Ucciso per le offese rivolte al padre, l’omicidio resta senza un colpevole


Dopo 19 anni l’omicidio di Andrea Biancur, avvenuto a Marcianise il 6 aprile del 2000, resta senza un colpevole. La Corte d’Assise d’Appello di Napoli, presieduta dal giudice Romano, hanno assolto Giovanni Buonanno. Ribaltata, dunque, nuovamente la sentenza. La Corte partenopea ha accolto le tesi del collegio difensivo, composto dagli avvocati Massimo Trigari ed Angelo Raucci, ed ha prosciolto Buonanno, condannato in primo grado all’ergastolo dalla Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere.
Un delitto strano quello di Biancur, avvenuto all’interno del clan Belforte ma fuori dalle logiche mafiose. Il movente, almeno secondo la Procura, dovrebbe essere stato quello di una lite tra Biancur ed i fratelli Buonanno, Giovanni e Pasquale (assolto in primo grado nonostante si fosse accusato dell’omicidio), scaturita dalle offese rivolte dalla vittima al padre dei due, il boss dei Mazzacane Gennaro Buonanno. Per questo Biancur venne raggiunto in un pub e sparato diverse volte alle spalle. Di quell’omicidio i vertici del clan Belforte, alcuni dei quali divenuti nel tempo collaboratori di giustizia, non hanno mai saputo nulla.
In primo grado la Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere aveva assolto Pasquale Buonanno, per il quale la Dda aveva chiesto l’ergastolo, e condannato Giovanni, per il quale era stata chiesta l’assoluzione. Ora il nuovo colpo di scena con l’assoluzione anche di Giovanni Buonanno ed il delitto che resta senza colpevoli.

Gustavo Gentile

La Redazione
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