Il caos regna sovrano, come il Parlamento che apre domani i battenti. Centro-destra e Cinque Stelle avrebbero trovato un accordo per spartirsi le presidenze di Camera e Senato. Ma sui nomi non c’è ancora l’intesa piena. Spetta a Forza Italia la presidenza della Senato. Il Cavaliere punta tutto sull’esperto Romani, i grillini dico no in presenza di una vecchia condanna per peculato, una sim del comune di Monza usata a sbafo dalla figlia. Le alternative sarebbero Gasparri, Bernini e soprattutto Casellati. A presiedere la Camera, Di Maio e company hanno indicato Fico, un passato da Bertinotti e Bassolino. Più complessa ancora la questione governo. Di Maio e Salvini si parlano, Berlusconi apre con parsimonia all’intesa, gli elettori pentastellati di sinistra mugugnano, flat tax e reddito di cittadinanza assieme sono improponibili, il Pd al momento dice no a tutti ma difficilmente potrà rispondere picche ad un invito alla responsabilità di Mattarella. A chi andrà il primo incarico? Salvini, Di Maio o un terzo uomo rintracciabile nelle aree dei vincitori? Intanto, placido e tranquillo, Gentiloni governa ancora.
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