Claudio Ranieri non e’ stato contattato per la panchina della Nazionale, ma nel caso il tecnico sarebbe pronto ad affrontare la sfida. L’attuale allenatore del Nantes, in Francia, intervenuto a ‘Radio anch’io sport’ ha detto: “non mi sento ne’ in corsa per la Nazionale, ne’ fuori. Nessuno mi ha mai chiamato. E comunque ho un contratto con il Nantes. Se mi chiamano -ha aggiunto il tecnico- ci penso e poi ne parlo con i dirigenti del mio club”. Quanto ai compiti che aspettano il nuovo ct azzurro, chiunque egli sia, Ranieri dice: “bisognera’ dare tempo per creare un nuovo gruppo, ci sono giovani interessanti, ma devono fare esperienze internazionali, e’ prematuro giudicare la squadra in questo momento. Oggi mancano i supercampioni come Riva, Del Piero Totti, Baggio, Boninsegna, ma giovani interessanti ci sono, diamogli tempo di esprimersi. Siamo in un’epoca in cui si vuole tutto e subito, bisogna invece dare tempo e ponderare i giudizi, non e’ facile trovare il bandolo della matassa”.
C’è un’Italia che non si misura in monumenti o metri quadri, ma vive nei gesti quotidiani, nei riti tramandati, nelle lingue locali e nelle tradizioni custodite dalle comunità. È questa l’Italia che emerge dal primo Censimento del Patrimonio culturale immateriale, presentato alla Camera dei deputati, che ha già raccolto oltre trentamila elementi tra tradizioni, manifestazioni, prodotti locali e saperi antichi.
Il progetto, avviato nel 2023 e promosso dall’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia in collaborazione con Anci e con l’Istituto centrale per il Patrimonio immateriale, sotto la supervisione del ministero della Cultura, nasce con l’obiettivo di preservare e condividere un patrimonio fragile, destinato a scomparire se non viene raccontato e trasmesso. Un lavoro che si inserisce pienamente nello spirito della Convenzione Unesco del 2003 e che, per sua stessa natura, non potrà mai dirsi concluso.
La corsa dell’Italia verso i Mondiali del 2026 entra nella sua fase più delicata. Con la conclusione dei gironi di qualificazione, il cammino verso Stati Uniti, Canada e Messico passa ora per i playoff, dove restano quattro posti ancora da assegnare. Domani a Zurigo verrà tracciato il percorso che gli Azzurri dovranno affrontare, una strada che si preannuncia tutt’altro che semplice.
La squadra guidata da Gattuso è stata inserita in prima fascia grazie al ranking FIFA, un vantaggio relativo che assicura solo un dato: la semifinale del 26 marzo si giocherà in Italia. L’avversaria, però, resta un’incognita pesante. Arriverà dalla quarta fascia, quella delle nazionali ripescate tramite la Nations League, e il ventaglio delle possibili contendenti non permette distrazioni. Tra Svezia, Irlanda del Nord, Macedonia del Nord e Romania il rischio di un incrocio complicato è reale, soprattutto con una Svezia desiderosa di riscatto e una Macedonia già capace in passato di rovinare i piani azzurri.
L’Italia non è più tra le prime dieci potenze del calcio mondiale. Con l’aggiornamento ufficiale del Ranking FIFA, la Nazionale scivola all’undicesimo posto, superata da Germania e Croazia. Un segnale chiaro, l’ennesimo, che il percorso di ricostruzione azzurro è tutt’altro che completato e che i recenti risultati internazionali continuano a presentare il conto.
In vetta alla classifica mondiale resta salda l’Argentina, campione del mondo in carica, davanti a una Spagna in grande forma e a una Francia sempre competitiva. Alle loro spalle Inghilterra e Brasile, mentre è il Portogallo a guadagnarsi la copertina, salendo al sesto posto dopo il trionfo in Nations League. Seguono Olanda, Belgio, Germania e, al decimo posto, una Croazia che si conferma solida e cinica.
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