“Il mio no agli inceneritori non e’ apodittico ma argomentato, e si tratta di argomenti di cui si e’ parlato nella fase preparatoria del governo, infatti sono nel contratto di governo firmato perche’ esisteva un accordo di tutti”. Lo afferma il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, in due interviste a Stampa e Mattino in cui ribadisce il no ai termovalorizzatori proposti da Matteo Salvini: “Sono il fallimento del ciclo integrato, e con l’incremento della differenziata tra qualche anno saranno inutili”. In Campania “non c’e’ emergenza ma sofferenza. Ci vedremo lunedi’ a Caserta per affrontare la questione roghi tossici. Ci saranno sette ministri, il presidente del Consiglio e il presidente della Regione”, spiega Costa. “Firmeremo un piano d’azione. A 200 militari tocchera’ presidiare i siti individuati dai comitati per l’ordine e la sicurezza pubblica riuniti dalle prefetture. Ma ci saranno anche 100 carabinieri che avranno il compito di investigare: si costituisce un nucleo ad hoc per stanare ecomafiosi”, mentre “i medici di base si sono offerti di effettuare in modo volontario il monitoraggio sanitario che ci permettera’ di sapere perche’ e dove ci si ammala”. Guardando anche al resto dell’Italia, “sto lavorando a un disegno di legge. Si chiamera’ ‘Terra mia’ per dare il senso del desiderio di riappropriarsi delle terre combattendo chi commette reati ambientali” annuncia Costa. “Si agira’ in fase preventiva: prima di attivare una gestione di rifiuti, ad esempio, le aziende dovranno fornire una garanzia per evitare che in caso di fallimento sia sempre lo Stato a doversi fare carico degli oneri. Ci saranno poi norme che equipareranno chi commette reati di strage ambientale ai mafiosi prevedendo l’inversione dell’onere della prova”. Per Costa, inoltre, “bisogna vietare a chi si e’ macchiato di reati ambientali di partecipare agli appalti, e impedire alle amministrazioni di concedere autorizzazioni”.
Terra dei Fuochi, Costa annuncia: ‘200 militari e 100 carabinieri contro gli ecomafiosi’
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