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Cronaca

Napoli, ancora proteste degli sfrattati degli Incurabili: non possono entrare in casa per riprendersi gli effetti personali perché mancano gli elmetti protettivi

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. Continuano le polemiche e le proteste delle 21 famiglie di sfrattati dalle abitazioni adiacenti l’ospedale Incurabili per il pericolo di crolli. Ieri sera sono stati allontanati di nuovo tutti quelli che nella mattinata di ieri violando le disposizioni, ma non in sigilli (che non ci sono), erano rientrati nelle loro case per protesta dopo che sempre in mattinata era stato aperta al pubblico la sala Moscati per la presentazione di un libro. Le famiglie stamane sono ritornate nel centro storico di per poter entrare nelle loro case e prendere le cose necessarie, come vestiti ed effetti personali, visto che stanno vivendo da “accampati e deportati” in un albergo di sant’Anastasia. hanno dovuto attendere oltre un’ora e mezza l’arrivo dei vigili del fuoco per potere entrare in sicurezza. Ma ironia della sorte i vigili “si sono dimenticati” di portare loro gli elmetti per proteggere i cittadini e consentire di entrare in casa. In attesa che qualcuno si decida di trovare gli elmetti protettivi i cittadini continuano la protesta non entrando in casa.

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Calcio Napoli

Maradona, una delegazione della Roma guidata da Bruno Conti porterà una corona di fiori al murales dei Quartieri

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Maradona, una delegazione della Roma guidata da Bruno Conti porterà una corona di fiori al murales dei Quartieri.

Non solo le iniziative della Lega Serie A per Maradona. La Roma ha pensato di omaggiare l’ex dieci del in occasione della sfida di domenica inviando una propria delegazione ai Quartieri Spagnoli, per deporre una corona di fiori sotto al murales dedicato a Diego. A “capo” della delegazione nelle prossime ore ci sara’ Bruno Conti che non appena saputo della morte di Maradona e’ stato tra i primi a esprimere il suo cordoglio.

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Coronavirus

Covid: al Cardarelli le tendostrutture diventano due e permanenti 

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Le tendostrutture all’ospedale Cardarelli sono diventate due, apriranno in ritardo ma sono state pensate per essere strutture permanenti, per affrontare gravi emergenze sanitarie.

Lo fa sapere l’ospedale Cardarelli di , dove 25 giorni fa e’ stata allestita una tendostruttura per disingolfare il pronto soccorso ma non ha ancora aperto. Il ritardo e’ stato provocato dalla “decisione di rendere questa struttura stabile per poterla usare anche in futuro in caso di nuove ondate di covid o di altre emergenza che possono essere legate ad altre catastrofi come terremoti o attentati terroristici”, spiega Giuseppe Longo, direttore generale del Cardarelli. “Inizialmente – spiega Longo – era stata allestita una tendostruttura a cu doveva affiancarsi una seconda piu’ piccola per la vestizione dei medici e il deposito del materiale. Poi, di concerto con la protezione civile regionale e la croce rossa, abbiamo deciso di costruirne una seconda uguale alla prima, con un massetto di cemento alla base per sopperire al terreno accidentato e per poter installare senza problemi i collegamenti elettrici e idrici e l’allacciamento alle fognature.

Ora la seconda tendostruttura sara’ quella che ospitera’ i pazienti, mentre la prima servira’ da spogliatoio e deposito. Il ragionamento e’ stato quello di fare una struttura solida e durevole, che ha portato una lavoro piu’ lungo ma ha tutte le caratteristiche per il benessere de pazienti, dai sistemi di riscaldamento alla rete internet per avere sotto controllo il database delle cartelle ciniche, insomma, un ragionamento di piu’ ampio respiro e non solo di stretta emergenza”. I lavori sono durati quindi oltre venti gironi ma ora e’ tutto pronto: lunedi’ ci sara’ l’ultima verifica e martedi’ l’apertura ai pazienti. “In concomitanza con la fine dei lavori – spiega Longo – la protezione civile ci ha trasmesso i nomi dei medici che arrivano qui dalla call nazionale. Oggi arrivano 11 medici laureati non specialisti della precedente ordinanza e 2 soli medici specialisti dell’ultima ordinanza della protezione civile. Il gruppo in ogni caso e’ integrato dai medici esperti del pronto soccorso e verra’ usato per la tendostruttura”. Il parcheggio alle spalle del Pronto soccorso, quindi, non ci sara’ piu’: “E’ stato un sacrificio – spiega Longo – necessario, il cardarelli e’ un punto di riferimento fondamentale per ogni tipo di emergenza, servono grandi spazi per raccogliere e curare in caso di iperafflusso al pronto soccorso e dobbiamo essere pronti, per il parcheggio troveremo un’altra organizzazione”.

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