Arzano. Edilizia, politica e clan: il sottosegretario di Stato per l’Interno Carlo Sibilia interviene sul caso e pone l’attenzione sulla necessità di assicurare condizioni di legalità nella gestione del Comune. In particolare, secondo Sibilia e in risposta a una serie di interrogazioni parlamentari, “viene riferito che diversi immobili siti nel rione 167 di via Colombo sarebbero da tempo occupati da parte di soggetti che non ne hanno titolo o sospettati di appartenere alla criminalità organizzata. Al riguardo, rappresenta che da accertamenti effettuati è emerso che gli immobili citati nell’atto di sindacato ispettivo del dicembre 2018 sono di proprietà dell’Istituto autonomo case popolari e che i responsabili degli abusi edilizi e delle occupazioni abusive, rilevati nel corso degli anni, sono stati oggetto di deferimento all’autorità giudiziaria. Sottolineando in sintesi, però, che il Comune di è stato oggetto, nel corso degli ultimi mesi, di accertamenti da parte della commissione di indagine per l’esercizio dei poteri di accesso antimafia dove il comitato ha unanimemente ritenuto sussistente il condizionamento degli organi elettivi dell’ente locale da parte della criminalità organizzata, ravvisando un quadro complessivo di elementi attuali, concreti e univoci in tale direzione. Sibilia ricorda che il Comune di Arzano, il cui Consiglio comunale è già stato sciolto per condizionamenti di tipo mafioso nel 2008 e nel 2015, insiste in un contesto territoriale ove trovano sede stabilimenti industriali di importanti dimensioni ed è caratterizzato dalla presenza di sodalizi criminali dediti all’estorsione, al riciclaggio dei proventi di attività illecite, al gioco d’azzardo, al controllo degli appalti pubblici. Evidenziando che dalle relazioni di accompagnamento al decreto di scioglimento emergono gravi e diffuse criticità riferibili non solo ad alcuni amministratori, ma anche all’apparato burocratico (dirigenziale ndr) dell’ente locale. Emergendo, tra l’altro, un’ingerenza degli organi politici nelle prerogative della struttura amministrativa, in violazione del principio di separazione tra l’indirizzo politico e l’attività gestionale, con riflessi e ricadute favorevoli per soggetti riconducibili alla criminalità organizzata. In particolare, gravi e sistematiche violazioni sono state accertate dall’organo ispettivo nelle procedure di appalti pubblici per il conferimento da parte dell’ente di lavori e servizi. E, significative anomalie sono state altresì riscontrate nell’ambito del fenomeno dell’abusivismo edilizio sul territorio, ritenute riconducibili all’inerzia del Comune in relazione alla mancata esecuzione di ordinanze sanzionatorie già adottate dalla gestione commissariale. Come evidenziato nella relazione del Ministro dell’interno prosegue Sibilio, “il condizionamento del Comune di da parte della criminalità organizzata ha determinato lo svilimento e la perdita di credibilità dell’ente nonché il pregiudizio degli interessi dell’intera comunità e per tale motivo si è reso necessario l’intervento dissolutorio da parte dello Stato per assicurare la riconduzione dell’ente alla legalità. Si assicura, peraltro ha concluso Sibilia “ che accanto all’opera di risanamento amministrativo, proseguirà una pressante e continua attività delle Forze dell’ordine, anche con l’ausilio dei reparti di rinforzo, per prevenire e reprimere ogni fenomeno di illegalità su quel territorio”.

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