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Afragola, sequestrati 53 cuccioli di cane importati dall’Ungheria

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Cinquantatre’ cuccioli di cane di varie razze provenienti dall’Ungheria sono stati sequestrati dai carabinieri nel territorio del comune di Afragola. I cuccioli, in precario stato di salute, erano all’interno di un furgone. L’attivita’ e’ stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, in particolare dai magistrati del gruppo di lavoro competente per i reati a danno di animali.
Diverse persone, tra cui anche titolari di societa’ e esercizi commerciali di vendita di animali, sono stati iscritti nel registro degli indagati per i reati di maltrattamento e traffico illegale di animali da compagnia. Dalle indagini e’ emerso che i cani avevano un’eta’ inferiore a quella stabilita per l’importazione e comunque non erano tenuti in buone condizioni; alcuni hanno avuto bisogno di cure veterinarie, mentre gli altri sono stati portati presso un rifugio.

Quartieri Jazz: viaggio tra musica e storia nella città parallela

L’appuntamento è per sabato 25 Novembre alle 21.30 presso La Napoli Sotterranea (Vico Sant’Anna di Palazzo, 52),  Quartieri Jazz in concerto con il loro secondo lavoro discografico dal titolo “Le 4 Giornate di Napoli”.
IL DISCO
Il chitarrista napoletano dei Quartieri Spagnoli reduce dal grande successo del primo disco ‘E strade cà portano a mare “ha dato vita ad un nuovo lavoro, originale e sperimentale”  all’insegna della consapevolezza e della rivalutazione dell’identità partenopea, attraverso la fusione tra la napoletanità dei vicoli in cui vive l’artista, e il jazz manouche dei caposcuola come Reinhardt e Rosenberg, proseguendo così sulla strada del genere coniato: il Neapolitan Gipsy Jazz
L’album dal titolo “ Le 4 giornate di Napoli” trae ispirazione da quell’incredibile momento storico rappresentato dal settembre del ’43 e dal sentimento di “ Unione e Ribellione” che unì i Napoletani tutti contro un unico e comune nemico. E come ieri, oggi spira in città una forte voglia di riscatto e cambiamento, ma oggi è necessario imbracciare le armi della cultura e cavalcare questa nuova “Rivoluzione Napoletana” partita dal basso, facendo “Resistenza Culturale”.
IL CONCERTO
Ad accompagnare la serata tra passato e presente, mentre si scende nei meandri della terra e nel profondo delle proprie emozioni sarà il sound di Mario Romano con la sua chitarra manouche che sarà validamente supportata da  Alberto Santaniello alla chitarra classica.
Oltre ai nuovi brani la band eseguirà anche degli evergreen del loro repertorio.
LA LOCATION
Il termine “Napoli sotterranea” sta ad indicare il fittissimo e complesso reticolo di cunicoli e cavità, che si trovano nel sottosuolo napoletano e che formano una vera e propria città che ricalca, in negativo, la città di superficie.
La città sotterranea si estende sotto tutto il centro storico, ad essa sono legati miti e leggende ancora oggi vivi nell’immaginario collettivo dei napoletani. Le gallerie sottostanti Napoli sono state usate, nel corso dei secoli, in diversi modi. Nate in seguito all’estrazione di tufo per la costruzione della città, sono state poi adibite ad acquedotto e come rifugio ai tempi della Seconda Guerra Mondiale.
Il sottosuolo di Napoli affascina ed impressiona per l’imponenza delle cavità, e quindi degli spazi, e per il dedalo di cunicoli che si intersecano per diversi chilometri sotto le strade ed i palazzi.
Scendete con noi nelle viscere della città per scoprirne la storia ed i misteri attraverso il tour sotterraneo più affascinante della città.
La visita alla Napoli sotterranea è un’esperienza unica nel genere e sicuramente irripetibile.
Il tour è un “viaggio nel tempo di 2400 anni” che ha inizio da uno dei vicoli della città vecchia (precisamente da vico S. Anna di Palazzo) ed attraverso un percorso sotterraneo ha la possibilità di raccontare la storia della città di Napoli, tramite un parallelo tra la Napoli del sottosuolo e quella della superficie, partendo dalle prime trasformazioni della morfologia del territorio, avvenute ad opera dei Greci a partire dal 470 a.C, fino a giungere ai nostri tempi.

Ingresso La Napoli Sotterranea da Vico Sant’Anna  di Palazzo, 52 (nei pressi di P.zza Plebliscito)
Dove parcheggiare:
Garage BARBARO – a 50 metri – Vico S. Anna di Palazzo, 63 – Telefono: 081 401 801
Garage GRADONI – a 50 metri – Vico S. Anna di Palazzo, 27 – Telefono: 081 402 445
Garage NARDONES – a 100 metri – Via Nardones, 61 – Telefono: 081 415 445
Parcheggio Comunale MASCHIO ANGIOINO – a 300 metri – Via Vittorio Emanuele III

La serata prevede l’apertura dei cancelli alle ore 21.00 per chi volesse anticiparsi per lo sbigliettamento, la visita guidata alla Napoli Sotterranea; ed in seguito il concerto dei Quartieri Jazz. Il contributo organizzativo è di 15 €

