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Francesco, il malato di parkinson corona il suo sogno e suona con Gigi D’Alessio

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Momenti di toccante commozione a Sant’Antonio Abate, dove Gigi D’Alessio, ieri sera, durante un suo concerto, ha mantenuto la promessa fatta qualche settimana fa e invitato sul palco Francesco D’Antuono, il giovane di 38 anni di Angri , affetto dal morbo di Parkinson. Il 38enne, attraverso l’Ansa, aveva lanciato un appello al cantante napoletano: eseguire un brano alla batteria con Gigi. E Francesco, davanti a qualche migliaio di persone, e’ riuscito a suonare la batteria, e anche a intonare qualche sfrofa, del brano “Non mollare mai”, un inno alla vita, che D’Antuono, malgrado le tante difficolta’, ha voluto fosse la colonna sonora della sua “seconda” vita. “Aveva il desiderio di suonare una canzone, che e’ un inno ad andare avanti, ed io non me lo sono fatto dire due volte”, ha detto Gigi D’Alessio, invitando Francesco a salire sul palco. Con voce tremolante, “piu’ per l’emozione che per la malattia”, ha poi confidato ironicamente all’Ansa, Francesco si e’ rivolto al pubblico per spiegare le motivazioni alla base di questo suo grande desiderio: “Io ho il Parkinson ma questa vita me la voglio godere ancora”. Quello di Francesco “e’ un segnale molto importante”, ha sottolineato l’artista partenopeo che poi si e’ rivolto ai giovani: “state lontani da cio’ che non fa bene: la vita e’ una sola, c’e’ tanta gente che lotta per sopravvivere. La vita e’ veramente bella e Francesco ne sa qualcosa”. Poi l’invito a prendere posto alla batteria e ad iniziare il brano. Francesco lo ha eseguito senza tentennamenti, a dispetto della malattia, intonando alcune parole, probabilmente quelle per lui piu’ significative, “non mollare mai, finche’ vita avrai, non mollare mai”. E Gigi, con le dita sulla tastiera del pianoforte e lo sguardo al suo compagno di duetto, ha replicato: “Francesco, manda avanti il cuore che domani vincerai”.

Il concerto è stato il momento clou della prima edizione dell’ End Summer Fest, kermesse realizzata dall’associazione Vivi80057. Un evento che rientra nell’ ambito di un progetto fatto da giovani ed aperto a tutti. “Momenti pensati per i più piccoli, per i giovani, per le famiglie e per i nonni. Insomma, nessuno escluso. Sant’Antonio Abate è la città dell’accoglienza. ” Queste le parole del presidente dell’Associazione ViVi80057, llaria Abagnale. Non è ancora finita la kermesse, manca l’ultimo appuntamento previsto questa sera. Il bilancio è sicuramente positivo e il comune abatese non può che ringraziare l’associazione Vivi80057 ed Ilaria Abagnale per questo grande successo.

 Emilio D’Averio

Napoli, a Miano voragine al ponte Bellaria e rischio esondazione nel vallone. IL VIDEO

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C’è grande preoccupazione tra i cittadini di Miano in vista dell’arrivo delle piogge. Ieri sera una grande voragine si e aperta sul ponte Bellaria. Ma la preoccupazione maggiore è rivolta al vallone “una vera e propria bomba a rischio valanghe”, secondo quando sostengono i cittadini perché quando piove l’acqua fuoriesce dai canali portandosi via tutto come già e successo. “Non aspettiamo che ci sia prima il morto-sostengono i cittadini-  e  poi dopo si dirà che si poteva evitare. Speriamo che qualcuno si renda conto della pericolosità della situzione e intervenga prima che sia troppo tardi”.

