“De André canta De André Vol. III”, il nuovo disco del cantautore genovese che testimonia il grande successo live del progetto in cui reinterpreta i successi e il sound del padre. Sarà disponibile venerdì 6 ottobre nei negozi tradizionali, in digital download e su tutte le piattaforme streaming. Continua, in tutta Italia, l’omonimo tour che ha già registrato nove sold out. Il 12 ottobre al Teatro Augusteo di Napoli; il 14 ottobre al Teatro Olimpico di Roma; il 24 ottobre al Teatro Carlo Felice di Genova; il 16 novembre al Teatro Sociale di Como; acoustic duo il 24 novembre al Teatro Comunale di Belluno; acoustic duo 25 il novembre – PalaBrescia di Brescia; il 7 dicembre al Teatro La Fenice, Senigallia; il 15 dicembre al Teatro Duse di Bologna; il 16 dicembre al Palabassano2 a Bassano del Grappa. Nel nuovo disco come nel “De Andre canta De Andre Tour 2017”, Cristiano interpreta un repertorio ricco di nuovi brani del padre che si affiancheranno a quelli contenuti nei precedenti progetti discografici di grande successo come in “De André canta De André – Vol. 1” del 2009 e “De André canta De André – Vol. 2” del 2010. “De André canta De André Tour 2017” è organizzato dalla Concerto Music che inaugura la sua collaborazione con Cristiano De André.
Cilento Experience: Un territorio da vivere. Eventi artistici per promuovere il territorio
“Cilento Experience: Un territorio da vivere”, il nome dell’evento che si svolgerà nei Comuni di Santa Marina, Comune capofila del progetto, Rofrano, Buonabitacolo e Piaggine, finanziato dalla Regione Campania. Un fitto programma di eventi, che si pone come obiettivo quello di promuovere il territorio con espressioni artistiche di profilo internazionale, per attuare un indispensabile processo di “scambio” verso il mondo esterno. Lo scopo è quello di celebrare le valenze ambientali e gli aspetti culturali dei centri partecipanti, oltre a caratterizzare il prodotto turistico locale offrendo al visitatore la possibilità di conoscere varie sfaccettature della comunità che li ospita. L’impegno va dunque nella direzione di un turismo culturale consapevole e meno votato al consumo dei luoghi. Sette gli appuntamenti di Cilento Experience che si svolgeranno nei paesi interessati dal progetto. Gli eventi del Mutarte Festival si svolgeranno presso i suggestivi spazi all’aperto nei centri storici di Rofrano, Buonabitacolo e Piaggine, uno per paese, sfruttando le scenografie proprie di ogni borgo. Quattro quelli previsti nel Comune capofila di Santa Marina a partire dalla seconda metà del mese di ottobre fino a fine febbraio, con appuntamenti mensili nel Cineteatro Tempio del Popolo intitolato a Giovanni Di Benedetto. Gli eventi previsti all’interno della struttura saranno programmati in base al binomio musica e territorio, ospitando il meglio delle produzioni artistiche nazionali ed internazionali. La destagionalizzazione della programmazione mira a creare un momento di attenzione culturale in periodi di bassa stagione dove, grazie ad un efficace programmazione artistica, si punta ad aumenti rilevanti delle presenze turistiche. Il primo appuntamento in programma è per domenica 24 settembre 2017, Piazza Sandro Pertini a Buonabitacolo, con Sandro Joyeux, musicista italo-francese, la sua musica crea un ponte tra la canzone francese e i ritmi del mondo, unendo musica di viaggi, di danza e di condivisione. Domenica 8 ottobre 2017 l’appuntamento è nella suggestiva Chiesa Santa Maria dei Martiri a Rofrano con Peppe Servillo & Solis String Quartet, la perfetta sintesi tra canzone e musica d’autore proveniente dalla nostra Campania Felix. Sabato 28 ottobre 2017 ci spostiamo al Cineteatro Teatro Tempio del Popolo intitolato a Giovanni Di Benedetto a Policastro Bussentino, con il concerto di Maldestro, cantautore napoletano, secondo classificato tra le nuove