Sabato 29 dicembre, Dario Sansone & Co. alla Casa della Musica – Federico I (c/o Palapartneope di via Barbagallo a Fuorigrotta). Per l’occasione si celebreranno due intensi anni pieni di musica, viaggi, emozioni e condivisioni del progetto rock partenopeo più rilevante dell’ultimo decennio. Se la musica prodotta a Napoli è in continua evoluzione è impossibile non fare riferimento ai Foja. La folk-rock band ha delineato i nuovi confini della canzone-napoletana, quella che tutti conoscono e che rappresenta l’Italia nel mondo. “Memory Cards 2016/18 – ‘O treno che va” è un piccolo omaggio ai fans dei Foja per ringraziarli del tanto amore che hanno espresso durante gli ultimi due anni di tour. Il video – montato da Simone Veneroso – è un concentrato di video personali girati con i propri smartphone da tutti i componenti del gruppo e racchiudono i momenti magici che la band ha vissuto insieme; sempre con la consapevolezza di dover dare il massimo per i propri fans che hanno dimostrato e fatto sentire tutto il loro amore! Terminata la grande avventura internazionale, dopo gli incredibili successi di pubblico negli USA, a Parigi, Regno Unito, Irlanda, Belgio e Olanda, la tournée della band volge a termine e per questa occasione si sta preparando un grande show di arrivederci prima di chiudersi nuovamente in studio e preparare il prossimo album. Saranno tantissimi gli amici-musicisti che condivideranno il palco con Dario Sansone (voce e chitarra), Giovanni Schiattarella (batteria), Giuliano Falcone (basso elettrico), Ennio Frongillo (chitarra elettrica), Luigi Scialdone (produttore artistico, chitarre, mandolino elettrico): Ghigo Renzulli (Litfiba), Pauline Croze, Francesco Di Bella, Maldestro, Roberto Colella (La Maschera), Tommaso Primo e Jovine duetteranno con Dario Sansone mentre Alfonso ‘Fofò’ Bruno, Gennaro Porcelli, Marco Caligiuri (the Collettivo, Enzo Gragnaniello), Luca Caligiuri (the Collettivo), Fonix e Gianluca Capurro imbracceranno i loro strumenti per arricchire il sound del gruppo in un vortice di emozioni e amicizia. Se con i nuovi singoli in lingua catalana e francese [“Dummeneca (Domingo)” feat. La Pegatina e”“A qui tu appartiens” feat. Pauline Croze] è iniziato il percorso di internazionalizzazione del progetto artistico Foja, svincolandoli dai confini regionali e nazionali; è con i brani “O sciore e ‘o viento”, “Nunn’è cosa”, “Cagnasse tutto”, “Tu me accire”, “‘A malia” e “Donna Maria” che sono diventati il punto di riferimento della scena new wave of the new wave (NWONW) dell’antica tradizione popolare, quella che parte da Sergio Bruni, Roberto Murolo e Pino Daniele (folk singer ante litteram) magistralmente contaminata con il folk statunitense di Neil Young, Bob Dylan e Johnny Cash. “Per noi la serata del 29 dicembre alla Casa della Musica è una festa speciale, chiudiamo il tour di “‘O treno che va”, un disco che ci ha dato tanto e ci ha accompagnato negli ultimi due anni in giro per l’Italia ed il mondo con oltre 200 concerti, sarà un occasione per salutare il pubblico e tutti quelli che ci hanno accompagnato in questo viaggio prima di uno stop “creativo” per lavorare a nuovi progetti” – dichiara Dario Sansone che continua – “Sin dal primo album, ” ‘Na storia nova”, abbiamo miscelato la canzone napoletana con i nostri ascolti internazionali, lanciando lo sguardo lontano verso altre tradizioni ma rimanendo legati alle nostre radici, convinti che dal meltin-pot culturale possano nascere le opere più vere e sincere.
Napoli, file di curiosi e sfollati davanti al Teatro Sannazaro distrutto dal rogo
Il giorno dopo l’incendio, davanti al teatro Sannazaro resta un silenzio carico di incredulità. In via Chiaia, nel cuore di Napoli, si alternano curiosi, turisti, giornalisti e residenti che osservano ciò che resta di uno dei simboli culturali della città, devastato dalle fiamme.
Per tutta la notte i vigili del fuoco hanno lavorato senza sosta per domare le ultime fumarole e mettere in sicurezza l’area. Anche questa mattina due squadre sono ancora impegnate nelle operazioni di bonifica, che proseguiranno per l’intera giornata e, con ogni probabilità, anche domani. L’obiettivo è eliminare ogni focolaio residuo e verificare la stabilità della struttura.
Napoli, morto dopo un intervento: mezzo milione di risarcimento ai familiari
Un risarcimento superiore ai 500mila euro per la morte di un paziente sottoposto a un intervento chirurgico rivelatosi fatale. È quanto stabilito dal Tribunale di Napoli, che ha condannato una struttura dell’Asl partenopea riconoscendo gravi responsabilità sanitarie nella gestione del caso.
Secondo quanto ricostruito in sede giudiziaria, l’uomo era stato sottoposto a un intervento addominale ritenuto erroneamente indicato ed eseguito con modalità operative critiche. A questo si sarebbe aggiunta una gestione post-operatoria definita «gravemente carente». Il paziente avrebbe poi sviluppato un grave scompenso metabolico che ha preceduto il decesso.
REDAZIONE






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