Per informazioni e prenotazioni, telefonare al 340.489.38.36  e/o mandare una mail a: quartierijazz@live.it

Banda di truffatori in Toscana: catturati a Scampia e Caserta gli ultimi due latitanti

Arezzo. Erano sfuggiti al blitz di venerdì scorso dei carabinieri della compagnia di Arezzo ma alla fine i militari del nucleo operativo sono riusciti ad arrestare gli ultimi due indagati che si erano sottratti alla cattura dopo il provvedimento emesso dal Tribunale di Arezzo per 12 misure di custodia cautelare che ha permesso dio sgominare un’organizzazione criminale con sede nel napoletano dedita alle truffe agli anziani. Il primo arrestato, un 22enne, è stato individuato in provincia di Caserta. Il giovane è stato arrestato nel comune di Arienzo in provincia di Caserta grazie alla collaborazione dei militari della Compagnia di Maddaloni, ed è stato associato alla casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere. Il secondo arrestato, un 23enne destinatario della misura degli arresti domiciliari, è stato rintracciato presso l’abitazione di una parente nel quartiere Scampia di Napoli, con la collaborazione dei militari del comando provinciale di Napoli. L’arrestato è stato accompagnato presso il proprio domicilio.

Sant’Antimo, ordigno esplode davanti ad una palestra. Indagano i carabinieri

Sant’Antimo. Terzo raid ai danni di esercizi commerciali nel giro di due giorni. Stanotte un ordigno è esploso davanti all’ingresso di una palestra in via Protone a Sant’Antimo, in provincia di Napoli. Sul caso indagano i carabinieri di Giugliano. Secondo quanto si apprende, si tratta della terza esplosione avvenuta negli ultimi giorni ai danni di esercizi commerciali del territorio. L’esplosione dell’ordigno, di fattura artigianale, ha danneggiato il portone dell’edificio. Non ci sono feriti.

(Foto di archivio)

Napoli, scassinato il bar sotto palazzo San Giacomo

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Nella notte tra venerdi e sabato ignoti sono entrati nel bar ‘Fuori dal Comune’ in piazza Municipio a pochi passi dall’ingresso di Palazzo S.Giacomo. Secondo la denuncia presentata ai Carabinieri sabato mattina, hanno rotto la serratura e poi rubato soldi (2mila euro) e assegni in bianco dalla cassa. In passato, il locale era stato vittima della tecnica della ‘spaccata’.

Sette vizi napoletani al Teatro Lendi. Con i fratelli Gallo, la partecipazione straordinaria di Maurizio De Giovanni

Dopo tre giorni di sold out, registrati con l’anteprima nazionale dello spettacolo con Biagio Izzo e Rocìo Muñoz Morales “Di’ che ti manda Picone”, la stagione del Teatro Lendi, in via A. Volta 176 (strada provinciale Grumo Nevano-Sant’Arpino), prosegue, mercoledì 22 novembre, alle 21.00 (repliche 23 e 24 novembre) con Gianfranco e Massimiliano Gallo in “Sette vizi napoletani”, con la partecipazione dello scrittore Maurizio de Giovanni.
“Sono prima di tutto un appassionato dell’arte in generale, del teatro in particolare – racconta Francesco Scarano, direttore del Teatro Lendi -. Per gli spettatori che da quattro anni si accomodano in platea, la stagione finisce ad aprile. Io non aspetto la fine della stagione in corso per lavorare a quella successiva. Lavoro sulla ricerca. Vado negli altri teatri e divento spettatore degli spettacoli che poi mi impegno a portare sul palcoscenico del Lendi”.
Dalla “Cazzimma” alla “Bizzuocaria”, dalla “Vittimismeria” alla “Sfrantummazione” e poi la “Maschimeschinità”, la “Scassoneria” e “La Camorra”. “Sette vizi napoletani” è uno spettacolo di teatro-canzone in cui l’autore, Gianfranco Gallo, immagina e racconta a modo suo, i vizi del popolo al quale egli stesso sente in modo viscerale di appartenere.
Gallo battezza sette parole che, nel suo stile caustico ed ironico, accompagneranno gli spettatori in un viaggio che conduce dritto all’indole dei napoletani. Protagonisti i fratelli Gianfranco e Massimiliano Gallo, nomi di prestigio del teatro, del cinema e delle Tv nazionali. Sul palco anche il chitarrista Antonio Maiello e l’attore Marco Palmieri. Nei testi dello spettacolo, forti e significativi, si alternano comicità e risate ma anche momenti di commozione e di gran suggestione, nel segno della tipica scrittura di Gianfranco.
“Ho scritto questo spettacolo che parla di quelli che io considero sette vizi dei napoletani perché, ad un napoletano doc come me, danno più fastidio i concittadini che celebrano una città perfetta e inesistente che quelli che da altre parti la denigrano – spiega Gianfranco Gallo -. Credo sia necessario prima ammettere i propri errori, le proprie debolezze, i propri vizi per poter migliorare. Noi napoletani dobbiamo essere critici e costruttivi non ingessati e deliranti nell’adorazione di un Totem quasi alla maniera tribale. Mi sono divertito a creare dei neologismi come Vittimismeria, Sfrantummazione che rendono bene l’idea che voglio esprimere, alla maniera dei futuristi. Con questo spettacolo di teatro- canzone torno alla mia triplice identità, quella di autore, attore e cantante, tra cinema, tv e teatro. Quest’ultimo, però, è in grado di riportarmi alla mia essenza”.
I due fratelli, che insieme sono una forza della natura, guideranno gli spettatori in un viaggio unico in cui tradizione e modernità si fondono alla perfezione.
“Questo spettacolo per noi è un modo per tornare in contatto con il pubblico napoletano – sottolinea Massimiliano Gallo -. Si tratta di un racconto della città attraverso i sette vizi, ovvero sette difetti napoletani. Come poteva mancare in questa narrazione anche Maurizio de Giovanni?”.
La partecipazione dello scrittore Maurizio de Giovanni, autore de “I Bastardi di Pizzofalcone”, de “Il Commissario Ricciardi” e di tantissimi altri successi editoriali e televisivi internazionali, rappresenta poi il valore aggiunto dello spettacolo. Lo scrittore, oggi il personaggio partenopeo maggiormente riconosciuto come icona di una Napoli alternativa, migliore, in continuo cambiamento, celebrato ed amato da tutti gli italiani, leggerà tre brani scritti per l’occasione.