proposte al Festival di Sanremo, vincitore del prestigioso premio della critica Mia Martini. Sabato 9 dicembre 2017 sempre al Cineteatro Teatro Tempio del Popolo, ci sarà Angelo Branduardi, che porterà in scena il suo spettacolo “Camminando Camminando”. Partner naturale in questa esperienza non poteva che essere Maurizio Fabrizio, compositore, arrangiatore polistrumentista, autore di grandi successi, scritti per gli interpreti storici della musica italiana, oltreché collaboratore ed amico di Angelo fin dagli anni 70. Mercoledì 27 dicembre 2017 l’appuntamento è a Piaggine, nella Piazza Vittorio Veneto, con la Compagnia Joculares, tra le massime espressioni internazionali di artisti di strada, arrivano dalla Sicilia, precisamente Catania e sono famosi in tutta Europa per il loro spettacolo col fuoco “Trìa”. Sabato 20 gennaio 2017 Eugenio Finardi ci accompagnerà per mano nel suo viaggio “Parole e Musica”, uno show che celebra la strepitosa carriera del musicista italiano, e di tutti i luoghi che per anni sono stati palcoscenici naturali dei suoi tour. Il concerto si terrà al Cineteatro Teatro Tempio del Popolo intitolato a Giovanni Di Benedetto a Policastro Bussentino. Ultimo appuntamento fissato per sabato 3 febbraio 2018, al Cineteatro Teatro Tempio del Popolo con Taskayali, considerato dagli addetti ai lavori il più promettente pianista europeo. Nato a Roma da madre italiana e padre turco, nella sua carriera da solista si è esibito in più di quindici paesi nel mondo.
Hamsik: ”Abbiamo dimostrato che siamo forti”
“E’ stata una grande prestazione. Dopo la sconfitta con lo Shakthar dovevamo tornare a vincere e abbiamo dimostrato di essere forti”. Cosi’ Marek Hamsik ha commentato, sul suo sito, la vittoria per 6-0 di ieri sul Benevento a pochi giorni dal ko in Champions.
Trovato con due pistole in casa e un’auto rubata nel garage: arrestato
I carabinieri della tenenza di Melito hanno arrestato in flagranza per detenzione illegale di armi da sparo e per ricettazione di armi e di veicolo rubato A.F. un 41enne del luogo già noto alle forze ritenuto contiguo ai Paparella, un gruppo scissionista del clan camorristico dei Mallardo. Durante perquisizione domiciliare l’uomo è stato trovato in possesso di una pistola calibro 6 con matricola abrasa e di una potente e micidiale semiautomatica calibro 9, sempre con matricola abrasa. La perquisizione è stata estesa anche a un box auto nella disponibilità, nel quale è stata trovata una fiat cinquecento rubata nel 2010 in provincia di Caserta. L’arrestato è stato portato nella casa circondariale di Poggioreale. r
Aveva allestito una serra artigianale e prodotto mille dosi di marijuana: denunciato 32enne
Aveva una serra artigianale per la coltivazione di piante di canapa indiana con sistemi di areazione, irrigazione e illuminazione artificiale. Era posizionata sul terrazzo della casa di un 32enne a Prata di Principato Ultra in provincia di Avellino. Denunciato dalle Fiamme Gialle locali. I finanzieri hanno anche sequestrato concimi “Thc” proveninenti dalla Spagna. Lo stupefacente sequestrato era pari a mille dosi per un valore commerciale di 10mila euro.
Marano, picchia la madre e la compagna: arrestato 30enne
I carabinieri della tenenza di Marano hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia e per violenza e resistenza un ucraino 30enne residente a Marano: l’uomo è stato bloccato dopo breve colluttazione all’interno della sua abitazione, dove era stato sorpreso mentre aggrediva verbalmente e fisicamente per futili motivi la madre 66enne e la compagna 28enne. Durante approfondimenti sulla situazione è emerso che l’uomo, assuntore di alcool e droga, poneva in essere analoghi comportamenti da circa un anno: nessuno dei coinvolti ha riportato lesioni. L’arrestato è stato portato nella casa circondariale di Poggioreale.
