Un comune che invecchia quello di Castellammare e che vedrà entro l’anno prossimo diversi uffici restare completamente svuotati causa pensionamenti dei dipendenti. Un tema al centro dell’ultima interrogazione a firma del gruppo Per Castellammare . “Da una verifica effettuata -rilevano i consiglieri Starace e Zingone – a fine 2015 i posti di lavoro si sono ridotti a 383, poi 368 nel 2016 e alla data odierna risultano in servizio 349 dipendenti e che a dicembre 2018 andranno in pensione altri 50 dipendenti pervenendo a 299 unità lavorative; Di questi 50 pensionamenti 19 andranno ad incidere pesantemente sulla struttura e gestione dell’Ufficio Tecnico già profondamente decimato negli ultimi anni. Meno dipendenti vuol dire meno servizi ai cittadini e un non corretto funzionamento della macchina comunale. Ecco perché- affermano i consiglieri- abbiamo presentato questa interrogazione. Ci preme sapere quali azioni il sindaco ha intrapreso o intende intraprendere come intende far fronte alla carenza di personale in generale e come intende in particolare riorganizzare l’Ufficio Tecnico. nonostante l’Ente sia in dissesto finanziario e di conseguenza le assunzioni sono bloccate, l’Amministrazione – concludono i consiglieri- può chiedere una deroga a tale blocco: quale piano di assunzioni intende mettere in campo per supplire le diverse figure professionali che verranno a mancare. Vista la mancanza assoluta di programmazione da parte di questa amministrazione ci preme prevenire il blocco della macchina amministrativa la città non potrebbe permettersi anche questo “
Benevento: la difesa del capitano
In riferimento alla richiesta di deferimento nei confronti del capitano del Benevento Fabio Lucioni dinnanzi alla Prima Sezione del Tribunale Antidoping, con richiesta di un anno di squalifica per la violazione dell’art 2.1 delle NSA (art. 2.1 Codice WADA), il legale di Lucioni, Saverio Sticchi Damiani ha diramato una nota pubblicata sul sito del club campano. “La Procura nel proprio atto di deferimento ha ritenuto ed accertato che il ‘Clostelbol’ sia stato assunto dal Sig. Lucioni in quanto contenuto in uno spray cicatrizzante e che tale farmaco sia stato somministrato direttamente dal medico sportivo del Benevento per curare una abrasione riportata dal calciatore nel corso di un allenamento. La Procura – si legge nella nota – ha quindi accertato “che non c’era alcun tentativo da parte del Lucioni di imbrogliare”.
Inoltre, la stessa Procura ha accertato la credibilità dell’atleta anche in ordine ai tempi ed alle modalità di assunzione dello spray dichiarati dall’atleta (ossia una sola volta, al termine di un allenamento svoltosi tre giorni prima della gara di campionato disputata contro il Torino). Rispetto a tale ricostruzione – prosegue la nota – la procura per proporre la sanzione (di anni uno) è partita dalla pena massima di 4 anni, per poi ridurla a due anni ‘per mancanza di intenzionalità’, ulteriormente ridotta nella misura di un anno ‘per non aver agito il Lucioni con colpa o negligenza significativa’.
È stata dunque riconosciuta dalla Procura ‘un grado di colpa dell’Atleta non significativo nella misura in cui l’essersi affidato al medico sociale per una esigenza terapeutica reale ha avuto un ruolo rilevante nella dinamica dell’assunzione’. Unica responsabilità ascritta al sig. Lucioni nell’atto di deferimento è rappresentata dal fatto che ‘l’atleta avrebbe dovuto chiedere al medico specifiche informazioni sul farmaco. Se così avesse fatto prima della somministrazione, egli avrebbe appreso il nome del prodotto e con un semplice controllo online avrebbe scoperto la natura dopante’. “Sulla base di tale deferimento, che ci si astiene dal commentare – conclude l’avvocato Sticchi Damiani – inizierà a stretto giro il processo dinanzi al Tribunale Nazionale Antidoping, dove il sig. Lucioni cercherà di dimostrare la propria assoluta mancanza di responsabilità”.
Rispetto e parità di genere nell’informazione, il 25 novembre verrà presentato il Manifesto di Venezia
Una corretta informazione per contrastare la violenza sulle donne, come chiede la Convenzione di Istanbul. E’ la sfida ambiziosa che pone e si pone il Manifesto di Venezia, ovvero il Manifesto delle giornaliste e dei giornalisti per il rispetto e la parità di genere nell’Informazione (Contro ogni forma di violenza e discriminazione attraverso parole e immagini) che verrà presentato ufficialmente sabato prossimo 25 novembre, dalle 10.30 nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice, con il patrocinio del Senato, della Camera, del Ministero dell’Istruzione e del Comune di Venezia.
Perché Venezia? Perché è la città che ha dato i natali a Elena Lucrezia Corner Piscopia, prima laureata al mondo il 25 giugno 1678.
Perché il Veneto? Perché è la regione che ha dato i natali a Tina Anselmi, prima ministra della Repubblica italiana, nominata il 29 luglio 1976.
Perché il 25 novembre? Perché è la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.
Perché il Teatro La Fenice? Perché da anni è in prima linea in una originale campagna di denuncia culturale del femminicidio.
L’iniziativa rivolta alle giornaliste e ai giornalisti, promossa da Commissione Pari Opportunità Fnsi, Sindacato giornalisti Veneto, Cpo Usigrai, associazione GiULiA Giornaliste, ha raccolto finora circa 700 adesioni in tutta Italia, fra cui anche direttrici e direttori di testata, associazioni stampa e ordini dei giornalisti regionali, compresi i vertici di Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, e dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Carlo Verna ed Elisabetta Cosci.
Giulietti e Verna, insieme alla direttrice di RaiTeche, Maria Pia Ammirati, al responsabile della comunicazione della Basilica di Assisi, Padre Enzo Fortunato, all’editorialista del Corriere della Sera, Gian Antonio Stella, al direttore dell’Avvenire, Marco Tarquinio, al direttore di Rainews24, Antonio Di Bella e alla inviata Rai, Tiziana Ferrario, saranno i protagonisti del talk show in programma dalle 10.30 alle 13.
