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Napoli, presidio fisso all’esterno della caserma Boscariello di Miano

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I consiglieri della VII Municipalità di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale Marianna Cuomo e Vincenzo Madonna sono da questa mattina in presidio all’esterno della Caserma Boscariello contro la decisione del Comune di collocare la comunità rom all’interno dell’ex struttura militare. “Resteremo qui fin quando l’Amministrazione non tornerà indietro sui propri passi nel rispetto dei cittadini di Miano – affermano i consiglieri – dormiremo qui e sorveglieremo l’ingresso, una battaglia che avrebbe dovuto condurre il presidente e la maggioranza di questa Municipalità che invece ha deciso di piegarsi al volere del sindaco. Noi resteremo qui, giorno e notte, fin quando non avremo raggiunto l’obiettivo”.

Giugliano, caccia al parente che ha ucciso il vigile del fuoco Giuseppe Palma

I carabinieri della compagnia di Giugliano stanno dando la caccia all’uomo che stamattina ha ucciso nelle campagne di Giugliano il 41enne Giuseppe Palma. Il vigile del fuoco è arrivato in ospedale già morto. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri che indagano sulla vicenda, la vittima sarebbe stata colpita da un parente dopo una lite per motivi legati ai confini dei terreni agricoli.L’assassino per il momento è irreperibile.
Il 41enne e’ arrivato all’ospedale San Giuliano di Giugliano, con due colpi di pistola nello stomaco. Uno gli aveva perforato organi vitali e sanguinava copiosamente. Cosi’ e’ stato portato in chirurgia d’urgenza ma purtroppo per lui non c’e’ stato nulla da fare. L’uomo deceduto era Giuseppe Palma, 41 anni, di professione vigile del fuoco. Il fatto, secondo una prima ricostruzione fatta dai carabinieri della compagnia di Giugliano, sarebbe avvenuto alla periferia della citta’, in una zona chiamata Porte Riccio, che si trova verso Varcaturo. E si cerca l’uomo che l’avrebbe ucciso, che secondo gli investigatori potrebbe essere una persona che conosceva bene Palma; il movente da ricondurre a motivi personali, forse ad una lite tra vicini. Nella zona imperversa una faida di camorra tra il clan dominante, i Mallardo, e i loro scissionisti, i Di Biase, che ha gia’ portato a diversi morti e molte scorribande notturne, ma in questo caso la criminalita’ organizzata non e’ la pista battuta.

Armstrong, l’album postumo di Giuni Russo. Otto brani autobiografici per una voce ineguagliabile

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E’ uscito ieri, 8 settembre, Armstrong: l’album postumo di Giuni Russo. Disponibile in doppio cd, vinile da collezione e digital download, il disco comprende otto tracce composte nel 1980 da Giusy Romeo, in arte Giuni Russo, e dalla produttrice e musicista Maria Antonietta Sisini. Otto brani registrati come provini e lasciati tali nel periodo precedente ai successi di pezzi come Alghero, Un’estate al mare, Mediterranea. Otto brani che in tutti questi anni circolavano comunque tra le rarità dei collezionisti fino a quando, con l’aiuto dei volontari dell’associazione GiuniRussoArte, la Sisini è riuscita a risalire a queste vecchie registrazioni per farle diventare un lavoro inestimabile. Gli arrangiamenti sono stati affidati al sapiente lavoro di  Stefano Medioli e a Pino “Pinaxa” Pischetola, musicisti storici della cantante siciliana, proprio per dar loro il sound di quel tempo che, comunque, risulta anche alle orecchie più raffinate sempre moderno e attuale. Il secondo cd, invece, contiene i provini di questi stessi brani, per voce e chitarra acustica – suonata dalla coautrice Maria Antonietta Sisini. Si tratta di un album autobiografico, molto autobiografico, e lo si intuisce già dalla prima strofa del primo singolo estratto, Non voglio andare via. Il titolo dell’album è un chiaro omaggio al trombettista di fama mondiale Louis Armostrong il quale, durante il Festival di Sanremo del 1968 le regalò il bocchino della sua tromba dopo aver ricevuto dalla allora sedicenne Giuni Russo i complimenti per la sua performance. A quella edizione del Festival, la timidissima e giovanissima cantante si presentò con un brano difficile, No amore. Da quel lontano 1968 molte note sono state suonate così come molte parole sono state scritte e interpretate con quella “verità” tale, pura, che quando essa esce da un’artista non può che incontrare il pubblico e farlo morire d’amore, “morire per te”. La voce incontenibile di quest’artista senza tempo e senza età, scomparsa il 14 settembre del 2004, ritorna a far vibrare la parte più intima del suo pubblico. Dopo una sosta “a casa di Ida Rubinstein” torna a infondere quella singolare malinconia unita a forza e determinazione, torna con la sua proverbiale discrezione a riempire gli spazi vuoti: segno evidente che l’aquilone nell’aria curva –  di Franco Battiato per lei – non ha mai smesso di dare obliquità a quel tempo. Nel frattempo, noi, continuiamo a spiare da una crepa sulla porta, in attesa della realizzazione del film sulla vita della grande cantautrice siciliana, scritto e diretto da Carlo Fenizi.