Leone d’oro 2017 a Guillermo del Toro per The Shape of Water

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Leone d’Oro per il miglior film della Mostra del Cinema di Venezia 2017 va a The Shape of Water di Guillermo Del Toro. La favola, firmata dal regista messicano di adozione hollywoodiana e ambientata durante la Guerra Fredda, racconta dell’amicizia tra un mostro marino e una impiegata muta e, oltre a essere confezionata in maniera impeccabile da ogni punto di vista, porta un messaggio di grande attualità: solo con l’amore si vince la paura. Questo Leone d’Oro aiuterà anche la Mostra di Venezia, perché gli americani, arrivati numerosi a questa edizione, torneranno volentieri. L’Italia ha vinto due premi importanti: la Coppa Volpi alla migliore interpretazione femminile grazie alla performance di Charlotte Rampling nel film Hannah di Andrea Pallaoro, che il regista ha costruito tutto intorno all’attrice, e il premio per il miglior film della sezione Orizzonti, per il secondo anno consecutivo (lo scorso anno era andato “Liberami” di Federica Di Giacomo), con “Nico, 1988” di Susanna Nicchiarelli: il road movie incentrato sugli ultimi anni di vita di una delle più importanti icone pop del novecento (interpretata dall’attrice e cantante danese Tryne Dyrholm), modella dalla bellezza leggendaria negli anni Sessanta, storica musa di Andy Warhol e cantante dei Velvet Underground.

Carceri: detenuto uccide connazionale in cella

Omicidio tra le sbarre nel carcere di San Gimignano: a seguito di un violento litigio tra due detenuti rumeni, uno ha ammazzato l’altro con uno sgabello di legno. La denuncia e’ del Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria Sappe, il primo e piu’ rappresentativo della categoria, da tempo in prima linea nel sollecitare provvedimenti urgenti per i penitenziari toscani e del Paese. “Ieri sera dopo le 19 – fa sapere Pasquale Salemme, segretario nazionale Sappe della Toscana – c’e’ stata una lite tra due rumeni (entrambi condannati per omicidio) della sezione media sicurezza del carcere. Uno, gia’ conosciuto per il suo stato psicologico, ha impugnato uno sgabello di legno ed ha ammazzato l’altro recluso colpendolo ripetutamente alla testa”. Anche Donato Capece, segretario generale del SAPPE, e’ netto nella denuncia: “Il fatto che l’omicida fosse seguito dal un gruppo di osservazione multidisciplinare per i casi psichiatrici e di autolesionismo la dice lunga. Questi sono soggetti che non possono stare in un carcere normale ed e’ stato sbagliato chiudere gli OPG: bisognava riformali, indubbiamente, ma non chiuderli. Ma il problema e’ anche un altro. Il sistema delle carceri non regge piu’, e’ farraginoso. I vertici dell’Amministrazione Penitenziaria e del Ministero della Giustizia hanno smantellato le politiche di sicurezza delle carceri preferendo una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali. E al Corpo di Polizia Penitenziaria servono almeno ottomila nuove unita’ per fronteggiare la costante emergenza carceri, che vede oggi in Italia il nuovo numero record di oltre 57mila 300 detenuti, con celle sovraffollate e tensione ‘a mille’ (come dimostra il grave fatto accaduto a San Gimignano)”. 

Nubifragio a Livorno: bambina, genitori e nonno morti in seminterrato

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E’ ad ora di cinque morti e tre dispersi il bilancio dell’ondata di maltempo che ha colpito la zona di Livorno, secondo i vigili del fuoco della citta’ toscana. Quattro corpi sono stati trovati in uno scantinato di via Nazzario Sauro, un corpo e’ stato trovato in via della Fontanella nella zona di Monterotondo-Montenero. Risultano inoltre tre dispersi, tra i quali una ragazza. Sono una bambina, i genitori e il nonno le quattro persone morte in una villetta di Livorno a causa del nubifragio. I quattro si trovavano nel seminterrato e non hanno avuto scampo, ha raccontato un testimone a RaiNews24. 