Sarà l’occasione per creare quel dibattito che è alla base della proposta del Manifesto di Venezia per sensibilizzare le redazioni ma anche avviare un percorso di formazione rivolto alle scuole. Non a caso nella creazione del logo e nella realizzazione grafica del materiale informativo è stato coinvolto il liceo artistico Guggenheim di Venezia.
Aderire, con la propria firma, al Manifesto di Venezia è un’azione concreta, un atto condiviso, nella convinzione che la pratica quotidiana della parola giornalistica contribuisca a modificare la rappresentazione del mondo: per questo l’informazione attenta e rispettosa risulta fondamentale e deve diventare ancor più necessaria. In tutti i campi. Non si tratta di una carta deontologica ma di una disponibilità ad accettare, a valutare, le raccomandazioni suggerite nel testo che è e rimane punto di partenza di una riflessione in continua evoluzione.
Il Manifesto di Venezia si focalizza sul contrasto alla violenza contro le donne, per il carattere strutturale assunto da tale fenomeno nel nostro paese e non solo. Nessuna pretesa di limitare o di censurare la libera espressione, al contrario un contributo ad alimentare il dibattito e a superare stereotipi e pregiudizi, a volte inconsapevoli, che possono aggiungere sofferenza a quella già vissuta da chi ha subìto violenza fisica e psicologica.
Il testo è frutto di un’elaborazione condivisa da chi ha promosso il progetto: “Noi, giornaliste e giornalisti firmatari del Manifesto di Venezia – si afferma nel documento – ci impegniamo per una informazione attenta, corretta e consapevole del fenomeno della violenza di genere e delle sue implicazioni culturali, sociali e giuridiche. La descrizione della realtà nel suo complesso, al di fuori di stereotipi e pregiudizi, è il primo passo per un profondo cambiamento culturale della società e per il raggiungimento di una reale parità”.
Napoli, stesa di moto di uomini dei Mazzarella e dei DAmico sfida i Rinaldi sotto casa
Nuovo atto di sfida tra i clan della camorra nella zona Orientale della città attraversata dal qualche mese da uno scontro tra i clan Mazzarella e D’Amico di San Giovanni a Teduccio e i Rinaldi. Le forze dell’ordine stanno cercando conferme ma soprattutto le immagini attraverso il servizio di telecamere pubbliche e private poste lungo la zona che dalla parte di San Giorgio a Cremano attraversa San Giovanni a Teduccio fino ad arrivare al centro di Napoli in piazza Mercato.
Una stesa senza spari questa volta si sarebbe verificata intorno alle 12 di oggi. Un corteo di una decina di moto con a capo i due nuovi ras dei Mazzarella e dei D’Amico sarebbe arrivato fino in via Ravello a San Giovanni a Teduccio, zona controllata dal clan Rinaldi. Qui ci sarebbe stata una plateale provocazione con un “invito” a scendere in strada agli avversari. Naturalmente da parte Rinaldi per evitare inutili “scontri” nessuno si è fatto vivo.
Il corteo di moto è poi proseguito a piazza Mercato e piazza del Carmine. Una sorta di dimostrazione di forza e a “marcare” il territorio. Gli inquirenti stanno cercando di risalire agli autori attraverso tutte le telecamere poste lungo il cammino fatte dalle moto. La tensione tra le due famiglie malavitose è altissima da giorni con stese e attentati.
La showgirl Carmen Di Pietro si confessa: “Ho avuto una storia con Maradona”
Napoli. “Ho avuto una storia con Maradona. Non l’ho mai detto, per non fare scoppiare un disordine. Era l’inizio degli anni 90 con Diego ci siamo frequentati per un anno e mezzo”. Così, Carmen Di Pietro racconta in esclusiva al settimanale Spy un clamoroso scoop: la relazione clandestina, durata un anno e mezzo, con Diego Armando Maradona, all’epoca in cui era il calciatore più forte del mondo e l’idolo di Napoli. “Una sera in cui ero andata a trovarlo a Napoli” ha raccontato Carmen Di Pietro “Stavo facendo il bagno in un hotel vicino alla stazione. Lui è arrivato in anticipo, io ero ancora nella vasca. Così ho indossato un accappatoio e sono andata alla porta. Gli ho aperto che ero ancora tutta bagnata. “Posso continuare a lavarti io?, mi ha detto. Così siamo tornati nella vasca. Una volta per me Maradona è scappato dal ritiro dicendo che un suo parente stava male. “Certo che sto rischiando”, mi disse. “lo sto facendo per te”. Allora ero spensierata, libera e lui era un idolo. Ero innamoratissima, ma non è che pensassi al matrimonio. Ero così giovane. Facevo i primi provini come modella, era l’epoca in cui dormivo sui treni, figurati se pensavo a chiamare i fotografi”. Maradona, diventa così il secondo idolo calcistico del Napoli ad avere avuto una relazione con Carmen Di Pietro. Nel 1993, la showgirl intrecciò una focosa relazione con Daniel Fonseca, che ai tempi era sposato.
Nola, l’Odec approva il Conto Preventivo 2018, il presidente Ranieri: ”Sosteremmo con iniziative concrete lo sviluppo della professione”
Approvato il Conto preventivo 2018 dellOrdine Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (Odcec) Nola. Le votazioni sono avvenute durante l’assemblea generale degli iscritti che si è tenuta il 21 novembre presso la sede dellOrdine. Nel corso della riunione particolarmente autorevole lintervento del consigliere Tesoriere Luigi Bifulco, il quale con molta concretezza ha chiarito i contenuti del documento di programmazione per lesercizio 2018 fornendo esaurienti risposte alle domande rivolte dai colleghi, poi del presidente del Collegio Sindacale Salvatore Falco che ha espresso il suo parere favorevole ed infine sono state presentate le linee programmatiche che puntano al miglioramento delle condizioni professionali.
Così come ha sottolineato, proprio, il presidente Domenico Ranieri. Il nostro impegno sarà volto al sostegno dello sviluppo della Professione, ha affermato Ranieri, incentivando, in questo periodo di particolare crisi economica, la diversificazione delle aree di competenza della professione di dottore commercialista, fornendo agli iscritti alcune possibilità per cercare di renderli più efficaci ed efficienti nello svolgimento della propria professione. Ringrazio tutti per la fiducia che mi hanno accordato, per chi ha contribuito al positivo risultato della prima parte di gestione del nostro Ordine, ai colleghi del Consiglio che hanno dato il contributo necessario al soddisfacimento delle richieste degli iscritti in uno al personale di Segreteria.
