Il pm del Tribunale per i Minorenni di Lecce, Anna Carbonara ha depositato una richiesta di incidente probatorio a carico di Lucio, il 17enne di Montesardo reo confesso dell’omicidio di Noemi Durini, la 16enne di Specchia il cui corpo e’ stato trovato dopo 10 giorni dalla scomparsa, il 13 settembre, sotto un cumulo di pietre in una campagna di Castrignano del Capo. La richiesta depositata presso l’ufficio del gip Ada Colluto, scaturisce dalla necessita’ di procedere ad una perizia per verificare la capacita’ di intendere e volere del giovane. Gli stessi legali dei giovane nei giorni precedenti avevano presentato richiesta di procedere ad una perizia che ne attestasse la capacita’ di intendere e volere al momento dei fatti. Un’indagine di carattere tecnico-scientifico ritenuta rilevante per la decisione dibattimentale, in quanto ai sensi dell’articolo 98 del codice penale, la capacita’ di intendere e volere del minore che ha compiuto 14 anni ma non ancora i 18, a differenza dell’adulto, non e’ presunta, ma deve essere accertata nel concreto. Un accertamento che il pm ritiene fondamentale da svolgersi nell’immediato piuttosto nella fase processuale i cui tempi potrebbero pregiudicare irreparabilmente la valutazione psichiatrica del giovane. Lucio, detenuto presso l’I.PM di Quartuccio, in Sardegna, e’ accusato di omicidio aggravato dalla premeditazione, crudelta’ e futili motivi.
Napoli, rimpatriato lo straniero entrato in Questura con una bomba
Nella serata odierna l’ufficio immigrazione provvederà al rimpatrio del cittadino di nazionalità ucraina che il 15 settembre veniva trovato all’interno dell’Ufficio stranieri in possesso di una bomba da fucile anticarro, di produzione italiana ad uso esercitazione militare, priva di cartuccia di lancio e carica esplosiva.
L’uomo, recatosi all’ufficio immigrazione per fare richiesta di asilo politico, veniva notato dai poliziotti intento ad effettuare fotografie. Insospettiti da tale atteggiamento, fermavano l’uomo per procedere alla sua identificazione e lo trovavano in possesso dell’ordigno.
Dopo qualche giorno di permanenza presso il CPR di Torino, ove sarebbe dovuto essere trattenuto in attesa della decisione della Commissione Territoriale per il Riconoscimento della Protezione Internazionale, l’uomo, reso edotto dell’iter procedurale relativo alla richiesta di asilo, rivalutava la sua richiesta, rinunciando alla protezione internazionale. Trattandosi di un migrante potenzialmente pericoloso, in posizione irregolare, privo di dimora, veniva emesso nei suoi confronti provvedimento di espulsione con relativo accompagnamento alla frontiera. Il provvedimento veniva convalidato e si organizzava il rimpatrio.
Scortato da personale dell’ufficio immigrazione l’uomo stasera partirà dall’Aereoporto di Napoli per raggiungere KIevl.
Contadino cade dalla serra e rimane infilzato in un palo: è grave
Cade da una serra mentre sta lavorando e viene trafitto da una grossa asta di ferro appuntita che gli trapassa il torace. E’ accaduto a Torre del Greco, dove un contadino di 60 anni e’ rimasto gravemente ferito ed ora verra’ trasportato all’ospedale di Potenza dopo essere stato prima al nosocomio di Boscotrecase e poi al Monaldi di Napoli. Secondo quanto ricostruito finora dalle forze dell’ordine che indagano sull’accaduto, l’uomo era al lavoro in un appezzamento di località Leopardi su una serra quando, per cause ancora da chiarire, ha perso l’equilibrio, è caduto ed è rimasto infilzato dal palo appuntito. Sul posto sono immediatamente intervenuti i medici del 118 e poi i vigili del fuoco, che hanno dovuto faticare non poco per liberare il sessantenne, infilzato da una parte all’altra del corpo ma ancora vivo, pur avendo perso molto sangue. L’uomo risulta essere in gravi condizioni.