L’ autocritica di Di Pietro: non rinnego Mani pulite ma ha prodotto un vuoto

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“Mani Pulite ha prodotto un vuoto: è da lì che sono cominciati i partiti personali a cominciare da me. Ma sono partiti che durano lo spazio di un mattino, io ne sono la prova vivente”. Antonio Di Pietro, in un’intervista a Repubblica, fa autocritica e sottolinea: “Sto facendo una critica: dalla fine della Prima Repubblica sarebbero dovute emergere nuove idee e persone che le portassero avanti. Invece da quell’inchiesta è nato un grande vuoto e sono comparsi personaggi rimasti sulla scena politica più per se stessi che per altro, a cominciare da me. Penso a Berlusconi, a Bossi, a Salvini, a Renzi. Lui ha ottenuto il 40% alle europee puntando sull’idea ulivista. Però il personalismo è prevalso e infatti il Pd si è frantumato”. Di Pietro fra questi politici non ha citato Grillo: “A Grillo – ha detto – attribuisco un ruolo fondamentale. In momenti di delusione totale esplode la protesta”. “Non confondiamo – ha precisato – io rifarei tutto. Ho fatto tanti mestieri, il poliziotto, il magistrato, il politico e non rinnego nulla, meno di tutto Mani Pulite. Ma da magistrato ho condannato delle persone, non un sistema. Quelle persone rappresentavano idee politiche. E alcuni le mettevano in pratica facendo il proprio dovere, come Aldo Moro o Giorgio La Pira, e altri utilizzando il loro ruolo per interessi personali. Faccio un esempio. Un chirurgo fa un intervento senza porsi il problema di chi ha di fronte. Così è il magistrato rispetto alla giustizia. Dietro quei politici c’erano partiti che venivano dalla Resistenza, che hanno dato l’impronta alla nostra Costituzione, partiti che vanno rispettati”.

Forte temporale su Roma: strade allagate nella capitale

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Un forte temporale si sta abbattendo da questa mattina su Roma provocando allagamenti di strada e scantinati in molte zone della Capitale. Sui social network sono numerosi gli utenti che postano filmati e foto dei danni provocati dalla pioggia dal centro alle zone di Trigoria, Acilia e Ostia. Ieri, il Centro Funzionale dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile ha diffuso un allerta meteo in codice arancione per tutto il Lazio.

Juve Stabia, Fabio Caserta: “Squadra in crescita, ora pensiamo a battere il Trapani”

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“Eravamo giunti a Catanzaro con l’obiettivo di far nostro il primo successo in campionato con la consapevolezza di avere di fronte una formazione in salute. Ho approfittato dell’occasione per testare alcuni nuovi innesti come Branduani e Simeri, l’esclusione di alcuni big non deve sorprendere anche perché Paponi, ad esempio, non era al top. Probabilmente il pari è il risultato più giusto per ambo le parti”. Commenta così Fabio Caserta, allenatore della Juve Stabia, il pari in terra calabra. E poi ha aggiunto: “Il turno di riposo poteva rappresentare un’insidia notevole, ben venga questo risultato contro un avversario che aveva nelle gambe più gare ufficiali. Anche se è chiaro che bisogna lavorare su alcuni particolari, i segnali di crescita giunti sono ben accolti. L’occasione di Simeri? Inutile pensarci, anche il Catanzaro nel finale si è divorato una grossa opportunità per far proprio il successo. Per ora ci godiamo la continuità, alla vittoria penseremo sabato contro il Trapani”.

Il Vangelo di oggi

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Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 18,15-20.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commette una colpa, và e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello;
se non ti ascolterà, prendi con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni.
Se poi non ascolterà neppure costoro, dillo all’assemblea; e se non ascolterà neanche l’assemblea, sia per te come un pagano e un pubblicano.
In verità vi dico: tutto quello che legherete sopra la terra sarà legato anche in cielo e tutto quello che scioglierete sopra la terra sarà sciolto anche in cielo.
In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà.
Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro».

Maltempo, arriva già la neve in Trentino

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Neve sui rilievi oltre i 2.400 metri, pioggia a fondovalle e temperature in calo su tutto il Trentino Alto Adige. L’attesa perturbazione e’ arrivata puntuale anche sulla regione piu’ a nord d’Italia dove l’estate e’ ormai terminata. Ai 2.757 metri di passo dello Stelvio nevica, la temperatura e’ di due gradi sotto lo zero e e’ necessaria l’attrezzatura invernale. Strada innevata anche per raggiungere i 2.474 metri di passo del Rombo. In Svizzera vengono segnalati innevati anche diversi passi nel Cantone dei Grigioni, dall’Umbrail al Forno, dalla Forcola di Livigno al Bernina.