Femminicidio, appello dopo l’omicidio di Alife: ”Donne denunciate”
“Un figlio che uccide il padre per difendere la madre dopo l’ennesima lite: questa è un’altra vicenda drammatica frutto della violenza domestica e della paura di denunciare. Non è possibile sapere quante altre volte le liti tra i due coniugi fossero sfociate in aggressioni fisiche ai danni della donna, la quale però ha parlato agli inquirenti di anni di abusi e violenze nascosti tra le mura di casa. Se così fosse, sarebbe una tragedia nella tragedia perché con una semplice denuncia, forse, tutto questo si sarebbe evitato. Invece purtroppo sono ancora tante, troppe, le donne che non chiedono aiuto e accettano di vivere in condizioni disumane forse per vergogna, o semplicemente per paura. Per questo portiamo avanti la nostra campagna di sensibilizzazione e di aiuto, perché non vogliamo si arrivi a punti di non ritorno come in questo caso, in cui la donna non ha perso la vita, ma ha comunque perso tutto e un giovane si è macchiato dell’omicidio del padre per soccorrere la madre rovinando la sua vita per sempre”. Così Alessandra Zedda (consigliera regionale Forza Italia Sardegna), Alessandra Moretti (consigliera regionale Pd Veneto), Flaminia Bolzan (criminologa), Chiara Baschetti (attrice e modella) sostenitrici dell’iniziativa “Divieto di femminicidio, salviamone una in più” .
Parcheggiatore abusivo arrestato per estorsione
Roberto Coccia, un 33enne di Pomigliano d’Arco, svolgeva abusivamente l’attività di parcheggiatore davanti a un parco pubblico. In lui si è imbattuto uno sfortunato giovane automobilista che voleva posteggiare.L’abusivo lo ha avvicinato: gli ha chiesto 5 euro ma il ragazzo non aveva intenzione di pagare e coccia è passato a parole pesanti: “Questa è zona mia! qua comando io! se non mi dai soldi mi prendo la macchina”. È entrato persino con la testa nell’abitacolo per intimidire il ragazzo, o forse per cercare denaro. Il giovane a quel punto si è sentito costretto a dargli i 5 euro per evitare guai. Subito dopo il 33enne è stato bloccato dai Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile di Castello di Cisterna, che subito dopo la denuncia del malcapitato lo hanno tratto in arresto per estorsione. Il suo arresto è stato convalidato. Attenderà il processo sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di firma, tutti i giorni, presso i Carabinieri di Pomigliano.
Arzano, presenze ”abusive” in comune: monta la polemica
Arzano. Presenze “abusive” in comune, monta la polemica. C’è chi li chiama volontari, chi li chiama volenterosi, ma di fatto senza nessuna investitura ufficiale. E Si sa, dopo le elezioni e quando non ci sono spazi per accontentare tutti quelli che hanno tirato acqua al proprio mulino, ci si inventa anche un ruolo senza il benché minimo documento che ne legittimi la presenza. A denunciare l’accaduto, Domenico Rubio dal suo sito “Arzano News” con al centro una vicenda che sta montando man mano e che nel breve potrebbe sfociare anche in una segnalazione al Prefetto di Napoli. “ Ho colto l’occasione dell’ennesima volta delle porte lasciate aperte ed incustodite della balconata principale della sede centrale comunale di piazza Cimmino (che pure non è cosa buona!) per trattare un argomento molto più serio che in questi giorni sta facendo tanto discutere nell’ambiente politico e comunale. Da più parti, infatti si solleva il problema dei “volontari” della nuova amministrazione, che, senza alcun “titolo” di nomina sindacale (assessori, portavoce, staffisti, etc) sono presenti in modo illegittimo sulla casa comunale e che, seppur motivati a collaborare a titolo gratuito ( “cassato” in ambito pubblico) si interfacciano con dirigenti