Mugnano, lavori in via san Lorenzo per abbattere le barriere architettoniche
Mugnano. Continua l’impegno dell’amministrazione targata Sarnataro per abbattere le barriere architettoniche presenti sul territorio comunale. Concluso il primo tratto di via Murelle fino all’incrocio con via Corridoni, lunedì partiranno i lavori in via San Lorenzo. Per consentire l’intervento è stato previsto il restringimento della carreggiata da via Doria fino al civico 42. Nel progetto è previsto il rifacimento dei marciapiedi fuori legge, ovvero con larghezza inferiore a 90 centimetri, la realizzazione di nuovi marciapiedi, eliminazione dei dislivelli tra la quota stradale e quella pedonale con l’adeguamento delle rampe e degli scivoli, realizzazione di attraversamenti pedonali, eliminazione o spostamento di segnaletica stradale, cartellonistica, cestini per rifiuti che intralciano in passaggio. “Il tratto di strada in cui andremo ad intervenire – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici Antonio Amatore – presenta un gran numero di barriere architettoniche, inoltre i marciapiedi sono quasi tutti non a norma. I pedoni, disabili e non, sono così costretti a transitare in condizioni di sicurezza precarie. Proprio per questo era necessario adoperarsi in quella zona il prima possibile”. I lavori dovrebbero durare circa trenta giorni. “Completato il primo tratto di via Murelle, abbiamo preferito spostare tutto su via San Lorenzo per poi intervenire in un secondo momento sulla strada che porta a piazza Suor Maria Brando – dichiara il sindaco Luigi Sarnataro – Una scelta fatta sia in vista dei Festeggiamenti in onore del Sacro Cuore di Gesù sia in considerazione che al momento in quella zona è già presente un cantiere per il restyling della scuola Sequino. Stiamo cercando di svolgere tutti gli interventi previsti, e necessari per la sicurezza dei cittadini e la vivibilità di Mugnano, con il minimo disagio per i residenti”.
Napoli, ruba in negozio di articoli per fumatori: arrestato
Gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Poggioreale , questa notte, nel corso del servizio di prevenzione e controllo del territorio operato nella zona di competenza, hanno arrestato Guillari Raffaele 53enne napoletano, pregiudicato, colto in flagranza di reato di furto aggravato, in un negozio di articoli per fumatori.
I poliziotti hanno notato, in via Poggioreale, un uomo che, uscito dall’esercizio commerciale con due borsoni neri nelle mani, si allontanava furtivamente.
Accortosi della presenza degli agenti tentava si liberarsi dei borsoni e di nascondersi dietro un cassonetto dei rifiuti, tentativo vano perché veniva bloccato prontamente dagli agenti.
Nei due borsoni c’erano 200 flaconcini di liquido per sigarette elettroniche, 10 sigarette elettroniche complete, 1 computer portatile Asus, 10 scatole di cartine e filtri e 3 pacchi di accendini.
Inoltre, nella tasca posteriore dei pantaloni, conservava la somma di 65 euro, sottratta dal registratore di cassa.
Il titolare del negozio, contattato opportunamente, raggiungeva il suo esercizio commerciale e constatava al forzatura della porta di ingresso con un “piede di poco”, arnese rinvenuto nell’ingresso del negozio e, faceva anche un primo inventario della merce sottratta riconoscendola in quella rinvenuta nei borsoni che aveva il Guillari.
Informata l’Autorità Giudiziaria, il soggetto veniva arrestato ed associato alle camere di sicurezza della Questura in attesa del giudizio con rito per direttissima.
La merce ed il danaro sottratti dal Guillari, venivano restituiti al legittimo proprietario.
Napoli, subito in libertà i due borseggiatori del bus 151
Sono subito tornati in libertà i due scippatori del bus 151 arrestati l’altro giorno dalla polizia. Giuseppe Licata di 54 anni, e Antonio Rapuano di 64 anni, detto “Tonino very nice” infatti sono stati condannati ad otto mesi con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. A Rapuano è stato anche concesso il beneficio di andare allo stadio la domenica senza limitazioni di sorta. Per entrambi il pm aveva chiesto tre anni e due mesi con custodia cautela in carcere.I due malviventi a bordo della linea 151 dell’Anm, avevano provato a borseggiare una giovane studentessa originaria di Messina. ma la ragazza si era accorta e aveva fatto arrestare i due.
I ragazzi del carcere di Airola, Raiz, Lucariello e le cose belle
Carcere minorile di Airola. Un laboratorio di scrittura d’autore e di formazione per tecnico del suono. Quattro mesi. Quattro giovani detenuti. Raiz e Lucariello. Queste le premesse, questo il contesto, questi i protagonisti di un lavoro che induce inevitabilmente alla riflessione, che coinvolge ed emoziona. Quattro minuti e ventisei secondi di trasposizione durante i quali i sentimenti si mischiano e si sovrappongono: si spera e si soffre, si ride con un “fratello” e si guarda oltre, fuori, insieme a loro. “Puorteme là fore” è il titolo del brano scritto da quattro ragazzi detenuti nel carcere sannita. E’ interpretato da Raiz, la cui calda e potente voce fa “scorrere ‘o sang’ dint’e vene e ll’uommene e ‘sta terra” e da Luca Caiazzo, per tutti Lucariello, il rapper dell’impegno sociale che utilizza la sua arte contro tutte le mafie, preciso ed espressivo come solo chi dà alla parola un peso specifico può essere.