Salernitana: Fabiani striglia tutti

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Angelo Fabiani non ci sta. Il direttore sportivo granata, intervenuto ai microfoni di Otto Channel, ha esternato tutto il suo malcontento per il risultato ottenuto quest’oggi dalla Salernitana al “Cabassi” di Carpi: “Sono un osservatore attento e faccio le mie valutazioni. Non guardo in faccia a nessuno e non amo fallire, se col Pescra non ci sarà un’inversione di tendenza sarò pronto a prendere i provvedimenti del caso. Abbiamo affrontato tre squadre alla nostra portata, il pareggio con la Ternana personalmente rappresenta una sconfitta. Dopo cinque gare ufficiali ritengo che sia il caso di iniziare a capire cosa significhi giocare a Salerno. Basta cercare alibi, si prendono in giro i 500 tifosi che oggi erano a Carpi. Abbiamo due punti in classifica con una squadra capace di giocarsela con tutti. Bollini? L’allenatore deve fare l’allenatore, tutti devono assumersi le rispettive responsabilità. Domani sentirò i presidenti, sono pronto ad agire per il bene della Salernitana”. 

Miss Italia 2017 è Alice Rachele Arlanch, la ventunenne del Trentino che si ispira ad Angelina Jolie

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Miss Italia 2017, Alice Rachele Arlanch. Nata a Rovereto, la ventunenne arrivata a Jesolo con la fascia Di Miss Trentino Alto Adige, vive a Vallarsa. Alta 1,78, ha gli occhi verdi e capelli castani ed è diplomata al Liceo classico. Studia Giurisprudenza all’Università di Trento, con indirizzo Diritto internazionale e transeuropeo e sogna di diventare un bravo avvocato “impegnato – racconta – a garantire l’uguaglianza sociale e la tutela dei diritti delle minoranze”. Alice Rachele viene da una piccola frazione del Comune di Vallarsa, con appena quattordici abitanti, di cui lei – con il fratello minore Andrea – è la più piccola “e anche la più bella”, confessa ridendo. Sportiva come le ultime due Miss Italia, Alice Rachele ha praticato nuoto per molti anni e ora si dedica alla corsa e alla palestra per mantenersi in forma. Tifosa del Milan, ama viaggiare ed è appassionata di fotografia. Ha da poco acquistato una fotocamera professionale con la quale vorrebbe immortalare “i momenti più belli” della sua vita. La mamma, insegnante di tedesco, gestisce un b&b e ha rivolto un appello alla nazione in entrambe le lingue. Il padre è responsabile sicurezza, protezione e prevenzione e health safety environment manager. E’ Fidanzata con Andrea la neo eletta e si ispira ad Angelina Jolie che ritiene una donna impegnata con le Nazioni Unite nella difesa dei diritti delle minoranze e dei profughi e rifugiati, famosa per aver intrapreso numerose missioni umanitarie nei paesi più poveri del mondo. Si definisce “creativa e intraprendente, amo cantare ma purtroppo sono completamente stonata”. Per quanto riguarda il titolo, dice: “Per me la bellezza non è un fattore esclusivamente esteriore, contano le doti caratteriali e di spirito, ma anche l’intelligenza e la cultura. Io voglio rappresentare questo modello femminile per sfatare lo stereotipo secondo il quale la donna bella sarebbe priva di sostanza”. Svela: “Inizialmente avevo paura di espormi, ma ho deciso di accettare la sfida e di mettermi in gioco fino in fondo, per superare i miei limiti e acquisire una maggiore sicurezza. Uno degli aspetti che maggiormente mi caratterizza è la sensibilità nei confronti delle persone meno fortunate. Inoltre, sono molto competitiva e ciò mi aiuta a raggiungere i miei obiettivi”. Miss Italia 2017 è una ragazza social:”Utilizzo prevalentemente Instagram, mi piace pubblicare foto con messaggi scherzosi e, soprattutto, cimentarmi in stories in cui racconto i momenti migliori e più buffi della giornata. Amo farmi vedere come sono realmente, senza filtri”. Alice Rachele Aranch è stata eletta al termine della lunga diretta televisiva dal Pala Arrex di Jesolo, condotta da Francesco Facchinetti su La7. Seconda classificata Laura Codén di Feltre (BL), in gara con il titolo di Miss Romagna 2017 per aver disputato le selezioni regionali in Emilia Romagna, dove studia. Terza è Samira Lui, 19 anni di Udine, la prima Miss Italia Chef della storia, che si è cimentata ai fornelli nei giorni scorsi aggiudicandosi il titolo dopo aver cucinato il frico: piatto tipico friulano, davanti alle telecamere dell’emittente di Urbano Cairo. Con Alice Rachele il Trentino conquista il titolo per la seconda volta nella storia del Concorso, dopo la vittoria di Claudia Andreatti nel 2006.

