Potrebbero ravvisarsi responsabilità del Comune di Caserta in relazione alla vicenda del neonato di origine nigeriana David Amasihou, morto in seguito ad un parto cesareo cui era stato sottoposta la madre all’ospedale di Caserta il 20 novembre scorso, ma il cui corpo non e’ mai stato riconsegnato alla donna, ed e’ tuttora all’obitorio dell’ospedale civile. Una vicenda denunciata dal consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli. In una nota, il Procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere Maria Antonietta Troncone spiega che il suo ufficio ha fatto tutto quanto doveva fare per legge, ossia il pm ha disposto l’autopsia sul corpicino del neonato, quindi tre giorni dopo, il 23 novembre, i medici legali nominati dalla Procura hanno consegnato ai responsabili dell’obitorio dell’ospedale di Caserta il nulla osta per il seppellimento della salma, ma nessun familiare e’ venuto a richiedere il corpo. La Troncone spiega inoltre che l’Unita’ Operativa di Medicina Legale dell’ospedale di Caserta ha inviato almeno cinque mail via pec – la prima l’11 dicembre 2018, l’ultima il 19 giugno scorso – al Comune di Caserta, perche’ effettuasse le ricerche dei familiari del neonato; il Comune non ha mai risposto, fa notare il Procuratore, che poi aggiunge: “sono tuttora da accertare i motivi per cui il Comune di CASERTA non abbia proceduto a svolgere le attività richieste”. La Troncone “bacchetta” anche l’avvocato della donna, che pur essendo stato presente nel novembre scorso al conferimento dell’incarico autoptico da parte della Procura, non ha mai chiesto chiarimenti negli otto mesi trascorsi all’ufficio inquirente, e solo il 16 luglio ha inoltrato una mail alla direzione sanitaria dell’ospedale di Caserta per sapere della sorte della salma del neonato


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