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Sentenza Cucchi, la famiglia di Stefano: ‘Giustizia dopo 10 anni’ e il papà si commuove

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“Un pò di sollievo dopo 10 anni di dolore e di processi non veri”. Così ha detto la signora Rita Calore, madre di dopo la sentenza di condanna emessa dai giudici della corte d’assise di Roma. “Andremo sempre avanti. Lo abbiamo giurato davanti a quel corpo martoriato. A Stefano abbiamo promesso di andare avanti per avere verità e giustizia. Questo è il primo passo e andremo avanti fino alla fine, ma oggi è già tanto e vogliamo ringraziare la procura di Roma e tutte le persone che ci sono state vicine”. Così hanno detto i genitori di , Rita e Giovanni, rispondendo alle domande dei cronisti.
“Questa sentenza parla chiaro a tutti. Non vogliamo un colpevole ma i colpevoli e finalmente dopo 10 anni di processi li abbiamo”. Lo ha detto Giovanni Cucch che si è commosso alla lettura della sentenza della Corte d’Assise. Visibilmente emozionato, dopo aver superato i giornalisti, Giovanni Cucchi ha rincorso il sostituto procuratore Musarò che stava uscendo per stringergli la mano e dirgli “volevo ringraziarla”.

“Oggi ho mantenuto la promessa fatta a Stefano dieci anni fa quando l’ho visto morto sul tavolo dell’obitorio. A mio fratello dissi: ‘Stefano ti giuro che non finisce qua’. Abbiamo affrontato tanti momenti difficili, siamo caduti e ci siamo rialzati, ma oggi giustizia è stata fatta e Stefano, forse, potrà riposare in pace”. Così ha detto attorniata da telecamere e microfoni subito dopo la sentenza che ha riconosciuto l’omicidio preterintenzionale. “Ci sono voluti 10 anni e chi è stato al nostro fianco ogni giorno sa benissimo quanta strada abbiamo dovuto fare. Ringrazio tutti coloro che non ci hanno abbandonato e ci hanno creduto, assieme a noi”, ha aggiunto. “Il nostro pensiero va al carabiniere Riccardo Casamassima, che oggi era qua al nostro fianco, e alla moglie Maria Rosati, per tutto quello che stanno passando”.

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Coronavirus: la mascherina riduce del 77% il rischio contagio

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coronavirus mascherina

Coronavirus: la mascherina riduce del 77% il rischio contagio. Efficaci anche distanziamento (-85%) e igiene mani (-66%).

 

Il distanziamento sociale, l’igiene delle mani e la mascherina sono efficaci nel ridurre il rischio di contagio quando si viene a contatto con una persona positiva al Sars-Cov-2. Lo afferma uno studio della Mahidol University di Bangkok e dell’universita’ di Oxford presentato alla conferenza Escmid della Societa’ Europea di Microbiologia, che ha stimato la riduzione del rischio di ognuno di questi tre interventi.

La ricerca e’ stata condotta su 211 casi confermati, tutti asintomatici, e 839 controlli che invece non hanno avuto una diagnosi di Covid-19, trovati grazie al contact tracing soprattutto di tre grandi cluster in nightclub, in uno stadio di boxe e in un palazzo di uffici governativi, con interviste sulle abitudini all’uso delle precauzioni consigliate. Dallo studio e’ emerso che le persone che avevano indossato la mascherina per tutto il tempo del contatto con un caso positivo avevano un rischio minore del 77% rispetto a chi non l’aveva, mantenere almeno un metro di distanza riduce invece il rischio dell’85%, mentre il lavaggio frequente delle mani riduce le infezioni del 66%.

“Questo risultato – scrivono gli autori – sono coerenti con le indicazioni di indossare la mascherina, lavarsi le mani e praticare il distanziamento per proteggersi dall’infezione”.

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