LA STAGIONE
Apre il mese di dicembre Enzo Gragnaniello con il concerto “Misteriosamente” (6, 7 e 8 dicembre) e chiude l’anno 2017 Serena Autieri con “Diana e Lady D” (26, 27 e 28 dicembre). A gennaio, in calendario “Don Chisciotte” con Peppe Barra e Nando Paone (17, 18 e 19 gennaio) e “Nannì”, il concerto musical di Valentina Stella (31 gennaio, 1 e 2 febbraio). Sarà, poi, la volta di Angela Finocchiaro e Laura Curino in “Calendar Girls” (7, 8 e 9 febbraio). Il 28 febbraio (con repliche 1 e 2 marzo) al Teatro Lendi arriva l’operetta con Umberto Scida in “La vedova allegra”. A marzo, Lucio Pierri, Ernesto lama, Davide Marotta e Yulia Mayarchuk portano in scena “TFR. Trattamento di fine rapporto” (13, 14 e 15 marzo); Raoul Bova e Chiara Francini saranno i protagonisti di “Due” (26, 27 e 28 marzo). Ultimo spettacolo in abbonamento ad aprile: “Mamma ieri mi sposo” con Gino Rivieccio, Sandra Milo, Fanny Cadeo, Marina Suma, Ettore Massa, prodotto da Lu.scar (11, 12 e 3 aprile).

Camorra, i nuovi boss del clan Lo Russo chiedevano il pizzo da 10 mila euro al mese ai narcotrafficanti. IL VIDEO

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Il clan “Lo Russo” chiedeva una tangente di circa 10mila al mese ad alcuni narcotrafficanti che rifornivano le piazze di spaccio gestite da altre organizzazioni criminali. E’ quanto emerso dalle indagini condotte dalle forze dell’ordine che hanno portato all’alba di oggi all’arresto di 40 persone. Il clan Lo Russo, hanno accertato gli investigatori della squadra mobile della Questura di Napoli, aveva contatti con trafficanti che provvedevano a importare la droga direttamente dal Sud America.
Le indagini sono state affidate dalla Dda di Napoli, la polizia e carabinieri e il materiale probatorio raccolto in mesi di lavoro ha avuto riscontro anche dalle dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia tra cui  i fratelli Mario Lo Russo, Carlo Lo Russo, il nipote Antonio Lo Russo e il suo braccio destro Claudio Esposito nonché zio della moglie e di altri recenti collaboratori di giustizia Ciro Ferrara e Antonio De Simini Antonio.

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Camorra, due nuovi pentiti hanno svelato i nomi dei nuovi ‘capi’ del clan Lo Russo