Faida di camorra nella zona Vesuviana: il boss Egizio spera nello sconto di pena

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E’ stata fissata  per il 27 settembre prossimo la lettura della sentenza di secondo grado del processo che vede imputati il boss Umberto Egizio e il ras Domenico Tortora insieme con Salvatore Alfuso  e Antonio De Luca reduci dall’ergastolo incassato in primo grado per quattro omicidi compiuti nella zona tra Casalnuovo, Acerra  e Volla nella sanguinosa faida di camorra di inizio secolo.
Si tratta di quattro omicidi eccellenti, ma ancora in parte irrisolti, consumatisi tra la primavera e l’autunno del 2002. Si tratta degli assassini di Carmine Esposito, elemento apicale della nuova camorra organizzata e del clan De Sena (eseguito ad Acerra il 24 aprile del 2002), di Domenico De Luca, appartenente al clan Tortora (12 agosto 2002), di Gennaro Panico, affiliato al clan Crimaldi (17 agosto 2002), e di Giuseppe D’Alessandro, organico al clan Egizio (commesso a Sant’Anastasia il 9 ottobre del 2002).

Il movente di quei tremendi agguati, stando alla ricostruzione della Dda, sarebbe da ricondurre alla guerra di camorra scoppiata nel 2002 per il controllo delle attività illecite sui territori di Acerra, Casalnuovo di Napoli e Volla, in conseguenza dell’asse criminale che all’epoca si venne a creare tra il clan Crimaldi-Tortora di Acerra, il clan Egizio di Casalnuovo e la cosca Veneruso di Volla, con lo scopo di contrapporsi ai rivali De Sena, derivante dall’ormai disciolta organizzazione cutoliana, di cui proprio Carmine Esposito era sta- to uno dei principali protagonisti.
Nel corso dell’udienza celebrata due giorni fa, come ricorda Il Roma, Egizio e Tortora hanno ammesso il proprio coinvolgimento nei delitti contestatigli dalla Procura e sperano in uno sconto dei pena. Gli altri due imputati, Salvatore Alfuso  e Antonio De Luca, hanno invece preferito rimanere in silenzio. Tutti e quattro hanno incassato il fine pena mai nel precedente processo e per tutti e quattro la Dda ha chiesto la conferma della pena. L’epilogo, dopo 15 anni di indagini, si fa adesso più vicino

Acerra, rubano casse di zucchine a un agricoltore: fermati 4 albanesi

Acerra. Quattro giovani albanesi sono stati fermati giovedì notte dai carabinieri. Erano riusciti a rubare 25 casse di zucchine, destinate al commercio ortofrutticolo il giorno successivo. La merce rubata è stata restituita poi al conduttore del fondo agricolo. Non è la prima volta che accadono atti del genere. Infatti gli agricoltori, da tempo ormai, sono costretti a fare la guardia ai propri terreni per evitare razzie, spesso senza successo. Si tratta di un business di centinaia di migliaia di euro quello dei prodotti ortofrutticoli rubati e poi rivenduti ad un prezzo decisamente inferiore rispetto a quello di mercato. Gli inquirenti stanno lavorando, alla luce delle numerose denunce, per capire se la banda che opera nei campi sia del posto o no e dove vengano vendute le verdure rubate.

Villaricca, spari contro le vetrine di un bar: panico nella notte sulla Circumvallazione

Villaricca. I carabinieri stanno indagando sulla sparatoria avvenuta nella notte quando una raffica di proiettili ha centrato le vetrine di un affollato bar sulla Circumvallazione. È  accaduto poco dopo la mezzanotte all’esterno del bar Vincent, con all’interno ancora clienti e dipendenti. Due persone sin sella a uno scooter hanno esploso diversi colpi di pistola contro le vetrine e l’ingresso del bar creando il panico. C’è stato un fuggi fuggi generale. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno avviato le indagini.

