Napoli. È diventata difficile la convivenza tra residenti e gioventù in piazza San Domenico Maggiore. Una lettera dettagliata con tanto di allegati fotografici è stata inviata dal presidente dell’ Associazione No Comment, Antonio Alfano, al Sindaco De Magistris ed Assessori. Nella missiva viene sottolineato il livello di inciviltà raggiunto dagli ultimi mesi a questa parte, i comportamenti di alcuni frequentatori stanno riducendo strade e piazze, delle vie dell’arte, in vere e proprie pattumiere a cielo aperto. E’ diventato quasi un rito, raccontano i residenti, per tanti giovani, soprattutto universitari, ritrovarsi a tarda sera ai piedi dell’obelisco, per consumare alcolici e lasciare le bottiglie vuote vengono a terra, calpestate e frantumate diventando un pericolo per i passanti. Questi rifiuti restano lì, in piazza, fino a mattina tarda ledendo l’immagine della città, considerando l’alto tasso di turisti che percorrono le vie del centro antico partenopeo.
«Vi invitiamo, – dicono – come cittadini, a trovare una soluzione in grado di impedire questo fare incivile che danneggia l’immagine della città. Come associazio- ne promuoviamo sul territorio “il senso del senso civico”, ma è difficile arginare un’inciviltà di massa come questa».
Napoli, “troppi rifiuti abbandonati”, proteste dei residenti di Piazza San Domenico Maggiore
Il Vangelo del giorno
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 9,43b-45.
In quel tempo, mentre tutti erano pieni di meraviglia per tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Mettetevi bene in mente queste parole: Il Figlio dell’uomo sta per esser consegnato in mano degli uomini».
Ma essi non comprendevano questa frase; per loro restava così misteriosa che non ne comprendevano il senso e avevano paura a rivolgergli domande su tale argomento.
Avellino: Novellino pronto a dosare le forze
Le certezze di Walter Alfredo Novellino dopo il primo blitz esterno a Novara, fanno i conti con un turnover che è frutto di un ragionamento logico alla luce del tour de force delle cinque sfide – e che sfide – che proprio partendo da oggi con l’Empoli in casa, proseguiranno con la visita al Bari, il derby con la Salernitana tra le mura amiche e di nuovo una trasferta delicata contro il Pescara di Zeman. «Decisamente è un esame importante e significativo – esordisce Novellino – contro un avversario indubbiamente forte, con elementi importanti e costruito per risalire subito. Starà a noi impedirgli di dimostrare le sue capacità, scombinandogli i piani tattici puntando a superare un esame a pieni voti che ci dia consapevolezza della nostra forza che non è da meno a quella dello stesso Empoli, ed in grado di farci irrobustire, fortificare una consapevolezza nelle nostre capacità e qualità in grado di accompagnarci da qui in avanti, lungo un percorso obiettivamente tortuoso e pieno di insidie». Dribblato con molta diplomazia l’argomento formazione da parte del tecnico originario di Montemarano che si affida a quanto visto in settimana durante le sedute di allenamento. «Andrà in campo la formazione migliore – sottolinea – perchè ciò che più conta è dare continuità al nostro cammino ed alle nostre prestazioni. I numeri dicono che posso disporre di ventidue elementi, anzi ventitrè se consideriamo Gavazzi, e tutti sullo stesso livello: in pratica non esiste un Avellino A ed uno B, ma una sola squadra che può attingere dalle caratteristiche di tutti i componenti della rosa: basta solo scegliere ed io lo farò a seconda delle circostanze, delle necessità».
Benevento: operazione Inter, le scelte del mister
Baroni sta cercando di lavorare seriamente sulle coscienze dei calciatori (e anche in questo caso i risultati non sembrano dargli ragione: la sconfitta rimediata nella sgambatura contro una squadra di serie D è l’ennesimo campanello d’allarme e significa che il problema non è solo tecnico-tattico ma anche di testa) per fargli prendere consapevolezza del potenziale e dimostrare a tutti che il gruppo costruito è in grado di raggiungere l’obiettivo salvezza. Il tecnico sta anche valutando di modificare il sistema di gioco ma non è ancora del tutto persuaso: in teoria vorrebbe aspettare di recuperare tutti gli infortunati per avere un più ampio ventaglio di scelte, ma non è escluso che il cambio possa avvenire in corsa pure stavolta, come già accaduto in tutte le precedenti uscite. I dubbi di formazione si sono acuiti dopo la magra figura nel test di giovedì. Partendo dalle certezze che vedono anche Djmisiti e D’Alessandro disponibili, c’è da dire che oltre a Belec tra i pali, se l’albanese con passaporto svizzero sarà in condizione, toccherà a lui far coppia con Costa al centro della difesa. In tal caso Venuti sicuro a destra e Letizia favorito su Di Chiara completerebbero il reparto arretrato. Se Djimsiti partisse dalla panchina, Venuti sarebbe favorito su Gravillon come secondo centrale, con l’idea Gyamfi che si fa largo a destra. In mediana inamovibili Memushaj e Cataldi (col centrocampo a tre a loro andrebbe ad aggiungersi Chibsah), sugli esterni Lombardi e Lazaar paiono quelli con maggiori possibilità. Risulta invece alquanto difficile pensare a D’Alessandro dal primo minuto: l’ex Atalanta potrebbe divenire una carta a sorpresa da giocarsi nel corso della gara. In attacco scontata la presenza di Coda, tra Puscas e Armenteros è ancora una volta in vantaggio il rumeno. Nessuno di questi ultimi due sarebbe in campo qualora si optasse per il 4-3-3, modulo che potrebbe invece catapultare in campo Parigini come esterno offensivo mancino, un ruolo che gli calza a pennello. Resteranno ancora fuori Antei, Ciciretti e Iemmello, tutti comunque sulla via del completo recupero. Dovrebbero rientrare in gruppo dopo la sosta, e tornare tra gli arruolabili in occasione della trasferta di Verona del 16 ottobre prossimo (posticipo del lunedì in notturna). Con la squadra ad allenarsi a Roma c’è anche capitan Lucioni (che tuttavia non ha potuto scendere in campo contro l’Atletico Fregene-Fiumicino perché il regolamento vieta agli atleti sospesi di partecipare finanche alle amichevoli), la cui udienza dinanzi alla Procura Antidoping presso gli uffici di Nado Italia è slittata di tre giorni, da lunedì 2 ottobre a giovedì 5 (rimasto inalterato l’orario, fissato per le 10.30). La richiesta di rinvio è partita dall’avvocato difensore della società, Eduardo Chiacchio.
