Gli agenti del commissariato di Polizia Poggioreale hanno arrestato per il reato di tentato omicidio e maltrattamenti in famiglia un cittadino ucraino di 38anni. I poliziotti sono intervenuti nella serata di ieri presso il pronto soccorso di un ospedale cittadino, dove era giunta una donna con ferite da arma da taglio. Gli agenti hanno accertato che la donna, ucraina 30enne, era stata ferita con un coltello, per motivi di gelosia, da un suo connazionale con il quale aveva avuto una relazione ormai giunta al termine, mentre si trovava in casa con la loro figlia minore. Gli agenti grazie alle immediate e serrate indagini hanno bloccato l’uomo mentre tentava di allontanarsi dall’abitazione della donna nel quartiere Secondigliano. I poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato il coltello, ancora sporco di sangue, utilizzato dall’aggressore per ferire la donna alle braccia ed alle gambe. L’uomo è stato arrestato e condotto al carcere di Poggioreale.
Castellammare. Fuochi d’artificio per la sposa, scoppia incendio nei terreni vicini
Castellammare di Stabia. Aria di matrimoni al rione “Moscarella”, una sposa è stata “accolta”, dopo esser scesa dalla propria abitazione da petali calati dal cielo da un elicottero ed una lunga serie di fuochi pirotecnici. Una bellissima atmosfera per la donna oggi in festa per questo giorno speciale, un po’ meno per gli invitati, o meglio gli organizzatori dello spettacolo. Infatti le scintille dei fuochi d’artificio hanno raggiunto i terreni circostanti generando più punti di incendio. Sul posto è giunta un’ autobotte dei vigili del fuoco che sta spegnendo le fiamme.
Maltempo, arriva la pioggia al sud
Un intenso fronte nuvoloso sta interessando la Sardegna dove sta piovendo da questa mattina. Le precipitazioni si porteranno verso le regioni meridionali. La redazione web del sito www.iLMeteo.it comunica che le regioni meridionali si apprestano a vivere un periodo piuttosto piovoso. In queste ore piogge e locali temporali stanno interessando la Sardegna dove migliorerà nel corso del pomeriggio. Altri temporali sono attesi in Campania, sul Cosentino e lungo l’Appennino centro-meridionale. Da Mercoledì e almeno fino a Sabato, una bassa pressione raggiungerà le regioni meridionali portando piogge e temporali soprattutto su Calabria, Basilicata e Puglia, anche con possibili nubifragi lungo le coste ioniche. Il Nord e il resto del Centro saranno protetti da un campo di alta pressione, con conseguente bel tempo prevalente. Antonio Sanò, direttore e fondatore del sito www.iLMeteo.it comunica però un cambiamento del tempo anche per il Nord. Infatti nel corso di Lunedì 2 un’intensa perturbazione atlantica inizierà a portare piogge diffuse al Nord, precipitazioni che poi si estenderanno al Centro e quindi al Sud. Le temperature non subiranno sostanziali variazioni, mantenendosi più o meno in media con il periodo.
Giugliano. Le fiamme gialle sequestrano alimenti in pessime condizioni di conservazione
I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli hanno sequestrato, nel comune di Giugliano in Campania , all’interno di un’azienda, un ingente quantitativo di prodotti alimentari, stoccati in pessime condizioni di conservazione e pronti per essere immessi nel circuito commerciale. Le Fiamme Gialle hanno individuato un’impresa, completamente sconosciuta al fisco dedita all’attività conserviera di prodotti ortofrutticoli, alimentari ed imbottigliamento del vino, operante senza alcuna autorizzazione sia commerciale che sanitaria. All’interno dei locali aziendali sono, altresì, state trovate intente a lavorare tre persone non regolarmente assunte. Sono state poste sotto sequestro l’intera azienda, l’area di circa 350 metri quadrati, le attrezzature necessarie per la produzione industriale, tra le quali: pentole industriali in alluminio, bollitori in ferro, vasche in plastica, silos, impastatrici, insaccatrici per salumi, materie prime e prodotti finiti, oltre a circa 15.000 bottiglie contenenti passata di pomodoro, salumi ed insaccati e circa 100 bottiglie di vino pronte per essere inserite nella filiera alimentare. Il responsabile è stato segnalato all’autorità giudiziaria competente.
Catturata a Roma “lady theft”, la nomade più abile borseggiatrice d’Europa
Carabinieri di Roma hanno arrestato tre donne, di 31, 34 e 15 anni, tutte nomadi di origini slave, soprese subito dopo aver rubato un portafoglio ad un turista cinese di 68 anni, in via del Sant’Uffizio. I militari in borghese hanno notate le tre donne mentre si sono posizionate dietro un gruppo di cinesi, le hanno seguite e sono intervenuti appena la 34enne, con l’aiuto delle due complici, ha allungato la mano per impossessarsi del portafoglio del malcapitato turista. Dai successi accertamenti, i militari hanno scoperto di trovarsi davanti a una donna, soprannominata “Lady Theft” sul conto della quale pendeva un mandato d’arresto europeo, emesso a marzo del 2013, dalle autorita’ Olandesi, per numerosi borseggi compiuti dal 2008 al 2009 nei Paesi Bassi. La 31enne e’ stata trattenuta in attesa del rito direttissimo, la minorenne condotta presso il Centro di Prima Accoglienza di via Virginia Agnelli e per “Lady Theft” invece si sono aperte le porte del carcere di Rebibbia in attesa di essere estradata.
