Sequestro preventivo d’urgenza per il collettore del Consorzio Asi di Caserta, in località Pozzo Bianco a Marcianise. A eseguire il decreto, emesso dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, poi convalidato dal locale gip, i carabinieri forestali. Secondo quanto emerso, le acque reflue e gli scarti di lavorazione delle aziende che ci sono nella zona industriale, tra le quali il centro orafo Tarì e la Ifis Spa, sarebbero state smaltite illecitamente attraverso il collettore che scarica prima nel canale Saglianico e poi nei Regi Lagni, in assenza di autorizzazioni e di trattamento di depurazione. Le indagini sono state avviate dopo una serie di controlli sugli scarichi e sulle emissioni di acque reflue. Accertamenti che hanno permesso di verificare che i campioni di acqua, analizzati dall’Arpac, avrebbero rilevato valori alterati di escherichia coli, azoto nitroso e azoto ammoniacale. Risultano indagati il presidente del Consorzio Asi e i rappresentanti legali delle aziende ritenute responsabili degli scarichi illeciti. In una nota il procuratore sammaritano Maria Antonietta Troncone ha sottolineato che i vertici delle ditte, “cooperando colposamente tra di loro, per negligenza, imprudenza e imperizia, e in violazione del principio di precauzione e prevenzione, cagionavano – scrive – con detta abusiva condotta anche la compromissione e un deterioramento significativo e misurabile delle acque del canale Saglianico”. Contestato anche l’illecito amministrativo di “responsabilità amministrativa degli Enti” per l’ingiusto profitto conseguito nel non chiedere la prevista autorizzazione ambientale per lo scarico aperto abusivamente.
Sequestro preventivo d’urgenza per il collettore del Consorzio Asi di Caserta, in località Pozzo Bianco a Marcianise. A eseguire il decreto, emesso dalla procura di Santa Maria Capua Vetere, poi convalidato dal locale gip, i carabinieri forestali. Secondo quanto emerso, le acque reflue e gli scarti di lavorazione delle aziende che ci sono nella zona industriale, tra le quali il centro orafo Tarì e la Ifis Spa, sarebbero state smaltite illecitamente attraverso il collettore che scarica prima nel canale Saglianico e poi nei Regi Lagni, in assenza di autorizzazioni e di trattamento di depurazione. Le indagini sono state avviate dopo una serie di controlli sugli scarichi e sulle emissioni di acque reflue. Accertamenti che hanno permesso di verificare che i campioni di acqua, analizzati dall’Arpac, avrebbero rilevato valori alterati di escherichia coli, azoto nitroso e azoto ammoniacale. Risultano indagati il presidente del Consorzio Asi e i rappresentanti legali delle aziende ritenute responsabili degli scarichi illeciti. In una nota il procuratore sammaritano Maria Antonietta Troncone ha sottolineato che i vertici delle ditte, “cooperando colposamente tra di loro, per negligenza, imprudenza e imperizia, e in violazione del principio di precauzione e prevenzione, cagionavano – scrive – con detta abusiva condotta anche la compromissione e un deterioramento significativo e misurabile delle acque del canale Saglianico”. Contestato anche l’illecito amministrativo di “responsabilità amministrativa degli Enti” per l’ingiusto profitto conseguito nel non chiedere la prevista autorizzazione ambientale per lo scarico aperto abusivamente.
Napoli, la faida dello spaccio dietro l’omicidio di Raffaele Cinque
Taxi in piazza a Napoli: «Un confronto con i cittadini che fa crescere la categoria»
Salerno, yacht interessato da un incendio al Marina d’Arechi: area messa in sicurezza
Furti di farmaci oncologici al Nord scacco alla banda di napoletani
Ospedale Loreto Mare: la Campanella del Sollievo segna la rinascita dei pazienti oncologici
Blitz interforze al parco Verde: 300 persone nel mirino
Commerciante getta per errore 7mila euro nella spazzatura: ritrovati dopo 2 giorni
Cliente compra porchetta al supermercato e trova parassiti nella confezione
Vomero, anatomia di un colpo: la sfida della «Banda del Buco» alla sicurezza bancaria
Agguato all’incensurato di Mugnano sotto gli occhi delle telecamere
La sfida dei tunnel: se il colpo da 90 milioni in Germania umilia i «dilettanti del buco del Vomero»
Casoria furto di uno scooter: il coraggio di un giovane ferma i ladri
Il colpo al Vomero, il mistero delle mani nude: errore o calcolo?
Napoli, colpo al caveau della Credit Agricole: le immagini dell’ingresso dei banditi
Napoli, il tunnel perfetto: 12 metri di scavo per espugnare il caveau
Italia all’avanguardia in sperimentazione biopharma in orbita: Schillaci visita polo napoletano Space Factory
Colpo al Vomero, rabbia e lacrime davanti alla banca: «Spariti i ricordi di una vita»
Napoli, arrivati i GIS pronti all’irruzione: caccia alla banda di rapinatori
Napoli, liberati 25 ostaggi, i 3 rapinatori potrebbero essere fuggiti dal sottosuolo. Atteso il blitz dei GIS
Napoli, ostaggi liberati alla Credit Agricole, l’incubo è finito: sul posto anche il Procuratore Gratteri
Editoriali
Napoli, l’Ombra della Stazione: Dove il Degrado Diventa Abitudine

Il colpo al Vomero, il mistero delle mani nude: errore o calcolo?

Napoli, colpo alle cassette di sicurezza: cosa fare per ottenere il risarcimento

Scafatese: Un Trionfo che Risveglia Speranze e Ambizioni

Scampia: l’arte di trasformare la difficoltà in cultura

Pronto Soccorso: la salute prima di tutto, ma con che mezzi?
Napoli, perchè il pareggio di Parma è comunque importante

Napoli: tra furti, aggressioni e spari. È davvero questa la nostra normalità?

Un’altra scossa ai Campi Flegrei: Napoli trema, ma noi restiamo qui

Caffè senza scontrino, tra tradizione e regole: Napoli divisa tra cuore e legalità
Pino Daniele, l’eredità contesa: tra memoria e scontro familiare





Scegli il canale social su cui vuoi iscriverti