A supporto del pezzo il videoclip di Johnny Dama (videomaker e produttore musical), i cui protagonisti sono proprio il frontman degli Almamegretta e il rapper napoletano, dietro le sbarre di una cella tra i ragazzi a cui è stato oscurato il volto. Il pezzo parla di tutto e racconta di amori, di figli, di abbandoni, di chi trova nel compagno di cella un fratello. Racconta di sofferenza ma anche di speranza per “una vita chiusa che abbrucia”. Il susseguirsi delle strofe, inframezzate dal tema principale, melodico, cantato da Raiz come una preghiera laica, come una speranza di riscatto in musica e versi, con lo sguardo oltre quelle sbarre – “Aiutame a durmì e scitame dimane/ famme nu regalo/ piglia ‘stu core e puortal’ luntano” – è il susseguirsi di stati d’animo, riflessioni, valutazioni, desideri, punti di vista diversi che partono da storie e percorsi diversi, come diversi sono i reati e le pene. Pensieri appuntati e messi insieme attraverso la scrittura collettiva: un ottimo strumento, una terapia dell’anima e della mente che aiuta i ragazzi a uscire dai loro trip mentali, “complicati e sofferti” come lo stesso Lucariello li descrive, “stimolando a ragionare sul significato delle parole”. Storie diverse dicevamo, che hanno però in comune uno stile di vita imposto e uguale per tutti che si chiama reclusione. “Aiutame a durmì si over me vuo’ bene / Spiezz’ ‘sti catene, piglia ‘stu core e puortame là fore”, un dolce grido d’amore, una elevazione di se stessi oltre la condanna. Ragazzini diventati troppo presto grandi con cicatrici come solchi sul cuore per una vita compromessa da ricostruire. Una mamma, una fidanzata, un figlio – “Cu chistu bene sfunnamm’ pure ‘o fridd ‘e ‘sti mure”. Là fuori, la libertà.

“Pourtame là fore” è il risultato dei laboratori “Le ali dei Leali”, organizzati da the “CO2 crisis opportunity onlus” nell’ambito del progetto “Il palcoscenico della legalità”. Luca Caiazzo ha seguito i giovani detenuti per tutta la durata del corso di scrittura d’autore e di formazione per tecnico del suono.
Napoli, la polizia passa al setaccio il ‘suk’ di piazza Garibaldi: arresti e denunce
La Polizia di Stato del Commissariato Vicaria Mercato unitamente al Reparto Mobile, al Reparto Prevenzione Crimine Campania e alla Polizia locale nel pomeriggio di ieri ha effettuato una serie di controlli nell’area di Piazza Garibaldi e zone adiacenti, finalizzato al contrasto alle attività illegali, criminalità diffusa e tutti i fenomeni di degrado urbano. Nel corso dell’operazione si è proceduto al controllo di 63 persone e di numerosi veicoli, di tre motorini e due auto sequestrate. Nel corso dei controlli i poliziotti del commissariato hanno arrestato il senegalese trentaquattrenne Gueye Modou Ndiaye, resosi responsabile di violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.L’uomo era intento a vendere sulla strada, adagiate su un telo posto sul marciapiede, varie borse contraffatte di varie note griffes. L’extracomunitario, alla vista dei poliziotti, ha tentato di raccogliere la merce dal telo e di scappare. A fronte dell’intervento dei poliziotti, che tentavano di bloccarlo, l’uomo ha opposto resistenza, fino a storcere e lesionare il braccio di uno di essi. Qualsiasi tentativo di resistenza da parte dell’extracomunitario è stato reso impossibile dalla massiccia presenza dei poliziotti dei reparti inquadrati. Tutta la merce è stata sequestrata.Tredici cittadini extracomunitari sono stati accompagnati per l’identificazione negli Uffici di polizia ed è stata controllata la loro posizione sul territorio nazionale: un extracomunitario è stato denunciato in stato di libertà per lesioni, contraffazione e ricettazione di circa 100 capi di borse e pellame di note griffes; 3 extracomunitari sono stati denunciati in stato di libertà per la violazione della normativa sull’immigrazione. Quattro gli italiani denunciati: G.A. per evasione dal luogo di lavoro; C.G. per violazione della misura della sorveglianza speciale; S.S. per violazione della permanenza in casa; A.A. per possesso ingiustificato di chiavi alterate e grimaldelli. Numerosi sono stati i controlli amministrativi e 200 i cappelli contraffatti di varie case di moda e sequestrati dalla Polizia Locale. Proseguirà in settimana l’azione di contrasto della Polizia di Stato.
Napoli, tenta l’ennesima truffa a un’anziana di Chiaiano: arrestato
Ieri pomeriggio gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Chiaiano , hanno arrestato Cavaliere Gennaro napoletano di 25 anni, responsabile del reato di truffa nei confronti di una donna anziana residente nel quartiere Chiaiano.La vittima di 74 anni , ipovedente, aveva già subito, qualche mese prima, una truffa analoga a quella perpetrata ieri, rimettendoci 500 euro.
Nella tarda mattina, la donna riceveva una telefonata da una voce femminile che si spacciava per la nipote e le chiedeva di pagare 1200,00 euro per suo conto, ad un corriere, che di li a poco le avrebbe consegnato un pacco contenente un pezzo per il computer.Insieme alla vittima era presente la figlia, madre della vera nipote, che, comprendendo immediatamente che si trattava di un nuovo tentativo di truffa, ha finto di riconoscere la voce della figlia, sostenendo la richiesta ma ridimensionando la cifra disponibile, per non far nascere dubbi nella truffatrice, concordando così una consegna di 700 euro.