Concorsi truccati all’Università: spunta anche una lettera anonima
Non giudizi di merito espressi sulla base dei titoli e delle competenze dei candidati, ma una spartizione per accontentare diverse cordate. Il tutto condito da giudizi sui candidati fatti scrivere dai propri allievi che partecipavano allo stesso concorso e da lettere anonime per indebolire i propri avversari. Questo il quadro che emerge dall’ordinanza con cui il gip di Firenze Antonio Pezzuti ha disposto gli arresti domiciliari per sette docenti universitari e l’interdizione dall’insegnamento e da ogni incarico accademico per un anno per altri 22, nell’ambito dell’inchiesta per corruzione su presunti concorsi truccati. Tra i protagonisti dell’indagine (59 e’ il numero degli indagati, tutti accusati di corruzione), nata dalla denuncia di un ricercatore che alcuni professori avevano tentato di far ritirare dal concorso per l’abilitazione all’insegnamento del diritto tributario, ci sono due degli arrestati, vale a dire Guglielmo Fransoni, tributarista dello studio Russo di Firenze e professore a Foggia, e Adriano Di Pietro, direttore della Scuola europea di alti studi tributari (Seast) dell’Universita’ di Bologna. Il primo, indagato assieme al suo associato Pasquale Russo anche per ‘induzione indebita a dare o promettere utilita”, faceva parte della commissione che decise le abilitazioni nella tornata del 2012, a cui partecipo’, senza successo, anche il ricercatore a cui proprio Russo aveva chiesto di ritirarsi, promettendogli di spendersi per lui nella successiva tornata. In particolare, Russo disse al ricercatore, che registro’ parte della conversazione, che in lista c’era Francesco Padovani, associato del suo studio come Fransoni e ‘sponsorizzato’ da entrambi. Lo stesso Fransoni, pero’, spiego’ in seguito al ricercatore che anche per il 2013 c’era gia’ una lista ‘chiusa’, di cui lui non faceva parte.Della commissione nazionale per la tornata 2013, che stando a quanto emerge dalle indagini avrebbe ‘ratificato’ una serie di accordi sulle abilitazioni presi nella tornata precedente, faceva parte, tra gli altri, Di Pietro, che ne era il presidente. Il docente del’Alma Mater rappresentava, come l’ex ministro Augusto Fantozzi (a sua volta indagato) e Russo, la Ssdt (Societa’ fra gli studiosi di diritto Tributario), che in pratica si spartiva alcuni posti con la Aipdt (Associazione italiana professori diritto tributario).
In particolare Di Pietro cerco’, riuscendoci, di far abilitare i suoi allievi Giangiacomo D’Angelo e Marco Greggi, tra l’altro commissionando a quest’ultimo la stesura dei suoi giudizi sui candidati. Sempre Di Pietro avrebbe utilizzato lo stratagemma della lettera anonima per indebolire un altro commissario, Fabrizio Amatucci, esponente dell’Aipdt che ‘faceva asse’ con altri due commissari per ‘spingere’ altri due candidati. Dopo aver ottenuto alcune informazioni necessarie per realizzare il “ricatto”, come lo stesso Di Pietro lo definisce, nei confronti del rivale, il docente dell’Alma Mater avrebbe dettato a D’Angelo la lettera anonima. Nello scritto si denunciava che Amatucci, pur dichiarandosi docente a tempo pieno, lavorava nello studio del padre, violando quindi le regole della II Universita’ di Napoli, dove dirigeva il dipartimento di Giurisprudenza, e che era incompatibile in quanto una candidata collaborava con lo studio paterno. La lettera venne poi spedita da Napoli dalla sorella di D’Angelo, e Di Pietro la lesse in commissione, ottenendo cosi’ di indebolire il proprio avversario.
Se per 29 indagati su 59 la decisione e’ gia’ stata presa, bisognera’ invece attendere l’esito dell’interrogatorio per sapere come si muovera’ il gip nei confronti di Fantozzi, che secondo gli investigatori avrebbe, insieme ad altri, istigato Di Pietro e l’altro commissario Giuseppe Maria Cipolla per ottenere il maggior numero di abilitazioni dei candidati loro allievi o soci e la bocciatura dei rivali loro o dei loro protetti. Le responsabilita’ dell’ex ministro, dal 2009 rettore dell’Universita’ ‘Giustino Fortunato’ di Benevento, emergerebbero in particolare dalle conversazioni intercettate durante una cena tenutasi in un ristorante romano il 9 giugno 2014, in cui Fantozzi ‘richiama all’ordine’ i colleghi dicendosi convinto della necessita’ di creare “un gruppo di persone piu’ o meno stabili a cui far gestire i futuri concorsi”, battezzandolo, sia pure scherzosamente, la “nuova cupola”. Sempre durante quella cena, l’ex ministro svela ai commensali di aver saputo da Fransoni che durante la tornata del 2012 erano state poste le basi anche per accordi futuri. Tuttavia, la posizione di Fantozzi e’, almeno in parte, alleggerita dal fatto di non aver fatto parte delle commissioni ‘incriminate’. Infatti, l’ex ministro doveva far parte della commissione che decise sulle abilitazioni della tornata del 2012, ma venne escluso dalla lista dei sorteggiabili nel maggio del 2013 perche’ era andato in pensione. Diversi, comunque, i giudizi del gip sugli indagati, che in alcuni casi, a quanto si apprende, si mostrano critici sul sistema che regola i concorsi. e’ il caso, ad esempio. di Russo, che in un colloquio registrato dal ricercatore ‘ostracizzato’ afferma che “la logica universitaria e’ questa, e’ un mondo di m…”.
