Angri. Omosessualità, fede e castità: è per la manifestazione organizzata il prossimo 29 maggio presso la Cittadella della Carità ad Angri. A scatenare la reazione pubblica e dell’Arcigay di un post del vicesindaco di Angri, Giuseppe D’Ambrosio, che con una locandina pubblicizza l’evento che avrà come protagonista Daniel Mattson, chiamato a testimoniare il suo percorso di fede che gli ha consentito di rispondere alla sua omosessualità con la castità. La fondazione di don Silvio Longobardi ha organizzato l’evento che si svolgerà alle 20 del 29 maggio e prevede la proiezione di un documentario e l’intervento testimonianza di Daniel Mattson con il vescovo Monsignor Giuseppe Giudice, don Silvio longobardi e la responsabile del Punto Famiglia, Giovanna Abbagnara. “Perchè non mi definisco gay-come mi sono riappropriato della mia realtà sessuale e ho trovato la pace’ questa la frase sulla locandina che pubblicizza l’evento e attribuita all’ospite Daniel Mattson che ha scatenato la reazione sia degli utenti Facebook che dell’Archigay e dell’associazione Agedo. A pochi minuti dalla pubblicazione del post, sono state decine le reazioni. C’è chi scrive di un ritorno al Medioevo, chi taccia di bigottismo e arretratezza, chi evoca la necessità di una reazione con una mobilitazione delle associazioni omosessuali. Scrive anche Carmela Smaldone, responsabile dell’Agedo Napoli, l’associazione nazionale dei genitori di figli omosessuali: “Sono addolorata come cittadina e come madre, non solo come madre Agedo. Far crescere i nostri figli, tutti i figli, in un territorio ostile, non tutelante, in cui si associa l’omosessualità alla malattia e al dolore significa commettere un gravissimo errore. Questa è la settimana di lotta contro l’ e di si muore. Insegniamo ai ragazzi il rispetto verso loro stessi, la bellezza  delle differenze e il diritto all’amore. Una figura istituzionale, un vicesindaco, dovrebbe promuovere il rispetto reciproco, essere in dialogo. Aspettiamo una risposta”. Non mancano le risposte ad alcuni interventi da parte del vicesindaco che reagisce, ponendo la questione di una libertà di espressione. Si è scatenato comunque la rete e pare che anche da anche altre parti di Italia ci si mobiliti a reagire anche prevedendo una contro manifestazione. Serpeggia malumore ed imbarazzo nella cittadina, pare che comunque l’iniziativa seppur promossa sul profilo pubblico del vicesindaco pare non abbia il patrocinio del Comune. Intanto sembra vi sia al momento un imbarazzato silenzio in rete degli amministratori locali. Immediata la reazione anche di Arcigay Salerno. “Chiederemo conto al Sindaco di Angri di quanto sta accadendo nella sua città. Una città in cui il vicesindaco promuove una manifestazione di evidente stampo omofobico, scorretta e lesiva della dignità delle persone, prima ancora che dei diritti e delle uguaglianze delle persone gay, lesbiche e trans – così a caldo Francesco Napoli, Presidente Arcigay all’annuncio della manifestazione che si terrà il prossimo 29 maggio ad Angri dal titolo Perché non mi definisco gay voluta da diverse realtà ecclesiali della città dell’agronocerino.“Una manifestazione che intende veicolare messaggi e contenuti che da decenni oramai la comunità internazionale e l’Ordine degli Psicologi ha bollato come scorretti, ingannevoli e lesivi delle più elementari regole di rispetto per l’altro – ha proseguito Napoli. Ospite dell’evento sarebbe Daniel Mattson, autore di un testo che richiama con evidenza le teorie riparative che le frange più estreme del cattolicesimo continuano a divulgare insieme all’idea dell’omosessualità come peccato, dei comportamenti omosessuali come un fatto da sublimare nella castità”.

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