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Nella mattinata odierna, personale dei Carabinieri e della Polizia di Stato ha dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 40 soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, detenzione ai fini della cessione di sostanza stupefacente, detenzione e porto illegale di arma comune da sparo, ricettazione, con l’aggravante prevista dall’art.7 L.203/91.
Le indagini, corroborate dalle attività tecniche e dal contributo dichiarativo dei collaboratori di giustizia, hanno documentato le responsabilità, in seno al clan Lo Russo, denominato “dei capitoni”, degli affiliati dediti in prevalenza al traffico di sostanze stupefacenti, individuando i responsabili dell’intera filiera, dai narcotrafficanti, che hanno operato nell’interesse del clan sfruttando alcuni canali di fornitura esteri, agli spacciatori che si sono occupati della distribuzione al minuto della sostanza.
Il provvedimento si fonda sugli esiti delle attività investigative frutto di un lavoro di sinergia, svolto di concerto dalla Compagnia CC Napoli Vomero e dalla Squadra Mobile.Le indagini svolte dalla Squadra Mobile hanno consentito di individuare i narcotrafficanti che, oltre a rifornire le piazze di spaccio gestite dal clan Lo Russo, pagavano al medesimo clan una tangente mensile di 10.000 euro per poter vendere, in nome e per conto proprio, la sostanza stupefacente anche alle altre organizzazioni criminali.
Sono stati, altresì, raccolti elementi di prova a carico di personaggi ancora in libertà che vantano una lunga militanza nel clan Lo Russo.Il materiale probatorio raccolto è stato confermato dal decisivo apporto dichiarativo dei collaboratori di giustizia un tempo ai vertici del clan Lo Russo (Mario Lo Russo, Carlo Lo Russo, Antonio Lo Russo e il suo braccio destro Claudio Esposito) e di altri recenti collaboratori di giustizia (Ferrara Ciro e De Simini Antonio) ben inseriti nel tessuto criminale dei quartieri in cui opera il clan Lo Russo.
Tra gli arrestati spiccano le figure di Damiano Pecorelli e Miraglia Salvatore Angelo, legato da vincoli di parentela alla famiglia Lo Russo, definiti dai collaboratori di giustizia, trafficanti di elevato spessore con importanti contatti con il Sud America e di Bosti Ettore, nipote di Bosti Patrizio (figura apicale del clan Contini) che in alcune occasioni ha rifornito Carlo Lo Russo di grossi quantitativi di sostanza stupefacente poi ceduta alle numerose piazze di spaccio, gestite direttamente dal clan.
Durante le indagini dei Carabinieri della Compagnia Vomero è stata accertata la partecipazione degli indagati alle attività dell’associazione camorristica, in particolare allo spaccio di droga e ad azioni di fuoco per il controllo o il predominio sul territorio, la custodia e la cura delle armi del clan.Individuate responsabilità e ruoli degli indagati nella gestione di svariate “piazze” per la cessione di cocaina, eroina, marijuana ed hashish.
Rinvenuto e sequestrato un vero e proprio arsenale pronto all’uso che era stato messo a disposizione degli affiliati nascondendolo, ma a portata di mano, nel vano ascensore di uno degli edifici di via Janfolla, nel cuore del rione di origine del clan.In un borsone, durante un intervento ad alto impatto con perquisizioni per blocchi di edifici, furono rinvenute armi oliate ed efficienti e circa 1000 munizioni, un deposito di armi in piena regola pronto ad armare un commando per azioni di fuoco degne di scenari di guerra composto da un kalashnikov, un fucile a pompa, 3 fucili a canne mozze e un sovrapposto, una calibro 45 e una colt mk4, 2 revolver calibro 38 e due pistole semiautomatiche.
Ma c’erano anche 3 giubbotti antiproiettile, 2 caschi integrali e passamontagna. L’occorrente per armarsi, rendersi irriconoscibili o proteggersi durante i giri contro eventuali “sconfinamenti” o per intimidire o punire chi contravveniva alle regole del clan.

Scoperto giro di prostituzione nel Casertano: 9 misure cautelari

Sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione in concorso. Con questa accusa 5 persone sono finite in carcere, una ai domiciliari e altre due hanno ricevuto il divieto di dimora nella provincia di Caserta. L’ordinanza di misure cautelari, emessa dal gip del tribunale di Santa Maria Capua Vetere nei confronti dei nove indagati, è stata eseguita questa mattina dai carabinieri di Marcianise nelle province di Caserta e Napoli.
Dall’indagine è emersa l’esistenza di un gruppo di albanesi dedito a favorire la prostituzione di 15 donne, di diversa nazionalità, lungo il centralissimo viale Carlo III che attraversa i comuni casertani di Marcianise, Capodrise, San Marco Evangelista e San Nicola la Strada.

Battipaglia, si schianta con l’auto: muore 49enne, ferita la moglie

Battipaglia. Incidente mortale lungo la strada provinciale che collega Battipaglia a Olevano sul Tusciano. A perdere la vita è un 49enne di Eboli che è deceduto poco dopo lo scontro. Si tratta di Antonio Locurato, originario di Battipaglia. Era alla guida di una Toyota Yaris insieme alla moglie che, fortunatamente, non ha riportato gravi ferite.
L’altra auto coinvolta è una Skoda, guidata da un 20enne che ha riportato un trauma cranico ed attualmente è ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Battipaglia. Ad avvisare le forze dell’ordine sono stati gli automobilisti giunti sul posto, sono così intervenuti i medici del 118 con tre ambulanze e la polizia Municipale di Battipaglia. Secondo una prima ricostruzione la Yaris era diretta verso Battipaglia e la Skoda doveva raggiungere Olevano sul Tusciano.
Lo scontro tra le due auto è stato molto violento e la Toyota Yaris, dopo la collisione con la Skoda, è finita in bilico sul guardrail. L’altra auto invece era al centro della strada. Per stabilire in modo chiaro la dinamica dell’ accaduto sarà importante ascoltare i feriti, testimonianze che saranno raccolte con molta probabilità nell’arco della giornata.