La Juve Stabia diventa social, al via l’iniziativa #30minuticonlevespe
#30minuticonlevespe
Parte l’iniziativa #30minuticonlevespe, ideata per consentire ai tifosi, attraverso la fan page ufficiale delle vespe www.facebook.com/juvestabiaofficial/, di poter interagire con i calciatori, dirigenti e staff tecnico della società gialloblù. E’ un filo diretto attraverso il quale si possono porre domande, ricevere risposte in tempo reale e soddisfare curiosità.
Il primo appuntamento è fissato per giovedì 28 settembre alle ore 18,30 nel corso del quale mister Caserta #misterfabiocaserta, risponderà alle domande dei tifosi. Vi aspettiamo numerosi……non mancate e non perdete questa importante opportunità.
Seguiteci su www.facebook.com/juvestabiaofficial/
S.S.Juve Stabia
Salerno, stupro a Santa Teresa, il pm chiede 18 anni di carcere per i due tunisini
Stupro di Santa Teresa, il Pm chiede 18 anni. Al termine di una requisitoria di ottanta minuti il pm Francesco Rotondo ha chiesto 10anni per per Radouane Makkak ed 8 per Hassan Raziqi per aver stuprato una giovane donna a Santa Teresa. I fatti risalgono al mese di maggio del 2016, la vittima era una macchinista di treni, anche lei tunisina ma naturalizzata italiana. La giovane era andata sulla spiaggia di Santa Teresa per studiare in vista di un concorso da svolgere il giorno seguente. Improvvisamente due stranieri le hanno chiesto dei soldi per comprare da bere. Per allontanarli gli avrebbe dato 50 euro. Uno dei due è rimasto con lei infastidendola, l’altro è andato a comprare da bere. I due hanno bevuto avvicinandosi sempre più alla giovane donna e iniziando ad infastidirla, a toccarla e ad abusare di lei. Poi, uno dei due, Raziqi sarebbe andato via e Makkak avrebbe costretto la ragazza a portarlo a fare un giro in auto. Lei lo avrebbe accontentato mentre provava a mandare una richiesta di aiuto ad un amico inviando anche la propria posizione tramite Whatsapp. I carabinieri, allertati dal ragazzo, avrebbero poi rintracciato l’auto nei pressi della cittadella giudiziaria. Entrambi erano senza scarpe e con pantaloni abbassati. Nei referti medici i sanitari hanno riscontrato escoriazioni sui glutei, sui gomiti e lividi che dimostrerebbero come la ragazza abbia opposto resistenza ai due uomini.
Il Vangelo del giorno
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 8,19-21.
In quel tempo, andarono a trovare Gesù la madre e i fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla.
Gli fu annunziato: «Tua madre e i tuoi fratelli sono qui fuori e desiderano vederti».
Ma egli rispose: « Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica ».
Benevento: è il momento della verità
Sei sconfitte di fila, 16 gol subiti e uno solo realizzato sono i numeri impietosi che hanno trasformato il sogno della serie A in un incubo. La societa’ ha deciso per il ritiro punitivo spedendo la squadra nella capitale presso il quartier generale del Hotel Park Mancini di Roma, sede del ritiro dei giallorossi in occasione dei precampionati delle due promozioni consecutive. Per il momento BARONI resta al suo posto, anche se Iachini e Oddo sono in pole per sostituire eventualmente il tecnico toscano. La societa’ continua, per ora, a dare fiducia al suo allenatore che crede nella possibilita’ che la sua squadra possa rialzarsi da questo duro momento. “Dobbiamo riprendere l’entusiasmo, quell’entusiasmo dimostrato nelle prime tre partite con Sampdoria, Bologna e Torino, credo che questa squadra abbia le forze per lottare. Dobbiamo ripartire dalla prestazione, se riuscivamo a realizzare il rigore sicuramente sarebbe stato diverso. Il rigore stampato all’incrocio dei pali, a 7 minuti dalla fine che poteva riaccendere la partita ma purtroppo i risultati dobbiamo andarceli a prendere. Abbiamo pagato la veemenza del Crotone anche se c’eravamo preparati. Non dobbiamo mollare, dobbiamo ritrovare entusiasmo, compattezza, e qualche episodio che gira a favore. Dobbiamo essere forti nel credere nel lavoro e che si viene fuori da questa situazione e dimostrare che ci possiamo stare, la squadra delle prime 3 partite se la gioca.” Domenica i sanniti saranno attesi da una gara proibitiva contro l’Inter di Spalletti.