Il 2017 è stato lanno in cui ci siamo insediati e numerosi sono stati i momenti importanti organizzati dallOrdine, tra questi il corso Giustizia o i corsi per i revisori degli Enti Locali, oltre agli eventi che hanno permesso di mettere a disposizione circa 150 crediti formativi per gli iscritti e per la gran maggioranza gratuiti. Lattività formativa, divenuta ormai obbligo giuridico oltre che deontologico, ha rappresentato sempre un impegno costante dellOrdine per approfondire i temi della professione e per organizzare seminari e convegni volti ad offrire un panorama formativo quanto più possibile variegato e come detto, assolutamente gratuito o con costi accessibili. Anche per lanno 2018 il programma è ambizioso, infatti oltre quella obbligatoria avremo percorsi formativi che si aggiungeranno quali ad esempio quello per lottenimento dei crediti per la iscrizione negli elenchi dei gestori dellOCCS, o anche quello relativo alla Revisione Legale; in itinere poi, mediante un percorso di concerto con le Università partenopee, la creazione di una equipe scientifica che delineerà insieme al Consiglio eventi di specializzazione in materie di primaria importanza per nostra professione. E non soltanto, un Ordine in crescita e in rafforzamento, come ha aggiunto lo stesso presidente.
Come già più volte accennato in varie occasioni ufficiali e non, nel corso del 2018 si vorrebbe valutare l’acquisto dellimmobile da adibire a sede dellOrdine, commenta Ranieri, affinché possa essere da impulso alla partecipazione di tutti i Colleghi alla vita dello stesso anche in relazione al fatto che nel progetto potrebbe essere prevista la creazione della sala Convegni, ideata e disegnata come spazio multi-uso per lottimizzazione delle attività di formazione e di riunione delle Commissioni di studio nonché del Consiglio dellOrdine. Il prossimo anno ci vedrà comunque impegnati in prima linea in quanto, dopo aver siglato un accordo per il Coordinamento Regionale degli undici Ordini della Campania ad opera dei relativi Presidenti, il sottoscritto, indicato quale coordinatore del gruppo, si farà portavoce delle esigenze della categoria per meglio affrontare le problematiche con le Istituzioni”.
Un lavoro impegnativo per il quale il presidente Ranieri invita tutti i colleghi “a partecipare in modo propositivo, collaborativo e soprattutto attivo alla vita dell Ordine anche attraverso ladesione, più volte sollecitata, alle Commissioni di Studio istituite, perché solo lunione farà la nostra forza e quella dell Istituzione a cui apparteniamo.
Dreaming Italia, la mostra fotografica a Castel dell’Ovo. Cinquanta autori per un racconto del Paese
In collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli, a cura dell’Associazione di Promozione Sociale Nuova Fotografia Organizzata e il progetto di Francesco Ciotola, mercoledì 29 novembre alle ore 17.00 si inaugura la mostra fotografica Dreaming Italia. Nelle Sale delle Terrazze di Castel dell’Ovo, sarà possibile visitarla fino a lunedì 11 dicembre (lunedì-sabato 10.00-18.00, domenica 10.00-13.30) e sarà ad ingresso libero.
La mostra è un viaggio alla scoperta dei luoghi più intimi del nostro Paese, ispirata alle campagne di rilevamento del territorio condotta da cinquanta professionisti. Il progetto intende diventare un appuntamento annuale e costituire, nel tempo, un archivio-collezione fruibile al pubblico. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli, vede il sostegno di importanti realtà culturali e produttive della città come Museo Cappella Sansevero, Pasticceria Poppella, London Store Napoli, La Locanda del Grifo, Pasticceria Mennella, Didedo Studio e Fineart Lab.
In un’epoca in cui il concetto di Nazione è reso, al tempo stesso, superfluo dalla globalizzazione e sopravvalutato dalle logiche nazionalistiche, il percorso espositivo propone una ricerca dell’identità italiana attraverso i paesaggi, i volti e le storie personali. Un’attività che ha coinvolto cinquanta autori professionisti, ciascuno dei quali ha partecipato con una propria immagine ‘emblema’ dell’Italia; una pluralità di visioni che rendono la fotografia, uno strumento per esplorare le criticità contemporanee e offrire spunti di riflessione per narrare un sistema vario e complesso, in continua trasformazione, oltre lo stereotipo, le logiche semplicistiche, didascaliche, o meramente descrittive dei posti. Un lavoro sociale, come sociale è tutta l’arte che ha come riferimento le campagne di rilevamento del territorio, maturate in gran parte dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando la fotografia cominciò a rappresentare maggiormente il punto di vista dell’autore, acquisendo così lo status di ricerca.
“L’aspetto più interessante di questa operazione, dai forti risvolti sociologici e antropologici, è la rottura di qualunque schema generazionale. Hanno, infatti, risposto all’appello professionisti di ogni età, anche con quaranta anni di riconosciuta carriera – dice Francesco Ciotola, che confessa di aver sempre avuto il pallino per le campagne di rilevamento del territorio, inaugurate all’inizio del Novecento negli Stati Uniti e più tardi in Francia – Campagne come la Security Farm Administration e la Datar ad esempio, rappresentano il punto di partenza per un autentico rinnovamento del welfare. Dai lavori di tutti gli artisti, emerge una forte malinconia, un elemento che non era né annunciato, né preventivato e del quale si dovrebbe discutere”.
Alla sua prima edizione, Dreaming Italia intende diventare un appuntamento annuale e formare, nel tempo, un archivio-collezione fruibile al pubblico. Il Progetto, ha attraversato il Paese durante il 2017, con un allestimento iniziale al quale hanno contribuito quindici autori, a cui ha fatto seguito l’open call nazionale. Le immagini accompagneranno i visitatori in un cammino scandito dal vissuto quotidiano; non semplici riproduzioni ma interpretazioni soggettive della natura delle cose. Sguardi autoriali, intrisi di un vissuto proprio per suggerire una rivelazione, al di là della rappresentazione.