Lite nel seggio, processo per il vice presidente della Regione Campania
Una lite all’ interno del seggio elettorale finisce in tribunale. I protagonisti sono un agente di polizia penitenziaria e Fulvio Bonavitacola Vice Presidente della Regione Campania e all’ epoca dei fatti Parlamentare. L’agente, in servizio di vigilanza elettorale, ostacolò Bonavitacola all’ interno della sezione: “come si permette di entrare nel seggio?” L’allora parlamentare democratico non digerì quella espressione e ribadì il ruolo istituzionale e di controllo che possono assumere i Parlamentari. L’agente dal canto suo, invece, si sentì offeso e lo ha querelato. Il Giudice per le indagini preliminari ha accolto l’istanza ed ha rinviato a giudizio il politico. Ieri si è tenuta la prima udienza, il processo, però, rischia di diventare un caso giurisprudenziale. L’avvocato di Bonavitacola si è appellato all’ articolo 68 comma 1 della Costituzione: “I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni”. In quella circostanza il politico aveva anche poteri di controllo e vigilanza. Infatti il parlamentare democratico era andato al seggio in veste di ispettore perchè si erano creati dei disguidi da parte di un presidente che non stava facendo votare alcuni elettori che, seppure iscritti alla sezione 140 avevano la tessera elettorale che riportava invece il numero 150. Quindi lui voleva accertarsi la realtà dei fatti e se, effettivamente come è stato poi dimostrato, la sezione 150 era stata accorpata alla 140. La prossima udienza è fissata per luglio. O ci sarà un proscioglimento immediato oppure l’invio del fascicolo alla Camera dei Deputati per accertare se l’azione contestata integri o meno “opinione espressa nell’esercizio delle sue attribuzioni”.
Salernitana: Bollini e Vitale sul pari a Parma
«In svantaggio così e su un campo del genere è facile mollare e noi non lo abbiamo fatto, anche grazie al pubblico che ci ha sospinti. Questa partita è la fotografia del campionato: è prematuro dare sentenze prima del termine afferma Bollini Sapevo che questa squadra aveva carattere ed ho avuto la conferma. Non sono un veggente ma immaginavo che avremmo potuto riprendere la gara. Siamo andati troppe volte in svantaggio, per qualcuno al 45′ era tutto chiuso ma non per me, non per noi. Non è da me accampare alibi ma la nostra difesa era a corto, tutti possono rimpiazzare tutti ma siamo dovuti correre ai ripari per le assenze. Nel primo tempo non abbiamo avuto personalità per imporre il nostro gioco, è mancato filtro a centrocampo e abbiamo preso due gol evitabilissimi: sapevamo che il Parma sui calci piazzati non perdona, ci siamo cascati. Ma siamo stati bravi a reagire». Quali le cause del primo tempo opaco? «Ho visto poco dinamismo in mezzo al campo. Non è un problema atletico ma di pigrizia mentale, dovuto anche ad un pizzico di scoramento quando si va sotto spiega l’allenatore Non siamo riusciti a essere corti e aggressivi nel pressing, abbiamo creato poco. Però non abbiamo mai smesso di crederci e siamo stati premiati. Potevamo vincerla, le troppe interruzioni nel finale e una certa fretta nel gestire le situazioni ci hanno frenati». A spaccare la partita ci ha pensato Sprocati. «Dovevamo proteggere una difesa decimata e chiudere le corsie esterne, ecco perché non l’ho schierato dall’inizio, optando per un atteggiamento diverso con le due punte e un mediano in più dice Bollini Gli avevo anticipato che sarebbe entrato a gara in corso per sfruttare le sue caratteristiche al cospetto di avversari più stanchi. Ha dato qualità». Ha funzionato, peccato per il -2 della prima frazione. «Non punto indici, c’è concorso di colpa sui gol subiti. Sbaglia il portiere come i giocatori di movimento. Radunovic è in crescita, ha grandissime qualità aggiunge – Nella comunicazione in area piccola potevamo fare meglio. Boris ha comunque fatto belle parate sullo 0-2». A trascinare il gruppo ci pensa Gigi Vitale. Fa il terzino, l’attaccante, il centrocampista, il difensore centrale e all’occorrenza il goleador. «Sono un tuttofare, eravamo in emergenza e mi adatto a tutto esordisce a fine gara sorridendo Dedico il gol ai miei figli. Ci abbiamo messo grande carattere per rimontare una partita non facile in uno stadio bello e blasonato. Nel primo tempo non siamo stati abbastanza organizzati, la squadra era troppo bassa e l’abbiamo pagata: abbiamo bisogno sempre degli schiaffi prima di poterci esprimere come sappiamo. C’è qualcosa che non va, serve più aggressività. Lo dico con convinzione: siamo una squadra forte! Ma dobbiamo aiutarci di più in mezzo al campo l’uno con l’altro. Io volevo vincerla, potevamo farlo. Nel finale mi sono anche un po’ preso col mister per questo».