De Laurentiis: ‘Può essere l’anno del Napoli’

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 “Se sara’ l’anno del Napoli? Ogni anno puo’ esserlo”. Lo dice, in un’intervista al “Corriere della Sera”, il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis. “Con Higuain non ho nulla da farmi perdonare. Higuain fu una mia intuizione. Al Real – sottolinea – stava spesso in panchina. Lo pagai 38 milioni. Napoli gli ha dato moltissimo. E’ una citta’ che ha un grande bisogno di amare. Autolesionista, incapace di vedere la verita’. Sottomessa da secoli, sempre alla ricerca di un riscatto legato a qualcosa di impossibile; che diventa possibile con il calcio”. De Laurentiis e’ diventato in settimana il nuovo capo del marketing della Lega europea perche’ “il marketing per me e’ la liason tra il fruitore e il prodotto. Il mio committente e’ il pubblico. Il poeta ha la voce, il letterato la carta; il film e’ un’opera dell’ingegno che si realizza attraverso un processo industriale, cui lavorano centinaia di persone. Deve rispondere a regole di mercato. I film che mi sarebbe piaciuto fare – conclude – non li avrebbe visti nessuno”. 

Omicidio all’alba a Giugliano: ucciso uomo di 41 anni

Un uomo di 41 anni e’ giunto nelle prime ore della giornata di oggi all’ospedale “San Giuliano” di Giugliano con ferite provocate da due colpi d’arma da fuoco. La vittima si chiamava Giuseppe Palama e faceva il vigile del fuoco.L’uomo è arrivato già morto in ospedale questa mattina accompagnato dalla sorella medico. La vittima è stata raggiunta da tre colpi di arma da fuoco due al volto l’altro all’addomeIl fatto, secondo una prima ricostruzione dei carabinieri della locale Compagnia, coordinati dal capitano Antonio De Lise, e’ avvenuto alla periferia di Giugliano, in un fondo tra Ponte Riccio e Varcaturo.

Napoli, duplice omicidio al Buvero: una telecamera ha immortalato i killer

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Aveva imposto una nuova ” tassa per la tranquillità” a tutti gli ambulanti del Buvero e stava cercando spazio nel mondo dello spaccio. Per questo che Eduardo Amoroso andava eliminato e con lui il cognato Salvatore Dragonetti che lo stava spalleggiando in questo ambizioso progetto di creare un nuovo gruppo autonomo nel rione San Carlo all’Arena. Un progetto da fermare subito per i ‘padroni’ storici della zona ovvero i Contini dell’Alleanza di Secondigliano. E così il giorno dopo il ferimento del pusher  tunisino in piazza De Nicola è arrivata la punizione esemplare per i due”ribelli”. Mano mano che trascorrono le ore gli investigatori sembrano avere un quadro più completo di quello che è lo scenario in cui è maturato il duplice omicidio Amoroso-Dragonetti. Gli interrogatori di familiari, conoscenti e pregiudicati della zona, le fonti confidenziali e la lettura del traffico telefonico delle due vittime sta contribuendo a mettere i tasselli giusti dal punto di vista investigativo. Nel frattempo si spera di essere fortunati perché  una telecamera nella zona di porta Capuana potrebbe aver immortalato i killer mentre fuggivano dopo l’agguato in vico Pergole all’Avvocata. Si stanno analizzando tutti i frame per poter risalire al commando o quanto meno alla targa e al tipo di veicolo.

Il Vangelo di oggi

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 6,1-5.
Un giorno di sabato; Gesù passava attraverso campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani.
Alcuni farisei dissero: «Perché fate ciò che non è permesso di sabato?».
Gesù rispose: «Allora non avete mai letto ciò che fece Davide, quando ebbe fame lui e i suoi compagni?
Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non fosse lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?».
E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato».