Contestualmente ha chiamato il 113 che ha prontamente inviato una pattuglia del Commissariato presso il domicilio dell’anziana signora, la quale, attestandosi nel cortile dello stabile, ha atteso il sedicente corriere.Poco dopo è arrivato il Cavaliere, in sella uno scooter che ha parcheggiato all’esterno del portoncino lasciato aperto ed ha consegnato alla signora un pacco ricevendo in cambio il danaro. Fulmineamente gli agenti sono intervenuti per bloccarlo con non poca fatica, atteso che lo stesso ha opposto viva resistenza tentando in ogni modo di divincolarsi dalla presa degli agenti.
E stato arrestato e sottoposto agli arresti domiciliari in attesa del giudizio per direttissima. Il motorino ed i due telefoni cellulari trovati in suo possesso sono stati sequestrati per un prosieguo delle indagini.
Camorra, il boss pentito: ”Brunetti ci tagliò dalle estorsioni alla Maddalena e nacque la rottura”
“Ho fatto parte del gruppo criminale inizialmente costituito dai Sibillo, dai Giuliano e da mio figlio Salvatore Amirante. Prima ero ai margini, poi sono entrato a farne parte. Manuel Brunetti detto o’ chicco” entrò nel gruppo in un secondo momento, uscito dal carcere. Brunetti all’inizio contattò i Caldarelli, poi si rese conto che ormai il nuovo clan dei giovani stava prevalendo ed entrò anche lui nell’organizzazione. L’elemento comune era la contrapposizione ai Mazzarella”. Così il boss della zona dei Tribunali, Vincenzo Amirante, pentito dal mese scorso ha parlato del clan della “Paranza dei Bimbi” e dell’allenza di Forcella e centro storico tra le famiglie malavitose degli Amirante-Brunetti-Giuliano-Sibillo. Il verbale, come riporta in anteprima Il Roma, è datato 8 agosto e Vincenzo Amirante continua il suo racconto: “Mio figlio Salvatore Amirante tramite Vincenzo Garofalo entrò in rapporti con i Rinaldi di San Giovanni a Teduccio, anch’essi ostili ai Mazzarella. Posso riferire sui rapporti del nostro gruppo con i Rinaldi e in par- ticolare con Ciro Rinaldi detto “Maué, Sergio Grassia, il fratello “Bizzeffe” (Salvatore Rinaldi, ndr), ed altri. Eravamo spesso a casa loro, inizialmente quasi ogni giorno…La questione principale per la quale spingevano i Sibillo era il controllo degli affari illeciti della Maddalena, che fruttavano 14mila euro a settimana. Finché mio figlio Salvatore è stato libero, questa somma era da lui distribuita solo tra gli appartenenti al gruppo Amirante. Eravamo io e……….(omissis), quando Salvatore si trovava ai domiciliari a Ladispoli, a gestire gli incassi della Maddalena, la distribuzione dei capi d’abbigliamento con marchi contraffatti, la distribuzione agli ambulanti delle buste per contenerli. Io provvedevo al mantenimento delle famiglie dei detenuti. Mille euro a settimana andavano ai Rinaldi.
Quando fu arrestato mio figlio Salvatore, Ciro Brunetti e Alessandro Riccio andarono direttamente alla Maddalena a riscuotere i soldi. Li sottrassero a (omissis), che era il nostro incaricato alla riscossione delle estorsioni, servendosi di altri affiliati di cui riferirò. Successivamente, dopo l’arresto di mio figlio Salvatore, Ciro Brunetti tornò alla carica con l’accordo dei Rinaldi, Sibillo e Giuliano. Per cui il clan stabilì che al nostro gruppo andassero 4000 euro mentre la parte restante Emanuele e Pasquale Sibillo l’avrebbero divisa tra gli altri gruppi. Prima della rottura percepivo 1000 euro a settimana”.
Detenuto per omicidio evade grazie a un permesso premio
In carcere a Padova con una pena in scadenza il 26 maggio 2024 per omicidio sfrutta un permesso premio ed evade facendo perdere le proprie tracce. Potrebbe essere gia’ tornato in patria il serbo Boris Rasnik 43 anni considerato, sino al 27 settembre, un detenuto ‘modello’, capace di laurearsi in Filosofia all’interno della struttura penitenziaria. Solo il giorno prima, il 26, l’uomo aveva ottenuto un permesso di tre giorni per recarsi in una comunita’ di recupero con la possibilita’ di uscire tre ore al giorno per acquisti o incontrarsi con la famiglia. Rasnik invece ha preferito salire su un’auto, nonostante come indicano i quotidiani locali, dovesse essere sempre scortato, e abbandonare la compagnia. Il fuggitivo ha un curriculum criminale piuttosto pesante: era in carcere dall’ottobre del 2003 dopo una condanna a 23 anni di reclusione per aver ucciso nel 1996 un connazionale e una condanna a 4 anni per diversi crimini commessi in diversi luoghi italiani.