Casertana: voglia di blitz in Sicilia
Sul campo della corazzata Trapani (fischio d’inizio alle 14.30) la Casertana va a caccia dell’impresa e le motivazioni non le mancano di certo. Fare punti in terra siciliana, infatti, le consentirebbe di riscattare il tonfo casalingo di sette giorni fa con l’Akragas, di risollevare una classifica ora deficitaria causata anche dal fatto di aver già osservato il turno di riposo previsto in calendario e, infine, di dedicarlo a Marco Fazzi. La compagine rossoblù scenderà in campo con il lutto al braccio e prima del fischio d’inizio verrà osservato un minuto di raccoglimento per onorare la memoria dello storico bomber rossoblù degli anni 60/’70 venuto a mancare lunedì scorso. Impresa non semplice, anche se in settimana la squadra ha ostentato una certa fiducia circa la possibilità di uscire dal Polisportivo Provinciale, scenario del match di questo pomeriggio, con un risultato positivo. Magari la compagine trapanese potrebbe incontrare, in termini di ritmi di gioco, le stesse difficoltà avute dalla Casertana sabato per essere reduce dal turno di riposo. Ma è chiaro che ogni partita fa storia a sé. Per quanto riguarda la formazione che scenderà in campo, potrebbe esserci una novità su una delle corsie difensive in considerazione delle difficoltà palesate da De Marco nel match contro l’Akragas. Sulla destra potrebbe toccare a Finizio, peraltro già impiegato da titolare a Catanzaro dove se la cavò con sufficienza, anche perché le due reti subite in quella partita ebbero origine dalla fascia occupata da D’Anna, che sarà assente anche in questa partita. Galli, quindi, verrebbe dirottato sull’out mancino, mentre il centrocampo dovrebbe tornare a tre con Rajcic affiancato da De Rose e Carriero. Qualche dubbio, infine, legato al fronte offensivo in considerazione del fatto che Padovan ha saltato qualche seduta di allenamento a causa di un attacco febbrile. L’attaccante di proprietà della Juventus potrebbe andare in panchina con Alfageme spostato al centro del tridente che vedrebbe, oltre a Marotta, l’utilizzo sulla fascia mancina di Turchetta. Una soluzione, peraltro, già vista con buoni risultati contro un’altra compagine di ampia caratura come il Catania. Torna disponibile il portiere Benassi, che comunque andrà in panchina. Anche Cigliano, alle prese con noie a una caviglia nei giorni scorsi, è partito con il gruppo, mentre, oltre a D’Anna e al lungodegente Colli, è rimasto a casa Donnarumma, febbricitante. La Casertana, pertanto, potrebbe scendere in campo con il modulo 4-3-3 che prevede l’impiego Cardelli tra i pali; Finizio, Rainone, Polak e Galli da destra a sinistra della linea difensiva; De Rose, Rajcic e Carriero lungo la linea mediana del campo; Marotta, Alfageme e Turchetta formare il terzetto offensivo
Salernitana: rimonta e colpaccio sfiorato a Parma
Parma e Salernitana si dividono la posta nell’anticipo della settima giornata di Serie B. Al ‘Tardini’ finisce con un pirotecnico 2-2, con tanti rimpianti per la squadra di casa che dopo il primo tempo era in vantaggio di due reti. Nella ripresa, la rimonta dei campani. Il punto permette agli emiliani di D’Aversa, che chiudono addirittura in nove uomini, di salire a 10 punti ed agganciare la zona playoff, i granata di Bollini raggiungono quota 8. I ducali sbloccano il risultato al 17′: la firma del gol è di Di Cesare che batte di testa Radunovic per l’1-0. Strada in discesa per i padroni di casa che al 33′ raddoppiano: Scavone fa da torre sulla punizione di Scozzarella, Lucarelli può insaccare a porta vuota. Doppio vantaggio meritato per il Parma che nella ripresa si rende pericoloso con Calaiò ed Insigne, Radunovic è attento. La Salernitana però riesce a riaprirla: Zito serve Sprocati che con un gran tiro batte Frattali (56′). Le cose si complicano per il Parma, che resta in dieci per l’espulsione di Di Cesare: sanzionato l’intervento da ultimo uomo su Rodríguez e rosso diretto. Campani vicinissimi al pari con Bocalon, ma il gol è nell’aria: Iacoponi stende Rodríguez, è rosso per il difensore e rigore per gli ospiti. Vitale trasforma dal dischetto e firma il 2-2 a dieci minuti dal termine. L’assalto granata nel finale non porta frutti, il Parma resiste e il risultato non cambia più.
