Manifesti con la testa mozzata di Sgarbi a Pomigliano d’Arco, il critico: “E’ un’intimidazione”

Pomigliano d’Arco. Un manifesto con la testa mozzata di Sgarbi su un corpo di capra è apparso oggi a Pomigliano d’Arco. Non è il primo realizzato dagli attivisti del collettivo e del Si Cobas che non sono nuovi a iniziative di satira. Sotto il manifesto la scritta: “Sgarbi a Pomigliano? Cercano altri agnelli sacrificali, ma […]

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Pomigliano d’Arco. Un manifesto con la testa mozzata di Sgarbi su un corpo di capra è apparso oggi a Pomigliano d’Arco. Non è il primo realizzato dagli attivisti del collettivo e del Si Cobas che non sono nuovi a iniziative di satira. Sotto il manifesto la scritta: “Sgarbi a Pomigliano? Cercano altri agnelli sacrificali, ma credono che è sempre Pasqua?”, in serata è atteso l’arrivo del critico candidato con il centrodestra nel collegio. Sgarbi ha sottolineato che il manifesto, recante le sigle dei ‘Si Cobas Fca’ e del ‘Collettivo 48 Ohm’, costituisce “un’evidente intimidazione, ancor più grave perchè proveniente da soggetti collaterali al Movimento 5 Stelle”. “Chiedo pertanto alle forze dell’ordine – ha detto Sgarbi – ed in particolare alla digos, oltre a garantire il regolare svolgimento delle iniziative elettorali, d’identificare gli autori materiali di questa intimidazione, nonchè gli ispiratori politici, e di verificare se tra di loro vi sono soggetti che abbiano collegamenti con appartenenti alla camorra. Mi auguro che ‘Giggino’ Di Maio abbia parole di condanna. Attendo una sua presa di posizione inequivocabile”. Secondo Sgarbi sul web, ed in particolare sul proprio profilo Facebook, “con una strategia inequivocabile e una regia chiarissima, i 5 stelle tentano di avvelenare il confronto politico anche con minacce di aggressioni fisiche”. “Frotte di replicanti grillini – ha concluso – si riversano sui miei profili social con il solito corollario di nobili pensieri politici: “munnezza”, “ammazzati”, “merda”, “bastardo”, “ti veniamo a prendere”. Gli elettori avranno ancora una volta chiari quali siano i nuovi barbari che si nascondono dietro le facce apparentemente innocue dei vari Di Maio e compagni”. Lo scorso anno, in occasione dell’arrivo del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, gli appartenenti al collettivo e dei Si Cobas distribuirono “fritturine” nei pressi del cinema dove era in programma una manifestazione in vista del referendum.

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