Ci sono quattro ragazzi di Torre del Greco e un camionista di Casalnuovo tra i dispersi del crollo di Genova. Mentre i vigili del fuoco hanno scavato per tutta la notte alla luce delle fotoelettriche e stamane stanno continuando. I quattro giovani di Torre del Greco stavano andando in vacanza a bordo di una Golf erano diretti prima in Francia e poi a Barcellona. Alle 11 di ieri mattina l’ultimo contatto: 2Stiamo entrando a Genova”, poi più niente. I loro nomi sono stati inseriti ufficialmente nella lista dei dispersi. Si tratta di Matteo Bertonati, Giovanni Battiloro, Gerardo Esposito e Antonio Stanzione, poco più che ventenni, amici da sempre, cognomi noti in città, tutti residenti nella stessa zona. Per tutta la notte i familiari e gli amici anche attraverso i social network hanno cercato notizie. Dall’albergo di Nizza dove avevano prenotato nessuna notizia del loro arrivo. Lo sconforto e la apura è tanta. “Possibile che si siano scaricati tutti i cellulari contemporaneamente?”., si chiedono familiari ed amici. L’unico smartphone che squilla da ieri è di uno dei quattro ma nessuno risponde. E si prega e si spera. Tra i dispersi c’è anche un camionista di Casalnuovo di 50 anni che lavorava per la ditta Italfrance logistic di Scafati. La foto del camion schiacciato a terra del ponte crollato con i soccorritori intorno è tra quelle diffuse dalle agenzie di stampa. Le speranze di ritrovare in vita il camionista sposato e padre di due figli sono ridotte al lumicino.
"La vita di mio figlio non ha un prezzo. Al momento abbiamo rifiutato una forma di ristoro da parte della famiglia Benetton e Atlantia e penso andremo avanti nel processo così com'è giusto che sia. Gli altri hanno fatto quello che hanno ritenuto giusto". Lo ha detto Roberto Battiloro, padre di Giovanni, una delle vittime…
"Giovanni Battiloro aspetta sia fatta giustizia per il suo omicidio. Il primo pensiero in questa giornata e' per chi non c'e' piu', per le famiglie che aspettano giustizia, tutta l'Italia la pretende, perche' quel ponte non doveva cadere e qualcuno dovra' pagare". Lo scrive su Facebook, nel giorno dell'inaugurazione del Ponte di Genova, Roberto…
Genova. Procede a ritmo spedito la ricostruzione del Ponte di Genova, ma lo stesso non si può dire dell'inchiesta avviata dalla magistratura per risalire alle cause e eventualmente alle colpe del crollo. A sottolinearlo, Roberto Battiloro, padre di Giovanni, il giovane videomaker di Torre del Greco, che, con i suoi tre amici storici, è tra le 43 vittime del crollo del Ponte Morandi."Ho sempre cercato di preservare la mia famiglia, da tutto e da tutti, proteggendola, usando a volte anche l'eccesso d'amore - scrive su Fb nel giorno in cui Genova ha un nuovo ponte - ma oggi, come spiego a mio moglie e a mia figlia che questa nostra Italia conclude la ricostruzione del nuovo ponte? Certo cosa giusta è ripartire, ma come faremo mai a ripartire noi, lasciati monchi, senza un figlio, ucciso a 29 anni dallo Stato Italiano che ha finto di controllare le manutenzioni delle società della famiglia Benetton? Lavori mai fatti sul vecchio Ponte Morandi, crollato il 14 Agosto del 2018, insieme alla nostra vita, e alla vita di altre centinaia di persone tra vittime e familiari. Tutta questa solerzia, questa produttività, mi sarei aspettato fosse stata profusa nella ricerca di una verità e di una conseguente giustizia. Mio figlio, a 29 anni, è stato portato via dai suoi affetti più grandi, dalla madre e dal padre, dalla sorella e dagli zii, dai cugini e da tutti gli amici che lo amavano. Come riusciremo mai a mettere insieme i pezzi della mancanza? Nessuna ricostruzione sarà in grado di ricostruire le nostre anime uccise insieme al nostro ragazzo. Nessun gaudio, solo immenso dolore per ciò che ancora oggi si finge di non vedere, la corruzione a tutti i livelli, politici e amministrativi. Uccidere per lucrare. Che sia fatta giustizia".
REDAZIONE






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