Artisti presenti in mostra: Adelaide Di Nunzio, Andrea De Franciscis, Antonio Prochilo, Benedetto Grillone, Biagio Ippolito, Cecilia Battimelli, Chiara Arturo, Ciro Battiloro, Claudia Mozzillo, Claudio Morelli, Corrado Costetti, Corrado Pastore, Cristina Cusani, David De La Cruz, Davide Scognamiglio, Diego De Dominicis, Fausto Palomba, Francesco Ciotola, Francesca Rao, Fulvio Ambrosio, Giovanni Ruggiero, Giovanni Scotti, Giuseppe Ricciardi, Marco Iannaccone, Ilaria Abbiento, Ilaria Tortoriello, Irene Maria Di Palma, Luca Anzani, Luca Di Martino, Luigi Fedullo, Luigi Grassi, Marco Ghidelli, Maria Avallone, Mario Laporta, Mattia Meirana, Michele Salvezza, Nicola Casamassima, Nico Vigenti, Roberta Basile, Salvatore Pastore, Salvino Campos, Serena Petricelli, Sergio Riccio, Stefania Piccioni, Stefano Cardone, Stefano Di Martino, Susy D’Urzo, Vera Maone, Vincenzo Pagliuca, Roberto Salomone.
Camorra: fine pena mai per il boss stragista del clan Gionta di Torre Annunziata
I giudici della Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione hanno confermato la condanna al carcere a vita per il boss Umberto Onda detto “Umbertino”. Il 44enne di via Bertone apparteneva all’ala stragista del clan Gionta di Torre Annunziata e sotto la sua reggenza negli anni scorsi si diede vita a una stagione di sangue fatta di omicidi e di epurazione interna nei confronti per persona che avevano gravitato con i nemici dei Limelli-Vangone di Boscotrecase e poi passati con i Gionta.
Umbertino, detenuto al 41 bis nel carcere di Opera lo scorso anno si rese protagonista di una clamorosa protesta contro le restrizioni del regime del carcere duro minacciando il suicidio. Durante la sua reggenza sarebbe stati uccise sei persone tre delle quali direttamente da Onda. Con lui è stato condannato a 14 anni di carcere il pentito Aniello Nasto, il killer che partecipò in prima persona alla stagione delle vendette.
Il primo a cadere sotto i colpi dei sicari dei Gionta fu Ciro Bianco, detto “o’ squalo”, il volto nuovo dei “Valentini”, in passato vicino al clan “Limelli”, ucciso in via Castello con 13 colpi di pistola calibro 9 al torace, all’addome e al collo. “Ciro Bianco è la prima persona che ho ucciso – raccontò il pentito Aniello Nasto all’Antimafia nel 2013 – . L’omicidio venne deciso in carcere. Bianco doveva essere ucciso perché era ritenuto un confidente delle forze dell’ordine. Inoltre in Montenegro, mentre era latitante, si era appropriato dei soldi del clan”.
Poco dopo l’esecuzione di Bianco ci furono altre 5 vittime: Domenico Savarese, trucidato all’interno della sua autorimessa di Trecase. E poi l’ex dipendente delle Poste Liberato Ascione, pregiudicato per reati di spaccio e porto d’armi, ritenuto dagli inquirenti vicino ai “Limelli-Vangone”. Il motivo? Sempre Aniello Nasto a raccontarlo alla DDA di Napoli: “A Torre Annunziata era necessario fare piazza pulita di tutti i soggetti già affiliati in passato ai Limelli”. Due settimane dopo l’omicidio di Ascione, avvenuto in via Settetermini a Boscoreale, vennero uccisi anche i cognati Carlo Balzano e Angelo Scoppetta. Balzano fu punito perché “era inaffidabile, non rispettava le regole del clan”, nonostante secondo il pentito prendesse una “mesata” di 2000euro.
A sparare, per l’inchiesta, fu il killer Umberto Onda almeno 16 i colpi d’arma fuoco esplosi il 29 settembre 2004 fuori al bar “Ittico Madonna Della Neve”, in via Dogana, a due passi dalla Basilica. Una scena da far-west. La morte di Angelo Scoppetta, invece, non era prevista. Si trovava nel posto sbagliato, al momento sbagliato, in sella ad uno scooter insieme al bersaglio del raid. Per Aniello Nasto, Scoppetta “era una brava persona”. Infine nel settembre 2005 Domenico Scoppetta, cognato di Carlo Balzano. i killer lo trucidarono con ben 37 proiettili, di cui 20 vanno a segno. Il tutto all’interno del parco Penniniello. la roccaforte dei Gallo-Cavalieri. Scoppetta – ex affiliato dei Limelli – viene raggiunto da un commando armato. A sparare è il killer Michele Palumbo “munnezza”., poi diventato pentito.
“Il sangue di Scoppetta mi schizzò fin sulla camicia”, raccontò in uno dei verbali che hanno fatto luce sul massacro. Il colpo di grazia fu però di Umberto Onda che “ha sparato quando era già morto”, come raccontò Palumbo. Scoppetta secondo i Gionta – si stava organizzando per vendicare la morte del fratello e del cognato. E quel massacro capace di una”carica di violenza esorbitante”, come scrivono i giudici, è l’ultimo atto di quella scia di sangue.
Napoli, De Iesu: “Ulteriore rafforzamento nelle zone della movida da venerdì”
“Abbiamo deciso un ulteriore rafforzamento nelle zone della movida insieme all’Arma dei Carabinieri, già venerdì. Ci concentreremo sulla fascia più critica, dalla mezzanotte alle cinque-sei di mattina, per garantire una cornice di sicurezza visibile, non invasiva, il nostro obiettivo è rendere la zona fruibile dai giovani in serenità”. Così il questore di Napoli Antonio De Iesu a margine del comitato ordine e sicurezza in Prefettura.
“Ci saranno dei controlli amministrativi anche da parte della polizia municipale per far rispettare ciò che è nell’ordinanza del sindaco. Ci saranno certamente più risorse anche in borghese da parte della Squadra Mobile e servizi con gli smartphone inviando contenuti fotografici alla centrale operativa. Sarà sicuramente necessario progettare servizi di videosorveglianza dedicati ai Baretti, vedremo come reperire le risorse”.
