si sono verificate tra il 2009 e il 2015 e poi fino ad oggi e teniamo presente che dai 40 dollari iniziali le azioni sono arrivate a circa 300 dollari.

Ci sono due modi per comprare o vendere le azioni amazon:

  • Iscriversi in una piattaforma di trading legale e certificata
  • Usufruire dei servizi di trading offerti dalle banche o dalle poste o affidare a loro il compito di operare per noi

Secondo gli esperti la prima soluzione è la più consigliabile e positiva perché spesso le piattaforme non chiedono costi agli utenti per la vendita o l’acquisto di azioni o comunque i prezzi sono molto bassi. Invece nel caso in cui ci si affidi a un istituto bancario bisognerà valutare i costi, anche se il vantaggio sarà che si perderà meno tempo e non ci sarà bisogno di formarsi.

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Italia

Inps, Tridico: ‘Non ho deciso io e non prenderò gli arretrati’

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Inps, Tridico: ‘Non ho deciso io e non prenderò gli arretrati’.

 

“Mi ha sorpreso il modo in cui è stata trattata la vicenda, che soprattutto in rete ha scatenato centinaia di commenti sfociati anche in minacce e insulti alla mia persona. Ma a colpirmi è stato anche il fatto che nessuno mi abbia chiesto preventivamente una dichiarazione, con la quale avrei subito fatto chiarezza su molte cose”. Così in una lettera al direttore di ‘La Repubblica’, il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico in merito alla vicenda relativa ai suoi compensi.

“Tutto l’articolo – rileva il presidente dell’Inps – ruota intorno a due falsi: per effetto del decreto interministeriale che stabilisce i compensi del Cda di Inps (e Inail), al sottoscritto sarebbe riconosciuto un arretrato di 100mila euro. Questo il primo falso. La realtà invece è che la nuova misura del compenso previsto per il presidente dell’Istituto decorrerà non da maggio 2019, bensì dal 15 aprile 2020, vale a dire da quando si è insediato il cda e ne ho assunto la carica di presidente. Il secondo falso è che non è nei poteri del presidente o di qualsiasi altro organo dell’Istituto determinarsi i compensi”, aggiunge.

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Detto questo, rileva Tridico, “sul tema dei miei compensi mi sembra doveroso ripercorrere brevemente i fatti e le norme per come si sono succeduti. Sono stato nominato presidente Inps con decreto del Capo dello Stato in data 22 maggio 2019. Successivamente, a giugno 2019, con nota del Gabinetto del ministero del Lavoro venivano proposti i compensi del cda che si stava costituendo: 150mila euro lordi per il presidente, 100mila per il vice e 23mila per i 3 componenti del consiglio. Nel frattempo, la crisi di governo dell’agosto 2019 ha ritardato la nomina del cda. Così, solo dal 15 aprile 2020 ho assunto le funzioni di presidente del cda”.

Nella prospettiva della ricostituzione del cda dei due enti, sottolinea il presidente dell’Inps, “la legge 28 gennaio 2019, n. 4, aveva previsto che, con apposito decreto interministeriale, sarebbe stata fissata la misura dei compensi dei predetti organi, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Tant’è che detti compensi sono finanziati attraverso la riduzione di spese di funzionamento di Inps e Inail. Il 15 luglio 2019 il Dipartimento per il coordinamento amministrativo della presidenza del Consiglio ha avviato l’iter per la determinazione dei compensi del presidente e degli altri componenti del cda dei due enti, sulla base di una direttiva del presidente del Consiglio dei ministri del 9 gennaio 2001 che fissa i criteri e gli indicatori da assumere a riferimento a tal fine; direttiva che dal 2001 detta le regole per la fissazione dei compensi degli organi di tutte le amministrazioni pubbliche, suggerendo l’utilizzo di un apposito software per determinare i compensi per il cda sulla base del bilancio dell’Istituto e del numero di dipendenti”.

Tale software, spiega ancora Tridico, “restituiva un compenso per il presidente Inps e per il cda molto più elevato: per il presidente di 240 mila euro, pari al compenso dei dirigenti centrali dell’Inps, e ai vertici di amministrazioni simili. Tuttavia, il decreto interministeriale del 7 agosto 2020 del ministro del Lavoro e del ministro dell’Economia, decreto necessario e conseguenziale all’insediamento del cda, stabilisce 150mila euro per il presidente, 40mila euro (elevabili a 60mila in funzione delle deleghe esercitate) per il vice presidente e 23mila euro per ognuno dei componenti del cda. Insomma, i ministeri vigilanti sono intervenuti per ridurre la misura derivante dall’applicazione di quelle regole. La storia è questa”, conclude il presidente dell’Inps.

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