PARMA-SALERNITANA 2-2
PARMA (4-3-3): Frattali 6; Iacoponi 5, Di Cesare 6, Lucarelli 6.5, Scaglia 5.5; Dezi 5.5, Scozzarella 6.5 (8′ st Munari 5.5), Scavone 6; Insigne 5.5 (24′ st Mazzocchi 5.5), Calaio’ 6, Di Gaudio 6.5 (35′ st Gagliolo ng) In panchina: Nardi, Corapi, Baraye, Frediani, Barilla’, Nocciolini, Germoni, Siligardi, Sierralta Allenatore: D’Aversa 5.5
SALERNITANA (3-5-2): Radunovic 5; Mantovani 5, Schiavi 5.5, Vitale 6; Kiyine 5.5, Minala 6, Della Rocca 5 (1′ st Sprocati 7), Odjer 6 (29′ st Di Roberto 6), Zito 6.5; Rodriguez 6.5, Bocalon 5 (40′ st Rosina ng) In panchina: Adamonis, Signorelli, Alex, Kadi, Asmah, Rossi, Cicerelli, Iliadis Allenatore: Bollini 6.5
ARBITRO: Di Paolo di Avezzano 6.5
RETI: 17′ pt Di Cesare, 33′ pt Lucarelli, 11′ st Sprocati, 36′ st Vitale (rig.)
NOTE: Serata limpida, terreno in ottime condizioni. Spettatori: 11490 circa. Espulsi: 27′ st Di Cesare, 33′ Iacoponi. Ammoniti: Odjer, Kiyine, Minala, Scaglia. Angoli: 5-3 per il Parma. Recupero: 1′; 5′.
Camorra, Rosaria Pagano evitò che Mauriello uccidesse Pietro Caiazza. LE INTERCETTAZIONI
E’ stata la mediazione di zia Rosaria Pagano ad evitare un ulteriore bagno di sangue e la clamorosa scissione all’interno del clan Amato-Pagano a Melito lo scorso anno prima del suo arresto (16 gennaio 2017) e di quello successivo del figlio minorenne (24 maggio 2017). Nell’estate del 2016 infatti Ciro Mauriello, numero due della cosca dopo la Pagano, era entrato in netto contrasto con il suo fedelissmo Pierino Caiazza. Aveva deciso di eliminarlo come emerge dagli atti dell’ordinanza di custodia cautelare emessa del gip del tribunale dei Minorenni nei confronti di D.A.A. figlio minore della Pagano e accusato del duplice omicidio di Alessandro Laperuta e Achir Muhamed Nuvo ucciso in un appartamento di Melito il 20 giugno del 2016. Il mese precedente prima che la situazione precipitasse con il duplice omicidio Laperuta-Nuvo e il ferimento del figlio minore della Pagano ci cu un simmit a casa di Ciro Mauriello a Melito a cui parteciparono Rosaria Pagano, il figlio, Giuseppe Cipressa detto “Peppaccio” Claudio Cristiano detto “Bisio”, tale Totore e Raffaele Mauriello figlio di Ciro. Quest’ultimo aveva chiesto alla Pagano di cacciare Pietro Caiazza. Ecco il resoconto delle intercettazioni più imporanti.
Lello Mauriello: non comprensibile
Ciro: na stiamo punto e a capo perchè … a me prima … io prendeva a malo modo a lui invece lui aveva ragione … perchè il gruppo … dentro il gruppo non è lui
Rosaria:ha detto però .. .inc … nel gruppo … ha detto così? ha dett0 … no ….. .inc … dice che i guagliuni di… Lelluccio prendono tutti belle mesate … come ha detto?
Ciro: i ragazzi di Lelluccio prendono belle mesate!?!… e chi sono … chi sono?
Minorenne: ha detto …. ha detto …
Ciro: ma Pasquale ‘o scognato (ndr Palma Pasquale) vi risulta che i mille e cinque .. .inc … e glieli dava a Pasquale o scognat io non sapevo niente di questi mille e cinque ….
Minorenne: …’inc
Ciro: no…il padre…noi sapevamo che andavano alla mamma di coso … come si chiama ….
Claudio: Ciccio la .. .inc … (ndr ne cita il soprannome)
Ciro: la mamma di Ciccio la .. .inc … (ndr ne cita il soprannome) … quattro mesi non ha mai avuto una lira questa signora …. questi mille e cinque al mese dove andavano !?!? ora abbiamo saputo stamattina che glieli dava a ….
Mnorenne: no ha detto che le paranze le avete fatte voi: .. perchè ….
