“Ho speso tutto in alcol e droga, ma ho vissuto e amato: non mi pento”, disse in una intervista al Corriere della Sera Flavio Bucci.
Fuoriclasse del cinema e del teatro, doppiatore e produttore, uomo di talento e di estrema sensibilità, si è spento all’età di 72 anni solo e in povertà.
E’ morto a Passoscuro, una frazione di Fiumicino sul litorale romano, dove viveva presso una casa famiglia.
E’ ricordato in particolar modo per alcuni personaggi che hanno dato lustro alla sua carriera, primo fra tutti quello del pittore Luciano Ligabue, quello di Don Bastiano in “Il Marchese del Grillo”. Recitò anche in “Suspiria” di Dario Argento e ne “Il Divo” di Paolo Sorrentino che su Instagram gli dedica un pensiero: “Caro Flavio sei stato un gigante. Un attore formidabile e un uomo da amare. Non dimenitcherò mai quanto abbimo riso e quanto siamo stati bene insieme durante l’estate del 2007. Eri tu, per tutti noi, il vero divo.”
A dare l’annuncio della scomparsa il sindaco di Fiumicino Esterino Montino: “Quando un artista se ne va lascia sempre un gran vuoto. Mi dispiace molto della scomparsa dell’attore Flavio Bucci, che da anni risiedeva a Passoscuro. Un grande caratterista, di quelli che hanno fatto grande la cinematografia italiana. Esprimo le condoglianze mie e dell’Amministrazione ai familiari e amici”.
Era finito in povertà a causa dei suoi eccessi di alcol, cocaina e droghe ma non  si era mai pentito per le scelte fatte: “Per fortuna ho speso tutto in donne, manco tanto, che me la davano gratis, vodka e cocaina. Scarpe e cravatte che non mettevo mai. Mi sparavo cinque grammi di coca al giorno, solo di polvere avrò bruciato 7 miliardi. […] Non sono stato un buon padre, lo so. Ma la vita è una somma di errori, di gioie e di piaceri, non mi pento di niente, ho amato, ho riso, ho vissuto, vi pare poco?”.