Acerra, rissa e sparatoria: feriti due albanesi

Acerra. Continua l’ondata di violenza che, con colpi di arma da fuoco, sta insanguinando le strade del napoletano. Un altro episodio è avvenuto ieri sera nel centro storico di Acerra. Una violenta lite che ha portato, poi, all’ esplosione di colpi di pistola. Il tutto è successo intorno alle 19 nella zona centrale della città. Una rissa alla quale avrebbero partecipato diverse persone, degli immigrati, tra queste alcune che impugnavano mazze da baseball.
I feriti sono stati due, si tratta di due albanesi che sembrerebbero essere fuori pericolo di vita. Fortunatamente le pallottole vaganti non hanno colpito nessuno. Mentre sembra che le vittime raggiunte dai colpi fossero i bersagli di un raid maturato in ambienti delinquenziali. Sulla vicenda indagano gli agenti del commissariato di Acerra. Ad ora non è stata ancora chiarita la ragione che abbia portato a così tanta violenza e non si sa se ci siano anche acerrani coinvolti. Fortunatamente è stata evitata una strage.

E’ morto in carcere il satanista Charles Manson, spietato assassino e folle ‘guru’ mandante della strage di Bel Hair

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Il 9 agosto 1969, gli Stati Uniti assistettero a uno dei più efferati omicidi della loro storia recente. Un gruppo di persone armate si introdusse nella residenza di Cielo Drive a Los Angeles e uccise spietatamente quattro persone: Sharon Tate, attrice moglie 26enne del regista Roman Polanski e incinta all’ottavo mese, l’amico hairstylist Jay Sebring, gli altri amici Wojciech Frykowski e Abigail Folger, e il venditore di passaggio Steven Parent. A uccidere furono dei seguaci di Charles Manson, in quello che diventò il più noto degli omicidi commessi dalla sua setta, chiamata la ‘Famiglia’.
Gli assassinii ebbero un’enorme risonanza mediatica e anche la setta ne derivò un’enorme, e macabra, popolarità. A quel tempo Manson, nato il 12 novembre 1934 a Cincinnati in Ohio, era entrato e uscito molte volte dal carcere, dopo un’infanzia difficile in cui era stato trascurato dai genitori ed era finito a vivere per strada. In seguito, Manson ha raccontato di aver subito violenze e abusi sessuali, e di altrettanti è stato accusato.Dopo la metà degli anni ’60, mentre era libero, Manson cominciò ad attirare attorno a sè molti adepti, uomini e donne provenienti da vari gruppi sociali. Si presentò loro ome una figura paterna, un punto di riferimento, un amante, un mentore: ne nacque la setta della ‘Famiglia’, in cui si fusero anche le credenze in Scientology e in Satana, e l’odio per i neri.
In questo periodo nacque la sua ideologia ‘Helter Skelter’, derivata dall’interpretazione di Manson della canzone dei Beetles, in cui lesse l’avvicinarsi di una guerra tra ‘razze’.Dopo una serie di omicidi seriali commessi dai membri della sua setta, nell’agosto 1969 avvenne l’assassinio passato alla storia per la sua efferatezza: quello nella casa di Polanski. Nessuno degli occupanti della casa fu risparmiato, non ci furono sopravvissuti. Polanski si salvò perché si trovava all’estero per lavoro. Il giorno successivo furono uccisi in un altro spietato crimine Leno e Rosemary LeBianca, sempre a Los Angeles.
Entrambi i crimini furono estremamente violenti e accomuniati da scritte sui muri realizzate con il sangue delle vittime. Gli omicidi seriali proseguirono e voci sul coinvolgimento della setta, che in quel periodo viveva nello Spahn Ranch, cominciarono a circolare. Con queste si concentrò l’attenzione della polizia su Manson, che fu inizialmente arrestato per droga, poi incriminato anche per gli omicidi grazie alla delazione di alcuni ex adepti.Nel 1970 iniziò il processo e nel 1971 Manson, considerato il mandante degli assassinii, fu condannato a morte (poi convertita in ergastolo perché la California abolì la pena capitale) per il suo ruolo in questi ultimi omicidi. Altre condanne analoghe furono inflitte a vari suoi seguaci. Manson si era presentato in tribunale con una X tatuata in fronte, che in seguitò trasformò in una svastica.
Per più di 10 volte gli è stata negata la libertà sulla parola, mentre per oltre 45 anni è stato rinchiuso nella prigione statale di Corcoran, in California. E’ morto in ospedale a Bakersfield, in California, dove si trovava in fin di vita per un’emorragia intestinale. Sulla storia di Manson interviene Fabrizio D’Agostino, Direttore Affari Pubblici Chiesa di Scientology di Roma e Mediterraneo che spiega: “Qualsiasi insinuazione riguardante un ipotetico coinvolgimento di Manson con Scientology o che basasse la sua filosofia su Scientology è falsa e fuorviante. Nel 1971, il Pubblico Ministero del caso Manson, Vincent Bugliosi, scrisse una comunicazione ufficiale affermando di non aver trovato alcuna prova che Manson fosse un partecipante della Chiesa di Scientology. La scrittrice Paulette Cooper fece una dichiarazione giurata in cui corresse alcune affermazioni false riportate in un suo libro su Scientology. Non dichiaro’ alcuna certezza circa la partecipazione di Manson alla Chiesa di Scientology o circa la possibilita’ che avesse letto dei testi di Scientology. Per di piu’ il Guardian riporto’ in un suo articolo del 1971 che un editore aveva ritirato le sue precedenti insinuazioni in tal senso, riconoscendo l’assenza di prove certe. Ma soprattutto, niente negli scritti di Scientology giustifica o ispira ad atti simili a quelli di cui e’ stato accusato Charles Manson, poiche’ contrari alla teologia di Scientology. Riteniamo che sia fuorviante, pericoloso e offensivo della dignita’ dei fedeli, oltre che contrario al loro diritto di professare liberamente il credo, fornire tali suggestioni. Poiche’ le azioni criminose, sempre a responsabilita’ individuale, si qualificano come tali rispetto ai codici penali, non al credo o ai gusti delle persone, alla tifoseria calcistica, al tipo di musica che si ascolta o altro ancora”.

