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Castellammare, condannata a due anni l’usuraia delle casalinghe





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Castellammare di Stabia. Problemi economici avevano spinto una donna a chiedere aiuto alla 55enne Carolina Afeltra. Un prestito iniziale di 5mila euro che avrebbe poi costretto la vittima a versare una somma di 15mila euro tra contanti, gioielli e regali di vario genere. Richieste pressanti, minacce ed appuntamenti da due commercianti di Castellammare di Stabia. Infatti le rate dell’usura erano consegnate nelle mani del salumiere e del macellaio. Un aiuto che in un attimo si è trasformato in un incubo. Eppure la casalinga di Pimonte era un’amica dell’usuraia. A denunciare tutto ai carabinieri di Pimonte erano stati i figli della donna preoccupati per le continue telefonate e per i comportamenti inusuali della donna. Il tribunale di Torre Annunziata aveva chiesto una condanna a tre anni e mezzo di reclusione ma la donna è riuscita ad avere una pena più leggera. Probabilmente ad influire sulla decisione dei giudici è stata la telefonata tra il figlio della vittima e la signora Afeltra. Una telefonata ascoltata anche durante il dibattimento: il giovane avrebbe chiesto la restituzione di 10mila euro in cambio della remissione della querela.


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