Avellino: conti a raffronto e voglia di crescere
La squadra di Novellino dopo 6 giornate ha collezionato 10 punti: il secondo migliore rendimento degli 5 ultimi anni nel campionato cadetto. Perché prima c’è l’Avellino di Rastelli, era la stagione 2014-2015, con 11 punti: sappiamo tutti come finì, con il sogno della serie A che si infranse sulla traversa del «Dall’Ara». Nove quelli conquistati un anno prima, da neo promossa. Negativo invece il rendimento delle ultime due stagioni: con Tesser alla guida i lupi ne avevano messi in cassaforte solo 4, 3 nella gestione Toscano. Il trend dunque è più che positivo, ma perché continui ad esserlo serve continuità di rendimento: altro concetto sul quale Walter Novellino insiste come un carrarmato in ogni allenamento che fa. Il mese di ottobre che è alle porte infatti sarà caldissimo, nonostante l’estate sia finita lasciando spazio all’autunno. Si comincia sabato prossimo (ultimo giorno di settembre) quando al Partenio Lombardi arriverà l’Empoli, ferito dopo il primo ko contro il Cittadella. Subito dopo (l’8 ottobre) Ardemagni e compagni sono attesi dalla trasferta di Bari ( stadio da cui i lupi sono sempre usciti sconfitti nelle ultime due stagioni). Il 15 ottobre invece, di domenica alle 17,30, ecco l’atteso derby con la Salernitana tra le mura amiche. Una settimana dopo c’è la gara dello stadio Adriatico dove ad attendere l’Avellino ci sarà il Pescara di Zeman. Ma non c’è tregua: martedì 24 alle 20,30 ecco il turno infrasettimanale: al Partenio Lombardi arriva la Pro Vercelli dell’ex Jidayi. Il mese terribile si chiude (domenica 29) con una sfida di lusso contro il Parma di D’Aversa, al Tardini. Sei gare difficili e ravvicinate in trenta giorni: sei gare che permetteranno all’Avellino di capire se l’inizio sprint è stato veritiero oppure no. Walter Novellino il calendario lo conosce bene, ma è perfettamente consapevole che è obbligatorio fare un passo alla volta, senza guardare troppo in là, altrimenti si rischia di fare solo confusione. Ieri la squadra biancoverde è tornata ad allenarsi e, come sempre, prima di cominciare a lavorare l’allenatore ha tenuto tutti a rapporto al centro del campo. L’analisi è stata sempre rivolta prima alle cose da migliorare, vedi il gol di Maniero incassato quasi a giochi finiti, e poi di quelle che funzionano. Allenamento ridotto per Migliorini, che deve sempre gestire i fastidi al ginocchio sinistro, e per Rizzato, ancora alle prese con leggeri fastidi muscolari. Per Gavazzi invece i tempi di recupero restano ancora un punto interrogativo visto l’inizio di stagione così complicato e la assenza della preparazione poichè in ritiro con il resto della squadra non c’è stato.
Salernitana: giovani e non solo…
Se gli ex granata tornati alla casa madre, Strakosha e Luiz Felipe, hanno dato prova di aver tratto giovamento dall’esperienza all’ombra dell’Arechi, ancora si attende un virgulto cresciuto a Formello capace di affermarsi a Salerno. Bollini ha garantito personalmente per Alessandro Rossi, mentre Claudio Lotito ha promesso l’arrivo di Crecco, pupillo dell’attuale tecnico granata ai tempi della primavera biancoceleste. Crecco, classe ’95, ha già maturato una buona esperienza in serie B visto che ha indossato le maglie di Ternana, Lanciano, Modena ed Avellino, mentre è solo transitato da Trapani. Dopo il debutto da giovanissimo in massima serie (contro la Juventus), nella scorsa stagione per lui è arrivata anche la gioia del primo gol in serie A, durante LazioPalermo. Cercato dal Crotone in estate, l’ex Ternana aveva mostrato scarso interesse per il ritorno in cadetteria ed era stato, così, inserito nella lista della squadra di Inzaghi, da cui è stato estromesso in un secondo momento per il depauperamento del pacchetto arretrato, falcidiato dagli infortuni. Crecco è una mezzala di piede sinistro, ma in carriera ha giocato anche da esterno. Nei prossimi mesi dovrà mordere il freno, visto che non potrà essere utilizzato in gare ufficiali e, si spera, a gennaio non arrivi ingolfato ma con tanta voglia di tornare in campo. Se Lotito già pensa al mercato, allora è segno che anche il patron non sia del tutto sicuro e soddisfatto di quanto fatto in estate in sede di campagna acquisti. Il campo, del resto, si sta esprimendo e, classifica a parte, sono già balzate all’occhio le pecche di una rosa in cui non figura nemmeno un portiere over in grado di tamponare eventuali emergenze visto che Radunovic è titolare dell’under 21 serba e Adamonis potrebbe entrare nel giro di quella lituana, manca un’alternativa di spessore a Vitale, visto che Asmah non è troppo considerato da Bollini, non c’è traccia di un centrale difensivo mancino (che sarebbe stato ancor più utile nel caso di riproposizione della difesa a tre), mentre in mediana manca un vero faro, capace di illuminare il gioco atteso che Signorelli è ben lontano da una condizione fisica accettabile e che gli altri centrocampisti a disposizione di Bollini possono, al più, adattarsi come nel caso di Della Rocca e Minala. In attesa di Rizzo, che non ha nemmeno cominciato la sua avventura in granata che già era in infermeria, Crecco potrebbe portare freschezza e forza fisica, ma non ordine e geometrie per le quali bisognerà, eventualmente, rivolgersi altrove. Anche le scelte relative all’attacco non hanno, per ora, convinto specie per quel che riguarda gli esterni. Bollini aspetta che Di Roberto entri in condizione, che Gatto esca dall’infermeria e che Cicerelli dimostri di meritare la categoria. Inoltre, c’è da fare i conti con i problemi di Rosina che non gioca dalla prima giornata di campionato e che è rientrato in gruppo solo alla vigilia del match con lo Spezia. Per la trasferta di Parma, dove vestirà i panni dell’ex, il numero dieci sarà a disposizione al contrario di Ricci e Tuia, alle prese con i rispettivi acciacchi e costretti con tutta probabilità a restare a riposo. Per la gara del Tardini, i programma venerdì sera, è molto probabile la conferma del modulo varato contro lo Spezia con l’unica novità rappresentata dall’impiego dal primo minuto di Kiyine sulla corsia destra, con Perico nel trio dei centrali difensivi in luogo dell’infortunato Tuia. In attacco sarà riproposto il tandem Bocalon-Rodriguez con Sprocati nei panni del rifinitore.