Casertana: le parole di Scazzola

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«Magari analizzando i novanta minuti – dice l’allenatore della Casertana – avremmo meritato anche qualcosa in più ma non vanno dimenticati la forza e il valore dell’avversario». L’analisi del tecnico parte da un primo tempo che ha visto i padroni di casa imporsi non solo dal punto di vista del punteggio, «anche se al di là del gol, l’Andria non è che abbia creato grandissime occasioni». «Certo aggiunge Scazzola dal punto di vista del ritmo sono stati superiori, ma nel complesso credo che la prima frazione sia stata anche equilibrata». Diverso il giudizio sul secondo tempo. «Abbiamo creato tanto, peccato non aver finalizzato altrettanto» osserva l’allenatore, che tuttavia assolve Padovan quando parla di questi episodi. «Si è mosso comunque bene, poi magari capita di sbagliare qualche gol ma sono comunque soddisfatto. Ho detto queste cose anche ad Alfageme, che in carriera non ha mai segnato tantissimo ma sono convinto che se continua a giocare così può andare in doppia cifra». Nel cambio di passo della Casertana hanno inciso anche alcune mosse dello stesso allenatore, come l’inversione dei terzini e il passaggio al 4-2-4: «Dopo i primi cinque minuti ho visto alcune cose che mi hanno spinto a cambiare la posizione ai due laterali difensivi, mentre per l’attacco ho a disposizione calciatori che possono interpretare bene entrambi i moduli» Scazzola poi traccia un primo bilancio in vista della sosta: «Una pausa che da un lato non ci voleva, perché credo che siamo in un momento di crescita, ma che dall’altro ci consentirà di recuperare gli acciaccati». L’allenatore ricorda un dettaglio non da poco: «Ci sono calciatori che sono arrivati da poco, hanno bisogno di giocare per inserirsi ed è normale che all’inizio non siano brillanti. Non dobbiamo neanche dimenticare che abbiamo giocato con tanti giovani, valorizzarli è un obiettivo importante e noi vogliamo perseguire anche questa strada».

