Pd, De Luca: ‘Nelle prossime settimane ci giochiamo la vita o la morte del partito’

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“Con le scelte delle prossime settimane ci giochiamo la vita o la morte del Pd”. Ne è convinto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, intervenuto ieri sera alla Direzione regionale del Pd Campania che si è tenuta a porte chiuse in un hotel del centro di Napoli. “Dalla Spagna, alla Francia, alla Germania e oggi all’Italia – ha detto De Luca nel suo intervento – siamo sull’orlo del precipizio. Significa che perdiamo ogni funzione storico-politica, se ti riduci al 5% come in Francia. E abbiamo avuto la prova che la sinistra rivoluzionaria non è la risposta: se perfino un rivoluzionario postumo come Grasso non è servito, vuol dire che la società è cambiata in profondità”. Secondo De Luca “dobbiamo essere tutti corresponsabili e, di fronte a questa alternativa che ci pone la vicenda storica italiana, anche lo scontro interno diventa secondario. Della discussione avvenuta fino a oggi nel partito cosa è arrivato ai cittadini italiani? Credo molto poco e sicuramente non quello che ci serve per riprendere il cammino. Della discussione nazionale cosa è arrivato all’Italia? L’immagine che abbiamo trasmesso era quella della presidenza del partito con tutti i dirigenti che hanno diretto il partito in questi anni, tranne Renzi. Questa cosa a me non piace, mi pare ingiusta e inutile a trasmettere una nuova immagine del partito. Se tutti i responsabili stanno dietro quel tavolo della presidenza vuol dire che non abbiamo capito bene com’è la storia oggi in Italia”. Per il governatore campano “Renzi ha tentato un’operazione storico-politica gigantesca: trascinare l’Italia nella modernità. Ha fatto cose straordinarie, ma il tentativo si è concluso con una sconfitta fondamentalmente perché le forze impegnate non erano sufficienti e per la povertà del gruppo dirigente che ha supportato questa ipotesi. Ma ripartiamo da lì, perché il problema dell’Italia rimane quello: come portiamo nella modernità un Paese che sta scivolando sulla scena mondiale ormai al decimo o all’undicesimo posto tra i Paesi industrializzati del mondo”.






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