Camorra, tornano liberi i due medici D’Ari accusati di legami coi Lo Russo e coi Potenza

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Tornano in libertà i due noti medici napoletani titolari di una catena di ristoranti rilevata dalle mani del clan Lo Russo di Miano. I fratelli Luigi e Antonio D’Ari erano stati arrestati il 9 maggio 2017 perché accusati di aver favorito i fratelli Carmine, Marco e Massimiliano Iorio  nei loro ristorante nel lungomare di Napoli (la catena Pizza margherita e Donna Margherita) a loro volta indagati per riciclaggio e per aver impiegato in attività illecite i soldi dei Lo Russo e dei Potenza, la nota famiglia di usurai del pallonetto di Santa Lucia. I giudici del collegio B della Sesta sezione penale del Tribunale di Napoli, dove i fratelli Luigi e Antonio D’Ari, uno anestesista all’azienda ospedaliera universitaria Federico II e l’altro chirurgo estetico alla clinica Ruesh, sono imputati da un mese, hanno accolto l’istanza del loro avvocato Michele Sarno e sono tornati liberi. Nei prossimi giorni saranno rese note le motivazione. I due fratelli D’Ari erano ai domiciliari dal 9 ottobre, dopo aver trascorso cinque mesi nel carcere di Poggioreale, ma la svolta é arrivata in due mosse. Prima con la decisione del 4 giugno scorso del Tribunale del Riesame di Napoli di escludere per il maggior imputato, Domenico Mollica, di aver agito favorendo la camorra, e poi la tesi portata avanti dalla difesa: se contatti ci sono stati tra i D’Ari e gli imputati, sono risalenti nel tempo, sporadici, occasionali. Inoltre manca l’attualità del pericolo eventuale di reiterazione del reato. Il pm che ha condotto le indagini, Enrica Parascandolo della Procura di Napoli, aveva dato parere negativo alla scarcerazione, ma il Tribunale ha depositato il provvedimento che restituisce la libertà ai due medici che da domani potranno tornare a esercitare anche la loro attività professionale.

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