La crisi dei Campi Flegrei avrebbe un “motore” profondo, invisibile in superficie ma capace di modificare progressivamente l'intero sistema vulcanico. È la continua risalita di fluidi magmatici che, secondo un nuovo studio multidisciplinare, si accumulano a circa 3-4 chilometri di profondità per poi risalire verso l'alto, pressurizzando e riscaldando...