Benevento: conto alla rovescia per il Toro

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Il Benevento da ieri sta dedicando al Torino anima e corpo: troppo importante fare risultato contro i granata, alla luce del doppio impegno successivo contro Napoli e Roma nel giro di tre giorni. La scelta di Baroni si spiega anche con la necessità di fare in modo che gli ultimi arrivati prendano più confidenza possibile con il resto dei compagni. Molti dei nuovi innesti infatti sono approdati in città tra martedì e mercoledì, si sono presentati agli altri e fra loro in maniera fugace e poi si sono messi al lavoro. Non c’è stata neppure la possibilità di familiarizzare fuori dal campo e pochi sono state le sedute da sfruttare per trovare un’intesa sul terreno di gioco. Un giorno in più in albergo tutti insieme non potrà che fare bene alla comitiva giallorossa e servirà pure a creare quel feeling tra chi fino a qualche giorno fa neppure si conosceva. Il tecnico fiorentino preferisce non lasciare nulla al caso e sta lavorando da giorni per migliorare meccanismi difensivi e distanze tra i reparti. Vanno cancellati gli errori singoli delle prime due partite, quelli che in pratica hanno consentito a Samp e Bologna di fare bottino pieno pur non meritandolo rispetto ai valori espressi dal campo. La serie A richiede un’attenzione superiore ai livelli di guardia perché in genere si paga il minimo sbaglio. Col Torino l’asticella della concentrazione dovrà essere ancora più alta visto che gente come Belotti, Liajic, Iago Falque, Berenguer e Niang può farti male in qualsiasi momento e da qualunque zona del campo. Nei disimpegni, nelle chiusure e nelle diagonali di retroguardia tutto dovrà funzionare alla perfezione. Uscire indenni in termini di gol incassati sarà davvero complicato, ma occorre perlomeno provarci. Il Toro comunque ha alcuni punti deboli e il Benevento cercherà di approfittarne: i centrali difensivi non sono dei fulmini in fatto di velocità, gli esterni spingono molto ma in termini di contenimento hanno qualche difficoltà. In più, il 4-2-3-1 di Mihajlovic non garantisce adeguata protezione ai centrocampisti che, se aggrediti in maniera sistematica, perdono spesso la bussola. Baroni si affiderà soprattutto a questa lettura, puntando ad ottenere una grande prestazione dagli esterni Ciciretti e D’Alessandro, che adesso potrà spremere a dovere considerato che avrà alternative di ruolo in grado di avvicendarli (l’ex granata Parigini, tanto per fare un esempio, che sembra quello messo meglio tra i nuovi acquisti, mentre Lazaar e Lombardi non sono al top della condizione). I due brevilinei laterali offensivi possono creare seri problemi a Di Silvestri e Barreca. Altra chiave del match per i giallorossi potrebbero gli inserimenti di Cataldi e Memushaj (che si gioca una maglia con Del Pinto) e l’assortimento della coppia d’attacco Iemmello-Coda, formata da due giocatori in prevalenza prime punte ma che si completano a vicenda in molti fondamentali. Il fiuto del gol di Iemmello e la capacità di creare spazi per sé e per gli altri di Coda potrebbero fare la differenza contro Moretti e N’Koulou.

Altra notte di tensione nelle carceri italiane: incendiate celle a Rieti e Civitavecchia

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Ennesima nottata critica nelle carceri del Lazio. Nella casa circondariale di Rieti, un nigeriano in attesa del giudizio di primo grado ha dato fuoco alla stanza detentiva, dopo che erano intervenuti il medico e il personale sanitario, e ha rotto tutto cio’ che aveva intorno lanciando all’indirizzo degli agenti armadietti e sgabelli. Non e’ stato facile per gli uomini della polizia penitenziaria riportare la calma: alla fine il nigeriano e’ stato bloccato, ma alcuni agenti, presi a calci e pugni, hanno dovuto fare ricorso alle cure mediche. Alcune ore prima, invece, nella casa circondariale di Civitavecchia, un detenuto che diversi giorni fa aveva dato fuoco alla sua stanza detentiva e al quale era stata revocata la sorveglianza a vista nonostante il ricovero in infermeria per patologie psichiatriche, e’ riuscito a recuperare un accendino e ha dato fuoco alla cella. Anche in questo caso il personale di polizia penitenziaria, intervenuto per metterlo in sicurezza, e’ stato aggredito. Alla fine sono stati quattro gli agenti feriti. Per il segretario generale aggiunto CISL FNS Massimo Costantino, che ha denunciato questi due episodi, “l’inefficienza dell’amministrazione penitenziaria nonche’ di chi ha portato alla chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari sta permettendo che le carceri diventino giorno dopo giorno veri e propri manicomi con la polizia penitenziaria che rischia la propria vita per contrastare un fenomeno senza uomini, mezzi e attrezzature come quelle che erano previste per gli opg”. 