Somma Vesuviana, 6 piante di cannabis in garage: finisce ai domiciliari
I carabinieri di Somma Vesuviana perquisendo l’abitazione e il garage di un 59enne del posto già noto alle forze dell’ordine, i carabinieri della locale stazione hanno rinvenuto 6 piante di cannabis, alcune delle quali già essiccate e pronte per il confezionamento, e un bilancino per pesare le dosi. L’uomo è stato arrestato per detenzione di stupefacente a fini di spaccio e, dopo le formalità, è stato posto ai domiciliari dove attende il giudizio con rito direttissimo.
Rapinano un supermercato a Pozzuoli: preso uno dei tre banditi
In tre armati di pistola e con passamontagna sul volto hanno fatto irruzione in un supermercato di via Campana a Pozzuoli, Napoli, e, minacciando le cassiere, si sono fatti consegnare 2000 euro in contante. Una pattuglia della stazione carabinieri di Pozzuoli era nelle vicinanze, impegnata nel controllo del territorio, e attivata dalla centrale operativa è intervenuta in pochi minuti intercettando i malviventi nei pressi dell’uscita dell’esercizio commerciale mentre tentavano di fuggire in sella a uno scooter. I militari hanno inseguito i rapinatori e dopo alcune decine di metri i malfattori hanno deciso di abbandonare il mezzo per darsi alla fuga a piedi. Uno dei 3 è stato rintracciato, anche con il supporto di pattuglie dell’aliquota radiomobile della Compagnia di Pozzuoli giunte di rinforzo, e bloccato. Si tratta di Giuseppe De Mari, un 18enne di Pozzuoli, preso mentre scavalcava la recinzione di un parco privato, dove aveva intenzione di nascondersi. Sequestrati i passamontagna e lo scooter usato per la rapina, risultato rubato e recuperata la refurtiva che è stata restituita al legittimo proprietario.
Napoli, bloccati al casello con droga nell’auto: arrestati in quattro
I carabinieri bloccano al casello autostradale quattro persone a bordo di un’ auto che trasportava più di un chilo di droga. A casa di due dei quattro trovate armi e materiale per confezionare grandi quantità.
All’altezza del casello autostradale di Napoli Nord i carabinieri del nucleo investigativo di Napoli hanno arrestato 4 persone ritenute responsabili a vario titolo di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio e detenzione illegale di armi. Si tratta di una 37enne di Cercola residente a Riccione, Concetta Andinolfi, un 38enne di Riccione, Roberto del Gaizo, un 20enne di Melito, Giovanni Scognamiglio e il padre di costui, Raffaele Scognamiglio.
I militari li hanno bloccati a bordo di 2 auto, una delle quali fungeva da “staffetta”, rinvenendo all’interno della seconda, con targa estera, un chilo di cocaina e 214 g. di hashish. la successiva perquisizione dell’abitazione degli Scognamiglio e del box pertinente ha permesso di rinvenire una pistola a tamburo carica risultata oggetto furto a Gricignano d’Aversa e una semiautomatica, anche quella carica, ma anche 9 etti di hashish, una bilancia di precisione, una macchina per il sottovuoto, appunti scritti a mano e un cellulare. gli arrestati, dopo le formalità, sono stati tradotti nelle carceri di Santa Maria Capua Vetere e Pozzuoli.
Rapina una ragazza in treno, inseguito dai passeggeri e arrestato dai carabinieri
Ha rapinato una ragazza su un treno regionale, poi è stato inseguito dai passeggeri e infine bloccato dai carabinieri. A.I.S., 20enne cittadino romeno senza fissa dimora, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato nel pomeriggio di ieri alla stazione di Pistoia dai militari del Norm, prima che riuscisse a dileguarsi dopo essere sceso dal treno regionale proveniente da Montecatini Terme. Il giovane nel tragitto aveva prima cominciato ad infastidire con il suo comportamento alcuni viaggiatori e poi aveva strappato uno smartphone dalle mani di una ragazza 19enne pistoiese, strattonandola più volte e tentando di allontanarsi dal vagone dove viaggiava la ragazza, confidando probabilmente nell’indifferenza degli altri viaggiatori. Ma così non è stato perché il telefono poco prima che il convoglio arrivasse nella stazione è stato recuperato grazie proprio all’intervento di altri passeggeri che hanno inseguito il ladro il quale ha dovuto lasciarlo, consentendone il recupero alla vittima. tentativo di dileguarsi alla stazione infine è stato vanificato dall’intervento di una pattuglia dei carabinieri allertata da un’altra viaggiatrice, che aveva descritto agli operatori del 112 cosa era successo poco prima. Arrestato per rapina impropria, il 20enne, dopo la formalizzazione degli atti con la denuncia sporta dalla vittima, è stato trasferito al carcere della Dogaia a Prato.