Ciro: le paranze le abbiamo fatte noi???
Minorenne: aspetta come ha detto … ha detto se è … inc … che non mi porta le mesate …
Ciro: e chi prende come è fammi capire tu la lista la tieni tu
Claudio: inc…
Ciro: fagliela vedere … tu la tieni là …
Claudio: .. .inc … diciamo come dice lui la paranza di .. .inc … diciamo và
Rosaria: eh eh bravo
Ciro: la malavita la facciamo noi
Claudio: la facciamo noi eh …
Ciro: voi andavate a parlare con gli altri clan … voi stavate .. voi state contro i fratelli
Claudio: ‘qualsiasi coso si muoveva o Peppe o .. .inc .. .
Ad avvalorare la tesi del padre si aggiunge Lello che fa menzione di una partita di hashish motivo di altri dissapori con la famiglia. Ciro ribadisce che l’unico rimedio sarebbe un confronto con Pierino alla presenza di Rosaria Pagano ed il figlio verso i quali Ciro, nelle sue parole, mostra, almeno alla loro presenza, tutta la riverenza riservata ai capi.
Ciro: ehm … senza offesa … ma .. .io non mi vergogno di dirlo io … io mi sono fatto prestare i soldi … Rosaria ma … inc … perchè … perchè già lo so come andava a finire me li davate e non ve li riprendevate e o me non mi piace questa cosa. La conversazione si sviluppa sempre sullo stesso argomento facendo riferimento ai vari contesti dove Pietro Caiazza ha dimostrato la sua propensione ad uscire dai ranghi e preferire i suoi interessi a quelli della famiglia. Rosaria sembra convenire alle parole di Ciro ma con Ciro non si scompone facendo intendere che la sua linea è quella della conciliazione.
Rosaria: eh io l’ho detto … Peppe stavi pure tu davanti … ho detto “Antonio prendi a tuo padre … andiamo io e tuo padre, tuo fratello sopra da inc … e andiamo a parlare
Ciro: Pietro vieni pure tu (ndr Ciro riferisce una qualcosa da riferire a Pietro Caiazza)
Rosaria: Peppe stavi pure tu? io gliel’ho detto… “io e tuo padre, io e tuo padre andiamo sopra da Ciro … ” (ndr
Rosaria riferisce un ‘esclamazione riportata verosimilmente al figlio di Pietro Caiazza)
Ciro: però si deve togliere dalla testa che si prende Melito e Mugnano … se lo deve togliere dalla testa!!!
Claudio: gliel’ha detto
Ciro: questo se lo deve togliere dal cervello
Rosaria: gliel’ho detto … glie l’ho detto io …. e …
Ciro: ma noi non glielo dobbiamo dire al figlio … noi glielo dobbiamo dire a lui, Rosaria …
Rosaria: ha detto io …. viene interrotta
Ciro: si deve togliere da testa che mio figlio ha il gruppo suo … .lui ha il gruppo suo … si deve togliere da testa che i “guagliuni” suoi non si muovono … senza !permesso
Lello: io … zia (ndr appellativo utilizzato a dimostrazione di rispetto da Lello rivolgendosi a Rosaria Pagano) .. zia mandai a chiamare a Rosario … a Rosario … comunque lui mi disse “se Pierino non dice vai là io non vado!” (ndr Claudio, a conferma del fatto che Pierino pretende il controllo assoluto sugli uomini del suo gruppo, cita un episodio nel quale chiese a tale Rosario di recarsi in un posto ma questi negò la disponibilità se non comandato da Pietro Caiazzo, nomina anche Peppe ‘o Casalese}
Minorenne: no io non mi presento sopra le case se non mi manda Pierino
Ciro: … senza che mi manda lo zio Pierino” . .inc … (ndr Ciro riporta anch’egli quanto riferito da tale Rosario nella circostanza sopra citata)
Rosaria Pagano ribadisce che solo la conciliazione potrà sanare le fratture che comunque non fanno che danneggiare gli interessi dell’organizzazione e far salire le attenzioni delle Forze dell’Ordine:
Ciro: Totore mi ha domandato ha detto ” Ciro io non posso mai pensare .. .inc .. ” … gli ho detto “e hai detto bene … non lo devi mai pensare!” perchè nemmeno io … alla fine mi fanno schifo queste cose … quindi cosa ti ha fatto capire questo … cioè .. .la cosa
migliore … .però dovete decidere voi Rosaria!
Rosaria: no ma io voglio …. voglio … hai capito Peppe cosa dico … togliamo questa tarantella …
Ciro: io glielo dico … io glielo dico io
Giuseppe: la migliore soluzione per togliere la tarantella e per stare in grazia di Dio ….