“Mettiamo in campo un controllo soprattutto preventivo – ha concluso De Iesu – per evitare che il branco possa sentirsi libero di spadroneggiare”. Sui fatti di sabato notte a Chiaia: “stiamo sul pezzo. A livello investigativo c’è un team della Squadra Mobile che sta lavorando senza sosta, in sinergia con i magistrati coordinati dal procuratore Melillo”.
Per la rassegna Be Quiet, Alfredo D’Ecclesiis al Piccolo Bellini
A partire dalle ore 21.00 di domani 24 novembre, presso il Piccolo Bellini in via Conte di Ruvo 14, il cantautore Alfredo d’Ecclesiis, già frontman dei Bluesaddiruse e da tempo membro del collettivo Be Quiet, si esibirà all’interno dell’ormai nota rassegna.
L’artista napoletano, con i Bluesaddiruse nel 2011, dà alle stampe il primo album omonimo edito dall’etichetta “Suonidelsud” di Peppe Ponti su suggerimento di Willy David (storico produttore di Pino Daniele). Negli anni apre i concerti di James Senese, Jimmy Burns, Enzo Avitabile, Capone Bungt Bangt, Osanna, Bisca, EPO, Blue Stuff ed altri. Partecipa a tre edizioni del “Tributo a Mario Musella” riscuotendo molti consensi ed alla IV edizione del festival “Musique Sans Frontieres” a Parigi. Il secondo album della band, “ViaNova”, è del 2016.
Oggi, spogliato dall’elettricità e dalla durezza della sua band, vestirà per l’occasione i panni del songwriter approfittando dell’intima e raccolta eleganza del teatro che l’ospiterà.
Atmosfere acustiche e sgangherate d’ispirazione ”waitsiana” e veri e propri gospel napoletani si alterneranno a brani che andranno a omaggiare artisti divenuti di riferimento per il cantautore, condizionandone la formazione artistica. Ad accompagnarlo sul palco del Piccolo Bellini una line-up d’eccezione: alle chitarre il cantautore Marco D’Anna e Gian Paolo Costantini (Bluesaddiruse, Compagnia SoleLuna) e al sax e loop-station Bruno Tomasello (stereoRebus). Ogni spettatore avrà, inoltre, in omaggio, il mini album “Preghiere e fronne”, lavoro autoprodotto e registrato prevalentemente a cappella con brani spiritual in dialetto e canzoni già note stravolte con lo stile “a fronn’ ‘e limone”.
Seguirà il concerto di Pierpaolo Iermano che, in quest’occasione, presenterà al pubblico il suo secondo lavoro discografico “Bagnoli Babylon”.
Avellino, adescava minori su social network: arrestato 50enne
Aveva adescato dei minori sui social network grazie a generalità false per ottenere prestazioni sessuali. Grazie a una serie di intercettazioni telefoniche è stato smascherato un 50enne che è stato arrestato dai carabinieri della Stazione di Avellino. L’uomo è destinatario di un ordine di carcerazione emesso dal tribunale irpino e dovrà scontare una pena di un anno e mezzo per violenza sessuale su minori. Il provvedimento scaturisce da un’attività investigativa condotta dai militari del capoluogo avellinese scattata dopo la denuncia sporta, qualche anno fa, dai genitori di un minorenne. L’uomo è stato rinchiuso nella casa circondariale di Avellino, a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Monteforte Irpino: presentazione dell’evento Palium Sancti Martini alla sua ventesima edizione
Si terrà sabato 25 Novembre, alle ore 10.00, presso il Circolo della Stampa di Avellino, la conferenza stampa di presentazione della ventesima edizione del “Palium Sancti Martini”, evento promosso dal Comune di Monteforte Irpino e finanziato dalla Regione Campania nell’ambito del POC 2014-2020 (linea strategica 2.4 “Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e cultura”), in programma dal 30 novembre al 3 dicembre 2017 con laboratori, dibattiti, iniziative per bambini e famiglie, concerti, corteo storico, combattimento medievale, sbandieratori e falconieri. Quattro giorni dedicati alla rievocazione storica del culto medievale di San Martino, in collaborazione con Pro loco Mons Fortis, associazione Amici del Palio, scuole ed istituti scolastici, attraverso la rievocazione delle atmosfere medievali della seconda metà del 1109.
Alla conferenza stampa interverranno il Sindaco di Monteforte Irpino, Costantino Giordano, l’assessore alla cultura Lia Vitale, il delegato al turismo Assunta Airola, la presidente della Pro loco Mons Fortis Annaelena Ercolino, un rappresentante dell’associazione Amici del Palio, il direttore artistico Roberto D’Agnese.
La ventesima edizione del Palium Sancti Martini avrà inizio giovedì 30 novembre alle ore 10 con le visite guidate nei castagneti, con degustazione di castagne, presso aziende di trasformazione del territorio. Alle ore 16, presso la Casa della Cultura, il laboratorio creativo per bambini “La favola del mantello di San Martino”, con narrazioni teatralizzate e realizzazione di mantelli di carta. Alle 18.30, presso l’aula consiliare, il convegno sul tema “Il Palium Sancti Martini come celebrazione delle risorse storiche e culturali del territorio”. Venerdì 1 dicembre si comincia alle ore 10 con le visite guidate nei castagneti con degustazione di castagne presso aziende di trasformazione, per proseguire alle ore 16, presso la Casa della Cultura, con “Dominus de castello qui dicitur Monteforte”, laboratorio creativo per bambini con narrazioni teatralizzate e realizzazione di castelli con cartoni riciclati. A seguire, sempre presso la Casa della Cultura, alle ore 18 due laboratori per adulti e bambini: Maninpasta, dedicato alla preparazione della coccetella, pasta a mano tipica della tradizione di Monteforte Irpino, e Nocciorella, sulla preparazione della crema al cioccolato e alla Nocciola Mortarella con degustazione finale. Sabato 2 dicembre, alle ore 10.30, in Piazza Umberto I “Le scuole incontrano il Palium Sancti Martini”. Alle ore 15 lo spettacolo dei Falconieri dell’Irno e, alle 16, la proclamazione dell’Editto. Si proseguirà con la sfida delle contrade “I Ludi Uvae”, gara di raccolta, spremitura e imbottigliamento del succo d’uva, e pigiatura dell’uva per bambini. Alle 17.30 si entra nel vivo con il combattimento medievale e degustazione di prodotti tipici. Infine, alle 19.30, il concerto dei Lumanera, gruppo che contamina le proprie radici musicali con i suoni del mondo e attinge dalla carnalità della tradizione campana la forza per un viaggio musicale attuale, partendo dalle proprie radici e con lo sguardo volto alla cultura mediterranea e a quella latinoamericana, con curiosità e cura. Domenica 3 dicembre alle 11 visite guidate al centro storico di Monteforte Irpino e, alle ore 15.30, via alla Rievocazione storica della vita medievale di Monteforte Irpino nel 1109 con il “Palium Sancti Martini”: il corteo storico partirà dalla piazzetta Don Crescenzo Amodeo, a seguire si terrà l’Affido del Feudo dei Principi di Sanseverino a Guglielmo di Monteforte, il Giuramento di fedeltà di Guglielmo, Signore di Monteforte, il Giuramento del Capomastro delle contrade, il Combattimento Medievale e lo Spettacolo degli Sbandieratori Cavensi, arricchito dall’esibizione della Scuola di Tarantella Montemaranese. Il Palio continuerà con “Cursus cercinae et copellae – Corsa r’o truocchio e r’a copella”, gara medievale con maestre copellare, “I bambini e la tradizione”, con la presentazione dei lavori eseguiti durante i laboratori, e la degustazione di pietanze medievali. Alle 20, sempre in Piazza Umberto I, lezione-spettacolo di Tarantella di Montemarano e Danze dal Mondo a cura della Scuola di Tarantella Montemaranese e di Ballando per le Strade, e il concerto de I Picarielli, gruppo impegnato nella diffusione della musica popolare.
