“Giancarlo Siani e’ il simbolo di un giornalismo che e’ capace non solo di fare cronaca ma anche capace di ricostruire i peggiori accordi tra politica e Camorra. Questo e’ il giornalismo che consente ai giovani di capire qual e’ il tessuto in cui ci si trova e quale puo’ essere il lavoro di ciascuno per arrivare all’obiettivo cui tuttora si tende per annientare le mafie”. Lo ha dichiarato il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho, da Napoli, nell’Aula del Consiglio Regionale della Campania, nell’ambito delle iniziative per il 33° anniversario dell’omicidio del giornalista del quotidiano “Il Mattino”, Giancarlo Siani, la cerimonia del “Premio Siani 2018”, promosso dalla Fondazione Pol.i.s. della Regione Campania. “Se è possibile continuare questo tipo di giornalismo? A volte gli editori tendono a raggiungere obiettivi diversi – ha spiegato de Raho – , il miglior giornalismo antimafia oggi e’ portato avanti da chi è precario e da chi è spinto da un’emozione, da chi e’ perfettamente consapevole che, anche se bisogna percorrere un cammino difficile, ma combattere la Camorra e le mafie e’ fondamentale per la vita di ciascuno di noi. Le mafie tolgono la liberta’. Chi e’ consapevole di questo non puo’ tacere. Ci sono giornalisti straordinari che lo raccontano ogni giorno ma purtroppo sono emarginati. Evidentemente c’è qualcosa che non va e bisogna dunque richiamare gli editori a una maggiore consapevolezza. Chi fa questo tipo di giornalismo e’ il nostro primo riferimento. La giustizia, senza una stampa che segue il suo medesimo percorso, non e’ sufficientemente sorretta e non conseguirebbe comunque quegli ulteriori obiettivi. Soprattutto oggi che e’ necessario non solo guardare le mafie come bande ma come societa’ per azioni e entita’ esterne che sono capaci di sostenere le mafie nei loro progetti”.
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