Rosaria: bravo… perch è pure queste guardie … Peppe . .la stanno facendo troppo nera (ndr Rosaria Pagano si riferisce al fatto che queste fibrillazioni attirano a suo dire ulteriormente le attenzioni delle forze dell’ordine). .. troppo a mettere di nuovo tutte queste cose …
Ciro: Rosaria solo questo … dobbiamo fare così … io lo dico davanti a voi:… fate parlare me, poi se … io dico “Pierino, tutto quello che è successo, tutto quello che hai detto ….lasciamo stare .. .lasciamo perdere…. tu sei sicuro che s1amo stati noi a fare questa cosa? ma se vogliamo parloae di questa cosa… se non vogliamo parlare delle cattiverie che hai fatto … ”
Rosaria: va bene, quello ha detto … inc …
Ciro fa riferimento ad armi e dimostra la facilità di approvvigionamento che l’organizzazione ha di armi per soddisfare le esigenze del gruppo criminale. Nello specifico. rivolgendosi al rampollo di casa Amato, gli parla proprio di una borsa di armi, obiettivo di Pierino che bramava di impossessarsene.
Ciro: quello ha in testa una sola cosa … inc … carcerato per questa cosa … “la borsa delle armi… la borsa delle armi., la borsa delle armi … ” (ndr riporta un qualcosa come se fosse già stato riferito a terza persona) . ..inc …
Minorenne: no ha detto .. .inc … a casa di Veronica
Claudio: no ha detto l’hanno prese … da Michele
Ciro: da Michele?
Minorenne: con le pale in mano …
Ciro: si può sapere… Linuccio dice che le hanno sequestrate .. . Linuccio… le hanno sequestrate …
Claudio: ma quelle davvero sono state sequestrate .. .però qualcosa …. sono cose vecchie …
Rosaria: allora no …
Poi la discussione continua facendo riferimento al duplice omicidio di Alessandro Laperuta e Achir Mohamed Nuvo uccisi secondo le accuse dal figlio minore di Rosaria Pagano il 20 giugno della scorso anno a Melito.
Rosaria Federico
2.continua
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Napoli, sparatoria in supermercato al Vomero: ferito un uomo
Un ferito a Napoli in un supermercato. I carabinieri indagano su quanto sia avvenuto in un negozio nel quartiere Vomero dove un uomo sulla cinquantina, secondo quanto si e’ appreso gia’ noto alle forze dell’ordine, e’ stato colpito da un proiettile. L’uomo ora e’ all’ospedale San Giovanni Bosco dove lo stanno medicando. Al momento, il ferimento sarebbe una conseguenza di un tentativo di rapina, anche se non e’ ancora chiara la dinamica dell’accaduto.
Benevento – Inter, la gaffe di Dalbert non va giù ai tifosi della Strega (VIDEO)
Gaffe clamorosa dell’Inter che sulla propria pagina facebook ha pubblicato un video in cui il centrocampista nerazzurro Dalbert Henrique, una volta scoperto che il simbolo della squadra di Benevento è una strega, scoppia a ridere.
Sempre l’Inter, in descrizione al medesimo video, aveva aggiunto che ”non era una semplice Strega, ma una di quelle con la scopa”, descrizione successivamente modificata con un più sobrio ”Dalbert Henrique prova a presentarci la trasferta di Benevento” terminato con una risata a crepapelle.
Il video in questione non è affatto andato giù ai tifosi del Benevento, imbestialiti per quello che, a loro riguardo, appare come una inutile e sconsiderata provocazione alla vigilia di un match già teso per quanto riguarda i padroni di casa, ancora a secco di vittorie e di punti in campionato.
Camorra, omicidio di Genny, de Magistris: ”Al fianco della famiglia nel processo”
“Vittima innocente di camorra, fatto gravissimo. Durante il processo saremo al fianco della famiglia Cesarano”. Lo dice il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, spiegando ai microfoni di Radio Kiss Kiss che il Comune si costituisce parte civile nel processo per l’omicidio di Genny Cesarano.
Rintracciato a Milano il prete pedofilo evaso da una clinica privata
E’ stato rintracciato a Milano, Ruggero Conti, l’ex prete condannato per violenza sessuale aggravata nei confronti di minori ed evaso martedì scorso da una clinica vicino a Roma dove si trovava ai domiciliari. I carabinieri lo hanno rintracciato in una struttura sanitaria di Milano. Le ricerche hanno consentito di rintracciare il 64enne presso una struttura sanitaria di Milano. L’ex sacerdote 64enne condannato nel 2013 dalla Corte d’Appello di Roma a 14 anni di reclusione per violenza sessuale aggravata ai danni di minori, si era allontanato lo scorso 26 settembre da una clinica dei Castelli Romani dove si trovava per motivi di salute, in regime di detenzione domiciliare.
Regione Campania: arriva la richiesta di aree di crisi. Il commento di Gennaro Saiello
Gennaro Saiello, Consigliere regionale del Movimento 5 stelle e membro della commissione attività produttive dichiara: “Da notizie diffuse a mezzo stampa apprendiamo che la Giunta regionale dopo due lunghi anni di immobilismo ha approvato la proposta da inviare al Ministero dello Sviluppo Economico per il riconoscimento delle aree di crisi industriali complessa, che saranno ammesse alle agevolazioni di cui alla legge n.181/89 in favore di programmi di investimento finalizzati alla riqualificazione produttiva dei territori colpiti dalla crisi. Un atto necessario che arriva dopo incredibili mancanze e ritardi, in questi anni abbiamo ripetutamente denunciato in aula la scarsa attenzione che questa Giunta ha riservato ai problemi che vivono le attività produttive ed industriali del territorio, crisi aziendali e di settore che spesso sui tavoli Romani non hanno trovato giusta voce e considerazione. Lo dimostra il fatto che negli ultimi due anni la Campania è stata messa fuori da questa importante perimetrazione”. Continua: “Questa notizia giunge dopo le nostre continue sollecitazioni, iniziative a tutela dei lavoratori e dello sviluppo locale. Richieste di audizione, interrogazioni e consigli monotematici legati proprio al lavoro e ai problemi occupazionali del territorio. Contestiamo ancora una volta – conclude Saiello – la metodologia utilizzata da De Luca, non è stato avviato alcun percorso di analisi in commissione e non c’è stato nessun confronto istituzionale sulla individuazione di queste aree”.