Benevento: col Toro si fa sul serio

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Non sarà facile contro gente del calibro di Belotti e Liajic, Iago Falque e Niang, Rincon e Berenguer, tutti atleti di un certo livello e pronti a punirti al primo errore. Ma i giallorossi hanno voglia e soprattutto il dovere di crederci, e per la verità sono anche stufi di ricevere complimenti per il gioco espresso senza tuttavia raccogliere punti. Baroni si ritrova 7 giocatori in più dall’ultima fase di mercato, che hanno indubbiamente innalzato il livello tecnico-qualitativo dell’organico, ma per adesso (anche a causa di acciacchi di varia natura e della condizione non irresistibile di alcuni, che peraltro vanno anche integrati nei meccanismi tattici) si affiderà sostanzialmente al nucleo già arruolato e impiegherà solo tre degli ultimi arrivati. Si tratta di Antei, che verrà schierato da centrale destro accanto a Lucioni, Memushaj (che è in ballottaggio con Del Pinto e dovrebbe essere il partner di Cataldi in mediana) e Iemmello, che dovrebbe agire da prima punta in tandem con Coda incaricato di girare un po’ più al largo. Solo panchina dunque per i vari Armenteros, Lazaar, Lombardi (forse per lui neppure quella visto che è reduce da una distorsione) e Parigini, con quest’ultimo, ex di turno, che è fisicamente il più a posto di tutti e potrebbe subentrare a partita in corso con la smania di dimostrare al suo ex allenatore di aver commesso un errore a lasciarlo andar via. C’è rispetto nei riguardi di Sinisa Mihajlovic e della sua brigata, ma nessun timore: il Benevento, che ha già messo in difficoltà Samp e Bologna pur non racimolando nulla, sa di poter puntare sulla coralità di gioco e sull’attacco agli spazi soprattutto dalle corsie esterne. Baroni chiederà un superlavoro a Ciciretti e D’Alessandro, che dovranno puntare e saltare l’uomo, andare sul fondo e crossare o accentrarsi e concludere (o chiedere uno-due), ma anche essere in grado di garantire adeguata copertura in aiuto a terzini e centrocampisti. Almeno stavolta ci sarà la possibilità di avvicendarli con elementi di ruolo nel momento in cui avranno terminato le rispettive riserve d’energia. Il tecnico fiorentino confermerà Belec tra i pali, mentre per le corsie difensive dovrebbe scegliere ancora una volta Venuti e Di Chiara a scapito di Gaetano Letizia. Tra i nuovi, Lazaar e Armenteros hanno eseguito sedute di allenamento differenziate e potrebbero essere al massimo utilizzati per un piccolo spezzone di gara, in caso di estrema necessità. Stesso discorso per Lombardi che Baroni intende far recuperare al meglio senza forzare i tempi. Riguardo gli altri, non ci sarà Costa che fino al Bologna aveva sempre stretto i denti ed ora ha dovuto arrendersi, mentre Puscas è rientrato dalla convocazione in nazionale rumena con qualche leggero fastidio e non sarà al top.

Nubifragio a Livorno: cinque morti

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Sarebbe di cinque morti il bilancio provvisorio delle forti precipitazioni che si sono abbattute nella notte su Livorno. Lo riferiscono i Vigili del Fuoco che sono stati impegnati, con diverse squadre, in oltre 100 interventi. Danni anche nel quartiere di Montenero, dove i volontari della locale Misericordia sono in azione da tutta la notte per spalare il fango e i detriti che hanno invaso le strade e travolto le auto. “Dalle due di notte”, racconta la Governatrice della locale Misericordia, Elena Del Corso, “ha iniziato a piovere fortissimo e si è allagato tutto. E’ venuta giù una colata di acqua, fango e detriti che ha invaso le strade, allagato i piani bassi delle case e fatto tantissimi danni. Ci sono auto distrutte, alcune finite dentro le case, muretti crollati e mezzo metro di fango e detriti in strada. E’ una situazione tremenda. Stiamo spalando a mano, in attesa dei mezzi di soccorso più grandi”.