Avellino: Novellino vuole scossa e riscossa

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Novellino di una cosa è certo: «Con il Foggia ci vorrà passione e passionalità:la mia, quella dei miei calciatori, dei tifosi e di tutte le componenti che partecipano anche se non direttamente in campo alla crescita di questo Avellino che non è mio materialmente, ma è di tutti, soprattutto del presidente». Un modo per entrare non a gamba tesa nella stucchevole, inutile, sterile e pure pericolosa polemica che ha accompagnato un pensiero del patron all’indomani della sconfitta allo Zini. «Il presidente può esternare e dire ciò che pensa, ma la lettura del suo dire a mio avviso è quella di voler dare la giusta carica alla squadra, alla sua squadra». Squadra che deve salvarsi, va bene, ma che sulla carta potrebbe ambire ad altri traguardi. «Ribadisco: il primo obiettivo è centrare i 50 punti; io sono abituato a vincere prime le gare, poi anche i campionati, e stavolta, come ha fatto la Red Bull nel Gp di Monza sfiorando il podio dopo una rimonta pazzesca, speriamo di mettere le gomme buone». A proposito di uomini. «Moretti è uno che ho voluto io; in questo mese abbiamo quattro gare e ci sarà spazio e tempo per tutti; Marchizza l’ho visto e testato ieri e ci vuole tempo per un iserimento definitivo; in porta mi serve dare continuità e ripenso a Lezzerini, lui e Radu sono entrambi bravissimi, si divideranno gli spazi tra i pali, ma oggi serve e voglio una squadra di grande carattere che a Cremona ha tenauto il pallino per gioco per sessanta minuti ed è stata punita e penalizzata ingiustamente, commettendo anche errori che oggi vanno eliminati e mettendo in campo più di quella cosa che qui si chiama cazzimma».

Salernitana: tocca a Perico in difesa

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La Salernitana è ancora imbattuta in campionato, come pure in coppa, salvo essere eliminata proprio dal Carpi al Cabassi neppure un mese fa dopo la lotteria dei calci di rigore ed un match ricco di gol (2-2 al termine dei 90′ regolamentari 3-3 dopo i supplementari) e colpi di scena. Ironia della sorte, la truppa di Bollini è l’unica squadra ad avere bucato la difesa del Carpi tra Tim cup e campionato. Numeri, appunto. Prematuri in questo momento. «È presto per avere condizionamenti dalla classifica ammette il tecnico di Poggio Rusco, affidandosi al consueto monologo privo di contraddittorio postato sul sito della Salernitana Siamo solo alle prime battute del campionato e questo è un momento in cui dobbiamo essere particolarmente attenti ai dettagli». Già, i particolari. Spesso sono proprio quelli che fanno la differenza. Il trainer granata torna per un attimo al rocambolesco pareggio con la Ternana (3-3) nel posticipo dell’Arechi. «Lunedì siamo rimasti un po’ scottati ed oggi dovremo mettere in campo il giusto tenore agonistico, attenzione ai particolari e un po’ di spavalderia». Più che sfrontatezza, però, è facile immaginare che Bollini chieda ai suoi uomini una sana percezione delle proprie qualità. Sulla carta, la Salernitana vale come e probabilmente più del Carpi che si è notevolmente ridimensionato rispetto al passato. Su questo aspetto, però, Bollini appare un tantino contraddittorio. «La qualità del Carpi non rappresenta una novità per me. È una squadra che fin qui non ha subito gol, che sa ripiegare bene in fase difensiva e sa ripartire bene. Hanno mantenuto la stessa intelaiatura dello scorso anno nell’asse centrale, una squadra molto collaudata in cui hanno inserito giocatori interessanti per la categoria che sanno interpretare le due fasi con un tenore agonistico alto e credo sia questa una delle chiavi della partita». Per scardinare la difesa emiliana, l’allenatore conferma il tridente, pensa ad una novità per reparto, ma probabilmente opta per un solo cambio tecnico: in difesa. Perico, infatti, dovrebbe scalzare Pucino sulla corsia di destra. L’ex Vicenza paga una partitaccia contro la Ternana, ma potrebbe tornare in corsa sulla corsia opposta nel caso in cui Vitale dovesse dare forfait per il solito problema alla schiena che si trascina da tempo.