Prete pedofilo evade in taxi da una casa di cura per evitare il carcere
Roma. Doveva andare in carcere per scontare una condanna a 11 anni di reclusione per violenza su minori, ma prima che arrivassero i carabinieri ha preso un taxi e si è dileguato dalla casa di cura di Genzano ai Castelli Romani dove era agli arresti domiciliari per motivi di salute. Deve scontare 11 anni di reclusione dei 14 anni e due mesi che gli erano stati inflitti per violenza sessuale su minori, reati commessi quando era parroco nella parrocchia romana di Selva Candida. Ma Don Ruggero Conti, questo il suo nome, è evaso. I carabinieri, infatti, erano in procinto di notificargli un provvedimento di revoca dei domiciliari. Martedì scorso l’ex parroco nel pomeriggio si è infilato in un taxi ed ha fatto perdere le sue tracce. E’ una storia infinita quella di Don Ruggero Conti ed è anche uno dei casi di pedofilia più gravi tra quelli che hanno coinvolto uomini della Chiesa italiana. Il prete, 64 anni, venne arrestato il 30 giugno del 2008 mentre era in procinto di partire alla volta di Sydney per partecipare, con alcuni ragazzi, alla Giornata mondiale della Gioventù. Era accusato di aver compiuto molestie per dieci anni, tra il 1998 e il maggio 2008, quando era parroco della chiesa della Natività di Maria Santissima a Selva Candida nei confronti di sette bambini affidati alle sue cure in oratorio e nei campi estivi. Nel corso delle indagini emersero, però, altri casi di abusi compiuti in Lombardia e risalenti a 25 anni prima, ma caduti in prescrizione. La Procura non potette procedere ma fece testimoniare le vittime nel primo processo contro di lui: erano altre tre persone, che sarebbero state molestate da don Ruggero quando ancora non aveva preso i voti e lavorava nell’oratorio San Magno a Legnano. “Non sono un mostro, sono innocente, lo dico umilmente. Se fossi colpevole confesserei” disse l’ex parroco nell’aula giudiziaria, dove oltre le vittime, si presentarono centinaia di giovani in sua difesa, alcuni con t-shirt bianche con la scritta “Don Ruggero, ti vogliamo bene” e furono molte anche le mamme dei ragazzini schierate col prete: “Per i nostri figli è stato come un padre” dissero. In primo grado il parroco, che nel 2011 fu sospeso dal sacerdozio, fu condannato a 15 anni e 4 mesi, ridotti a 14 anni e 2 mesi in appello e confermati nel 2015 dalla Cassazione. Fino ad agosto Don Ruggero stava scontando i domiciliari a Viterbo, poi aveva fatto richiesta ed ottenuto il trasferimento in clinica a Genzano per motivi di salute. E’ stato proprio il personale della casa di cura a dare l’allarme ed ora i carabinieri lo stanno cercando.
San Giorgio a Cremano: M5S sollecita la bonifica della Iberna Italcod
Il Movimento 5 Stelle sollecita interventi immediati di bonifica nell’ex fabbrica di frigoriferi Iberna Sud Italcod che da oltre quaranta anni è in disuso. A San Giorgio a Cremano si è tenuta la conferenza stampa con parlamentari e simpatizzanti locali davanti ai cancelli dell’ex fabbrica in via Botteghelle. All’iniziativa hanno partecipato la capogruppo M5S in consiglio comunale Patrizia Nola e alcuni residenti della zona che hanno lamentato l’incuria e il degrado in cui versa la struttura di oltre venti mila metri quadrati. Sul caso il senatore pentastellato, Sergio Puglia, aveva presentato lo scorso 20 giugno una interrogazione ai ministri dell’Interno, dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e della Salute. A ciò ha fatto seguito un sopralluogo, disposto dal sindaco Giorgio Zinno, della Polizia municipale e del personale della Asl NAPOLI 3 Sud. Il 7 settembre il primo cittadino ha firmato una ordinanza nella quale è stato intimato ai proprietari dell’immobile che ospitava la Iberna Sud di provvedere, entro trenta giorni dalla notifica del provvedimento, alla bonifica dei locali e alla rimozione di ogni genere di rifiuto. “Stiamo aspettando i trenta giorni fatidici dopo i quali pretenderemo che il Comune agisca immediatamente affinché questa fabbrica sia ripulita e messa in sicurezza per i cittadini. Diversamente, agiremo ancora a livello parlamentare”, ha detto il senatore Puglia. All’incontro anche la senatrice Paola Nugnes che, nonostante l’impegno del primo cittadino attraverso l’ordinanza, dichiara: “Il primo responsabile della salute pubblica è il sindaco che deve provvedere al più presto. Sappiamo che si è attivato a seguito dell’atto ispettivo e ci auguriamo che questa faccenda non resti lettera morta”.