Dai Quartieri Spagnoli a Roma per rapinare Rolex: due arresti
Gli agenti della Polizia di Stato della Squadra Mobile, nell’ambito dell’attività finalizzata al contrasto dei reati predatori, hanno eseguito una misura cautelare a carico di due rapinatori, autori di venticinque episodi consumati nella Capitale, completando così lo smantellamento di tre bande specializzate nelle rapine di orologi di pregio. In particolare gli investigatori della sezione ”Rapine”, che svolgono specifiche indagini per identificare i malviventi che, periodicamente, dalla Campania si recano a Roma per mettere a segno i colpi a danno dei possessori di orologi di pregio, dopo aver svolto un’accurata indagine, con pattuglie a bordo di autovetture e moto disposte nelle zone maggiormente ”battute” dai gruppi criminali, hanno individuato nell’ultimo anno tre distinte bande di rapinatori, provenienti dal Rione Sanità e dai Quartieri Spagnoli di Napoli. Al termine delle investigazioni, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma – Gruppo reati contro il patrimonio, è stato emesso un provvedimento restrittivo per i due responsabili di undici rapine, a carico di persone con precedenti specifici: F.L. e S.A., entrambi 35enni, provenienti dai Quartieri Spagnoli di Napoli e già ristretti presso gli istituti di pena per altre rapine consumate nella Capitale.
Con quest’ultima tranche di misure cautelari, ottenute a seguito di una complessa attività investigativa, effettuata con ricognizioni fotografiche, analisi tecniche di traffico telefonico ed intercettazioni, è stato possibile ricostruire l’esatta dinamica delle 11 rapine consumate a Roma nella zona Eur – Tor Carbone dai due malviventi, nel periodo compreso tra i mesi di settembre 2016 e aprile 2017. I rapinatori, sempre in orario mattutino, si servivano di una precisa tecnica: dopo aver individuato la vittima in auto, la seguivano lungo il tragitto per aggredirla con violenza e portare via l’orologio, una volta che la stessa parcheggiava la propria autovettura, seguendola in alcune occasioni addirittura all’interno del condominio delle abitazioni private. Le rapine analizzate e contestate, che coincidono con il periodo dell’anno scolastico e con la maggiore concentrazione di traffico veicolare con conseguente aumento di potenziali vittime e maggiore facilità di confondersi tra le auto, vanno infatti dal 20 settembre 2016 al 29 aprile 2017 e sono state consumate in danno di privati cittadini tra le 9:30 e le 13:30 del mattino in via delle Montagne Rocciose, via Simone Martini, via Giuseppe Berto, via Federico Seismit-Doda, largo Piero Bargellini, via del Serafico e via Antonio Maria Lorgna.
Le indagini condotte dalla Squadra Mobile nel corso dell’anno, hanno così consentito di ricostruire ben venticinque episodi commessi a cavallo tra il 2016 ed il 2017, arrestando complessivamente sette persone e disarticolando tre distinte bande di pregiudicati specializzati nelle rapine aggravate di orologi, messe a segno in varie zone di Roma da nord a sud, dalla Cassia ai Parioli, fino all’Eur, Marconi e a Tor Carbone. Per portare a termine i ”colpi”, che hanno fruttato oltre 200.000,00 euro tra orologi ”Rolex”, ”Patek Philippe” e ”Audemars Piguet”, i malviventi non esitavano a minacciare le vittime, talvolta anche con un coltello, spesso percuotendole, provocando loro, spesso, serie lesioni.
Sedicenne precipita dal ponteggio della fabbrica dismessa: è grave
Un giovane di 16 anni di Afragola si e’ gravemente ferito ieri cadendo da un ponteggio che si trova in uno stabile in stato di abbandono di Casalnuovo, l’ex Exide di via Benevento. Secondo quanto emerso dalle prime indagini dei carabinieri di Casalnuovo, il ragazzo era in compagnia di alcuni amici quando e’ precipitato da un’altezza di circa 10 metri. Il giovane e’ stato soccorso e trasportato nel pronto soccorso di Villa dei Fiori, ad Acerra. Ora e’ ricoverato al Cardarelli in prognosi riservata: non sarebbe in pericolo di vita.
