Il “Sindaco del rione Sanità” diretto e rivisitato da , tratto dall’opera di , richiama “Gomorra” o la “Paranza” di Roberto Saviano. In scena fino al 29 aprile al di Roma si tratta di un progetto che ha visto la compartecipazione di (il nome della compagnia teatrale di Luca De Filippo, il figlio d’arte di scomparso poco più di un anno fa) di Nest Napoli  Est Teatro di San Giovanni a Teduccio e dello . Il giovane Francesco Di Leva interpreta il protagonista, il boss della camorra Antonio Barracano che decide sorti e destini, torti e ragioni, del suo rione, uomo d’onore – ma non certo come quello tracciato alla metà del Novecento da – che divide gli esseri umani in gente perbene e gente carogna; Giovanni Ludeno interpreta  il medico “affiliato”, che copre il sistema fuorilegge ma aspira a uscirne ed emigrare in America per mettere legalmente a frutto la sua professionalità. Tra i giovani, anche il rapper che apre la commedia interpretando la sua “Niente ‘e nuovo” e firma le musiche originali dello spettacolo. 
“Scomposto e ricomposto – come spiega nelle note di regia – per essere riportato alla sua potente carica di attualità. Il teatro è vivo quando si interroga sulla realtà, se parla al proprio pubblico non solo osando sul piano formale ma anche agendo in una dimensione politica”. Così, nel caso specifico, “si favorisce il tentativo di sottrarre il testo al rischio della semplice rappresentazione naturalistica, incarnandolo in un mondo reale drammaticamente vivo”. 



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