e dipendenti comunali, si interfacciano con aziende esterne al Comune. Tutto ciò non può avvenire, tutto ciò si presta ad aspetti di rilevanza anche di carattere penale, oltre che motivare la Prefettura ad intervenire subito. Faccio presente che, durante l’Amministrazione del sindaco Fuschino, pur in presenza di contratti per staffisti e collaboratori, l’OIV (Organismo di valutazione intreno) fece succedere il “finimondo” per segnalare e denunciare il “fuori campo” dei collaboratori esterni nel rapporto con dirigenti e funzionari. Non hanno, insomma, funzioni che sono invece di prerogativa più strettamente (seppur con il loro confine) di ambito assessoriale. Figuriamoci quanto più rilevante è la situazione se si è in presenza di collaboratori “abusivi”, non giustificabili, negli uffici comunali. Su questo delicato argomento è intervenuta, ad esempio, su La Voce, anche in modo assai chiara ed esaustiva, una esponente del PD, Katia Errichiello, che ha illustrato anche l’aspetto di non poco conto del rischio di violazione dei dati sensibili e della non tutela della privacy dei cittadini, nel passamano o deposito su scrivanie di carte delicate, negli appuntamenti con esponenti della amministrazione, cosa che nell’ente va evitata anche ai lavoratori non comunali”. Insomma, aldilà delle buone intenzioni, se dovessero trovare riscontro le segnalazioni, sarebbe davvero la prima volta su di un comune sotto costante monitoraggio .
Camorra, l’omicidio Notturno: una nuova faida o vendetta trasversale?
Nicola Notturno, stando a una prima ricostruzione dell’agguato, e’ stato affiancato in via Ghisleri da un’auto in corsa e i sicari gli hanno esploso contro 7 colpi, per poi scappare verso viale della Resistenza. Oltre alla pista dei contrasti tra clan e l’esplosione di una nuova faida di camorra con i Di Lauro visto che molti dei figlio di Ciruzzo ‘o milionario sono liberi, la polizia, per inquadrare il movente dell’agguato, non trascura l’ipotesi che sia una vendetta trasversale legata al fatto che Gennaro Notturno, elemento di spicco del clan di Scampia e zio di Nicola, da due settimane ha deciso di collaborare con gli inquirenti. Lo zio Gennaro, detto “Sarracino”, ha partecipato alla prima faida di Scampia, quella in cui il gruppo Amato-Pagano si rese autonomo dai Di Lauro, e le sue dichiarazioni hanno aperto uno squarcio importante per la ricostruzione degli omici che tra il 2004 e il 2005 hanno insanguinato l’area Nord di Napoli provocando 80 morto in dieci mesi. In particolare, i primi verbali all’attenzione dei pm ricostruiscono il ruolo dei capoclan Cesare Pagano e Raffaele Amato come mandanti degli agguati contro affialiti del gruppo di Paolo e Cosimo Di Lauro. Il primo omicidio che ha confessato Gennaro e’ stato quello di Antonio Landieri, ucciso per errore a Scampia nel corso di una spedizione puntiva voluta dagli scissionisti. Landieri non fece in tempo a scappare mentre i killer sparavano perche’ aveva problemi di deambulazione.
Il papa’ della vittima fu arrestato il 17 dicembre del 2012 dai carabinieri del Comando provinciale di Napoli. Era considerato il reggente dell’omonimo clan camorristico, alleato con il gruppo Abete-Abbinante, uno dei cartelli criminali in lotta nella faida per il controllo delle piazze di spaccio. Raffaele Notturno – fratello di Vincenzo, capo dell’omonimo clan, allora detenuto – era ricercato da gennaio dopo un ordine di carcerazione a 2 anni e 11 mesi di reclusione che gli era stato inflitto per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. I militari dell’Arma lo individuarono e bloccarono mentre si trovava in un appartamentino del lotto TB di Scampia, protetto da telecamere e cancello blindato.