Arzano: mancati controlli edilizi, distruzione di atti e ingerenza della politica. LE INTERCETTAZIONI CHOC
Arzano. Mancati controlli edilizi, distruzione di atti e ingerenza della politica: ecco il quadro che emerge nell’inchiesta condotta dai carabinieri di Arzano che ha colpito una decina degli agenti della Polizia municipale. Miglia di pagine di intercettazioni, pedinamenti, sopralluoghi a partire dal 2006 e che vede finire nel mirino degli 007 quasi l’intero comando. Uno spaccato inquietante, fatto di veri e propri gruppi di pressione dediti alla sparizione fraudolenta di sopralluoghi contro l’abusivismo edilizio, pressioni su alcuni dirigenti all’urbanistica per decretarne le dimissioni e finanche un viaggio pagato da un tecnico ed un imprenditore ad un dirigente della Polizia municipale. Chi si ribella – scrivono gli inquirenti -, viene indicato come “nemico da abbattere”. Ovviamente, e bene dirlo, si tratta di atti facente parte integrante dei provvedimenti cautelari dei mesi scorsi che i magistrati hanno voluto aggiungere alle già corpose indagini per certificare cosa avvenisse già dal 2006 all’interno del comando di via Ferrara. L’indagine, menzionata nelle recenti ordinanze denominata “Lavori in corso “ , ha avuto inizio nel febbraio 2005 allorquando veniva pubblicato un articolo dal titolo “Concessioni edilizie a valanga: Ufficio tecnico nella bufera”. Nei mesi successivi diverse furono le pratiche esaminate e altrettanti i sequestri operati. “L’impressione ricavata dall’esame della documentazione acquisita oltre che dalle successive indagini tecniche disposte – fanno emergere gli investigatori – , è stata quella della esistenza di un gruppo che ha potuto, forte sia del proprio ruolo istituzionale quanto di una totale mancanza di altrui controllo, gestire il grande business delle opere edilizie spesso poste in essere in violazione delle leggi e degli strumenti urbanistici vigenti sul territorio. I cardini di questo sistema sono stati individuati oltre che nei tecnici privati ed in alcuni componenti l’ufficio Urbanistico comunale anche in personaggi deviati del locale Comando di Polizia Municipale. Il radicato sistema di illegalità che al pari di un cancro ha attaccato strutture comunali quali la Polizia Municipale e l’Ufficio Urbanistica emerge dalla telefonata n.515 registrata, alle ore 10:02, in entrata sull’utenza telefonica n.081/7313040 in uso al Comando di Polizia Municipale del Comune di Arzano. Nella conversazione l’avv. civilista omissis, non esita a chiedere prima al vigile omissis e poi al Maresciallo omissis di annullare un sequestro effettuato per violazione alle norme urbanistiche. Dalla Lunga conversazione emerge chiaramente che quanto richiesto dal noto avvocato era stato anche nel recente passato un fatto che rientrava pressoché nella normalità. Ciò si evidenzia allorquando l’avvocato davanti ai tentennamenti del Maresciallo omissis gli ricorda un favoritismo fatto al figlio di tale Omissis in relazione ad un esercizio commerciale di Via A. Pecchia. Legenda – Avv:- Maresciallo:-
Avv:- In tanti altri casi, cose del genere che hanno raggiunto l’obiettivo, anchè di fronte .. diciamo..
Maresciallo:- Avv omissis..in altri.. mi senti..scusa.. mi fai parlare.. te lo posso dire io perché mi costa a me, in altri casi fatti in questo modo è quando l’architetto cioè l’architetto o il tecnico comunale o chi per esso ha .. ha eseguito la situazione quindi mi ha cambiato la relazione tecnica dal momento che quello mi cambia la relazione tecnica io sto a posto… come ufficio e come persona.. ma se quello non mi cambia la relazione tecnica io non posso fare niente..
Avv:- lo stesso episodio è capitato di sabato mattina con il figlio di omissis a via Pecchia eh .. eh..e pure lì si aspettò il lunedì il martedì..
Maresciallo:- ma la era una cosa amministrativa era diversa..era il fatto della vetrina
Avv:-no.. no.. li parlavano addirittura ..
Maresciallo:-la vetrina.. era vetrina..vabbò quello ..(ndr non si comprende)..sequestro perchè comunque era una vetrina che bene o male era un abusivismo di una cosa esistente che poi lui l’ha ampliata fa fatto e quell’altro, ma era una vetrina non era una costruzione..
Avv:-no.. no…
Maresciallo:- la.. la in quel caso si è potuto sorv..ovviare.
Avv:-si quello la si voleva.. si voleva sequestrare eh.. eh.. si disse.. aspettiamo il lunedì mattina perché questo ripristina …
Maresciallo:-ma scusa Avv.. se io al magistrato gli mando una relazione per una vetrina il magistrato non me la convalida a me , a me perchè ..è arrivata oltre i termini .. ma la convalida d’ufficio .. ma è per la vetrina tiene considerazione che è la vetrina.. ma una costruzione di quella come fai tu..perchè poi ( le due voci si accavallano)..scusa eh
Avv:-risulta evidente dalla relazione”. Il chiaro riferimento all’abuso commesso dai Vigili Urbani in favore di tale omissis.
“Il coinvolgimento dei Vigili oltre che dalla telefonata intercorsa tra l’avv ed il Maresciallo emerge anche dalle spontanee dichiarazioni rese dallo stesso omissis. Ma l’avvocato non si era solo limitato a chiedere la sparizione del sopralluogo, cambiare relazioni, annullare protocolli, sopprimere atti, annullare sequestri già compiuti”. In questo sistema – scrivono nero su bianco gli investigatori – chi si oppone è indicato come principale “nemico da annullare”:- è questo il caso dell’Arch. Omissis sul conto della quale l’avv. e il maresciallo si intrattengono a dialogare con giudizi nello stralcio della già telefonata n.515:-
Maresciallo:-ma teniamo la dirigente Omissis.. quella non gli passa per la testa nessuno, quella non fa un favore nemmeno al padre e la madre se vengono, figurati un po
Avv:-Abbiamo fatto interrogazioni in consiglio di continuo ..