Uccide il marito con il mattarello: in carcere 58enne
Resterà in carcere Clara Vannini, la donna di 58 anni che lunedì scorso ha ucciso con un colpo di matterello il marito Enzo Caracciolo, di 62 anni. L’omicidio è avvenuto nell’abitazione della coppia a Terranuova Bracciolini in provincia di Arezzo. La decisione é stata presa dal gip del Tribunale di Arezzo, Piergiorgio Ponticelli con un’ordinanza. Il giudice ha rigettato l’istanza di ricovero in una casa di cura presentata dalla difesa ritenendo che, allo stato attuale, non esistano elementi per dire che la donna fosse incapace di intendere e di volere al momento del delitto.
Napoli, riapre domani una parte dell’Oasi degli Astroni
Sarà riaperta domani al pubblico l’oasi degli Astroni nella conca di Agnano, dopo le devastazioni e le distruzioni provocate dagli incendi estivi. Sara’ visitabile solo il 30% dell’intero parco, ma è già un passo avanti. Sarà percorribile solo il sentiero Natura, dove e’ posta la mostra dei dinosauri per una lunghezza di 5,5 km. Il placet all’apertura e’ arrivato oggi a seguito delle ultime verifiche effettuate sui percorsi da aprire dai responsabili del WWF e dai tecnici della regione Campania. “Altre aree per il pubblico sara’ possibile aprirle solo in primavera – ha annunciato il direttore del sito, Fabrizio Canonico -. Bisogna provvedere a mettere in sicurezza alcune zone ancora, verificare la stabilita’ dei costoni e in quali aree la vegetazione riprenderà”. I tempi di ripresa, comunque, si presentano lunghi, anche per la complessità dei lavori da svolgere. Redatto un dossier sugli interventi da effettuare per la messa in sicurezza del sito: la spesa prevista ammonta a circa 540 mila euro. Ci sono alberi compromessi dalle fiamme da abbattere, c’e’ da realizzare la messa in sicurezza dei costoni e la palificazione dei versanti maggiormente aggrediti dalle fiamme, c’e’ da sistemare lo stradello franato con doppia palificazione e che rimane interdetto al pubblico. Il dossier e’ stato inviato al Ministero dell’Ambiente, alla Regione Campania, alla Citta’ Metropolitana ed ai comuni di Napoli e Pozzuoli sul cui territorio insiste il sito degli Astroni. “Finora solo il comune di Pozzuoli ci ha fornito un supporto importante per effettuare i primi interventi – ha riferito Canonico -. Ci auguriamo che anche gli altri enti ci diano una mano per gli ulteriori interventi da svolgere per rivitalizzare l’oasi”.
Ammore e Malavita dei Manetti bros: l’anteprima in sei sale cinematografiche di Napoli
Martedì 3 ottobre Ammore e Malavita in sei cinema napoletani. Il musical dei Manetti bros che saranno presenti in tutte le sale – insieme a Giampaolo Morelli, Serena Rossi, Claudia Gerini, Carlo Buccirosso – per salutare il pubblico. Ma ci saranno anche i cantanti e gli interpreti come Raiz, Franco Ricciardi, Ivan Granatino e il compositore Nelson autore dei brani del film già in concorso alla settantaquattresima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e vincitore del Premio Pasinetti. I cinema che ospiteranno le anteprime a Napoli sono: America Hall alle 18.30, Arcobaleno alle 19.15), Filangieri ore 20.00, Metropolitan 20.30, Modernissimo alle ore 21.15 e The Space Cinema alle 22.00. Il musical, seconda opera dedicata a Napoli dai registi romani dopo il successo di Song e Napule sarà programmato nelle sale campane a partire da mercoledì 4 ottobre, con un giorno di anticipo rispetto all’uscita nazionale. Il film e’ prodotto da Madeleine e Manetti bros. con Rai Cinema, in collaborazione con Tam Tam Fotografie e Mompracem.
Napoli, Milik dopo l’intervento: la situazione
Arkadiusz Milik è rientrato a Castel Volturno per svolgere il primo giorno di terapie a seguito dell’intervento al ginocchio destro di lunedi scorso effettuato dal Prof. Mariani alla Clinica Villa Stuart.
Grandi saluti e tanti sorrisi al ritorno a casa da parte di tutti i compagni di squadra in vista del ciclo di terapie al quale l’attaccante polacco dovrà sottoporsi sotto il controllo costante del medico sociale della SSC Napoli, dottor Alfonso De Nicola. Un cauto ottimismo di poter rivedere l’atleta in campo già dopo Natale trapela in casa partenopea, anche se per rivedere Milik a pieno della sua forma fisica, con tutta probabilità, si dovrà attendere verso fine febbraio 2018.