(nella foto da sinistra Raffaele Notturno, padre della vittima Nicola e lo zio Gennaro Notturno ‘o sarracino, neo pentito)
Troppi suicidi in carcere, il sindacato chiede un incontro alle autorità sanitarie
Troppi suicidi si stanno registrando tra le fila della Polizia Penitenziaria nei vari Istituti Penitenziari della della Repubblica e non possiamo rimanere spettatori di questa scempia ombra – afferma Giuseppe Merola Segretario Regionale Lombardia per la Giustizia Minorile del Sindacato SiNAPPe –
Per questo motivo, come rappresentante dei lavoratori, ho ritenuto opportuno chiedere, alle Autorità Sanitarie dell’Asst Santi Paolo e Carlo di Milano, la calendarizzazione di un incontro , nella piena collaborarazione di trovare le giuste stetegie preventive per contrastare il fenomeno del burnout che purtroppo colpisce le cd “professioni d’aiuto”.
Due suicidi la settimana scorsa e due a giugno che si accodano agli esponenziali casi – continua Merola – bisogna intervenire, è un allarme nazionale. I poliziotti penitenziari devono quotidianamente interfacciarsi con ardue e precarie realtà carcerarie ove sicuramente empatizzano situazioni e vissuti drammatici.
Il nostro lavoro è davvero molto difficile,esposto a fattori stressogeni nel tempo potrebbe compromettere lo stato psichico dei lavoratori.
Siamo fiduciosi,nelle Autorità Sanitarie locali, in una sensibile attivitá preventiva, già convenzionata in tempi pregressi, da incrementare presso le strutture del CGM e UEPE di Milano.
Il Vangelo di oggi
In quel tempo, Gesù quando ebbe terminato di rivolgere tutte queste parole al popolo che stava in ascolto, entrò in Cafarnao.
Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l’aveva molto caro.
Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo.
Costoro giunti da Gesù lo pregavano con insistenza: «Egli merita che tu gli faccia questa grazia, dicevano,
perché ama il nostro popolo, ed è stato lui a costruirci la sinagoga».
Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli: «Signore, non stare a disturbarti, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto;
per questo non mi sono neanche ritenuto degno di venire da te, ma comanda con una parola e il mio servo sarà guarito.
Anch’io infatti sono uomo sottoposto a un’autorità, e ho sotto di me dei soldati; e dico all’uno: Và ed egli va, e a un altro: Vieni, ed egli viene, e al mio servo: Fà questo, ed egli lo fa».
All’udire questo Gesù restò ammirato e rivolgendosi alla folla che lo seguiva disse: «Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!».
E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito.
Zenga: ”Il Napoli quest’anno è stratosferico, è la mia favorita perlo scudetto”
“L’Inter ha le caratteristiche per arrivare fra le prime 4 ma la mia favorita per lo scudetto e’ il Napoli, che e’ stratosferico quest’anno”. Walter Zenga mette per un attimo da parte il cuore nerazzurro e non vede ancora la squadra di Spalletti in grado di competere con Juve e Napoli per il tricolore. “Spalletti e’ appena arrivato mentre Allegri e Sarri lavorano sulla stessa panchina da tre anni, c’e’ una base differente – la sua analisi ai microfoni di ‘Radio Anch’io Sport’ su RadioUno – mentre l’Inter ha comprato 5-6 giocatori nuovi anche se non ha le coppe e questo permette a Spalletti di poter lavorare tutta la settimana su concetti e difetti. Mi piace comunque molto come hanno iniziato la stagione. Non dimentichiamo che ci sono in squadra i reduci da un’annata particolare ma l’allenatore e’ stato bravo a metterli insieme e a comprare i giocatori funzionali alla sua idea di gioco”.
