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Doping: il capitano del Benevento, Lucioni fermato  per un anno. Il Tribunale di Nado Italia accoglie la richiesta della Procura Federale della Figc. “Sono tranquillo, confido nella giustizia anche perche’ responsabilita’ dirette non ne ho. Non mi sono inventato storie, ho spiegato come sono andati i fatti, mi sono attenuto a quello che e’ successo. Mi auguro che tutto si risolva nel piu’ breve tempo possibile perche’ non vedo l’ora di tornare in campo e dare una mano alla squadra che in questo momento ne ha bisogno”. Cosi’ si espresse il capitano del Benevento, Fabio Lucioni – squalificato oggi per un anno (4 al medico sannita Walter Giorgione) – all’uscita dagli uffici di Nado Italia dove rispose il 5 ottobre scorso sulla positivita’ al clostebol emersa dal controllo del 10 settembre, dopo la partita col Torino. In quella occasione il difensore della squadra sannita ribadi’ di aver assunto la sostanza contenuta in uno spray cicatrizzante su indicazione del medico sociale. Ma, evidentemente, la prima sezione del Tribunale nazionale antidoping di Nado Italia non e’ stata dello stesso avviso e ha accolto le richieste della Procura. Lucioni ha avuto anche la possibilita’ di rientrare in campo giocando tre partite (col Genoa, il Chievo e la Sampdoria) essendo i termini cautelari scaduti, prima della decisione odierna. La notizia giunge in un momento nel quale la squadra giallorossa sta tentando di venir fuori dalla pesante situazione di classifica (il Benevento e’ ora a 7 punti, prossima sfida domenica fuori casa col Bologna) dopo aver centrato buoni risultati nelle ultime partite. La vicenda riguarda uno dei pilastri della squadra, 30 anni, ternano, a Benevento dal 2014, protagonista della storica cavalcata prima dalla Lega Pro e poi in serie A, riconfermato per la sfida – finora rivelatasi piena di difficolta’ – della massima serie. Amarezza nel club sannita e nei tifosi per la decisione che priva gli stregoni del loro capitano nella rincorsa salvezza.


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