Paganese: arriva la Reggina, cercasi exploit

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La Paganese cerca la continuità ma di risultati, soprattutto importanti conferme, dopo il blitz di Cosenza. Questo è l’obiettivo del tecnico Massimiliano Favo in vista della sfida di stasera al Torre contro la Reggina dell’ex Maurizi (fischio d’inizio alle 20,30). Al cospetto di un avversario tignoso e con un buon collettivo su cui fare affidamento, per Carcione e compagni non sono ammessi passi falsi. «La Reggina è una squadra difficile da affrontare ha esordito Favo nella consueta conferenza stampa della vigilia ma dovremo migliorare determinati aspetti che non mi sono piaciuti contro il Cosenza. Sfruttiamo il vantaggio del fattore interno e l’entusiasmo di aver ottenuto tre punti su un campo ostico come quello di Cosenza, anche se la Reggina è insidiosa con ripartenze veloci che ci costringeranno ad essere molto vigili in difesa». Un pacchetto arretrato che in settimana ha potuto contare anche sull’ultimo arrivato Luca Piana, elemento pescato dal serbatoio degli svincolati per dare sostanza alla linea difensiva: «È arrivato in discrete condizioni ha sottolineato a tal proposito l’allenatore napoletano degli azzurrostellati ma è normale che i suoi compagni siano più avanti dal punto di vista fisico. Si è allenato con una squadra di Eccellenza ma ho trovato un calciatore affidabile e che può tornarci utile. Credo che possa disputare una parte di gara contro la Reggina». Non è chiaro però se Favo si affidi all’ex Alessandria dall’inizio contro gli amaranto calabresi. In ogni caso il tandem formato da Meroni e Carini, la cui intesa è apparsa in crescita sabato scorso nella vittoria di Cosenza, è una soluzione tatticamente congeniale per Favo. In chiave formazione non dovrebbero esserci sostanziali novità. Modifiche necessarie solo in mediana dove il giovane Bernardini è stato messo ko da una sindrome influenzale. Il biondo centrocampista, aggregato stabilmente alla prima squadra dopo essere stato uno dei punti di forza della Berretti, sarà rilevato quasi sicuramente da Tascone che riconquisterà una maglia da titolare al fianco di Carcione e Baccolo. Inamovibile il tridente d’attacco visto all’opera a Cosenza. In attesa di un completo recupero di Fabinho, che sta seguendo un programma personalizzato dopo l’operazione alla tibia di febbraio, sulle corsie esterne Talamo e Cesaretti offrono la giusta assistenza all’ariete Regolanti. Così in campo (4-3-3) Gomis; Picone, Meroni, Carini, Della Corte; Tascone, Carcione, Baccolo; Talamo, Regolanti, Cesaretti

Casertana: ad Andria col 4-3-3

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«In questa categoria – dice il tecnico Scazzola – non esistono partite facili, ancor più in un girone come il nostro dove non deve mai mancare la clava come alternativa al fioretto. Siamo una squadra in crescita, anche se abbiamo margini di miglioramento. Abbiamo costruito una squadra che quest’anno potrà farci togliere delle soddisfazioni e tra un mese potrete vedere il suo vero potenziale. Ora, però, concentriamoci su questa partita contro una compagine che fa dell’agonismo l’arma migliore ma che presenta comunque delle buone individualità come Rada, Curcio, Piccinni e Croce». La Fidelis Andria viene da un pareggio casalingo ricco di reti (3-3 il risultato finale) con la Juve Stabia, mentre il suo impegno previsto in calendario per sabato scorso a Siracusa è stato rinviato al 26 settembre. Per quanto riguarda la formazione che scenderà in campo, confermate le assenze dell’esterno D’Anna (messo fuori causa da una forte contusione a una coscia rimediata contro il Catania e che l’ha costretto a uscire poco oltre il quarto d’ora di gioco) e del portiere Benassi, anche se per quest’ultimo si è tentato di portarlo almeno in panchina. Out anche Colli che riprenderà tra una decina di giorni dopo che avrà smaltito l’infortunio alla caviglia rimediato in occasione dell’amichevole precampionato di tre settimane fa con l’Afragolese. Confermato tra i pali, quindi, Cardelli. Torna disponibile, invece, Padovan che dovrebbe riprendere il suo posto al centro del tridente offensivo con Alfageme che, pertanto, tornerà nella posizione di esterno destro, a lui più congeniale. Ancora panchina, quindi, per Turchetta, pronto comunque a dare il suo contributo in caso di necessità. In difesa, invece, spazio a Galli sulla corsia di destra, mentre De Marco, il match winner di sabato scorso, si sistemerà sul lato opposto. La Casertana, pertanto, dovrebbe scendere in campo con il modulo 4-3-3 che prevede l’impiego di Cardelli in porta; Galli, Rainone, Polak e De Marco da destra a sinistra della linea difensiva; Carriero, Rajcic e De Marco lungo la linea mediana del campo; Marotta, Padovan e Alfageme, infine, a formare il tridente offensivo.

