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Gattuso: ‘Il mio Napoli deve essere più cinico sotto porta’

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“L’emozione e’ stata grande. Per la prima volta ho affrontato una squadra che mi ha permesso di vincere e di diventare un uomo. Le sensazioni provate sono state tante”.

 

Gattuso nel post gara del San Paolo contro il Milan inizia a parlare della sua ex squadra e poi senza lamentarsi più di tanto per il rigore che ha assicurato al pareggio dei rossoneri parla della manca di cinismo degli azzurri.

“Per fare gol dobbiamo avere almeno 7 o 8 occasioni. È un peccato perché quando creiamo così tanto come stavolta, poi dobbiamo buttarla dentro.Non è solo un problema degli attaccanti perché anche i centrocampisti si trovano nella condizione di segnare. Giochiamo tantissimi palloni ma sbagliamo ancora tanto. Ecco, in questo dobbiamo migliorare. Anzi, gli attaccanti sono molto bravi perché stanno spendendo tanto dal momento che chiedo loro tanto sacrificio in fase di non possesso.

Il problema è che stiamo creando tanto ma troppo spesso non facciamo gol con facilità.Mi piace l’approccio degli attaccanti che iniziano a fare pressione e ci fanno salire. Poi è normale che se non va a buon fine la pressione dobbiamo ricompattarci e questo alle volte non ci riesce bene. Ma sono contento, perché fino a qualche mese fa tutto questo era impensabile. Detto questo, so benissimo che ancora non siamo perfetti”.

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Il difetto del Napoli di Gattuso sembra essere la faciltà con il quale gli avversari vanno in gol. “In gergo tecnico chiamiamo Hot zone- spiega Rino Gattuso- quello nella quale crei e quella nella quale concedi agli avversari. Se andiamo a vedere la prova del Milan, hanno tirato appena due volte e per due volte hanno fatto 2 gol compreso il rigore. Morale: per quel che creiamo segniamo poco, e per quello che subiamo, concediamo troppo”.

Inevitabile il discorso sul futuro di Callejon: “Questo andrebbe chiesto al presidente e al direttore sportivo perché loro sanno bene cosa penso del giocatore e cosa sta dando alla squadra in questo momento. Poi, però, so bene che bisogna rispettare la politica della società”.

 

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