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Turismo medicale: é boom di richieste per una ‘vacanza bisturi’ in Turchia

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Da sempre la , così come altri paesi dell’est, é tra le mete preferite da chi vuole fuggire dalla sua quotidianità per scoprire la storia e la cultura di una terra vista come distante solo per storia e cultura. Ma negli ultimi anni la Turchia é divenuta una delle mete predilette anche per il , soprattutto dagli italiani.

Non sono certo pochi, infatti, coloro che scelgono la Turchia per realizzare il sogno di sottoporsi a un intervento di chirurgia estetica per migliorare il proprio aspetto e ritrovare l’autostima attraverso il benessere fisico: dal trapianto di capelli alla chirurgia plastica del seno, fino alle più semplici protesi dentali.

Perché gli italiani scelgono la Turchia per la chirurgia estetica?

Le ragioni che giustificano la scelta di sottoporsi a un intervento di chirurgia plastica estetica in Turchia sono essenzialmente due: la prima riguarda il prezzo che risulta essere più basso, con annessa vacanza, rispetto a quello proposto in patria; la seconda é legata agli alti standard sanitari adottati rispetto alle altre mete più famose come Romania o Croazia.

Chirurgia estetica in Turchia con pacchetti tutto incluso

Quando si parla di chirurgia estetica in Turchia, si fa riferimento principalmente a Istanbul.  Infatti la vecchia Costantinopoli la meta principale del turismo medicale italiano ed europeo che viene proposta nei diversi pacchetti all inclusive dedicati al trapianto di capelli Micro Fue e alla chirurgia estetica del corpo.

Pacchetti tutto incluso che a partire da poco più di 3.000 euro offrono la possibilità di sottoporsi all’intervento e alloggiare in strutture di alto livello durante l’intero soggiorno.

Perché un prezzo così basso rispetto agli standard italiani? La spiegazione non é, come molti pensano, nella qualità del servizio: la Turchia ha un costo della vita tra i più bassi rispetto ai Paesi dell’Europa Occidentale e il prezzo dei servizi, anche a causa della forte concorrenza, é di molto inferiore rispetto ai listini italiani.

E se nel costo del pacchetto oltre all’intervento e l’alloggio trovi anche un servizio di assistenza e transfer dedicato, con la possibilità di scoprire una città che offre tantissimo anche dal punto di vista turistico ecco che la scelta diventa tutt’altro che sofferta.

Chirurgia estetica in Turchia: professionisti internazionali e alti standard sanitari

A far gola nella scelta di sottoporsi a un trapianto di capelli o un intervento di chirurgia estetica del corpo in Turchia sono senza dubbio i prezzi popolari e alla portata di tutti, di oltre il 60% inferiori rispetto all’Italia. Ma quando si parla di salute non ci si può fermare solo davanti a un listino prezzi, bisogna cercare le professionalità giuste. E anche in questo campo la Turchia sembra non essere da meno.

A un servizio offerto a prezzi inferiori corrispondono infatti delle prestazioni mediche e una tecnologia all’avanguardia che non ha nulla da invidiare -anzi, tutt’altro- ai Paesi più sviluppati. Il suo status di Paese candidato all’entrata nell’Unione Europea lo obbliga di fatto, per non rischiare di essere tagliato fuori, di dotare tutte le strutture degli standard europei in materia sanitaria: il risultato sono ospedali e cliniche specializzate (oltre 25 solo nella città di Istanbul!) con personale medico di livello internazionale.
Nessun rischio di improvvisazione dunque.

Il trapianto di capelli Micro Fue tra i più richiesti

Quali sono gli interventi estetici più richiesti? Per rispondere a questa domanda abbiamo interpellato gli esperti di Jestètika Italia, specializzata in turismo medicale ed il responso é stato inequivocabile: la Turchia, con Istanbul in particolare, rappresenta l’eccellenza nel trapianto di capelli Micro FUE, una tecnica di autotrapianto poco invasiva ed eseguito in anestesia locale che non lascia fastidiose o antiestetiche cicatrici e promette un rinfoltimento graduale, naturale e permanente a partire dal terzo mese successivo all’intervento.

Ma il turismo medico in questa terra é rinomato anche per altri tipi di interventi come quelli legati alla chirurgia dentale e alla chirurgia estetica del corpo come la mastoplastica additiva e la rinoplastica per i quali vanta una lunga tradizione.

La Turchia si candida dunque a diventare una delle mete principali del turismo medicale per costi e servizi offerti, un’occasione da sfruttare per quanti fino ad oggi volevano esaudire un desiderio ma non avevano i mezzi per farlo. Ed é anche questo il motivo per cui in Italia stanno nascendo delle agenzie specializzate nel turismo medicale, convenzionate con le migliori strutture del posto, per offrire un servizio tutto incluso capace di accompagnare il paziente durante l’intero viaggio.

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Scoperto coronavirus in Cina ‘vivo’ in alimenti congelati

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cerotto coronavirus

Scoperto coronavirus in Cina ‘vivo’ in alimenti congelati. Caso collegato a nuovo focolaio a Qingdao.

 

Le autorità sanitarie cinesi che indagano su un recente focolario di Covid-19 affermano di aver scoperto il coronavirus vivo sulle confezioni di alimenti congelati, una scoperta che suggerisce che il virus può sopravvivere nelle catene di approvvigionamento del freddo. Sabato il Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC) ha dichiarato di aver trovato tracce di Covid-19 vivo sull’imballaggio esterno del merluzzo congelato nella città costiera orientale di Qingdao, e sarebbe la prima volta che il coronavirus vivo viene rilevato all’esterno delle confezioni di merci surgelate. I ricercatori stavano indagando sulla fonte di un recente focolaio di casi collegati a un ospedale di Qingdao.

Tracce genetiche sono state precedentemente trovate in campioni di alimenti congelati, ma nessun virus vivente è stato isolato prima. “È stato confermato che il contatto con l’imballaggio esterno contaminato dal nuovo coronavirus può causare infezioni”, ha detto l’agenzia in una dichiarazione sul suo sito web, senza specificare da dove provenisse il lotto di cibo congelato.

La Cina, che fino all’epidemia di Qingdao non aveva registrato nuovi casi locali in 55 giorni, è stata uno dei pochi paesi a indicare una possibile trasmissione attraverso alimenti congelati. Quando Pechino ha avuto un secondo focolaio a giugno dopo che il virus era stato in gran parte contenuto, i funzionari hanno suggerito che il nuovo cluster potrebbe provenire da salmone importato. I Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie hanno affermato che non ci sono prove che “la manipolazione o il consumo di cibo sia associato al Covid-19”. La Nuova Zelanda ha escluso la possibilità che una delle sue prime infezioni si sia verificata in una cella frigorifera.

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