Napoli, in città 500 ‘tifosi-turisti’ del Feyneoord: forze dell’ordine in allerta dopo l’aggressione di ieri
C’è grande attenzione a Napoli dopo l’arresto di ieri dei tre tifosi olandesi che si sono scagliati contro la polizia. Le forze dell’ordine, nonostante i supporter del Feyenoord non potranno assistere alla gara di stasera di Champions contro il Napoli, hanno intensificato i controlli perché dall’Olanda sono arrivati comunque 500 tifosi-turisti che hanno intenzione di vedere la partita nei pub e nei ristoranti napoletani. I tifosi del Feyenoord sono noti per la loro violenza e quindi sono stati predisposti particolari controlli in tutta la città per evitare scontri.
L’operazione di ieri è stata portata a termine dagli agenti del commissariato Decumani: la volante su disposizione del locale c.o.t. si recava alla via dei Fiorentini, ove era stata segnatala la presenza di persona molesta che infastidiva i passanti. Giunti all’altezza dello stabile segnalato, vedevano tre giovani che, da un terrazzo del terzo piano, alla vista della volante scagliavano al loro indirizzo un vaso contenente pietre, sassi e una pianta in plastica. Il getto violento era rivolto in maniera inequivocabile a colpire l’autovettura di servizio e dunque anche gli occupanti. Solo la prontezza di riflessi degli operanti permetteva di schivare gli oggetti, arrestando la marcia della vettura, evitandone, così, il danneggiamento.
Immediatamente gli scriventi scendevano dall’autovettura di servizio, notando che i tre soggetti avevano ormai abbandonato il terrazzo e dunque cercavano di raggiungere il portone d’ingresso. Ma a pochi metri da esso, vedevano i tre giovani che si accingevano a uscire dal palazzo. I poliziotti, in uniforme di servizio, intimavano ai tre di fermarsi, ponendosi davanti a loro, ma essi, impedivano il compimento dell’atto d’ufficio, iniziando a sferrare calci e pugni allo scopo di evitare l’identificazione, consapevoli della condotta posta in essere poco prima. La loro violenza era tale che riuscivano a svincolarsi dagli operanti, e scappare lungo via Fiorentini, ovviamente inseguiti a piedi dagli agenti che non li perdevano mai di vista. Nelle medesime circostanze altre pattuglie raggiungevano il luogo su disposizione del locale c.o.t. e, dopo un breve inseguimento per le traverse limitrofe, venivano bloccati in via Medina da una pattuglia moto-montata della Squadra Mobile Sezione Falchi. Anche all’atto del loro fermo, i tre cittadini olandesi, nonostante la presenza di altre pattuglie continuavano nella loro condotta illecita, sferrando calci e pugni. Dopo alcuni minuti i tre venivano bloccati e condotti presso gli uffici del commissariato di ps decumani.
Per i fatti accertati veniva sequestrato il materiale utilizzato per il lancio. E’ utile evidenziare che gli arrestati sono cittadini olandesi e circostanza non trascurabile è che nella serata di domani, sarà disputata presso lo stadio San Paolo la partita di calcio valevole per la fase a gironi del torneo denominato “Champions League”, tra Napoli e una squadra olandese, competizione sportiva che, a seguito di decreto prefettizio, sarà disputata inibendo l’accesso ai cittadini olandesi.
Per la violenza esercitata dai tre cittadini olandesi, i poliziotti subivano lesioni personali, con prognosi ognuno di otto giorni I tre olandesi sono stati arrestati per resistenza a p.u. e lesioni e sono stati condotti al carcere di Poggioreale.
Casertana: valutazioni e cambiamenti
Anche alla vigilia di un trittico di gare che, in una settimana, definiranno la classifica della Casertana in questo spicchio di girone d’andata. Trapani sabato, poi turno infrasettimanale al Pinto contro il Francavilla e infine trasferta nell’anticipo del venerdì sul campo del Cosenza che ha appena esonerato Fontana. Servono i risultati perché, seppur dopo cinque giornate (la Casertana ha giocato però una gara in meno), la classifica è meno bella di quella che ci si aspettasse. E i risultati non possono prescindere dalla soluzione di quelle criticità che la squadra di Scazzola denota con preoccupante ripetitività. A tappare il buco sulla corsia difensiva dovrebbe pensarci l’esperto D’Anna che, se in un tempo disputato a sinistra sul campo del Catanzaro non giocò una buona partita, impiegato a destra ha dato buone risposte. Il calciatore sta recuperando dall’infortunio e con lui in campo Galli potrebbe spostarsi stabilmente a sinistra. Poi, c’è il problema in mediana: la coesistenza tra Rajcic e De Rose era stata difficile ad Andria tanto che contro l’Akragas, Scazzola ha deciso lasciare il capitano in panchina e cambiare modulo per sfruttare tutti e quattro gli attaccanti. Ciononostante zero gol (al netto delle molteplici occasioni) anche contro i siciliani e conferma delle difficoltà realizzative di una squadra andata a segno solo 3 volte in 4 gare e con un solo attaccante (Alfageme per due volte) nonostante le indubbie qualità del reparto. Il tecnico ex Pro Vercelli sa che c’è tanto lavoro da fare e sta ancora studiando gli aggiustamenti tattici utili a consolidare e compattare l’organizzazione di gioco della sua squadra.