Per informazioni sul Palium Sancti Martini e prenotazioni: tel. 347.9904955, info@paliumsanctimartini.it, www.paliumsanctimartini.it, Facebook @paliusanctimartini, Twitter @paliomonteforte, Instagram @paliumsanctimartini.
Terremoto dell ’80: Irpinia ricorda vittime e guarda a futuro
Riflessioni e convegni segneranno l’intera giornata delle comunita’ irpine nel ricordo del terremoto che il 23 novembre del 1980 provoco’ la morte di 2.914 persone rimaste sotto le macerie provocate, alle 19:34, dalla scossa, durata 90 secondi, di 6.9 della Scala Richter. Ad Avellino, dove centinaia di persone persero la vita nelle abitazioni del centro storico, il sindaco Paolo Foti ha deposto una corona in Piazza XXIII Novembre a cui e’ seguita una celebrazione in Duomo officiata dal Vescovo della Diocesi, monsignor Arturo Aiello. Numerosi gli incontri in Alta Irpinia, il territorio maggiormente colpito dal sisma in quanto a vittime e distruzione. A Teora, Lioni, Sant’Angelo dei Lombardi, parlamentari, docenti universitari, giornalisti, hanno fatto il punto sui temi dello sviluppo delle aree industriali insediate nel post terremoto e dell’adeguamento antisismico degli edifici cosiddetti strategici, a partire da scuole ed ospedali: sulla prevenzione sismica, la Regione Campania, dallo scorso anno ha messo a bando 44 milioni destinati agli edifici di proprieta’ comunale e a studi di microzonazione sismica grazie ai quali, spiega Italiano Giulivo, responsabile della Protezione Civile in Campania, “e’ possibile intercettare la tipicita’ delle varie aree territoriali che amplificano gli effetti dell’evento sismico”. La presidente del Consiglio regionale, Rosa D’Amelio, e’ intervenuta alla manifestazione in ricordo delle vittime promosso presso la stazione ferroviaria di Lioni, dove nei giorni immediatamente successivi al sisma, i vagoni della storica tratta Avellino-Rocchetta S. Antonio, poi dismessa e oggi parzialmente in esercizio, ospitarono centinaia di sfollati che avevano perso tutto. Ad Ariano Irpino e a Cervinara altri momenti dedicati allo sviluppo della Protezione Civile e alla buone pratiche messe in atto nel dopo terremoto. Tra queste, la legge regionale che ha riordinato la Protezione Civile, con il conferimento alla Regione, e sul territorio, alle articolazioni provinciali del Genio Civile compiti di indirizzo e coordinamento delle attivita’ e dell’impiego di organismi pubblici e delle associazioni di volontariato. 37 anni dopo il sisma, sembrano definitivamente archiviate le polemiche e gli scontri durissimi sulle risorse impiegate nell’opera di ricostruzione e industrializzazione. “Una operazione di verita’ e giustizia”, reclamata da Rosanna Repole, oggi sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi, distrutta al 90%, che 37 anni fa, in una tenda, giuro’ da sindaco nelle mani dell’allora Commissario di Governo per la ricostruzione, Giuseppe Zamberletti, succedendo a Guglielmo Castello, morto sotto le macerie. “L’Irpinia – sottolinea Rosanna Repole – nonostante sia stata la provincia piu’ colpita ha ottenuto risorse persino sottostimate dei 30 miliardi di euro complessivi impiegati per le zone terremotate” e ricorda l’allargamento dell’area terremotata a 687 comuni di tre regioni, rispetto agli iniziali 150 e le risorse trasferite a Napoli per la costruzione di 20 mila alloggi. I conti restano comunque aperti: numerosi comuni della provincia di Avellino attendono ancora i 250 milioni, assegnati nel 2008 dal governo ma mai effettivamente erogati, destinati al completamento di opere pubbliche rimaste incompiute e per saldare lavori eseguiti da imprese private.
Bagnoli: de Magistris, fiducia impegni siano mantenuti
“Ho fiducia che gli impegni istituzionali vengano mantenuti. Il Governo si e’ impegnato a bandire la gara per la bonifica entro la fine dell’anno e, se tutto va bene, a marzo iniziano anche i lavori”. Lo ha affermato il sindaco di NAPOLI, Luigi de Magistris, rispondendo a una domanda sul processo di bonifica e riqualificazione di Bagnoli. De Magistris ha assicurato che “il Comune sta mantenendo tutti gli impegni e auspichiamo che il Governo nazionale e regionale facciano altrettanto”.