Avellino: la gioia di Novellino e Morosini

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Grande partita, per una grande partenza, bruciante, da Red Bull, tanto per riesumare un riferimento da Formula 1, che ci ha fatto stare davanti per tutto il tempo della gara, sfruttando i propulsori, ovvero gli attaccanti, al massimo per la benzina pompata dal resto della meccanica, il resto della squadra – commenta Novellino – potendola così gestire e condurre con attenzione, accortezza e quindi assolutamente e obbligatoriamente da dedicare a tutti i ragazzi». «Pensavo – prosegue il tecnico – che i pugliesi avrebbero impostato una gara diversa, ma dal canto nostro, l’aggressività l’avevamo già preparata, trovando nell’applicazione l’uno contro uno con Molina e Bidaou e questo ci ha dato ampiezza, anche se si è subito visto, dal calcio d’inizio che eravamo pronti e decisi a premere sull’acceleratore e questo era il quadro di una condizione fisica e mentale ottimali. La reazione dopo la sconfitta immeritata di Cremona c’è stata, con una vittoria conquistata sul campo, a spazzare via polemiche francamente infondate, furtto solo di stimoli a far meglio, di amore a far bene da parte del presidente e ovviamente da parte nostra a tradurre il tutto. Ed oggi il campo giudice di tutto, l’ha dimostrato». Carattere aggiunto alla tecnica di un Avellino che potrebbe diventare la mina vagante per la B? «Perchè no – aggiunge Novellino – ; nella mia vita da calciatore e da allenatore non ho mai vinto senza aver lottato perchè la passione rende tutto più facile, ma ora bisogna tagliare il primo traguardo, quello dei cinquanta punti salvezza». La gara. «Avevamo lavorato tantissimo su alcuni giocatori del Foggia ma non sapevo che Stroppa schierasse un 3-5-2 e quindi ai ragazzi ho chiesto, anzichè aspettare i pugliesi, di andarli a prendere alti: se si gioca a tre non si ha un gran palleggio». La differenza sono stati i passaggi. «Credo molto nel possesso palla, importantissimo nella verticalizzazione e quando hai giocatori forti come Bidaoui, bruciante nell’uno contro uno e gente come Molina sull’altro out, viene tutto più facile», ammette Novellino che spiega di essere felicissimo dell’abbondanza in squadra: io ho molto rispetto di tutti e tutti avranno spazio». Ambientamento a tempo di record per Leonardo Morosini, tre gol in due gare, entrato in meccanismi e strutture di gioco nuovi che urgeva metabolizzare al più presto. «È la cultura del lavoro quella che ripaga; in settimana dopo l’allenamento mi fermo col mister a parlare, a confrontarmi, cose utilissime per accelerare un processo di adattamento che è quasi ultimato, grazie soprattutto al contributo dei nuovi compagni che ringrazio, un gruppo sano, tana di tranquillità, ma anche fucina di applicazione per poter centrare traguardi importanti», rivela Morosini che su quanto si è detto con i compagni assistendo in tv a Pescara-Frosinone di sabato sera come ha svelato Novellino, dice: «Abbiamo capito tutti che le gare in B non finiscono mai, considerazione che ha avuto l’applicazione oggi, che ci ha visto tener alta la tensione fino alla fine. Brava l’artiglieria pesante, incarnata ad hoc da Ardemagni e Castaldo, ma anche gli esterni sono stati provvidenziali, ovviamente con il contributo di tutta la squadra».

Torre Annunziata, nuovo incubo crolli: sgomberate 6 famiglie al rione Carceri

 Torna l’incubo crolli a Torre Annunziata nel rione Carceri, in quello che era il fortino del clan Gionta. Un crollo di cornicioni registratosi all’interno di un palazzo fatiscente e già inagibile in via Agricoltori 41 ha indotto la Protezione civile e l’amministrazione comunale a sgomberare 6 famiglie, più di 35 persone, tra cui molti bambini sgomberati. La Protezione Civile ha allestito due tendopoli con bagni chimici. Una sistemazione provvisoria, almeno fino a lunedì. Poi l’amministrazione comunale dovrà una sistemazione. Intanto ieri è stata riaperta al traffico rampa Nunziante a due mesi dal tragico crollo e in tempo per scongiurare una paralisi del traffico in zona in vista dell’apertura delle scuole.

 

 

L’Arminuta di Donatella di Pietrantonio, vince la cinquantacinquesima edizione del Premio Campiello

