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Musica: 50’anni fa si sciolsero i Beatles

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Il 10 aprile di 50 anni fa, l’annuncio di Paul McCartney sconvolse il mondo: i Beatles si erano sciolti. La notizia segnava la fine di un’epoca in cui i quattro  di Liverpool avevano dettato la linea in termini di stile e di musica soprattutto. Ma anche se l’annuncio ufficiale risale al 10 aprile, la frattura si consumata tempo prima. Qualcosa tra loro si era spezzato e le loro prime frizioni coincisero con l’arrivo di Yoko Ono nel ’68 e le famose diatribe che vedevano Paul, George e Ringo da un lato e John dall’altro. In realtà, nel settembre dell’anno prima Lennon aveva già lasciato il gruppo e sia Harrison che Starr avevano pensato di seguire a ruota il chitarrista. L’ufficialità però venne data soltanto da Paul che dichiarò conclusa l’esperienza dei Beatles esattamente 50 anni fa. Nonstante i 4 musicisti presero strade diverse il loro destino era quello di essere ancora protagonisti della musica mondiale.  Durante il periodo dei Beatles John Lennon pubblicò insieme a Yoko Ono tre album sperimentrali di musica elettronica che non ebbero grande successo. Il suo primo lavoro, subito dopo lo scioglimento dei Beatles, fu il suo quarto album da solista, ‘John Lennon/Plastic Ono Band’. L’opera fu particolarmente apprezzata dai critici.

Agli inizi del 1971 pubblic il singolo ‘Power to the People’, un brano corale dei primi mesi del 1971, che divenne un inno della sinistra americana e dei manifestanti pacifisti contro la guerra del Vietnam. Dello stesso anno è ‘Imagine’, grandissimo successo commerciale, due volte disco di Platino, arrivato ai primi posti delle classifiche sia in Europa che negli Stati Uniti. L’album sarebbe diventato il suo disco di maggior successo, soprattutto grazie alla grande notorietà della title track, diventata un inno internazionale del pacifismo. Fino al 1975 pubblicò altri 4 album, ultimo dei quali, ‘Rock ‘n’ Roll’, contenente classici del rock anni Cinquanta tra cui ‘Stand by Me’ di Ben E. King, ‘Be-Bop-A-Lula’ di Gene Vincent e ‘Peggy Sue’ di Buddy Holly. Dopo quell’album, che fu accolto bene da parte del pubblico e della critica, Lennon si ritirò dalla vita pubblica per 5 anni per stare vicino al figlio Sean appena nato. Non pubblicò dischi ma non smise di comporre.
Nel 1980 invece, vide la luce ‘Double Fantasy’. Poche settimane dopo l’uscita del disco, l’8 dicembre del 1980, davanti al Dakota Building dove viveva fu ferito a morte da un colpo di pistola sparato da un suo fan psicopatico, Mark David Chapman, mentre stava andando a salutare il figlio Sean.

George Harrison, che durante il periodo in gruppo viveva all’ombra del duo Lennon-McCartney, almeno per quanto riguarda la parte creativa, con lo scioglimento dei Beatles, fece capire al mondo quanto fosse di spessore il suo talento. Aveva 27 anni quando pubblicò ‘All Things Must Pass’, il suo terzo lavoro da solista e primo dopo lo scioglimento dei Beatles, album co-prodotto da Phil Spector che vide collaborare George Harrison con l’amico di sempre Eric Clapton e Dave Mason dei Traffic. L’anno successivo andò in Bangladesh per realizzare il concerto di beneficenza per i profughi della guerra tra India e Pakistan. Tra il 1973 e il 1979 pubblicò cinque album, tra cui ‘Living in the Material World’, anch’esso ritenuto un’altra gemma della sua discografia. Questi lavori risentirono della sperimentazione portata avanti dal chitarrista influenzato dalle religioni orientali a cui si era avvicinato. Negli anni ’80 realizzò due dischi che risultarono un flop dal punto di vista delle vendite e si ritirò dalle scene per poi tornare nel 1987 con ‘Cloud Nine’, album apprezzatissimo dalla critica con parecchi echi beatlesiani. Fece parte poi per due anni del supergruppo Traveling Wilburys con Bob Dylan, Tom Petty, Jeff Lynne e Roy Orbison con i quali pubblicò due dischi (‘Traveling Wilburys Vol.1 e Vol.3’) e accompagnò Eric Clapton nel tour giapponese del 1992. Successivamente con gli ex compagni della band Paul e Ringo – John era già morto – realizzò ‘The Beatles Anthology’, un progetto multimediale sulla storia del gruppo pubblicato tra il 1995 ed il 2000, comprendente un documentario, tre doppi cd ed un libro. Quindi iniziò a lavorare a ‘Brainwashed’, quello che sarà il suo ultimo album, uscito postumo nel 2002. George Harrison morì di cancro a 58 anni nel 2001. –

Anche Ringo Starr aveva esordito come solista quando i Beatles erano ancora produttivi. L’album di esordio fu ‘Sentimental Journey’: cover di pezzi classici del repertorio musicale anglofono registrato poco prima dello scioglimento della band. Nel 1970 fece uscire anche un album country dal titolo ‘Beaucoups of Blues’. Il successo da solista però glielo diede l’album ‘Ringo’ del 1973 con il quale scalò la classifica Billboard Hot 100: per questo album si riunirono eccezionalmente tutti e quattro i Beatles per scrivere alcune canzoni. Il batterista pubblicò solo due album negli anni ’80, successivamente preferì dedicarsi alla scrittura. Tre dischi negli anni ’90, tre nel primo decennio del 2000 e addirittura 5 tra il 2010 e il 2020, di cui l’ultimo ‘What’s my name’, uscito nel 2019. Accanto alla sua attività principale di musicista, Ringo Starr, pseudonimo di Sir Richard Starkey, vanta invece una discreta carriera cinematografica, iniziata durante la carriera con i Beatles (‘Help!’ e ‘A Hard Day’s Night’ entrambi di Richard Lester) e protrattasi durante tutti gli anni Settanta.

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Il baroneto McCarteny ebbe maggior successo da solista. Il giorno in cui annunciò lo scioglimento della band, fece uscire il suo primo lavoro omonimo, che se fu apprezzzato molto dal pubblico, non riscosse recesioni lusinghere dalla critica che tornò ben presto sui propri passi quando uscirono i singoli ‘Another Day’ e ‘Uncle Albert/Admiral Halsey’ che si posizionarono entrambi al primo posto nella Billboard Hot 100 del 1971. La prolificità artistica di Paul si tradusse in un decennio di successi con i Wings, band da lui fondata, che registrò 8 album dal 1971 al 1979. McCartney si ributtò immediatamente sul lavoro da solista appena dopo la fine del progetto Wings. Nell’82/’83 tornò a lavorare con Ringo Starr e George Martin e con le collaborazioni raggiunse di nuovo le vette delle classifiche musicali con ‘Tug of War’ e ‘Pipes of Peace’. Tra il 1980 e il 2000, in vent’anni con alti e bassi, registrò 16 album tra cui tre di musica colta e discreti successi come ad esempio il disco ‘Flaming Pie’ del 1997. Nel 1998 con la morte dell’amata moglie Linda, Paul abbandonò per un po’ le scene per farci ritorno nel 2000 con alcuni album sperimentali. Tra il 2000 e il 2018, anno di uscita di ‘Egypt Station’, ultimo lavoro fino a oggi da solista di McCartney, furono 12 i dischi registrati da Paul: grandi successi

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