Napoli. Comitato ordine sicurezza su baretti Chiaia, più presenze forze dell’ordine
“Ulteriore rafforzamento” della presenza delle forze dell’ordine nell’immediato e una rete di videosorveglianza da progettare e realizzare. Questa la ricetta elaborata nel corso del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica riunitosi questa mattina in Prefettura a Napoli per affrontare il caso della zona dei “baretti” di Chiaia, frequentatissima dai giovani nel weekend e dove sabato scorso è avvenuta una sparatoria nella quale sono rimasti feriti 4 ragazzi. A riferire le decisioni prese nel coro del Comitato è il questore di Napoli Antonio De Jesu, che ricorda come il rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine sia già avvenuto “perché abbiamo già servizi di pattuglie miste nella zona dei baretti. Ora faremo un ulteriore rafforzamento insieme all’Arma dei Carabinieri e ci concentreremo sulla fascia più critica, da mezzanotte alle 6 di mattina, per garantire un’adeguata cornice di sicurezza”.
De Jesu spiega che la presenza sarà “visibile ma non invasiva perché abbiamo come obiettivo che quell’area possa essere fruita dai giovani in piena serenità”. Sarà aumentata la presenza di agenti della Squadra Mobile in borghese e verrà incrementato l’uso del servizio Lte, con le immagini che dallo smartphone vengono inviate alla Sala operativa, “utile a fini investigativi qualora ci sia qualche evento”. Nell’area dei baretti di Chiaia, spiega il questore, “la videosorveglianza dovrà essere progettata, perché abbiamo una rete esterna ma all’interno è oggettivamente carente. Anche su questo vedremo di progettare e capire come finanziare un sistema dedicato ai baretti”. Inoltre verranno svolti controlli nei punti di accesso dell’area: “Eviteremo che entrino motorini e faremo controlli a campione – spiega ancora il questore – per dissuadere gruppi di soggetti che possono pensare di spadroneggiare in quell’area, in modo che sappiano che le forze dell’ordine ci sono. C’è da testare e sperimentare – conclude De Jesu – e da interrogarci tutti insieme, con la Procura ordinarie e per i minorenni e in piena sinergia con l’Amministrazione comunale, per capire perché fenomeni così gravi avvengono e quali iniziative intraprendere per ridimensionare la carica di violenza che viene portata in aree sensibili della città”.
Cammarano (M5S): “No all’ampliamento dello Stir di Battipaglia, la Regione ascolti i cittadini”
“E’ meravigliosa la partecipazione delle comunità di Battipaglia e dei comuni limitrofi scese in piazza per chiedere, in maniera assolutamente pacifica, una riflessione da parte della Regione sul progetto di ampliamento dell’impianto Stir su questo territorio”. E’ quanto dichiarato dal consigliere del Movimento 5 Stelle, Michele Cammarano, che questa mattina ha preso parte alla manifestazione organizzata da comunità, associazioni e semplici cittadini contro il progetto di ampliamento dello Stir di Battipaglia, attraverso la realizzazione di un impianto di compostaggio. “Non è certo il nuovo impianto, che riteniamo fondamentale nel processo di perfezionamento del ciclo dei rifiuti, l’oggetto delle proteste di oggi – precisa Cammarano -, ma lo è la concentrazione di tutte queste strutture per il trattamento dei rifiuti in un solo territorio, con rischi di impatto ambientale evidenziati dagli olezzi che saturano l’aria che questa gente è costretta a respirare”. “La Regione Campania – sottolinea Cammarano – ascolti la voce e le richieste di queste persone e non si trinceri dietro comportamenti arroganti e poco conformi con il concetto di politica, il cui ruolo è quello di risolvere i problemi denunciati dai cittadini. Il coraggio che hanno mostrato oggi le comunità di Battipaglia e della Piana del Sele ci infondono un’ulteriore stimolo a non fermarci in questa battaglia che continueremo a portare avanti nelle sedi istituzionali”.
Aree crisi complessa Campania, firmato il decreto
Il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ha firmato il decreto di riconoscimento delle aree di crisi industriale complessa della Campania, con impatto sulla politica industriale nazionale, per i Poli industriali di Acerra-Marcianise-Airola, Battipaglia-Solofra, Castellammare-Torre Annunziata, che comprendono 24 Comuni campani dei Sistemi Locali del Lavoro di Caserta, NAPOLI, Salerno, Nola, Montesarchio, Solofra, Battipaglia, Castellammare, Torre. In questo modo, e’ stata pienamente accolta la deliberazione della Giunta regionale n. 590 del 26 settembre 2017, che ha avanzato la proposta, indicando le aree di crisi complessa della Campania. A questo proposito, il Presidente Vincenzo De Luca e gli Assessori Amedeo Lepore e Sonia Palmeri hanno dichiarato: “Con la firma del decreto da parte del Ministro si chiude in tempi molto brevi la procedura per la dichiarazione delle aree industriali di crisi complessa, che permette l’avvio di impegnativi programmi di reindustrializzazione di queste zone e favorisce la definizione delle soluzioni necessarie per superare le crisi di alcuni comparti e attivita’ strategiche della Campania. Questo provvedimento consente, inoltre, di rendere ancora piu’ intensi gli effetti delle politiche industriali della Regione, gia’ intraprese con i contratti di sviluppo, gli incentivi alle imprese (credito d’imposta e decontribuzione) e gli accordi per le aree di crisi non complessa. Il decreto, infine, interviene con uno strumento concreto a sostegno dei lavoratori che si trovano in condizioni di grande disagio e privi di una ricollocazione produttiva, attraverso la possibilita’ di deroga agli ammortizzatori sociali scaduti”. “Per questo motivo, nel ringraziare il Ministro Calenda e i suoi diretti collaboratori per il loro risolutivo impegno, oltre che la Direzione Generale Attivita’ Produttive della Regione per aver elaborato un atto di proposta ineccepibile, chiediamo ora al Ministro del Lavoro e all’INPS, consapevoli della loro riconosciuta sensibilita’ per le situazioni di crisi, di adottare al piu’ presto i provvedimenti di loro competenza a favore dei lavoratori campani. Un riconoscimento che va rivolto pienamente anche alle organizzazioni sindacali della Campania, che con la Regione si sono impegnate e si batteranno per continuare a percorrere la strada dello sviluppo produttivo e dell’occupazione”, concludono De Luce e i due assessori Lepore e Palmeri.