Napoli, ai domiciliari, gli arriva una nuova ordinanza e tenta il suicidio: salvato dalla polizia

Tenta il suicidio perché mentre era agli arresti domiciliari gli era arrivato una nuova ordinanza cautelare ma in carcere. E’ stato salvato dalla polizia. E’ accaduto ieri pomeriggio a Fuorigrotta. E’ stato trovato dalla polizia con una lametta in bocca, a cavalcioni sulla ringhiera del balcone mentre minacciava di lanciarsi nel vuoto. A lanciare l’allarme la madre, che vive con lui. Sul posto sono arrivate le pattuglie dei commissariati San Paolo e Bagnoli e una volante dell’Ufficio prevenzione generale della Questura di Napoli. Gli agenti, non potendo bloccarlo nel timore che ingoiasse la lametta, hanno tentato di farlo tornare alla ragione e ci sono infine riusciti dopo una lunga mediazione. L’uomo è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo, dove è stato medicato e dimesso dopo gli esami del caso.

G7 Parlamenti, la Boldrini: ‘Napoli luogo di contaminazione di culture’

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“Mi e’ venuto spontaneo invitare i presidenti delle Camere basse a Napoli, perche’ e’ un luogo che ritengo una capitale culturale, un luogo di contaminazione, un crocevia di culture”. Cosi’ la presidente della Camera Laura Boldrini, che in serata ha visitato a Napoli il complesso di Donnaregina ed il Museo Diocesano. “Qui – ha aggiunto – essere di mezzo e’ considerato un valore aggiunto e non una discriminante. Vengo spesso a Napoli e mi sembra una citta’ sempre piu’ piena di turisti con un grande movimento e grande forza di attrazione. Non vanno nascoste le contraddizioni che ci sono e sono tante – ha detto ancora la presidente della Camera – ma anche che ci si sta organizzando in forme di partecipazione diretta per la soluzione dei problemi. Ho conosciuto napoletani capaci di dire no, di dire basta, di andare avanti con determinazione”. 

La Finanza sequestra 218 chilogrammi di cocaina nel porto di Gioia Tauro

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E’ di ulteriori 218 kg di cocaina il bilancio dell’ultima operazione antidroga svolta nelle ultime ore dalla guardia di finanza di Gioia Tauro, insieme all’Ufficio Antifrode dell’Agenzia delle Dogane. L’individuazione dello stupefacente è stata possibile grazie all’analisi effettuata dai militari delle Fiamme Gialle e dai funzionari della Dogana su alcuni container imbarcati su una motonave che aveva toccato diversi porti Sud Americani ritenuti a rischio. Lo stupefacente, per eludere i controlli, era stato nascosto in due diversi container, caricati rispettivamente in Guatemala e nel Costarica, destinati documentalmente ad Alessandria d’Egitto e in Sicilia, nei quali erano contenuti spezie e caffè in sacchi. Anche in questo caso il sistema utilizzato è stato quello del cosiddetto rip off, consistente nel riporre immediatamente dietro i portelloni dei container, borsoni o trolley da viaggio contenenti i panetti di coca, in modo da poter essere agevolmente prelevati dai trafficanti durante la sosta delle merci nelle aree portuali.Si tratta dell’ennesimo colpo inferto agli interessi economici delle consorterie criminali di stampo mafioso coinvolte nel traffico: basti pensare che la droga sequestrata avrebbe fruttato, se messa in commercio, oltre 43 milioni di euro. L’attività svolta dalle Fiamme Gialle in sinergia con l’Agenzia delle Dogane ha consentito il sequestro di oltre 1.360 chilogrammi di cocaina purissima nel corso di quest’anno, dei quali, nel solo ultimo mese, oltre 530.