Paganese: si guarda avanti
Oggi, ripresa degli allenamenti in vista del confronto casalingo con l’Akragas, compagine reduce dal primo successo in campionato a spese della Paganese. Da verificare innanzitutto le condizioni di Alfageme che nel test di sabato scorso con la Berretti ha subito una forte contusione alla tibia. Dalla società, comunque, arrivano segnali confortanti a tal riguardo. Del resto, in questo momento della stagione la presenza dell’attaccante argentino risulta imprescindibile sia per tanti motivi, sia dal punto di vista tecnico (due dei tre gol realizzati finora dalla Casertana portano la sua firma) che da quello psicologico poiché lo stesso Alfageme sembra ormai assurto a trascinatore della squadra. Va comunque detto che al tecnico Cristiano Scazzola non mancano di certo frecce alternative al suo arco con Turchetta che scalpita nel ruolo di esterno sinistro offensivo. Intanto, potrebbe rivedersi in gruppo Emanuele D’Anna. L’esterno ex Cosenza, infortunatosi nelle battute iniziali del match con il Catania, ha forzato il lavoro differenziato cui si era sottoposto nella scorsa settimana e, pertanto, potrebbe tornare a lavorare a pieno regime già da questo pomeriggio. Discorso a parte, invece, per Massimiliano Benassi e Lorenzo Colli. L’estremo difensore, mai utilizzato finora in campionato per noie ad un polpaccio, è ancora fermo ai box, mentre l’esterno, infortunatosi in occasione del test precampionato con l’Afragolese un mese fa, sta terminando il ciclo di terapie che ha seguito in una struttura specializzata di Bologna. In settimana, quindi, lo stesso Colli, alla sua seconda stagione in maglia rossoblù, potrebbe tornare ad allenarsi, seppur seguendo un programma di lavoro differenziato prima di rientrare in gruppo. Quella che sta per iniziare, nel frattempo, sarà l’ultima settimana in cui i sostenitori rossoblù potranno sottoscrivere l’abbonamento. Dopo il picco registratosi subito dopo il termine della finestra estiva del calciomercato, la campagna abbonamenti rossoblù ha subito un netto calo, causato probabilmente dall’arrivo della sosta forzata per la stessa Casertana e dall’incertezza scaturita dal caso Vibonese. In caso di riammissione del club calabrese, infatti, sarebbero aumentate le partite da giocare. Ora che, però, la decisione da parte del Collegio di garanzia del Coni sembra aver scongiurato tale ipotesi, il tutto potrà concludersi prima dell’inizio del match contro l’Akragas in programma sabato prossimo al Pinto (inizio ore 16.30). È di circa 680 il numero di tessere sottoscritte finora, un dato che, comunque, potrebbe essere ritoccato in settimana. Si punta, quindi, a migliorare il record di circa 727 abbonamenti venduti quando la Casertana, dopo quasi vent’anni di campionati dilettantistici, tornò a giocare nell’allora Seconda Divisione nella stagione 2013/2014.
Casertana: i numeri degli abbonamenti
Ultima settimana in cui i sostenitori rossoblù potranno sottoscrivere l’abbonamento. Dopo il picco registratosi subito dopo il termine della finestra estiva del calciomercato, la campagna abbonamenti rossoblù ha subito un netto calo, causato probabilmente dall’arrivo della sosta forzata per la stessa Casertana e dall’incertezza scaturita dal caso Vibonese. In caso di riammissione del club calabrese, infatti, sarebbero aumentate le partite da giocare. Ora che, però, la decisione da parte del Collegio di garanzia del Coni sembra aver scongiurato tale ipotesi, il tutto potrà concludersi prima dell’inizio del match contro l’Akragas in programma sabato prossimo al Pinto (inizio ore 16.30). È di circa 680 il numero di tessere sottoscritte finora, un dato che, comunque, potrebbe essere ritoccato in settimana. Si punta, quindi, a migliorare il record di circa 727 abbonamenti venduti quando la Casertana, dopo quasi vent’anni di campionati dilettantistici, tornò a giocare nell’allora Seconda Divisione nella stagione 2013/2014.
Incinta al quarto mese muore col bambino in ospedale per una crisi respiratoria: aperta un’inchiesta
Dopo una notte drammatica muore in ospedale Teresa Giannetti, madre di una bimba di sette anni. Era incinta da quattro mesi e stava portando avanti, in maniera regolare, la sua maternità. Nella notte tra sabato e domenica, però, si è sentita male. Una crisi respiratoria che ha allarmato i familiari tanto da chiamare un’ ambulanza. La donna è stata tenuta sotto controllo al pronto soccorso del “Moscati”. Per complicanze è morta. Probabilmente si tratta di un’ embolia polmonare quella che ha fatto smettere di battere il cuore a Teresa e alla creatura che portava in grembo. Secondo la versione degli operatori sanitari la donna è arrivata in ospedale già morta ma che sia stata sottoposta ugualmente ad intervento chirurgico per salvare il bambino, morto anche lui.
