Uccise il giovane ras delle ‘Chianche’: condannato a otto anni di carcere il baby killer dei Quartieri Spagnoli. “Lui mi disse: ti svito la testa…. Poi arrivai e sparai…Sì, sì, ho sparato a Mario”. Nonostante questa inconsapevole confessione ottenuta dagli investigatori grazie aa una microspia piazzata nella cella nell’istituto di pena minorile di Caltanissetta dove era detenuto per Francesco Verrano detto “checco lecco”, ora 19enne è arrivata la condanna a solo 8 anni di carcere per l’omicidio di Mario Mazzanti. Il giovanissimo killer è il figlio di Gennaro Verrano ucciso ai quartieri Spagnoli nel novembre scorso da un suo nipote Francesco Valentinelli, già in carcere e colpito ieri da un’altra ordinanza per tentato omicidio e traffico di droga. la condanna è stata inflitta dai giudici del Tribunale dei Minori: otto anni in continuazione con un triplice tentato omicidio, tre detenzioni di armi. Aveva avuto 9 anni e sei mesi che sommati agli otto ricevuti fanno meno di 18 anni. Il ragazzino era difeso dagli avvocati Domenico Dello Iacono e Roberto Saccomanno. Mario Mazzanti il giovane ras delle “Chianche” fu ucciso il 3 maggio 2015 in vico Lungo San Matteo. Il giovane condannato dal carcere mandava “pizzini” ai “fratelli” che stavano fuori, quelli del clan Sibillo perchè come scriveva voleva prendersi i Quartieri Spagnoli. Scriveva: “Li dobbiamo uccidere appena esco…Non hanno capito che ci pigliamo i Quartieri per sport, perché siamo troppo superiori a loro che non possono neanche pensare, appena vengono un’altra volta, abboffateli di botte questi… noi siamo nati per vincere”. Nell’ordinanza di custodia cautelare nel ricostruire il colloquio tra Francesco e i tre congiunti, il 19enne diceva.: “Io andai avanti (e incrocia le mani come per indicare che sotto aveva la pistola), lui mi disse io ti svito la testa (frase accompagnata dalla gestualità), poi l’avvicinai e sparai… Francesco racconta, mima e labializza quanto segue: no togli la pistola, togli la pistola, non farlo salire e loro stavano con i motorini….Poi io corsi e sparai, il proiettile entrò dalla scapola e uscì dal cuore (Francesco con la mano destra si tocca la scapola sinistra passando il suo braccio estro sotto a quello sinistro per arrivare a toccarsi dietro alla scapola e poi tocca due volte il cuore). Poi Giovanni se n’è andato e l’ho visto traballare”. Francesco Verrano è in carcere per un cumulo di pena nonostante sia stato condannato in primo grado a dieci anni di carcere per aver ferito per errore il 26 gennaio 2014 Graziano Urzini, vittima di un agguato diretto a Mattia Campanile, ritenuto dal clan Giuliano- Sibillo l’accoltellatore di Alessio Vigorito, vicino alla malavita di Forcella. E ieri a tre anni di distanza dell’omicidio è arrivata la condanna per il baby killer.
(nella foto la vittima Mario Mazzanti)
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