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Attualità

Pozzuoli, 16 anni dopo la strage di Nassirya, una giornata dedicata al ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni internazionali di Pace

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Solenne celebrazione del 16° anniversario della giornata dedicata ai Caduti militari e civili nelle missioni internazionali di Pace nel Santuario “S. Gennaro alla Solfatara” di Pozzuoli.

A levare una preghiera in onore dei caduti il cappellano militare alla presenza del Comandante della Legione Carabinieri Campania Generale di Divisione Maurizio Stefanizzi, del Comandante Provinciale Generale di Brigata Canio Giuseppe La Gala, del Sindaco Vincenzo Figliolia e delle autorità militari e civili del luogo.

Presente anche una scolaresca dell’Istituto “Alfonso Trincone”, intitolato al Sottotenente dei Carabinieri rimasto vittima della strage di Nassirya del 2003 e originario della città flegrea.

Un doveroso tributo sedici anni dopo l’attentato che spezzò le vite di 12 carabinieri, 5 militari dell’esercito e 2 civili.

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Cronaca

Emilio Fede: ‘Voglio andare a vivere a Napoli, c’è una popolazione straordinaria’

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“Mi sento piu’ libero. Appena sbrigate le pratiche andro’ a Napoli, vivro’ la’ il resto della mia vita con mia moglie e con una popolazione straordinaria”.

 

C’e’ felicita’ e commozione nella voce di Emilio Fede, che e’ uscito per prendersi “un gelato e dei dolcini” nel pomeriggio, dopo la decisione del Tribunale di sorveglianza di Milano che gli ha concesso l’affidamento in prova ai servizi sociali, per espiare i meno di quattro anni residui di pena per il caso ‘Ruby bis’ dopo aver trascorso circa un anno in detenzione domiciliare. “Ho accolto questa decisione con grande rispetto nei confronti della giustizia e delle forze dell’ordine che ci proteggono. Ho espresso la voglia di essere assegnato a un istituto con ragazzi in bilico fra il bene e il male – ha spiegato ai giornalisti che lo hanno rintracciato telefonicamente -. Vorrei state con i giovani, aiutarli a vivere una vita piu’ serena e sicura, perche’ la camorra e’ una tragedia ma si puo’ combattere educando i ragazzi a capire che la vita non e’ fatta solo di violenza”.

In udienza ieri il Pg ha detto che non si puo’ arrestare uno perche’ e’ in ritardo di un quarto d’ora. Oggi ho passato una bella giornata, mi sento piu’ libero, ma ho molta tristezza perche’ penso che questa societa’ non sa dove vuole andare – spiega l’ex direttore del Tg4 -. L’esperienza ai domiciliari e’ stata molto interessante, in aula ho parlato un minuto e mezzo, ho ringraziato il Tribunale perche’ sono stato trattato con grande rispetto. C’e’ chi dice che non e’ liberta’ stare a casa alle 22, ma a quell’ora dove devo uscire…”. “Mia moglie sta guarendo, se Dio vuole. Ho imparato a pregare e ho destinato tutto cio’ che posseggo a un ente no profit dedicato ai malati che non hanno soldi: do via tutto e mi tengo la pensione. Io ho vissuto bene, ora ho soltanto la speranza e la preghiera per mia moglie, che possa tornare fra le mie braccia”, dice commosso Fede, che ora si sente “piu’ libero”. “Ho anche tempo di annoiarmi – prosegue – ho iniziato a scrivere un altro libro, forse l’ultimo, ma non fara’ ridere, esaminero’ l’invidia, la gelosia che spesso c’e’ attorno a noi”.

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Attualità

Inchiesta sulla pedopornografia on line: indagati anche a Napoli

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Inchiesta sulla pedopornografia on line: indagati anche a Napoli-

Sei persone sono indagate per detenzione e divulgazione di pornografia minorile dalla procura distrettuale di Messina che ha coordinato un’indagine contro la pedopornografia on-line condotta dalla polizia postale di Catania e Messina, sotto la direzione del Centro Nazionale Contrasto Pedo Pornografia on-line (CNCPO) del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni. L’indagine e’ cominciata dopo la denuncia della madre di un adolescente che si era accorta della presenza sullo smartphone della figlia di diverse sessioni di chat, con scambio di foto e video di minori nudi in pose erotiche. Oltre ai sei indagati – dice la polizia – sono stati identificati alcuni minori che sono stati segnalati alla procura per i minorenni che contenevano immagini di pornografia minorile. Le province in cui sono avvenute le perquisizioni sono state: Messina, Catania, Palermo, Milano, Napoli e Teramo.

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