Il Parco archeologico di Ercolano come laboratorio aperto per attività interdisciplinari

”Il Parco archeologico di Ercolano si conferma un laboratorio aperto, interdisciplinare, internazionale, attrattivo per le eccellenze mondiali nella formazione delle alte competenze nel settore del patrimonio culturale, una palestra di formazione per i futuri professionisti” -commenta il direttore del Parco archeologico di Ercolano, Francesco Sirano -. Ed è proprio così, infatti già da questo mese di settembre, molte le iniziative in programma di progetti che coinvolgono prestigiose istituzioni di studio, ricerca e conservazione sul sito. In particolar modo, le attività di ricerca si apriranno al pubblico con un appuntamento settimanale che permetterà, a chi ne sia interessato, di seguire il dietro le quinte di ciò che si svolge ogni giorno al Parco e consente la vita e la conservazione dell’immenso patrimonio archeologico lì racchiuso. Dal 3 settembre e fino al 5 ottobre, si svolgeranno i cantieri didattici frutto della convenzione stipulata tra il Parco e l’Istituto superiore di conservazione e restauro, ente afferente al Mibact, specializzato nel restauro di opere d’arte e del patrimonio dei beni culturali, che ospita nelle sedi di Roma e di Matera la Scuola di alta formazione cui spetta formare i futuri restauratori con un approccio interdisciplinare fondato sulla ricerca e la sperimentazione. Le attività, spiegano dal Parco, hanno come oggetto lo studio e un primo intervento di messa in sicurezza dei mosaici pavimentali del Triclinio e di un cubicolo della Casa del Colonnato Tuscanico sul Decumano Massimo, inserendosi in un progetto piu’ ampio che prevede il restauro integrale della domus al fine di restituirla alla fruizione del pubblico. Dal 7 e fino al 29 settembre il Parco di Ercolano sara’ nell’occhio del mirino del laser 3D ad opera del team giapponese Kurume University: scanner a lungo e corto raggio consentiranno di far luce sui preziosi mosaici della Casa del Bel Cortile e della Casa di Nettuno e Anfitrite e sulle pitture del sito, permettendo di ingrandire elementi specifici e visualizzarli sia in due che in tre dimensioni. Sempre a settembre proseguiranno gli studi multidisciplinari di ricostituzione dell’originario aspetto degli apparati decorativi della casa di Nettuno e Anfitrite da parte dell’Università di Toulouse nell’ambito del progetto Vesuvia. E a cura del Parco, continuano i restauri nella casa del Bicentenario, cui collabora anche il Getty Conservation Institute, e le manutenzioni straordinarie su strutture e superfici decorate che riguarderanno, tra l’altro, anche il grande mosaico della casa dell’Albergo.

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Regina Ada Scarico

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