Venerdì 22 marzo Soundfly (distribuzione Self) pubblica Yorgo, il disco di inediti di Gino Evangelista. Un lavoro speciale composto da sedici brani del polistrumentista scomparso nel 2016, curato con amore dalla moglie Attilia e dai figli Daniele e Pietro con la produzione esecutiva di Bruno Savino di SoundFly e la partecipazione di tanti amici, colleghi e compagni di viaggio come Brunella Selo, Dario Franco, Pino Chillemi, Piero De Asmundis, Michele Signore, Pasquale Ziccardi, Riccardo Veno, Dante Manchisi, Carmine Bruno e Serena Della Monica.
“Gino aveva una comicità tutta sua che definiva “Evangelista”… Amava Jango Edwards, John Belushi, in alcune occasioni si divertiva a presentarsi di volta in volta come un pirata, un conquistatore greco o un clown extraterreste, personaggi diversi che avevano però sempre lo stesso nome, Yorgo, così infatti Brunella Selo lo ha sempre chiamato. Quando è giunto il momento di scegliere il titolo di questo disco che ripercorre la sua storia attraverso la sua musica, ricordando alcuni episodi esilaranti ci è venuto spontaneo intitolarlo Yorgo. Yorgo è Gino Evangelista, è la sua vita, i suoi brani giovanili e i più maturi, i suoi viaggi dentro e fuori di sè, le sue passioni, le sue donne, i suoi figli, noi, i suoi amici, suo fratello, i suoi cari e i suoi giocattoli, i suoi strumenti musicali provenienti da incontri, da viaggi e da ispirazioni imprevedibili scatenate da ogni piccolo oggetto quotidiano”. Sono le parole di Attilia Cirillo, moglie di Gino Evangelista, straordinario e ammirato musicista venuto a mancare il 7 febbraio 2016.
Nella sua lunga attività, Gino Evangelista ha suonato con passione e amore per la musica tantissimi strumenti, dalla chitarra portoghese al bouzouki, dal mandolino al charango, ma anche flauti di bambòo, traverso, ottavino, tin whistle e percussioni di ogni tipo. Ha girato il mondo in numerosi tour, ha preso parte a tantissime esperienze teatrali (con nomi quali Luigi De Filippo, Ugo Gregoretti, Renato Carpentieri, Mario Scarpetta, Maurizio Scaparro, Moni Ovadia etc.), ha partecipato a produzioni discografiche e concerti. Polistrumentista apprezzato per la duttilità, la sensibilità e l’esperienza, Gino ha collaborato con numerosissimi musicisti, tanto che risulta difficile elencare tutte le sue partecipazioni. Memorabile la sua attività con la Nuova Compagnia di Canto Popolare, la partecipazione a Senza giacca e cravatta di Nino D’Angelo, le collaborazioni con Lucio Dalla e Ron, con Eugenio Bennato, Enzo Gragnaniello, Edoardo Bennato, Daniele Sepe, Peppe e Concetta Barra, Brunella Selo, Nino Buonocore, Maria Nazionale, Peppino Di Capri, E’ Zezi, Joe Barbieri, Enzo Avitabile, Consiglia Licciardi, Marco Zurzolo, Almamegretta, Osanna, Luciano Catapano e tantissimi altri.
Yorgo è un diario di viaggio tra musica mediterranea, world music, incanti acustici e new age, un tuffo nella memoria, nella vicenda personale dell’autore, nel suo entusiasmo e nella sua grande curiosità per l’arte delle note. Sedici pezzi composti da Gino tranne Sciamano, con Serena Della Monica, Michele Signore e Pasquale Ziccardi. “Nel definire la scaletta – racconta Attilia – ci siamo trovati a navigare tra le note e, vi assicuro, in alcuni momenti è stata la musica a condurci, a farci fermare a riflettere per dare la giusta direzione a questo progetto, che non vuole essere la commemorazione di un artista che non c’è più, ma vuole dare alla musica di Gino Evangelista aria nuova, voce viva, e farci guidare dal suo flusso, dalla sua armonia per poterla finalmente ascoltare”.
"Non mi sono preoccupato di fare un disco solo di elettronica o solo suonato, ho messo entrambe le cose: brani di matrice jazz e progressive, altri prettamente elettronici, improvvisazioni rock e freejazz, composizioni per archi e chitarra. I miei brani sono strumentali, riflettono sull'accettazione della morte, sull'ineluttabilità del tempo che passa, del mal dell'anima che schiaccia gli uomini in questo periodo storico: la musica senza parole ha spesso un modo di raccontare con più sfumature". Musica senza parole. Non è un caso che il nome dell'etichetta che lancia Delirium Tremens, il terzo album di Marcello Giannini, coincida con la scelta prettamente strumentale del lavoro del chitarrista napoletano. Senza parole, ma con molte cose da raccontare in musica, al crocevia tra jazz, elettronica, rock, improvvisazione e composizione.
A due anni di distanza da Digital Desert, Marcello Giannini torna con un lavoro pregevole e originale, che parte dal passato glorioso degli Slivovitz - da lui fondati nel 2001 - e arriva all'attuale militanza con i lanciatissimi Nu Guinea, attraversando tutta l'esperienza accumulata in anni di lavoro, dalla partnership con Enrico Rava a quella con Flo. Come sottolinea lo stesso chitarrista, "Delirium Tremens è esattamente una sintesi tra i precedenti album Frammenti e Digital Desert. A differenza dei precedenti, racchiude tutte le diverse ricerche musicali accumulate in questi anni. Tra composizione e improvvisazione, Delirium Tremens è assolutamente in mezzo. Forse, rispetto a Frammenti, c'è meno improvvisazione radicale, meno impro se vogliamo chiamarlo così".
In questo album che NoWords pubblica solo in digitale, disponibile in streaming e download su tutte le piattaforme (Spotify, YouTube Music, iTunes, Amazon etc.), Marcello Giannini chiama a raccolta tanti musicisti a lui cari, da Dario Deidda a Stefano Costanzo, passando a Pietro Santangelo e Salvatore Rainone, che con lui hanno condiviso gli anni negli Slitovitz: "Il brano Jakko è assolutamente in linea con quanto fatto con gli Slivovitz. L'esperienza Slivovitz continua a riverberare nel mio percorso attuale. Tutte le sperimentazioni che ho fatto in 17 anni con Slivovitz mi rendono il musicista che sono adesso. È stata una grande scuola".
Sabato 12 gennaio, dalle 21.30, l'associazione culturale Club 33 Giri, ospiterà il live della band partenopea Romito, reduce dalla pubblicazione del suo ep d'esordio “Majorana” (SoundFly). Appuntamento nella sede associativa in via R. Perla (Central Park, angolo via Jan Palach) a Santa Maria Capua Vetere (Ce). Emozioni, urgenza, espressività. Sono le parole chiave di "Majorana",…
Castellammare di Stabia è da sempre fucina di artisti e a confermarlo, ancora una volta, è il sodalizio tra gli stabiesi Fulvio Di Nocera, in arte Scapestro, e Stefano Cormino. "Sempre uguale la vita, i suoi passaggi a vuoto, le crisi, le relazioni. Una serie di istanti, apparentemente in ordine cronologico, raccontati da una luce…
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