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L’Arminuta, edito da Einaudi, di Donatella Di Pietrantonio, vince la cinquantacinquesima edizione del Premio Campiello, il concorso di narrativa italiana contemporanea organizzato dalla Fondazione Il Campiello – Confindustria Veneto. Il libro vincitore, annunciato questa sera sul palco del teatro La Fenice di Venezia, ha ottenuto 133 voti sui 282 inviati dalla Giuria dei Trecento Lettori Anonimi. Al secondo posto si è classificato Stefano Massini, Qualcosa sui Lehman, edito da Mondadori, con 99 voti, al terzo Mauro Covacich, La città interiore per La nave di Teseo con 25 voti, al quarto posto con 13 voti Alessandra Sarchi con La notte ha la mia voce edito da Einaudi. Al quinto posto si classifica Laura Pugno con La ragazza selvaggia (Marsilio) con 12 voti. “Sono emozionatissima, felicissima. Voglio dedicare il premio alle mie due famiglie: quella che mi ha generato e quella che ho costruito e alle persone che hanno lavorato con amore intorno a questo libro”, ha dichiarato la vincitrice. “Ringrazio i lettori che lo hanno amato e le due giurie che lo hanno votato e i librai. Voglio portare questo dono in Abruzzo, nella mia regione che viene fuori da un anno orribile, che ha subito terremoti, valanghe e incendi. Infine voglio dedicarlo a tutte le arminute e tutti gli arminuti, le persone che hanno vissuto nella loro vita e sulla propria pelle l’esperienza dell’abbandono”.
“Impresa e cultura tendono ad essere collocate in due ambiti diversi, che spesso vengono percepiti come sfere a sé stanti. Al contrario, non solo l’impresa fa cultura, ma molto spesso l’impresa stessa è cultura”, ha dichiarato Matteo Zoppas, presidente della Fondazione Il Campiello e Confindustria Veneto. “Il Campiello è l’esempio più evidente di questa sinergia, ne è stato un lungimirante precursore e, alla sua cinquantacinquesima edizione, continua ad esserne l’ambasciatore. Questo premio rappresenta un modo per valorizzare le opere e gli scrittori, per creare un circuito di fiducia con le case editrici, grandi e piccole, per scovare nuovi talenti letterari anche grazie al Campiello Giovani che sta diventando sempre di più un progetto culturale ed educativo. L’obiettivo della Fondazione, di tutta Confindustria Veneto e delle Associazioni Territoriali è perciò quello di far crescere ancora il Campiello e di consolidarlo come premio prestigioso, autorevole e credibile”, conclude Zoppas.

C’è anche un napoletano tra i dispersi ai Caraibi per l’uragano Irma

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C’è anche un napoletano tra i tanti dispersi a causa dell’uragano Irma che da giorni sta devastando i Caraibi. Si tratta di Raffaele Rispoli, 36 anni e vive a Virgin Gorda: da martedì pomeriggio sua sorella Adelaide non ha più notizie di lui. “Abbiamo creato un gruppo di italiani su Facebook per lanciare un appello a chiunque sappia qualcosa”, ha spiegato.
Da tre giorni anche una coppia di ragazzi romani G. M, di 25 anni insieme al suo fidanzato, si trova bloccata nel Club Med Turquoise nell’arcipelago di Turks e Caicos. Erano arrivati lì per una vacanza romantica. Ma quel resort da sogno è diventato la loro trappola. Con loro ci sarebbe un’altra famiglia di italiani. “Mia figlia e il suo ragazzo – racconta la mamma – insieme ad altri ospiti stranieri sono stati chiusi nei piani superiori del Club Med, gli unici agibili, visto che le stanze dei piani inferiori sono completamente allagate. Comunicano con sms e hanno un generatore attivo ma ancora per poco”.L’Uragano Irma si rafforza e torna alla categoria 4 mentre si avvicina all’arcipelago delle Keys in Florida. Lo ha annunciato il Centro nazionale per gli Uragani. L’Uragano sta procedendo a circa 70 miglia (115 km) Sud-Sudest di Key West, minacciando la Florida con venti massimi di 130 miglia all’ora. Il suo occhio dovrebbe attraversare la Florida più bassa entro poche ore prima di muoversi “vicino o lungo” la costa occidentale dello Stato peninsulare, dove minaccia temporali fino a 4 metri (4,6 metri) d’acqua, abbastanza da coprire una casa. Intanto sono già più di 76.000 le persone senza energia elettrica in Florida, mentre Miami appare come una città fantasma. Il governatore dello Stato, Rick Scott, ha ribadito il suo appello ad abbandonare le aree più a rischio: “E’ l’ultima occasione per prendere una buona decisione”, ha spiegato.