Maresciallo:- eh vedi un poco in che situazione stiamo noi
Avv:- L’ho fatta una “chiavica” da vicino insomma, non è che.. dopo averglielo detto in consiglio comunale.
Maresciallo:- Quella omissis con i problemi che stanno avendo all’Ufficio Tecnico ha quattro occhi aperti .. indubbiamente… per questo dico
Avv:-vabbò .. il problema
Maresciallo:-Io sto parlando con te. Se tu mi garantisci che lunedì mi cambia la cosa non ci stanno problemi… però me lo devi garantire
Avv:-questa è una persona che io non conosco.. (le due voci si accavallano)
Maresciallo:-e figurati un pò
Avv:- quindi non so nemmeno se è una persona animata da buon senso che gli interessa l’obiettivo e non la forma
Maresciallo:- noo..quella vuole la forma, questi sono di passaggio per Arzano allora praticamente ..arch omissis non tiene problemi..
Avv:- se questa mi dice no.. con tutta la buona volontà i dati sono questi io ho fatto anche gli atti eccetera eccetera… comunque c’è di fatto che questa cosa non ha venti anni
Maresciallo:- Avv il fatto è che l’arch. sta creando problemi perché se ne vuole andare da Arzano per i problemi sul comune e quindi sta creando problemi appresso appresso ma giustamente non è che è quello il problema
Avv:- il problema è di convincere il .. chi ha fatto il verbale
Maresciallo :- e per questo ti dico.. se tu mi garantisci che il tecnico lunedì mi cambia la relazione per me non ci stanno problemi.. però devo essere coperto pure io. Nella loro conversazione il Maresciallo e l’Avv., fanno esplicito riferimento in modi non certo lusinghieri, all’arch. Le indagini intanto vanno avanti spedite, e nel breve potrebbero esserci ulteriori risolti. Anche se i soggetto citati, sono tutti da dichiararsi innocenti fino ad una eventuale sentenza definitiva. Intanto, ancora un nulla di fatto dal comune per la nomina di un avvocato per la costituzione di parte civile nel procedimento contro i furbetto del cartellino. Vicenda già finita al vaglio della commissiona Antimafia.
Salvatore Baldini
Napoli, il giallo della tentata rapina al Vomero e del pregiudicato ferito
Una rapina, il titolare che si difende e spara e un uomo che si presenta in ospedale tre ore dopo con un proiettile nel braccio senza saper fornire spiegazioni. Il giallo potrebbe essere risolto già in mattinata. E’ accaduto al Vomero ieri sera, in via Nicolardi. I carabinieri per tutta la notte hanno guardato le immagini delle telecamere del supermercato e quelle di altri impianti di videosorveglianza pubblici e privati posti lungo le possibili strade di accesso e di fuga al supermercato di via Nicolardi dove è avvenuta la rapina. Poi il contributo maggiore alle indagini lo dovrebbe dare invece il ferito. Si tratta di un pregiudicato 61enne, C.R. ma che non risulta inquadrato in nessun clan. E’ ricoverato all’ospedale San Giovanni Bosco con un proiettile ritenuto nel braccio. L’uomo sarà interrogato dai carabinieri ai quali dovrà spiegare come si è procurato la ferita visto che ieri sera non è stato in grado di farlo, o non ha voluto, raccontando cose senza un senso logico. Ovvero che sarebbe stato ferito da due banditi entrati nel supermercato per compiere la rapina e che lo avrebbero ferito perchè lui li avrebbero ostacolato. Gli inquirenti sospettano invece che si lui l’autore della tentata rapina al supermercato di via Nicolardi.
Napoli, pensilina usata come deposito della spazzatura
Napoli. Una pensilina usata come deposito di rifiuti. E’ la denuncia di Enrico Cella, presidente dell’Associazione “Vivere il Quartiere”. Una situazione di degrado assoluto che stenta ad essere risolta. Si tratta di una fermata importante con un’ utenza notevole, considerando che vi fermano i mezzi di trasporto diretti a Piazza Carlo II, Capodichino e Secondigliano. Molti pendolari, per igiene, preferiscono sposarsi alla fermata successiva. Sulla e nei pressi della pensilina vi si trovano rifiuti di ogni genere che hanno anche attirato ratti di grandi dimensioni.
“C’è bisoggno di una capillare pulizia, disinfestazione e derattizzazione tenuto conto che donne, bambini e anziani sostanto per molto tempo in attesa dell’arrivo del bus – si legge nella segnalazione. I rischi di contrarre infezioni sono tanti e vanno evitati”.