Camorra a Ercolano, oltre 100 anni di carcere per i 18 imputati dei blitz Freedom.TUTTE LE CONDANNE
Oltre cento anni di carcere sono stati comminati ai clan Ascione-Papale e Birra-Iacomino protagonisti della sanguinosa faida di Ercolano. Mano pesante del gip Gabriella Pepe, soprattutto nei confronti della donna boss Immacolata Adamo, alias” donna Assunta, moglie del boss defunto Raffaele Ascione detto Rafele ‘o lungo. Per lei 8 anni e 8 mesi di carcere perché considerata la reggente della cosca dopo la morte del marito.Non a caso il boss rivale Giovanni Birra aveva deciso di ucciderla per vendicare la morte del cognato Giuseppe Infante ucciso su disposizione di Luigi Nocerino e Immacolata Adamo appunto. E’ stato ricordato nel corso del processo dal pentito Sannino: “Immacolata Adamo doveva morire e così i Birra avrebbero avuto il controllo di tutte le attività illecite di Ercolano”. Il piano però non riuscì ad andare in porto perchè ci sono stati gli arresti che hanno fermato in parte la faida. I contrasti tra i due clan erano saliti alle stelle anche perché “Donna Assunta” aveva osato sfidare i Birra restituendo i 25 milioni di lire che le erano stati consegnati per alzare bandiera bianca. la donna boss prima aveva accettato e poi sostenne che quei soldi erano pochi. Fu lo stesso boss Stefano Zeno a presentarsi a casa sua e a riprendersi i soldi. In un incontro carico di tensione. da quel momento il nome di Immacolata Adamo era finito sulla black list dei Birra. Mano pesante anche nei confronti di Ciro Montella, alias ’o lione: per lui 9 anni e 4 mesi per tentata estorsione. Il cugino omonimo dovrà invece scontare una condanna a 10 anni.Così come Luigi e Donato Fusco. Dieci anni e 8 mesi per Giacomo Porcelli. Sette anni di carcere sono stati incassati da Claudio Itri. Al centro del processo anche il raid punitivo ai danni del padre della pentita Antonella Madonna, ex moglie del boss Natale Dantese. L’uomo, come è stato ricostruito dai pentito e dai riscontri degli investigatori, fu “sequestrato” e costretto a scavare la sua tomba. Per questo episodio sono stati condannati a 4 anni a testa Edmondo, Gennaro e Luigi Dantese. Infine le condanne a 4 anni, con le attenuanti riconosciute ai collaboratori di giustizia, da Ignazio Magliulo, il pentito-lampo della camorra di Ercolano, e le pene minori per Salvatore Suarino, 4 anni di carcere, Gennaro Vulcano, 2 anni e sei mesi, Ciro Lucarelli, 3 anni e 8 mesi, così come Giuseppe Fusco, metre a 2 anni di carcere è stato condannato Santoro Carotenuto.Il processo è partito dal blitz Freedom che nel luglio del 2016 portò all’arresto degli affiliati dei due clan.
Vertenza Ericsson: la Regione Campania chiede un dietrofront sui licenziamenti. Parla l’assessore Sonia Palmieri
Ieri, lunedì 25 settembre, tavolo regionale con CGIL, CISL, UIL, alla presenza dei Consiglieri regionali Gianluca Daniele e Antonella Ciaramella, sulla vertenza Ericsson. L’assessore regionale al Lavoro e alle Risorse Umane, Sonia Palmeri, dichiara: “È assurdo, stiamo assistendo alla tredicesima procedura di licenziamento collettivo che colpisce ben cinque regioni da Nord a Sud con ben duecentonovantuno dipendenti totali. Non sono bastati dieci mesi di instancabili trattative presso il Ministero del Lavoro per scongiurare i licenziamenti, ventinove in Campania sono arrivati è tanti altri nelle altre regioni! Eppure non abbiamo ceduto un attimo! La Campania insieme a Lombardia, Lazio, Liguria e Toscana ha offerto ben otto misure di sostegno allo sviluppo ed al rilancio dei siti. Fino ad oggi però la multinazionale svedese, con migliaia di dipendenti, è stata indifferente ad ogni proposta ed ha rifiutato sia il ricorso agli ammortizzatori sociali, sia il coinvolgimento del Ministero dello Sviluppo Economico, dove è possibile ampliare i temi di rilancio industriale. Ha rifiutato inoltre categoricamente le misure proposte dalle cinque regioni – sottolinea la Palmeri – in particolare finanziamenti per la formazione continua, per ricerca e sviluppo, per reindustrializzazione, per poli e distretti, contratti di sviluppo, accordo di programma partecipazione a cluster, asserendo che si tratta di esuberi strutturali. L’azienda ha innalzato un muro impenetrabile a tutti gli incontri ma noi continuiamo a sostenere che una grande azienda ha il dovere di coniugare le proprie esigenze di bilancio con la responsabilità sociale- conclude poi l’assessore – che governa le scelte di posizionamento e di reputazione sul mercato, senza chiudere il dialogo con le Istituzioni!”
