Grandi interpreti della musica popolare del Sud Italia protagonisti dell’edizione 2017 di “Pane Ammore e Tarantella”. Sul palco dell’evento di Avella, promosso dall’associazione “Pane Ammore e Tarantella” saliranno interpreti di grandissimo rilievo della musica del meridione d’Italia, sotto la direzione artistica di Roberto D’Agnese per Omast Eventi. Ospite d’onore sarà Alfio Antico, cantautore e percussionista italiano, tra i maggiori esponenti europei dell’arte della tammorra, che si esibirà domenica 24 settembre. Considerato tra i rivoluzionari della tecnica della tammorra, Alfio Antico annuncia quali saranno le caratteristiche della propria esibizione: “Sul palco porterò me stesso, insieme al mio tamburo, uno strumento creato da me così come io sono stato creato da lui. È dal tamburo che ho imparato a suonare, che mi trasmette emozioni da sempre e che riesce a farmene trasmettere al pubblico. Alfio Antico non sono solo io, ma siamo io e il tamburo, la cui positività riesco a trasmettere dialogando con chi viene ad ascoltarci. Più che una musica è un dialogo, che nasce scavando e amando lo strumento. È questo che un musicista deve fare: non seguire una moda ma approfondire il dialogo con lo strumento e guardare negli occhi il proprio interlocutore”. Alfio Antico a sedici anni era un pastore, compenetrato nella ruralità siciliana. “Quando andavo per i pascoli mia nonna mi chiedeva: «Non hai paura?». Io le spiegavo che sì, a volte la paura viene. «Fai rumore, così scacci i brutti pensieri». Ecco, quei rumori me li porto dentro, come il tamburo che nonna suonava mentre la sua amica partoriva. O quella malinconia che col tamburo riesco a portare fuori. Sono queste le cose che mi hanno sempre fatto pensare che noi meridionali abbiamo una marcia in più”. Dalla Sicilia all’Irpinia, per Alfio Antico ci sono tante similitudini: “Sicuramente abbiamo un unico «sguardo culturale», che ci viene dalle tante popolazioni che ci portiamo dentro, dalle tempeste, le transumanze, la vita bucolica, il silenzio della campagna, il camino. Viviamo in luoghi che conservano un’armonia magica che non dovremmo mai coprire, e così io faccio col tamburo. Oggi c’è poca armonia, pogo godimento. Io suono senza coprire ciò che sento, quel suono primitivo che la percussione tira fuori e che ci ricorda come di fronte alla musica non bisogna mai essere protagonisti”. Per Alfio Antico c’è un modo per salvaguardare la tradizione musicale popolare, ed è“rimanere sé stessi ed insistere, trasmettere e comunicare con autenticità. Fare un passo indietro per guadagnarne dieci”. Sabato 23 settembre sarà la volta di Officina Zoè, gruppo di musica popolare salentina impegnato nell’interpretazione e nel riadattamento dei brani musicali della tradizione e nella composizione di nuovi brani secondo i medesimi canoni. “Portiamo avanti una tradizione che continua attraverso composizioni nuove, legate ai tempi di oggi – spiega Donatello Pisanello, fondatore di Officina Zoè -. Non siamo i contadini di sessant’anni fa, ma uomini del nostro tempo, con testi e sonorità molto diversi ma strettamente legati al passato. La tradizione va sempre difesa come bagaglio culturale e storico che ci appartiene. Ma salvaguardarla non vuol dire farne un museo, ma renderla viva e continua”. Lo studio della tradizione per Officina Zoè è una parola d’ordine, “perché studiare significa riappropriarsi delle proprie radici e raccontare chi siamo. Un musicista deve sapere da dove viene per fare musica. Noi non facciamo contaminazione, ma proseguiamo un discorso antico con uno spirito vivo”. Il legame tra Salento e Irpinia è molto stretto, secondo Donatello: “Storicamente quella del Sud è stata una comunità molto forte e unita. Abbiamo tanto in comune e dovremmo prendere coscienza di questa ricchezza. Amo suonare al Sud perché rivivo ogni volta il legame che accomuna Salento, Irpinia, Cilento, Calabria, Sicilia, che ci unisce e ci distingue dall’anonimato di chi non sa cosa voglia dire vivere e amare il meridione d’Italia”. Sabato 23 insieme ad Officina Zoè si esibirà Luca Rossi, artista dalle collaborazioni prestigiose come Teresa De Sio, Enzo Avitabile, Nuova Compagnia di Canto Popolare e tanti altri, mentre I Vicoanimeranno il secondo palco e la musica itinerante sarà affidata a Gli Stornellatori Romani e ai suoni argentini de La Murga. Domenica 24 settembre alle ore 16 lezione di tarantella, mentre gli spettacoli musicali cominceranno in serata con i Rareca Antica, Alfio Antico e Ivan Romano e, nei vicoli del centro storico, I cantori campani e la musica argentina de La Murga. Nel prossimo week end tanti saranno i momenti che animeranno il centro storico di Avella, una delle città d’arte più affascinanti della Campania, con iniziative dedicate all’arte, agli spettacoli, alla cultura e all’enogastronomia, con gruppi itineranti, visite guidate ai siti storici ed archeologici e momenti di riflessione. Sabato 23 settembre si comincia alle ore 20 con il “rito del pane”: il sindaco di Avella Domenico Biancardi, insieme al presidente dell’Associazione “Pane Ammore e Tarantella”, Mariangela Sorice, divideranno una pagnotta di pane da distribuire ai presenti, usanza di un tempo prima dell’inizio alla cena. Domenica 24 settembre l’evento sarà aperto già a pranzo e in entrambi i giorni i cortili del paese, come da tradizione, saranno animati da donne e famiglie che prepareranno piatti tipici della zona. Durante i due giorni sarà possibile effettuare visite guidate per il pubblico presso i siti archeologici (Anfiteatro Romano, tombe romane, Palazzo Ducale e Chiese del centro storico – per info e prenotazioni – tel. 380.4309703).
Pane Ammore e Tarantella, il festival di musica popolare del Sud Italia
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