Riparte AstraDoc – Viaggio nel cinema del reale. Il 24 novembre al cinema Astra

Venerdì 24 novembre alle ore 19.00 parte la nona edizione di “AstraDoc – Viaggio nel cinema del reale” rassegna cinematografica a cura Arci Movie Napoli, Parallelo 41 Produzioni, Coinor e Università degli Studi di Napoli Federico II.
Fino alla fine del 2017 saranno cinque le anteprime, tra novembre e dicembre, che anticiperanno il programma completo che si terrà da gennaio a maggio del prossimo anno. Questi primi cinque appuntamenti rappresentano una sorta di anteprima della rassegna 2018 che prenderà il via il 12 gennaio e che prevede altre 20 serate fino al maggio prossimo. Per questo scorcio di 2017 ci si muove in giro per il mondo, con la preziosa collaborazione di enti quali l’Institut français di Napoli, l’Università l’Orientale, il Ceicc e Omovies, il Festival di Cinema LGBT promosso da I Ken. Si parte dal tema più attuale di tutti ovvero quello delle migrazioni e del confronto con chi è diverso da noi, andando poi a scoprire storie e personaggi sparsi per il globo con opere ed approcci di diversa natura, ma accomunati dal linguaggio del cinema della realtà.
“Nove anni sono un bel traguardo per AstraDoc – dice Antonio Borrelli curatore della rassegna – ormai divenuto un appuntamento fisso e atteso per il pubblico cinefilo napoletano, con un’enorme partecipazione di persone che da novembre fino a maggio affolla il Cinema Astra per scoprire, attraverso il meglio della produzione documentaristica nazionale ed internazionale, l’articolato ed interessante universo del Cinema del Reale. La collaborazione tra Arci Movie, Parallelo 41 produzioni, Coinor e Università “Federico II” dimostra l’efficacia della scelta di puntare su un’offerta culturale originale con cui si è sempre voluto dare spazio ad un Cinema ingiustamente tagliato fuori dalla distribuzione ordinaria, ma capace di affrontare senza eguali la complessità del mondo contemporaneo. Una serata speciale è prevista per sabato 2 dicembre quando presenteremo alla città i primi film documentari sviluppati negli Atelier di Cinema del reale del progetto FilmaP, promosso da Arci Movie dal 2014, con la direzione pedagogica di Leonardo Di Costanzo e il coordinamento di Antonella Di Nocera”.
La serata d’inaugurazione del 24 novembre vedrà un doppio appuntamento dedicato al tema delle migrazioni, dei rifugiati e del razzismo, con il viaggio intercontinentale a volo d’uccello dell’artista e dissidente cinese Ai Weiwei, capace ci catapultarci in 23 paesi del mondo per un’epopea delle migrazioni, e un racconto sul Sudafrica contemporaneo, patria di Mandela e della lotta per l’eguaglianza, ma che sembra essere sprofondato in nuove e più terrificanti pratiche di discriminazione e di violenza.
Si parte alle 19.00 con la proiezione di “Voetsek! Us, Brothers?” di Andy Spitz anteprima italiana di un recente film sudafricano su una grave vicenda di violenza xenofoba perpetrata dal 2008 ad oggi dai sudafricani nei confronti di migranti dagli altri paesi africani e che presenta inquietanti parallelismi con quanto sta accadendo in Europa. La proiezione rientra nel programma della giornata di studi: “Migrazioni, Rifugiati, Xenofobia” a cura dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” e del CEICC- Europe Direct Napoli del Comune di Napoli.
A seguire alle 21.00 “Human Flow” di Ai Weiwei, opera monumentale e profonda sulle migrazioni nel mondo contemporaneo, realizzata in tutti e cinque i continenti del globo e presentata in concorso ufficiale alla 74° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia lo scorso settembre, dove è stata accolta con grande attenzione da tutta la stampa e la critica internazionale.
Ad introdurre le proiezioni ci saranno il professore Loren Landau dell’African Centre for Migration and Society (Wits University di Johannesburg), il professore Antonio Pezzano Centro studi sull’Africa contemporanea dell’Università l’Orientale di Napoli e Alessandra Sardu, assessore alla Cooperazione Decentrata del Comune di Napoli.
Loren Landau è professore in “Mobilità umana e politiche delle differenze” presso il Centro Africano per la migrazione e la società dell’Università di Witwatersrand, Johannesburg, di cui è stato fondatore. Il suo lavoro esplora la mobilità umana, la cittadinanza, lo sviluppo e l’autorità politica. È stato presidente del Consorzio per i rifugiati e i migranti in Sud Africa (CoRMSA), è membro del Consiglio consultivo sudafricano per l’immigrazione e fa parte del comitato editoriale di “Society & Space”, “International Migration Review”, “Migration Studies” e del “Journal of Refugee Studies”.
VOETSEK! US, BROTHERS?
Nel 2008 e nel 2015 la violenza xenofoba è esplosa in tutto il Sudafrica. Migliaia di persone sono state sfollate. Oltre 70 rifugiati e migranti africani sono stati uccisi e 200 hanno perso le loro vite. I colpevoli erano normali sudafricani.
“Voetsek! Noi, fratelli?” parte dagli attacchi xenofobi per raccontare una storia complessa attraverso gli occhi e le vite delle vittime e dei responsabili di quelle violenze e per scoprire le radici di un conflitto che così rapidamente si è trasformato in violenza.
HUMAN FLOW
Una fiumana di gente – oltre 65 milioni di individui – si muove in massa attraverso la terra e il mare, un esodo collettivo di proporzioni bibliche paragonabile (nella memoria recente) solo alla diaspora avvenuta dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, che allontana dalle loro radici e culture di origine intere popolazioni in fuga da conflitti, carestie, calamità naturali, povertà e persecuzioni.
Ingresso 3 euro a proiezione | soci Arci 2.5 Euro

