Inchiesta Romeo: non utilizzabili le intercettazioni fatte con il virus spia

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Le intercettazioni ambientali che sono state fatte a carico dell’imprenditore napoletano Alfredo Romeo non sono utilizzabili perché registrate con l’installazione di un virus spia non autorizzato. Questa è la decisione presa dalla prima sezione penale, collegio C, del tribunale di Napoli, sull’attività investigativa dei pm della procura di Napoli che hanno mandato a giudizio Romeo e il suo collaboratore Ivan Russo per corruzione in due filoni investigativi: il primo su infiltrazioni della criminalità organizzata nell’assegnazione degli appalti dell’ospedale Cardarelli di Napoli e il secondo, sugli appalti della Consip, centrale degli acquisti della pubblica amministrazione. Le intercettazioni non trascrivibili, come aveva già stabilito la Cassazione su un ricorso presentato contro la misura cautelare emessa a carico di Romeo, sono frutto di un filone investigativo precedente a quello sugli appalti all’ospedale Cardarelli. Gli inquirenti possono ora presentare a integrazione una nuova lista di intercettazioni sempre che dimostrino la commissione del reato.

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