La Procura sulla vicenda ha aperto un fascicolo dato che è stata sporta denuncia ed ha sequestrato la salma per ulteriori accertamenti. Sotto la lente di ingrandimento ci sarà l’operato del 118, quindi il tragitto dell’ ambulanza, la centrale operativa e l’idoneità del mezzo a fronteggiare quel tipo di situazione. Sono tante le domande a cui il magistrato vorrà dare una risposta e fare chiarezza. La stessa chiarezza che anche la famiglia vuole. Potrebbe essere arrivata in ritardo l’ambulanza? Il mezzo aveva a bordo un rianimatore? Sono stati somministrati farmaci alla donna prima della crisi? La donna avrebbe comunque superato la crisi? Ricostruire passo dopo passo tutto quello che è avvenuto la notte tra sabato e domenica scorsa.
Avellino: è subito Venezia
Benevento: Vigorito tra amarezza e riflessione
Il derby lo ha seguito da vicino e vissuto intensamente. Ha ingannato l’attesa chiacchierando con Di Somma, passeggiando e salutando il pubblico. Oreste Vigorito è arrivato con la squadra sul terreno di gioco e non lo ha più lasciato fino al triplice fischio. La delusione stampata sul suo volto la dice lunga su quello che era lo stato d’animo a fine gara. «Sono dispiaciuto per com’è andata – spiega il presidente – le buone prestazioni contro Samp, Bologna e Torino mi avevano illuso che potessimo fare una figura migliore. Sapevamo che sarebbe stato difficile fare risultato: poco fa ascoltavo in tv che il Napoli nelle ultime 30 partite in campionato ha perso solo una volta e nelle ultime 7 ha sempre segnato almeno 3 gol. Avrei preferito perdere restando in piedi, ma ci siamo ritrovati opposti ad una squadra di livello mondiale, che gioca un gran calcio e per di più anche vogliosa di riscattare la sconfitta in Champions. Senza contare che l’abbiamo affrontata senza diversi elementi importanti e con nuovi calciatori che venivano utilizzati per la prima volta». Fatale al Benevento l’approccio sbagliato e un atteggiamento superficiale e timoroso. Quando prima del fischio d’inizio era andato a raccogliere gli applausi dei tifosi giallorossi in corrispondenza del settore ospiti, Vigorito non si sarebbe mai immaginato che il Benevento potesse tirar fuori una prova così incolore, completamente diversa per ritmo, intensità e cattiveria agonistica da quelle precedenti. «La cosa che più mi ha fatto male – ammette il massimo dirigente – è stata quella di vedere il popolo sannita, che ci segue ogni domenica con passione e calore, rattristato per un epilogo che tutti ci saremmo aspettati più dignitoso. Noi non siamo soliti andare a fare weekend o scampagnate, scendiamo in campo per batterci sempre contro chiunque, ma la tensione agonistica, che in partite come questa è più che normale, non ti può sopraffare fino a farti giocare con la paura addosso». Certo, di fronte c’erano fior di campioni, gente come Mertens, Hamsik, Callejon, Jorginho, Insigne. Ma la resistenza opposta è stata davvero flebile se si considera che dopo soli 32 minuti il Napoli era già avanti di quattro gol. Vigorito era seduto accanto a Di Somma sulla panchina aggiuntiva. Ha osservato Baroni sbracciarsi vanamente per tutta la gara. È rimasto sempre composto e in religioso silenzio, salvo qualche caso in cui si è limitato a commentare insieme al diesse quello che stava accadendo in campo. In occasione del quarto gol, Baroni si è voltato verso lui e Di Somma come ad indicargli l’errore commesso nella marcatura di Callejon, lasciato colpevolmente solo al limite dell’area. A quel punto la partita era già bella che compromessa, ma il massimo dirigente si sarebbe almeno aspettato di lasciare il campo con l’onore delle armi. «Sono rimasto in campo perché ho un problema ad una gamba – rivela il presidente – e non