INFO Arci Movie Napoli 0815967493 | mailto:info@arcimovie.it info@arcimovie.it |
https://www.arcimovie.it/”>www.arcimovie.it

Detenuto cerca di far entrare un mini telefonino e droga utilizzando il figlio neonato

Detenuto napoletano aveva cercato di far arrivare nel carcere di Bellizzi Iripino, dove è detenuto per una pena definitiva, droga e un mini telefonino di ultima generazione utilizzando il figlio quasi neonato. Ma è stato scoperto dagli agenti di custodia che controllano i colliqui in carcere tra detenuti e familiari. La moglie si è presentata con i quattro figli tra cui il piccolissimo che aveva tra le braccia. E mentre discutevano, F.F., il detenuto, è stato visto prelevare un pacchettino dai vestiti del neonato.
Ma la scena è stata notata dagli agenti che lo hanno bloccato e hanno rinvenuto il mini telefonino e 80 grammi di hashish. A denunciare l’episodio il segretario nazionale del Sappe, Emilio Fattorello, che ribadisce come, ad onta delle carenze organiche di cui soffre da tempo il corpo della polizia penitenziaria «si è comunque riusciti a rinvenire un telefonino di ultima generazione e la sostanza stupefacente.
Dopo la scoperta è stata disposta una perquisizione straordinaria nei locali detentivi della socialità della sezione a regime aperto ed è stato rinvenuto un altro apparecchio telefonico.

 

Camorra, maxi blitz contro i reduci del clan Lo Russo: 43 arresti

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Carabinieri e Polizia di Stato stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Napoli a carico di 43 soggetti ritenuti responsabili a vario titolo di associazione di tipo mafioso e di reati che vanno dall’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti alla detenzione e spaccio di droga e alla detenzione e porto di armi, comuni e da guerra.
Nel corso delle indagini operate su due filoni investigativi convergenti, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea, sono state messe in luce le attività del clan camorristico dei ”Lo Russo” operante in tutta l’area Nord del capoluogo campano e sono state accertate le responsabilità degli affiliati al clan ”dei capitoni” in ordine al traffico e spaccio di stupefacenti e individuati narcotrafficanti che operavano sfruttando canali di fornitura esteri.
Identificati gli spacciatori al dettaglio di cocaina, eroina, marijuana e hashish nei quartieri di Miano, Piscinola, Marianella e Chiaiano e nel rione Don Guanella e documentati alcune centinaia di episodi di spaccio; sequestrato l’arsenale del clan, con il rinvenimento nella disponibilità degli affiliati di un fucile mitragliatore kalashnikov, 5 fucili e 6 pistole, 3 giubbotti antiproiettile e centinaia di munizioni.

Ostia , il Municipio alla Cinque Stelle, Giuliana Di Pillo

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Il M5s vince a Ostia e Giuliana Di Pillo è la nuova presidente del municipio X di Roma. La candidata pentastellata è stata eletta al ballottaggio di ieri con il 59,60% dei voti, mentre la sfidante del centrodestra, Monica Picca, si è fermata al 40,40%.
L’altro dato che emerge dalla consultazione nel municipio, che è stato sciolto per mafia nel 2015 ed esce ora dal commissariamento, è quello dell’astensione: ha votato solo il 33,60%, in ulteriore calo di circa tre punti rispetto al 36,10% di affluenza del primo turno.
“I cittadini del X municipio Di Roma hanno affidato a Giuliana Di Pillo il Governo del loro territorio. In bocca al lupo Giuliana! L’effetto Raggi esiste ed e’ positivo: a Roma continuiamo a vincere e anche contro la coalizione Di 5 liste del centrodestra”. Lo scrive il candidato premier del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, sul suo profilo Twitter.