Le Quattro giornate di Napoli: la città si prepara ai festeggiamenti con iniziative culturali
Un programma di iniziative culturali ideate con l’Anpi (Associazione nazionale partigiani italiani), con l’Istituto Italiano per la Storia della Storia della Resistenza ”Vera Lombardi”, con la Fondazione Premio Napoli e con associazioni, enti, artisti e personalità del mondo della cultura che hanno voluto generosamente dare il loro contributo alle celebrazioni solenni delle Quattro Giornate di Napoli – spiega un comunicato dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo. “Vivere e far rivivere sul territorio cittadino l’orgoglio napoletano di settantaquattro anni fa quando la Città, con il suo esempio e sacrificio, indicò a tutti gli italiani, la via verso la libertà, la giustizia e la democrazia. La città ricorda in questi giorni il settantaquattresimo anniversario delle Quattro Giornate di Napoli (28 settembre – 1 ottobre 1943) nelle quali insorse contro gli occupanti tedeschi ed i loro alleati fascisti e si liberò con le sue forze, anticipando l’arrivo delle truppe alleate e dando a tutta l’Europa un segnale importante per la lotta di Resistenza contro il nazismo e il fascismo” – si legge nel comunicato del comune di Napoli. “-. Dedicate a Roberto Bracco, intellettuale antifascista, un “nobel mancato”, che sarà ricordato dal professor Francesco Soverina nell’evento di presentazione del suo libro Il “Caso Bracco”- una ferita non sanata, il 30 settembre all’ex-Ospedale della Pace nell’ambito del Festival ‘Ricomincio dai libri’, anche quest’anno le celebrazioni delle Quattro Giornate di Napoli si richiamano alla liberazione dalle mafie e dalle camorre, stabilendo un ponte ideale tra i valori della Resistenza e l’impegno di oggi contro la criminalità organizzata e in difesa della legalità e dei valori della Costituzione”.
‘Ndrangheta: maxi blitz in Lombardia: 27 arresti, c’è anche il sindaco di Seregno
I carabinieri del Comando provinciale di Milano stanno eseguendo una serie di arresti nelle province di Monza, Milano, Pavia, Como e Reggio Calabria nell’ambito di un’inchiesta su infiltrazioni della ‘ndrangheta nel mondo dell’imprenditoria e della politica in Lombardia. L’inchiesta e’ coordinata dalla Procura di Monza e dalla Procura Distrettuale Antimafia di Milano. In tutto, 27 misure cautelari: 21 in carcere, 3 ai domiciliari e 3 interdittive, firmate dai Gip Pierangela Renda e Marco Del Vecchio.I soggetti colpiti dalle 27 misure cautelari sono accusati a vario titolo di associazione di tipo mafioso, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi, lesioni, danneggiamento (tutti aggravati dal metodo mafioso), associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, corruzione per atti contrari ai doveri di ufficio, abuso d’ufficio, rivelazione e utilizzazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento personale. L’inchiesta dei carabinieri, partita nel 2015, e che porta la firma dei Pm monzesi Salvatore Bellomo, Giulia Rizzo e del Procuratore della Repubblica di Monza Luisa Zanetti e dei Pm della DIA Alessandra Dolci, Sara Ombra e Ilda Boccasini, rappresenta una costola dell’indagine “Infinito”, che nel 2010, sempre coordinata dalle procure di Monza e Milano, aveva inferto un duro colpo alle “Locali” ‘ndranghetiste in Lombardia. Tra gli arrestati anche il sindaco di Seregno, Edoardo Mazza, di Forza Italia. E’ accusato di corruzione: avrebbe favorito gli affari con un imprenditore legato alle cosche, il quale si sarebbe a sua volta adoperato per procurargli voti.A legare a “doppio filo” politica e ‘ndrangheta, secondo l’inchiesta della Procura di Monza e della Dda di Milano, sarebbe stato un imprenditore edile di Seregno il quale avrebbe intrattenuto rapporti con politici del territorio, e coltivato frequentazioni e rapporti fatti di reciproci scambi di favori con esponenti della criminalita’ organizzata. Il suo ruolo sarebbe stato “determinante” per l’elezione del sindaco arrestato, secondo le ricostruzioni degli inquirenti. Il suo interesse era quello di ottenere dai politici una convenzione per realizzare un supermercato nel monzese. I dettagli dell’inchiesta in una conferenza stampa convocata alle 11:30 al Comando provinciale di Milano in via Moscova.
