Napoli. Per Adelaide Porzio e Francesca Perinelli, rispettivamente madre e sorella di Raffaele Perinelli – il giovane calciatore ucciso a Miano, il 6 ottobre 2018, da Alfredo Galasso, reo confesso – come anche per il loro avvocato, Enrico Di Finizio, il delitto di Lello fu premeditato. “Da almeno sette giorni – spiega l’avvocato Di Finizio – c’era la volontà di compiere l’assassinio. Era solo questione di trovare l’occasione giusta. E Galasso conosceva benissimo le abitudini di Lello”. La famiglia, comunque, malgrado non sia stata contestata la premeditazione, si è sostanzialmente ritenuta soddisfatta della richiesta avanzata dal sostituto procuratore Capuano. Nel corso della requisitoria il pm ha più volte detto che Lello “era un bravo ragazzo, era veramente un bravo ragazzo”. Capuano ha anche spiegato i motivi che avrebbero portato Galasso ad uccidere Lello: “Galasso nutriva rancore e gelosia nei confronti di Lello per via di una sua ex ragazza che in precedenza era stata la fidanzata del giovane calciatore. Una relazione, tra Galasso e questa ragazza, che pero’ era ormai finita. Galasso, secondo l’accusa, temeva che Lello e questa giovane fossero tornati insieme. “Dopo l’alterco cercato da Galasso davanti alla discoteca di Coroglio – sottolinea Di Finizio – durante il quale ebbe la peggio, il 31enne disse a tutti, in giro, che si sarebbe vendicato, sia per l’epilogo della sua vicenda sentimentale che per lo sfregio sul viso che riporto’ durante la colluttazione in discoteca”
Napoli, omicidio di Lello Perinelli, la famiglia e l’avvocato in aula: ‘Fu premeditato’
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