Sgominata nel Veneto la banda di falsari legati al ‘Naples Group’

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I Carabinieri, coordinati dalla Procura di Rovigo, hanno disarticolato un’organizzazione criminale radicata a cavallo tra le province di Padova e Rovigo, che attraverso la rete sommersa, il cosidetto ”Dark Web”, da cui prende nome l’operazione, commercializzava in tutto il mondo banconote contraffatte.
Il gruppo, attraverso chat digitali anonime, era entrato in contatto con falsari, più noti come ”Naples Group”, da cui si rifornivano di banconote contraffatte di fattura tale in grado di trarre in inganno la pubblica fede, successivamente commercializzate in rete sia in questa provincia che in diverse altre parti del territorio nazionale, nonché in numerosi altri Paesi europei, in Oriente, nel Nord America. L’operazione sarà illustrata nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle 11 presso la sede del Comando Provinciale Carabinieri di Padova.

Napoli, è caccia ai pistoleri della Movida e il questore annuncia maggiori controlli

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E’ caccia ai pistoleri della Movida di Chiaia. Gli uomini della Squadra Mobile di Napoli stanno analizzando frame dopo frame le immagini a disposizione per dare un volto e un nome ai due  che in sella a un motorino hanno fatto fuoco contro i “rivali” seminando feriti e panico nel cuore della Movida dei Baretti di Chaia la notte scorsa. I sei feriti pare non siano stati di molto aiuto alle indagini, forse per paura, dopo la sparatoria oppure le forze dell’ordine stanno “coprendo” l’indagine.
Un fatto è certo ad affrontarsi sono state due bande: una proveniente dalla zona di san Giovanni a Teduccio l’altra da Fuorigrotta e Pozzuoli. Non è chiaro invece il ruolo che hanno avuto i feriti e le ferite dei Quartieri Spagnoli e del Pallonetto di Santa Lucia. Le immagini non aiutano gli investigatori. Si spera che i feriti collaborino. La tragedia sfiorata ha animato la discussione sui social e sui media sulla movida di Napoli, sui controlli, sulle ordinanze dell’amministrazione comunale, sulla città e immancabilmente il ruolo della fiction Gomorra nei comportamenti dei giovani. La città chiede maggiore sicurezza.
Le forze dell’ordine erano presenti sul luogo della sparatoria anzi poco prima avevano finito dei controlli e si erano allontanati. Ma naturalmente la fuga dei tanti giovani subito dopo la sparatoria non ha facilitato un pronto intervento da parte delle forze dell’ordine. Il questore di Napoli, Antonio De Iesu chiamato in causa ha annunciato controlli maggiori in vista delle festività natalizie e un comitato di sicurezza pubblica sull’emergenza Napoli. La città chiede sicurezza.

Napoli, fermato nella notte il presunto killer dei Quartieri Spagnoli

E’ stato fermato nella notte il presunto killer di Gennaro Verrano il pregiudicato 38 enne ucciso venerdì pomeriggio ai Quartieri Spagnoli. Di tratta del 23enne Francesco Valentinelli residente in vico Tre re a Toledo. Il giovane è stato fermato e sottoposto all’esame dello stube. E’ accusato di omicidio volontario premeditato. Ad inchiodarlo ci sarebbero i filmati di alcune telecamere che lo avrebbero ripreso in fuga dal  luogo dell’omicidio ovvero piazzetta Trinità degli Spagnoli.
E poi ci sono le testimonianze di alcune persone che lo avrebbero visto litigare alcune ore prima con la vittima. Una lite violenta al termine della quale contro Gennaro verrano sarebbe stato urlato: “Mo vengo e ti sparo”. Ora si attendono gli ulteriori riscontri dell’indagine lampo della squadra mobile di Napoli e le decisioni della magistratura.

De Zerbi, Benevento: ”Viviamo una situazione compromessa”

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“E’ un peccato per come e’ andata oggi. Come nel momento in cui ho messo piede su questa panchina, viviamo una situazione compromessa. Ci sono diversi punti di distacco tra noi e il nostro obiettivo ma se dovessimo parlare dell’atteggiamento visto sul campo probabilmente potremmo parlare di altro”.
Questo il pensiero rilasciato dall’allenatore del Benevento, Roberto De Zerbi, intervenuto ai microfoni di 90′ Zona Mista, su Rai2, dopo la sconfitta casalinga contro il Sassuolo. “Il mio rammarico sta nel fatto che abbiamo sbagliato l’occasione per andare sul 2-1 quando eravamo gia’ in inferiorita’ numerica – ha infine spiegato -. Dobbiamo renderci conto che questi errori sono solo colpa nostra e capire che adesso si deve ripartire dalla buona reazione che ho visto, anche se la situazione diventa sempre piu’ dura”.