Incassavano l’assegno sociale dell’Inps, ma vivono all’estero: 370 indagati in tutta Italia
Incassavano mensilmente l’assegno sociale, destinato ai cittadini italiani e stranieri in difficolta’ economiche, ma vivevano all’estero, per lo piu’ in Sudamerica e nell’est Europa. Sono 479 i casi di irregolarita’ e 370 le persone denunciate dai finanzieri impegnati nell’operazione “People Out”, che ha permesso di accertare l’indebita percezione di emolumenti per oltre 10 milioni di euro. Nell’ambito del rapporto di collaborazione anti truffe tra la Guardia di finanza e l’Inps, il Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie del Corpo ha sviluppato e coordinato, sulla base dei dati forniti dall’istituto e relativi al 2016, una serie di indagini che hanno portato all’individuazione di un consistente numero di cittadini sia italiani che stranieri che, dopo aver ottenuto l’assegno sociale, si erano trasferiti all’estero ovvero erano stati sempre effettivamente domiciliati “oltre confine”, non rispettando, pertanto, il requisito essenziale della stabile ed effettiva residenza sul territorio nazionale e certificando falsamente redditi inferiori alla soglia prevista dalla legge per accedere al beneficio. I titolari continuavano a riscuotere illecitamente la prestazione assistenziale attraverso l’accredito su conto corrente oppure tornando, saltuariamente, in Italia solo per ritirare le somme allo sportello. Ai responsabili degli illeciti e’ stato contestato il reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato ed e’ stata applicata una sanzione pecuniaria. L’Inps ha immediatamente provveduto alla sospensione o alla revoca dei pagamenti, procedendo all’avvio del recupero di quanto indebitamente incamerato. La sospensione o la revoca dei pagamenti consentira’ all’istituto previdenziale un risparmio annuo pari ad oltre 2,6 milioni di euro. Diversi i casi eclatanti, a partire da quello di una coppia di anziani coniugi di origine tunisina, residenti fittiziamente nella provincia di Firenze, che ha incassato indebitamente complessivi 120.000 euro ed e’ risultata aver movimentato capitali verso il Principato di Monaco per 370.000 euro. Un’altra coppia di coniugi italiani di 73 e 72 anni, residente nel Frusinate, dopo il trasferimento definitivo all’estero ha continuato a percepire l’assegno sociale per complessivi 55.000 euro mentre una 70enne di origine argentina, solo formalmente residente nella provincia di Cagliari, ha usufruito indebitamente di emolumenti per 47.000 euro, movimentando capitali verso la Repubblica Popolare Cinese per 95.000 euro. Marito e moglie italiani, entrambi 80enni, residenti sulla carta in provincia di Potenza ma di fatto stabilmente emigrati in Venezuela dal 1955, hanno indebitamente beneficiato di prestazioni assistenziali per 156.000 euro mentre una 75enne polacca, fittiziamente residente nella provincia di Frosinone, in accordo con un italiano, suo ex datore di lavoro, ha messo le mani illegittimamente su 50.000 euro, elargiti a suo favore su un conto corrente cointestato con il complice e movimentati verso l’estero tramite il sistema dei money transfer. L’assegno sociale, che e’ corrisposto dall’Inps per tredici mensilita’ (circa 450 euro al mese), spetta ai cittadini italiani, comunitari, extracomunitari (titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo), rifugiati politici ed apolidi (titolari dei rispettivi titoli di soggiorno) che abbiano compiuto 65 anni (eta’ cui va aggiunto un correttivo legato all’aggiornamento della speranza di vita); siano residenti effettivamente ed abitualmente in Italia; abbiano soggiornato legalmente, in via continuativa per almeno dieci anni sul territorio nazionale (la permanenza decennale e’ stata introdotta dal primo gennaio 2009); si trovino in condizioni economiche disagiate.
Van Bronckhorst, Feyenoord: ”Il Napoli difende bene ma noi puntiamo a vincere”
“Mi piace come gioca il Napoli di Maurizio Sarri. Sa far circolare la palla e segna molti gol, Sarri ha fatto un grandissimo lavoro”. Lo ha dichiarato il tecnico del Feyenoord Giovanni Van Bronckhorst alla vigilia del match contro il Napoli in programma domani sera al San Paolo. “Il Napoli pressa molto alto con gli attaccanti e dovremo evitare di rischiare in fase di costruzione. Dovremo capire quando e’ giusto costruire e quando invece no. Dovremo anche essere coscienti delle varie fasi della partita” ha detto il tecnico che ha perso per infortunio Botteghin. “E’ un duro colpo per noi. Lo abbiamo saputo a un’ora dalla partenza, forse rimarra’ fuori fino a gennaio. Dovremo rimanere ottimisti e giocare da squadra. Un risultato positivo ci aiuterebbe molto. Dovremo difenderci molto bene per riuscirci. Anche la mancanza di Nicolai Jørgensen si e’ fatta sentire nelle ultime due settimane, l’anno scorso e’ stato il nostro miglior marcatore e la sua presenza aiuta tutta la squadra”. E su Mertens, Van Bronckhorst ha ricordato:”Con Utrecht e PSV giocava in fascia, ma a Napoli e’ diventato un grande attaccante centrale, che gioca bene e realizza tante reti”. In conferenza stampa con il tecnico olandese anche Steven Berghuis. “Conosciamo tutti la storia del Napoli e abbiamo grande rispetto per loro. Per noi e’ una gara molto importante, forse non ancora decisiva, ma di certo vogliamo i tre punti. Dovremo fare attenzione a non subire gol nelle prime fasi della partita. Contro il Manchester City, che ci ha segnato subito due reti, abbiamo imparato la lezione. Mi spiace molto per Milik, ma il Napoli ha tanti altri ottimi attaccanti e dovremo fare attenzione a non concedere loro alcuno spazio”.