riuscivo a salire i gradoni della tribuna. Ho avuto modo di ammirare da vicino la circolazione di palla del Napoli e la velocità di esecuzione delle loro giocate: ho visto qualcosa di impressionante, la palla sembrava magica, arrivava a destinazione con straordinaria semplicità prima che i nostri potessero intervenire. Il Napoli di oggi avrebbe messo in difficoltà chiunque». Vigorito tra il primo e il secondo tempo è stato l’unico a non alzarsi dalla panchina. Complice forse anche il fastidio alla gamba, il presidente non ha mai abbandonato il suo posto. È rimasto lì per tutta la durata dell’intervallo. Parlando al telefono si è voltato e ha fatto un cenno, probabilmente per salutare qualche familiare in tribuna autorità. In quel momento ha fatto una sua personale valutazione sulla prima parte di gara, che poi è stata quella determinante. «Abbiamo avuto enormi difficoltà ad impossessarci del pallone – precisa l’imprenditore originario di Ercolano – e il fatto stesso di non riuscire a prenderla ci ha condotto ad una forma di frustrazione che poi ha finito col prendere il sopravvento. Il gol in avvio inoltre, non ci ha dato neppure il tempo di organizzarci». La serie A è implacabile e non perdona nulla. Il Napoli in particolare, ti punisce senza pietà alla minima incertezza. Al Benevento non resta che fare tesoro delle lezioni rimediate sul piano dei risultati e comprendere che in questa categoria occorre sempre dare il 110%. «Prima di oggi la squadra aveva tirato fuori prestazioni incoraggianti sul piano dell’impegno e del gioco. Ma dobbiamo avere la capacità – incalza il presidente – di rimanere concentrati per 96 minuti e che farlo per 89 non è sufficiente. In serie B e Lega Pro eravamo abituati ad essere più forti degli altri, ora dobbiamo adeguarci sul piano mentale alla nuova condizione che stiamo vivendo. Sono convinto che l’allenatore abbia sufficiente intelligenza e capacità tecnica-tattica per approfondire questi aspetti». Un’affermazione che conferma la fiducia di Vigorito nei confronti di Marco Baroni e del suo progetto. «Avremmo dovuto fare qualche punto nelle prime tre partite – conclude il presidente – questo ci avrebbe consentito di affrontare Napoli e Roma con meno pressione. Ora siamo obbligati a smuovere la classifica già mercoledì sera. Dopo Crotone poi, faremo un piccolo bilancio per valutare quali sono le prospettive. A quel punto, rimedi da apportare non ce ne saranno tanti. L’unica cosa che puoi fare è riflettere sullo staff tecnico, ma per adesso è un’eventualità a cui non penso».
Droga nascoste nelle buche come in un campo da golf: 16 arresti a Torino
Il Valentino, lo storico parco nel cuore di Torino, trasformato in un ‘campo da golf della cannabis’, con decine di buche piene di marijuana, hashish, eroina e cocaina. E’ di 16 persone arrestate, tutte di origine africana, il bilancio di un blitz antidroga dei carabinieri che ieri hanno anche sequestrato mille dosi di droga. Eroina, cocaina, hashish e marihuana nascosta sotto le zolle di erba, tra le fessure dei muretti lungo i sentieri, ai piedi degli ippocastani, sui binari del tram, sotto i tombini e dentro i cestini dei rifiuti. Per sorprendere gli spacciatori, i carabinieri sono arrivati alle loro spalle a bordo di un tram e in tutta l?area del parco decine di militari erano travestiti da corridori. Le indagini, iniziate nell?ottobre 2016 e coordinate dalla Procura di Torino, hanno consentito di smantellare una vera e propria microeconomia illegale, costituita da altre attivita’ a supporto dello spaccio. Ogni giorno alcune donne portavano in carrelli della spesa panini e bevande che gli spacciatori acquistavano e consumavano sul posto per non perdere eventuali clienti.