Appalti: de Magistris, verso accordo per manodopera locale
“In questi giorni firmeremo un protocollo con i sindacati, fondamentale per le clausole sociali. Tutti i lavori imponenti che si effettueranno nella nostra citta’ di infrastrutture, edilizia e altro, devono avere una parte importante della manodopera locale, partenopea”. Lo annuncia il sindaco di Napoli Luigi de Magistris a margine di un convegno sui venti anni della legge 285 sulle politiche sociali con il ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Per de Magistris sara’ un modo per dare “una risposta alla forte disoccupazione. La strada che e’ stata intrapresa verso il reddito di inclusione, di cittadinanza, per dare forza a chi non ne ha, e’ un passaggio importante”.
Mugnano, arrivano i primi cestini per la raccolta delle deiezioni canine
A Mugnano arrivano i primi cestini specifici per la raccolta delle deiezioni canine. Nei giorni scorsi, su richiesta dell’amministrazione Sarnataro, la Teknoservice ha provveduto ad installare diversi Eco dog in svariati punti della città. D’ora in poi i proprietari e i conduttori di cani potranno così gettare in appositi contenitori i sacchetti monouso con gli escrementi dei propri animali. “Si tratta di un nuovo servizio per i cittadini, data la massiccia presenza di persone che amano gli animali e in particolare i cani – spiega l’assessore all’Ambiente Valerio Capasso – Cercheremo quanto prima di incrementare il servizio su un numero sempre maggiore di arterie”. Per ora i cestini sono stati installati lungo via Montale, via Napoli, via Cesare Pavese, via Di Vittorio, via Papa, via Crispi, via Luca Giordano, via Granata, via San Lorenzo e via Murelle. “Insieme a tutti i membri della commissione ambiente e all’assessore Capasso siamo riusciti a raggiungere quest’importante obiettivo – commenta il presidente della commissione al ramo Nello Romagnuolo – Dopo l’installazione dei raccoglitori per plastica e lattine della Garby, per oli esausti e i nuovi getta carte, ora è il turno di quelli per le deiezioni canine. Sul fronte dell’ambiente stiamo apportando una nuova serie di servizi che stanno dando alla città una ventata di cambiamento e innovazione. Tutto grazie anche al lavoro svolto dalle Guardie Ambientali”. Soddisfatto il sindaco Luigi Sarnataro: “Ringrazio l’assessore Valerio Capasso per l’impegno e il lavoro svolto. Già qualche mese fa, con un’apposita ordinanza sindacale, ordinai a tutti i proprietari di cani di munirsi di paletta e sacchetti per raccogliere le feci, pena severe sanzioni pecuniarie. Ora, per incentivare maggiormente il senso civico, abbiamo anche installato gli Eco dog: non ci sono più scuse per lasciare gli escrementi dei propri animali in strada. Faccio affidamento al buona educazione dei miei concittadini, che mi auguro rispetteranno maggiormente l’ambiente che li circonda”.
[14:41, 23/11/2017] Peppe Cronache:
Frattaminore, il sindaco Bencivenga ritira le dimissioni: ”Abbiamo mostrato coraggio nel riconoscere le difficoltà, ora andiamo avanti”
Il sindaco di Frattaminore, il dottor Giuseppe Bencivenga, ha ritirato stamattina le dimissioni protocollate martedì 7 Novembre. E sulla decisione ha dichiarato: “Dal momento del mio annuncio delle mie dimissioni, sono passati giorni nei quali ho ritenuto opportuno restare in silenzio, in attesa che la politica desse un segnale forte. Questo segnale è arrivato con un documento che non esiterò a mostrarvi non appena sarà ufficiale e che credo ci restituisca il senso del percorso insieme.
Quando mi sono dimesso sono stato estremamente chiaro, non potevo più tollerare le frizioni interne alla nostra maggioranza che riguardavano singole cariche e/o problemi politici di natura personale, assolutamente legittimi ma lontani dal modo con cui ci siamo posti nei confronti dei cittadini. Problemi, incomprensioni, diffidenze che andavano superate come squadra e non più come singoli. Mi sono assunto in pieno la responsabilità dei problemi interni alla maggioranza assorbendo totalmente qualsiasi altro tipo di discussione.
L’ho fatto perché i cittadini mi hanno riconosciuto un consenso storico e mi sono impegnato a gestirlo nel migliore dei modi possibili tenendo lontano le vecchie logiche del politichese dalle stanze del municipio. La mia coalizione è composta da uomini e donne intelligenti e tutti, nessuno escluso, mi hanno mostrato il desiderio chiaro di andare avanti e di continuare a spingere i progetti per la città evitando che le ambizioni divenissero ostacolo per gli interessi di Frattaminore.Può accadere che durante un percorso politico sia necessario fermarsi e riflettere, ritrovare lo spirito di unità e di intenti anche a costo di rischiare la fine anticipata della consiliatura. Noi l’abbiamo fatto, abbiamo mostrato il coraggio necessario a guardarci negli occhi e riconoscere le difficoltà.
Da sempre – continua Bencivenga – i cittadini chiedono unità, non sopportano quando i loro rappresentanti litigano o discutono invece di operare. Siamo comunità quando riscopriamo, anche nelle divisioni ed anche nello scontro, il senso dello stare insieme e perché no, anche la competizione. Quella competizione che i vecchi amministratori di Frattaminore non hanno mai voluto intraprendere nella preoccupazione di non essere all’altezza delle sfide ed invece noi ci abbiamo messo voglia e tantissima passione anche quando gli obiettivi sembravano così complicati, quando la burocrazia ci ha messo i bastoni tra le ruote con percorsi ingarbugliati e pieni di insidie. Mi sono rivolto ai consiglieri comunali ricordando loro che noi siamo un mosaico, proprio come quello che compone il nostro stemma e solo quando veramente riusciamo a restare vicini ed uniti diamo una corretta immagine di noi.
Ho ricevuto un segnale forte dai miei cittadini che mi hanno dato grande forza. Abbiamo affrontato e risolto un problema di natura politica senza il quale, purtroppo, le manifestazioni non avrebbero potuto incidere sulla mia decisione. Ringrazio davvero tutti, prima di tutto la mia squadra di governo ed i miei consiglieri e le forze politiche per il senso di responsabilità che hanno dimostrato. Da questo momento, di nuovo e senza sosta a lavorare per i miei concittadini”.



